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Indice degli argomenti Toggle Dalla mimetizzazione alla valorizzazione: un nuovo paradigma per il fotovoltaicoUn prodotto nato da un’esigenza realeTre linee di sviluppo: Mimetic, Art & Decor, AdvertisingPrestazioni, manutenzione e resilienza: il valore tecnico della coverEfficienza e trasmittanza: l’equilibrio progettualeManutenzione ridotta e protezione dalla grandineBenefici ambientali lungo il ciclo di vitaScalabilità industriale e modello di businessProduzione modulare e approccio “asset light”Licenze e internazionalizzazioneNuove applicazioni: facciate e arte applicata Ridurre l’impatto visivo del fotovoltaico, proteggere gli impianti dagli eventi estremi e, allo stesso tempo, creare nuove opportunità di valore economico. È su questo triplice asse che si sviluppa la proposta di Coveron, una soluzione nata dall’incontro tra design, stampa digitale evoluta e ricerca sui materiali, con l’obiettivo di rispondere ad alcune criticità concrete del mercato fotovoltaico. Dall’intervista con Luigi Dorella emerge chiaramente come il progetto nasca da una convergenza di competenze e necessità concrete: “Coveron non è il frutto di un progetto premeditato, ma di bisogni reali e di un know-how che avevamo già costruito negli anni” . Un approccio che si traduce oggi in una tecnologia proprietaria capace di intervenire su uno dei nodi ancora aperti della transizione energetica: l’integrazione architettonica e la durabilità degli impianti fotovoltaici. Dalla mimetizzazione alla valorizzazione: un nuovo paradigma per il fotovoltaico Il fotovoltaico entra sempre più spesso in contesti architettonici complessi, dove produzione energetica, tutela del paesaggio e qualità estetica devono trovare un equilibrio. Coveron nasce proprio in questo spazio di mediazione, proponendo una soluzione che non si limita a coprire il pannello, ma ne ridefinisce il rapporto con l’edificio e con l’ambiente circostante. Un prodotto nato da un’esigenza reale Il punto di partenza è molto semplice ed è scaturito da un’esigenza personale: il disagio estetico generato dall’impianto fotovoltaico domestico. “Tutte le sere mi dava fastidio, mi creava un disagio estetico: il fotovoltaico è utile, ma non è bello da vedere”, mi dice Luigi Dorella . Da qui prende forma l’idea di una superficie protettiva in grado di decorare il pannello senza comprometterne la funzionalità. La tecnologia si basa su una formulazione colore trasparente, sviluppata internamente, capace di lasciar passare la componente di luce utile alla produzione energetica. “I fotoni che attivano le celle non vengono bloccati dal nostro rivestimento” . Un elemento chiave che consente di coniugare estetica e performance. Tre linee di sviluppo: Mimetic, Art & Decor, Advertising L’offerta Coveron si articola in tre linee principali, sviluppate per rispondere a esigenze differenti di integrazione architettonica, valorizzazione estetica e sostenibilità economica degli impianti fotovoltaici. Mimetic nasce per i contesti sottoposti a vincoli paesaggistici o architettonici, dove l’impatto visivo del fotovoltaico rappresenta spesso un ostacolo autorizzativo. In questo caso le cover riproducono texture, colori e materiali tipici del contesto locale – come coppi, tegole, pietra o superfici naturali – con l’obiettivo di armonizzare l’impianto con l’edificio e con il paesaggio circostante. Coveron Mimetic Con Art & Decor, invece, il principio si ribalta: il pannello non viene nascosto, ma trasformato in un elemento architettonico e decorativo. La superficie fotovoltaica può ospitare pattern, texture artistiche realizzate anche in collaborazione con artisti contemporanei, diventando parte integrante del progetto estetico di facciate, coperture, parcheggi, edifici commerciali o spazi urbani. Coveron Art & Decor La terza direttrice è Advertising, che utilizza le superfici dei moduli come supporti comunicativi per branding e pubblicità. punta a creare una fonte di reddito aggiuntiva attraverso la concessione degli spazi a operatori media e inserzionisti. Coveron Advertising Pensata soprattutto per capannoni industriali, centri commerciali, parcheggi o grandi impianti visibili da aree urbane ad alta frequentazione, quest’ultima soluzione rappresenta uno degli elementi più innovativi: “In alcune aree urbane uno spazio può generare anche 15–30 mila euro all’anno”, mi spiega Luigi Dorella . Un modello win-win che coinvolge proprietari, installatori e operatori media. La personalizzazione è totale: “Non abbiamo un prodotto a catalogo, realizziamo soluzioni sartoriali su misura del contesto” . Grazie a strumenti digitali e workflow semplificati, è possibile replicare texture e materiali partendo anche da semplici fotografie. Prestazioni, manutenzione e resilienza: il valore tecnico della cover Accanto alla componente estetica, il progetto Coveron lavora su aspetti molto concreti legati alla durabilità e alla gestione economica degli impianti fotovoltaici. Il tema centrale diventa il bilanciamento tra integrazione visiva, protezione del modulo e mantenimento delle prestazioni energetiche nel lungo periodo. Efficienza e trasmittanza: l’equilibrio progettuale Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la perdita di potenza, dichiarata tra il 15% e il 25%, variabile in funzione di texture e pigmenti. Un elemento che viene gestito attraverso un approccio progettuale evoluto. “Abbiamo sviluppato texture diverse in base alla distanza di osservazione, modulando pieni e vuoti per aumentare la trasmittanza”, sottolinea Dorella . Questa ottimizzazione consente di recuperare fino a circa il 10% di efficienza. La strategia individuata da Coveron per compensare la perdita di potenza dovuta alla presenza della cover si basa su due elementi complementari. Da un lato, l’eventuale riduzione della produzione energetica può essere recuperata aumentando il numero di moduli installati, laddove lo spazio disponibile lo consenta. Dorella sottolinea che oggi il pannello rappresenta una delle componenti economicamente meno impattanti dell’impianto rispetto ad altri elementi come inverter, sistemi di accumulo o componentistica elettrica, rendendo quindi sostenibile un eventuale sovradimensionamento. Dall’altro lato, Coveron punta a riequilibrare il trade-off energetico attraverso una riduzione dei costi operativi lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto. La protezione antigrandine, la diminuzione delle operazioni di pulizia grazie alle proprietà autopulenti e il possibile abbattimento dei costi assicurativi consentono infatti di ridurre sensibilmente il Total Cost of Ownership (TCO) dell’impianto fotovoltaico nel lungo periodo. È in questa logica che si inserisce anche l’analisi di break-even condotta dall’azienda: considerando un impianto residenziale da 6 kW, l’incremento dei moduli necessario a compensare la minore produzione, insieme al costo della cover, potrebbe essere ammortizzato in circa 3–3,5 anni. Si tratta però di un valore indicativo, che varia in funzione della localizzazione dell’impianto, del costo della manutenzione, dell’esposizione al rischio grandine e delle condizioni assicurative applicate nelle diverse aree del Paese. Manutenzione ridotta e protezione dalla grandine Il valore tecnico di Coveron si estende ben oltre l’estetica. Il rivestimento esterno, caratterizzato da una struttura molecolare compatta, riduce l’adesione dello sporco e consente un taglio significativo dei costi di manutenzione che mi spiega Luigi, “si riducono del 70–80% rispetto a un pannello tradizionale” . Ancora più rilevante è la protezione dagli eventi estremi. La versione Plus è certificata per resistere alla grandine fino a diametri elevati, in un contesto climatico sempre più critico: “Nel Centro-Nord Italia, secondo i dati raccolti anche attraverso il confronto con le compagnie assicurative, l’evento grandine si presenta ormai con una ciclicità quasi annuale. In alcune aree particolarmente esposte, dal Nord-Est ad alcune zone dell’Emilia, il rischio può ripetersi anche più volte nello stesso anno, trasformandosi da semplice imprevisto a variabile strutturale nella gestione economica dell’impianto”. Il tema è anche assicurativo. Le coperture risultano spesso parziali o assenti: “Abbiamo casi di danni da 20.000 euro rimborsati per soli 4.500 euro” . In questo scenario, la protezione fisica dell’impianto diventa un elemento strategico. Benefici ambientali lungo il ciclo di vita Oltre agli aspetti economici, emergono ricadute ambientali significative egate alla maggiore protezione e durabilità degli impianti fotovoltaici. La resistenza agli eventi atmosferici estremi, in particolare alla grandine, contribuisce a ridurre il numero di moduli danneggiati e quindi la quantità di pannelli da sostituire e smaltire. Un tema non secondario, considerando che la gestione dei moduli fotovoltaici a fine vita richiede processi specifici di raccolta, trattamento e recupero dei materiali, con costi ambientali ed energetici associati. A questo si aggiunge la riduzione delle operazioni di manutenzione ordinaria. Grazie alle proprietà superficiali del rivestimento, progettato per limitare l’accumulo di polveri e sporco, l’azienda stima una diminuzione significativa dei cicli di pulizia. Questo significa non solo minori interventi tecnici, ma anche un minor consumo di acqua, aspetto sempre più rilevante in un contesto di crescente pressione sulle risorse idriche. Infine, una maggiore durata dei moduli e la riduzione delle sostituzioni possono contribuire indirettamente anche a contenere le emissioni associate alla logistica e alle attività di manutenzione straordinaria: meno pannelli trasportati, meno componenti da movimentare e minore necessità di interventi in cantiere lungo il ciclo di vita dell’impianto. “Se i pannelli non si rompono, non devono essere smaltiti: è un beneficio per tutto il sistema”, conclude Luigi Dorella. Scalabilità industriale e modello di business La strategia di crescita di Coveron non si basa solo sul prodotto, ma anche su un’organizzazione produttiva flessibile, pensata per adattarsi alla domanda senza appesantire la struttura industriale. L’obiettivo è crescere progressivamente, mantenendo controllo tecnologico, capacità di personalizzazione e sostenibilità degli investimenti. Produzione modulare e approccio “asset light” Coveron adotta un modello produttivo flessibile, che Luigi definisce “polmone estendibile”, che consente di crescere senza strutture industriali rigide. “Vogliamo evitare di diventare una grande industria e mantenere un modello scalabile e adattivo” . L’investimento stimato per coprire il mercato italiano si attesta intorno ai 500.000 euro, grazie a impianti leggeri e modulari. Licenze e internazionalizzazione Per l’estero, la strategia è basata su licenze e trasferimento di know-how: “Possiamo fornire tecnologia e impianti ai partner, monetizzando su colore e competenze”. I primi segnali di mercato sono positivi, con contatti attivi in Germania, Spagna, Francia e Croazia e una forte risposta registrata a KEY Energy con oltre 270 richieste qualificate. Nuove applicazioni: facciate e arte applicata Parallelamente allo sviluppo delle cover per il fotovoltaico, l’azienda sta applicando lo stesso know-how anche al settore dell’involucro edilizio, lavorando su sistemi di facciata ventilata personalizzabili realizzati su pannelli in alluminio composito. In questo caso, la tecnologia di stampa e resinatura consente di riprodurre texture materiche, effetti decorativi o superfici artistiche direttamente sugli elementi di rivestimento, trasformando la facciata in una superficie architettonica altamente personalizzata. L’obiettivo è offrire a progettisti e architetti maggiore libertà compositiva senza rinunciare alle prestazioni tecniche richieste da una facciata contemporanea, come durabilità, leggerezza, resistenza agli agenti atmosferici e integrazione con i sistemi di efficientamento dell’involucro. “Possiamo trasformare la facciata in un elemento estetico unico, mantenendo prestazioni tecniche elevate” spiega Luigi Dorella. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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