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A cura di: Raffaella Capritti Indice degli argomenti Toggle Un prototipo per l’adattamento climatico urbanoArchitettura biofilica, materiali circolari e superfici attiveLa pompa di calore Vaillant per il comfort del rifugioaroTHERM pro: R290, retrofit e flessibilità installativa In un contesto urbano sempre più esposto a isole di calore, inquinamento atmosferico, stress ambientale e carenza di spazi relazionali di qualità, il design torna a misurarsi con una domanda molto concreta: come rendere le città più abitabili, salubri e resilienti? A questa riflessione risponde Rifugio Climatico, il prototipo presentato all’ADI Design Museum in occasione del Fuorisalone 2026, all’interno del progetto GooDesign Cities, curato dall’architetto e designer Massimiliano Mandarini. L’iniziativa, ospitata dal 20 al 26 aprile 2026, immagina la città del futuro come uno spazio più umano, sostenibile e biofilico, dove design e responsabilità ambientale orientano nuove forme di convivenza tra persone e natura. Il progetto porta al centro del dibattito un tema oggi sempre più rilevante per architetti, progettisti, pubbliche amministrazioni e operatori della rigenerazione urbana: la necessità di realizzare micro-architetture capaci di offrire protezione climatica, comfort, qualità dell’aria e nuove funzioni sociali, senza aumentare il carico ambientale del costruito. Il prototipo ideato da Mandarini si configura come una casa modulo biofilica fotocatalitica, completamente riciclabile e disassemblabile, progettata per integrare natura, biodiversità, energie rinnovabili, materiali intelligenti e tecnologie per la depurazione dell’aria. Un prototipo per l’adattamento climatico urbano Il Rifugio Climatico nasce come risposta progettuale alle trasformazioni della città contemporanea. Le aree urbane concentrano popolazione, consumi, traffico, emissioni e superfici minerali, condizioni che amplificano gli effetti del caldo estremo e peggiorano la qualità dello spazio pubblico. In questo scenario, l’architettura deve contribuire alla costruzione di ambienti più ospitali, capaci di migliorare il benessere fisico e psicologico delle persone. Il concept si basa su sistemi modulari di architettura biofilica, pensati come una matrice incrementale adattabile sia a grandi spazi sia a contesti urbani di dimensioni ridotte. Il modulo può trovare applicazione in aree residenziali, condomini, uffici, spazi corporate, giardini privati, ambienti Horeca, waterfront, lidi, piazze e parchi, offrendo funzioni diverse: smart working, studio, lettura, relax, socialità, turismo, cultura e benessere corpo-mente. La logica è quella di un’infrastruttura leggera, replicabile e scalabile, che non occupa lo spazio urbano in modo passivo, ma lo riattiva. Il rifugio diventa così un presidio di relazione, un luogo in cui fermarsi, lavorare, riposare, leggere, incontrarsi e ritrovare un rapporto più diretto con elementi naturali, luce, ventilazione e verde. Come sottolinea Massimiliano Mandarini, “il Rifugio Climatico non è solo uno spazio fisico, ma una piattaforma culturale ed educativa, pensata per portare valore in quartieri, condomini, aziende, scuole, parchi e ambienti privati, promuovendo una rigenerazione urbana più vicina alle persone e all’ambiente”. Architettura biofilica, materiali circolari e superfici attive Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda l’integrazione tra struttura, involucro, materiali e tecnologie ambientali. Il rifugio è realizzato in alluminio riciclato, fornito da Delta Overlap e Profilia Spa, e introduce il sistema Cover, una soluzione di re-design per infissi, pareti e boiserie che consente di personalizzare superfici nuove o esistenti con una collezione digitale adattabile a diversi contesti. La componente vegetale non è decorativa, ma parte integrante della strategia climatica. Il progetto prevede concept di facciata con giardini verticali, fioriere solari fotovoltaiche con sistemi di nebulizzazione per il raffrescamento, coperture e facciate apribili per favorire la ventilazione naturale, micro-orti, piante aromatiche e aree verdi dry garden. Queste soluzioni contribuiscono alla rinaturalizzazione urbana e possono favorire biodiversità e presenza di impollinatori, tema sempre più presente nella progettazione degli spazi aperti. A questo si aggiunge l’impiego della nanotecnologia fotocatalitica REair, applicata sulle superfici indoor e outdoor. Il trattamento, sviluppato dall’azienda specializzata in eco-tecnologie per la depurazione dell’aria, consente di intervenire su ossidi di azoto e altri inquinanti organici presenti nell’aria, trasformando le superfici in elementi attivi per la salubrità dello spazio. Il rivestimento si attiva in presenza di luce naturale o artificiale e può contribuire anche alla funzione autopulente delle superfici, riducendo le esigenze di manutenzione. Architetto Massimiliano Mandarini e Raffaella Moro CEO di REair Il rifugio integra inoltre produzione di energia pulita tramite vetrate e coperture solari, grazie alla tecnologia Sofisolar ESCO. L’obiettivo è costruire un modulo in cui architettura, impiantistica, materiali e componenti vegetali lavorino come un unico sistema ambientale, coerente con le strategie di decarbonizzazione del costruito e con la crescente attenzione alla qualità dell’ambiente interno ed esterno. Non è un tema marginale: secondo il Global Status Report for Buildings and Construction 2024/2025 di UNEP e GlobalABC, il settore edilizio e delle costruzioni consuma il 32% dell’energia globale e contribuisce al 34% delle emissioni globali di CO₂. In questa prospettiva, prototipi come il Rifugio Climatico indicano una possibile evoluzione della rigenerazione urbana: non solo efficientamento energetico degli edifici, ma dispositivi di adattamento climatico, comfort, salute e socialità. Cuccia per cani e gatti fotocatalitica All’interno del modulo trova spazio anche la Cuccia Grey Thiny Home, presentata come sistema-prodotto pet-friendly per cani e gatti, progettato da Massimiliano Mandarini e Jlenia Poloni Designer. Anche in questo caso il concept lavora sulla modularità e sull’impiego della tecnologia fotocatalitica di REair, estendendo il tema della qualità dell’aria e del benessere anche agli animali domestici. La pompa di calore Vaillant per il comfort del rifugio Il tema del comfort non riguarda solo la forma dello spazio o la presenza del verde, ma anche la capacità di integrare tecnologie efficienti per climatizzazione, gestione energetica e qualità abitativa. In questo quadro si inserisce la nuova aroTHERM pro di Vaillant, pompa di calore con refrigerante naturale R290, pensata per rispondere alle esigenze dei contesti urbani contemporanei. La nuova aroTHERM pro di Vaillant nell’installazione all’ADI La transizione energetica degli edifici richiede infatti soluzioni capaci di ridurre il ricorso ai combustibili fossili, migliorare l’efficienza in esercizio e garantire comfort sia nelle nuove costruzioni sia negli interventi di riqualificazione. La Direttiva europea EPBD 2024/1275 punta al miglioramento della prestazione energetica degli edifici e alla riduzione delle emissioni del parco immobiliare, mentre il nuovo Regolamento F-Gas UE 2024/573 spinge progressivamente verso refrigeranti a minore impatto climatico. Come spiega Antonio Andricciola, product manager pompe di calore di Vaillant Group Italia, «le pompe di calore non sono soltanto componenti di impianto, ma possono essere un elemento di design che va ad arricchire l’abitazione». In questa prospettiva, aroTHERM pro si distingue per «un’estrema versatilità, un design compatto ed elegante» che ne consente l’applicazione in diversi contesti abitativi, con particolare attenzione alle nuove costruzioni e agli edifici urbani dove la disponibilità di spazio è spesso limitata. Antonio Andricciola La pompa di calore lavora su tre direttrici progettuali: compattezza, silenziosità e flessibilità installativa. Il design total black, oltre a caratterizzare il prodotto dal punto di vista estetico, consente un inserimento più discreto negli spazi esterni. La compattezza, sottolinea Antonio Andricciola, non è solo una scelta formale, ma una caratteristica funzionale: «nei contesti urbani c’è scarsità di spazio sia all’interno sia all’esterno dell’abitazione» e per questo anche le taglie più grandi, da 12 e 15 kW, restano monoventola e con un’altezza di circa un metro, così da poter essere posizionate anche sotto una finestra. Particolare attenzione è stata riservata anche al comfort acustico, aspetto sempre più rilevante nelle installazioni residenziali e condominiali. Nella taglia da 5 kW, in modalità silenziosa, aroTHERM pro raggiunge a 3 metri una pressione sonora pari a 34 dB(A), valore che il responsabile Vaillant paragona a «un fruscio di foglie», quindi a una presenza sonora molto contenuta e compatibile con contesti abitativi ad alta densità. aroTHERM pro: R290, retrofit e flessibilità installativa Uno degli elementi tecnici più interessanti è la funzione brevettata Flexible Space, sviluppata per ridurre al minimo le aree di rispetto generalmente richieste per le pompe di calore con refrigerante R290. Si tratta di un tema rilevante soprattutto negli edifici esistenti e negli appartamenti termoautonomi, dove balconi, portefinestre, prese elettriche e ringhiere possono complicare l’installazione. Come chiarisce Andricciola, le pompe di calore R290 richiedono normalmente specifiche aree libere attorno alla macchina, nelle quali non devono trovarsi determinati elementi, come varchi, griglie o prese elettriche. Con Flexible Space, invece, «la macchina riduce al minimo queste aree di rispetto quasi a zero» e questo consente «una maggiore versatilità installativa». Il beneficio è particolarmente evidente negli appartamenti in cui l’unico punto disponibile per l’unità esterna è il balcone: riducendo gli ingombri tecnici, aumentano i casi applicativi e diventa più semplice portare la tecnologia della pompa di calore anche in contesti urbani complessi. aroTHERM pro utilizza refrigerante naturale R290, caratterizzato da un GWP pari a 0,02, e può raggiungere una temperatura di mandata fino a 70°C. Questo valore amplia le possibilità di impiego non solo negli edifici nuovi con impianti a bassa temperatura, ma anche negli interventi di riqualificazione energetica. «Può essere abbinata ai nuovi impianti a bassa temperatura, ma anche potenzialmente ai radiatori, previa verifica tecnica», continua Andricciola, confermando l’interesse del prodotto anche per il retrofit. La gamma di potenza da 5 a 15 kW consente di coprire applicazioni in abitazioni singole e villette. Per edifici più articolati o piccoli condomini, la soluzione può essere configurata in cascata: in questi casi, la combinazione tra compattezza della macchina e Flexible Space permette di ottimizzare ulteriormente gli spazi rispetto a soluzioni standard. La pompa di calore si caratterizza inoltre per alta efficienza energetica – con classe ErP fino ad A+++ (D- A+++) – che garantisce riduzione dei consumi e dei costi in bolletta. L’ampio campo operativo, da -25°C in riscaldamento fino a +46°C in raffrescamento, assicura i migliori risultati in diverse condizioni climatiche. Accanto al prodotto, l’azienda sottolinea anche il ruolo dei servizi per professionisti e utenti finali. Vaillant mette a disposizione percorsi formativi tramite Vaillant Academy, una rete capillare di centri di assistenza certificati per la gestione dell’R290 e soluzioni come Garanzia 7, che consente di estendere la garanzia fino a sette anni a determinate condizioni. «Vaillant non si focalizza soltanto sul prodotto, ma anche su una serie di servizi per ottimizzare l’esperienza del cliente», conclude Andricciola, ricordando che l’azienda lavora sull’R290 dal 2020 e ha maturato esperienza sia nell’ingegnerizzazione dei prodotti sia nella formazione della rete tecnica. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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