Investimenti nelle rinnovabili fermi, ma il solare con accumulo accelera

BloombergNEF fotografa un primo semestre 2026 di investimenti rinnovabili in stallo, a 327,5 miliardi di dollari. Fa eccezione il solare abbinato all’accumulo che segna un record, mentre l’eolico offshore arretra e l’Europa spinge sull’onshore.

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Investimenti nelle rinnovabili fermi, ma il solare con accumulo accelera

Gli investimenti globali nelle energie rinnovabili hanno raggiunto 327,5 miliardi di dollari nel primo semestre 2026, in linea con il semestre precedente ma inferiori del 21% rispetto al picco toccato nella seconda metà del 2024. Lo rileva BloombergNEF nel suo Renewable Energy Investment Tracker.

Investimenti nelle rinnovabili dal 2019 al primo semestre 2026
Fonte BloombergNEF

Il dato segnala una fase di assestamento del mercato dopo i cambiamenti di policy in aree chiave come Stati Uniti e Cina. All’interno di questo quadro emerge però una spinta verso i progetti che uniscono fotovoltaico e sistemi di accumulo.

Record solare con accumulo

Il finanziamento del solare utility-scale stand-alone è sceso del 20% su base annua, a 75,4 miliardi di dollari, il valore più basso dall’avvio del boom del fotovoltaico nel 2021. Pesano i timori legati a curtailment, cannibalizzazione dei prezzi dell’energia e congestione della rete, che hanno frenato i finanziamenti in mercati come Cina, Brasile e parte dell’Europa.

Gli stessi ostacoli hanno spostato capitali verso gli impianti con storage co-locato1, che nel primo semestre hanno attirato un record di 25 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto alla seconda metà del 2025 e il triplo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Stati Uniti e Australia guidano il segmento. L’abbinamento tra fotovoltaico e accumulo riduce l’esposizione al rischio ricavi, un fattore che oggi orienta le scelte di investitori e sviluppatori.

Eolico a due velocità e mercati in movimento

Gli investimenti nell’eolico si sono fermati a 92,3 miliardi di dollari, in calo del 27% rispetto allo stesso semestre del 2025. Il segmento offshore ha subito la contrazione più marcata, con un crollo del 72% su base annua legato a risultati d’asta deludenti, tra cui una gara annullata in Danimarca e una andata deserta in Germania, oltre all’aumento dei costi di capitale e di finanziamento.

L’onshore ha tenuto meglio, con 80,7 miliardi di dollari a livello globale e un calo contenuto al 4%. In controtendenza l’Europa, dove Germania, Romania e Serbia hanno registrato volumi record grazie alle recenti aste. Sul fronte geografico si conferma il ridimensionamento della Cina, scesa a circa un quarto degli investimenti globali dopo aver superato la metà nel 2022. Gli Stati Uniti hanno invece messo a segno un balzo del 54%, sostenuto dalla corsa a rispettare le scadenze sui crediti d’imposta e dalla domanda dei data center.

Il 2026 verso la prima frenata in oltre dieci anni

Le nuove installazioni previste per il 2026 dovrebbero collocarsi sotto i livelli del 2025, la prima flessione annua in più di un decennio. BloombergNEF considera l’arretramento temporaneo e stima una ripresa della nuova capacità a partire dal 2027.


1Per storage co-locato si intende un sistema di accumulo, in genere a batterie, installato nello stesso sito di un impianto di generazione (quasi sempre fotovoltaico) con cui condivide il punto di connessione alla rete, a differenza dello storage stand-alone collegato in modo autonomo. L’accumulo consente di immagazzinare l’energia prodotta nelle ore di sovrabbondanza, quando i prezzi scendono, e di rilasciarla nelle fasce serali a maggiore domanda, riducendo l’esposizione alla cannibalizzazione dei prezzi e al curtailment. La condivisione dell’allacciamento permette inoltre di valorizzare un punto di connessione già esistente, ottimizzando i costi di sviluppo.

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