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Giardino verticale: tipologie, benefici e costi

Dopo i tetti è la volta delle pareti verdi. Esistono diversi tipi di giardino verticale: a inverdimento diretto, indiretto, a combinazione, con elementi contenitori. Poi ci sono i Living wall. Insomma, più soluzioni per migliorare il microclima urbano. Tipologie, tecniche e costi frutto della ricerca europea Clever Cities. Facciata verde e Living wall a confronto: le prime sono meno costose, durano di più, serve poca manutenzione e offrono alcuni benefici termici, i secondi assicurano maggior benefici

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Pareti verdi, tipologie, benefici e costiIndice degli argomenti:

Prosegue l’approfondimento di Infobuildenergia.it sul tema delle nuove forme del verde in città. Dopo avere analizzato i benefici dei tetti verdi è la volta dei giardini verticali.

Le diverse tipologie di pareti verdi

Partiamo dalle definizioni. La parete verde è una chiusura verticale vegetata. L’inverdimento può essere realizzato con specie vegetali piantumate al suolo a sviluppo rampicante, ancorate direttamente alla superficie dell’edificio oppure supportate da reti, graticci o cavi ancorati alla facciata o strutture che siano parte integrante della chiusura verticale.

I sistemi principali vengono definiti a inverdimento diretto, indiretto, indiretto a combinazione, con elementi contenitori.

Parete verde per il progetto Madrid+Natural (credits Arup)
Parete verde per il progetto Madrid+Natural (credits Arup)

Le soluzioni definite Living wall sono costituite da pannelli e moduli di produzione industriale, integrati da appositi sistemi di irrigazione, che vengono fissati alle facciate degli edifici e servono per alloggiare e tenere in vita un mix di essenze vegetali di differente specie e provenienza (tre sono le principali definizioni in base al sistema utilizzato: con elementi contenitori, con substrato di resina espansa, con strato di feltro).

Nel caso di un sistema di verde giustapposto alla parete di un edificio (o facciate verdi) si realizza una struttura a graticcio che viene fissata alla facciata, sulla quale si sviluppano specie arboree di natura rampicante. Il rivestimento della facciata può essere totale o parziale ed è necessario accertarsi che non vi siano interazioni negative tra la vegetazione e lo strato di finitura della facciata dell’edificio.

Tra le tecnologie più utilizzate, la principale è quella che prevede la predisposizione di una rete metallica, con cavi in acciaio inossidabile tirati e fissati alla parete grazie a elementi distanziatori metallici. In base alla superficie da ricoprire e al tipo di piante scelto, è possibile optare anche per strutture in legno, plastica o fibre di vetro.

Esempi di pareti verdi di tre alberghi di Milano
Esempi di pareti verdi di tre alberghi di Milano (credits Ambiente Italia)

Se il sistema di verde è integrato nell’involucro (Living Walls) è previsto l’utilizzo di elementi modulari in materiali inorganici, nei quali viene predisposto il terriccio e la coltura delle essenze scelte. Ogni elemento può essere affiancato agli altri fino a ricoprire superfici molto estese. Questa soluzione permette di intervenire direttamente su una facciata, ad esempio da recuperare.

I blocchi vengono fissati alla parete in modo meccanico, generalmente tramite fasce metalliche ed apposite viti. Le aziende specializzate hanno studiato differenti soluzioni, ma tendenzialmente i pannelli sono predisposti per il deflusso dell’acqua da un elemento all’altro, senza smuovere il terriccio o fermarsi in alcuni punti della facciata. Questa tecnica può essere usata anche per rivestire pareti interne in ambienti con sufficiente illuminazione.

Rozzano, centro commerciale Fiordaliso, Living wall con substrati in resina espansa
Rozzano, centro commerciale Fiordaliso, Living wall con substrati in resina espansa (credit fiordaliso.net; Ambiente Italia)

Ricordiamo, infine, che esistono altri due sistemi di verde. Uno è quello che viene utilizzato per rivestire i muri di contenimento, ad esempio in corrispondenza di terrapieni; l’altro è quello che prevede la realizzazione di sistemi verdi indipendenti come elementi di schermatura.

Facciata verde e Living wall a confronto

Il progetto europeo Clever Cities, finanziato dal programma di ricerca Horizon 2020 (Demonstrating innovative nature-base solutions in cities),  si spinge anche a comparare sul piano tecnico ed economico i sistemi di facciata verde e di Living wall.

Milano, Living wall costituito da strati di feltro

Milano, Living wall costituito da strati di feltro (credits I. Sejdullahu, Ambiente Italia)

Il primo sistema è meno costoso, ha un ciclo di vita fino a cento anni, richiede poca manutenzione, l’irrigazione è naturale a pioggia e con sistemi supplementari di irrigazione (manuale o automatica) e offre alcuni benefici termici.

Il Living wall è più costoso, ha un ciclo di vita di 10-15 anni, necessita di maggior manutenzione, il sistema di irrigazione deve essere automatico, possiede però migliori benefici termici.

Living wall
Living wall costituito da elementi contenitori (fonte tuttogreen.it; Ambiente Italia)

Giardino verticale: vantaggi e costi

La progettazione di una facciata verde introduce una serie di vantaggi estetici e ambientali nel contesto in cui si inserisce. Infatti, da un punto di vista architettonico si può migliorare l’estetica dell’edificio e si occupano superfici che altrimenti non avrebbero alcuna altra funzione.

Ma i vantaggi più importanti sono quelli inerenti l’aspetto ecologico di questa scelta progettuale. Negli ultimi anni, la bioarchitettura e la progettazione ecosostenibile hanno avuto sempre più diffusione e la sensibilità dei progettisti – ma anche delle persone in generale – è decisamente aumentata. Le facciate verdi agiscono sul microclima e influenzano il comportamento fisico tecnico di un edificio.

Albergo a Milano, facciata verde con sistema indiretto con elementi contenitori
Albergo a Milano, facciata verde con sistema indiretto con elementi contenitori (credits I.de Boer, Roof Matters)

Dai dati raccolti nella ricerca di Clever Cities, tra i cui partner tecnici figura anche la società di studi e ricerche Ambiente Italia, emerge che se si utilizzano sistemi di inverdimento con pareti verdi si ottengono alcuni benefici: una diminuzione della temperatura di 4,5 gradi centigradi e risparmi energetici per raffrescamento del 43% e dal 4 al 6,3% per riscaldamento.

Un altro beneficio della parete verde riguarda l’abbassamento della temperatura dell’aria dell’ambiente circostante l’edificio: alcune stime parlano di una riduzione dell’aria ambiente tra lo 0,5 e i 4,1 gradi centigradi, misurati a una distanza di due metri dalla parete.

Il risparmio energetico di due pareti verdi
Il risparmio energetico di due pareti verdi (credits Ambiente Italia)

Più nello specifico, uno studio compiuto un paio di anni fa (si tratta del lavoro realizzato a Birmingham su una Living wall nella New street railway station in cui tutte le specie di piante studiate hanno dimostrato di aver rimosso una vasta gamma di elementi dall’atmosfera, compresi i metalli pesanti; nda), ha evidenziato che le specie a foglia larga potrebbero fornire migliori performance nel catturare la frazione di particolato fine, il PM1, particolarmente dannoso alla salute.

Mentre quelle con foglie caratterizzate dalla presenza di cera epicuticulare e da una particolare morfologia superficiale, possono intrappolare tutte le frazioni di particolato.

In generale, gli effetti positivi di una Living wall sulla concentrazione di PMx dipendono dalle caratteristiche specifiche delle piante: dalla forma all’epidermide, dalla rugosità al livello di inquinamento atmosferico nella zona.

Mitigazione del microclima di una parete verde verificata con termografia
Mitigazione del microclima di una parete verde verificata con termografia (credits Ambiente Italia)

La vegetazione influisce anche sulla sua regolazione termica del sistema edificio, con vantaggi sia in inverno che in estate. Durante la stagione fredda contribuisce a limitare le dispersioni termiche e aumentare la coibentazione dell’edificio, proteggendo la parete anche dal vento. Benchè sia pressoché impossibile calcolare in modo preciso l’entità del risparmio energetico garantito da un sistema vivo e quindi variabile, si è stimato che lo strato di fogliame sia in grado di aumentare la resistenza termica della parete di circa il 6%.

Durante il periodo estivo lo strato verde tramite l’ombreggiamento garantisce la riduzione della temperatura superficiale della parete dell’edificio. Il carico solare sulla superficie può essere ridotto fino al 30% e la temperatura superficiale della facciata può scendere anche di 10°C.

Inoltre, nei casi in cui la parete verde si trovi ad alcuni centimetri di distanza dall’edificio, si forma un’intercapedine d’aria che offre i vantaggi di una parete ventilata, aumentando la resistenza termica della parete. In estate si regola l’innalzamento della temperatura superficiale e in inverno il suo abbassamento.

Albergo a Vauban (Friburgo), facciata verde con sistema indiretto
Albergo a Vauban (Friburgo), facciata verde con sistema indiretto (credits I. Sejdullahu, Ambiente Italia)

La presenza di vegetazione diffusa nella città offre un altro grande vantaggio: la riduzione dell’effetto isola di calore, un problema persistente nei centri urbani. Il verde è una delle soluzioni possibili, perché non accumula il calore assorbito dalla radiazione solare.

Buone prestazioni anche in termini di isolamento acustico, poiché lo strato di fogliame riduce la trasmissione del rumore all’interno dell’edificio, assorbendo le onde sonore provenienti dall’esterno.

Ci sono, sempre dai dati diffusi da Ambiente Italia, delle differenze di costo secondo il tipo di facciata verde, se diretto o indiretto. La prima ha un costo da 30 a 45 euro al metro quadrato, la seconda da 45 a 75. I costi di questo ultimo tipo di facciata variano in relazione al variare del materiale utilizzato per realizzare gli elementi contenitori: da 100 a 150 euro al metro quadrato per Hdp, da 400 a 500 per quelli in acciaio e da 600 a 800 per elementi in acciaio zincato.

Una Living wall ha invece costi differenti: da 400 a 600 euro al metro quadrato per quella con elementi contenitori, da 750 a 1.200 per il tipo dotato di substrato in resina espansa e da 400 a 900, infine, per ila tipologia costituita da strati di feltro.

Manutenzione dei giardini verticali

Illustrati i vantaggi di un giardino in verticale, va detto che ci sono anche alcuni fattori critici che è giusto considerare. Per prevenire (o arginare) problemi legati ai costi e all’impegno per la manutenzione, al dispendio di acqua o al deperimento prematuro della vegetazione, è opportuno curare nel dettaglio il progetto del verde verticale. In base alla localizzazione e al clima si dovranno scegliere specie adeguate, che crescano autonomamente e che richiedano poca manodopera per la manutenzione, che comunque va fatta regolarmente.

Sistema Living Walls
Sistema Living Walls

L’ordinaria manutenzione dello strato vegetale può essere “alleggerita” grazie a sistemi di fertilizzazione e irrigazione automatizzati, che forniscono alle alla vegetazione acqua, sostanze nutrienti e protettivi da funghi e parassiti. Ne consegue logicamente che questi stessi impianti sono a loro volta soggetti a interventi di manutenzione ordinaria, per assicurarne il corretto funzionamento.

Patrick Blanc, Hotel Athenaeum di Londra
Patrick Blanc, Hotel Athenaeum di Londra

Il costo della manutenzione dell’apparato verde rimane superiore e prevede anche interventi straordinari, nel caso di eventuali malattie di alcune essenze e per specifiche cure da prevedere annualmente. Così come la spesa è più ingente nel caso in cui si voglia mantenere l’effetto estetico iniziale anche nel corso degli anni.

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