Come cambia la progettazione con il nuovo Decreto Requisiti Minimi: intervista a Valeria Erba, Presidente ANIT

I nuovi requisiti minimi di efficienza energetica cambiano l’approccio alla progettazione e alla riqualificazione degli edifici, ponendo maggiore attenzione ai ponti termici e alle prestazioni reali dell’involucro. L’ingegnere Valeria Erba, Presidente dell’Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico, spiega le principali novità, il ruolo delle nuove tecnologie e le criticità normative che potrebbero condizionare il futuro dell’efficientamento energetico in Italia

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Come cambia la progettazione con il nuovo Decreto Requisiti Minimi: intervista a Valeria Erba, Presidente ANIT
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L’entrata in vigore, lo scorso 3 giugno, dei nuovi requisiti minimi di efficienza energetica introduce importanti novità nelle modalità di progettazione e nella riqualificazione degli edifici, con particolare attenzione al controllo dei ponti termici e alle prestazioni dell’involucro edilizio. Un cambiamento che interessa tanto le nuove costruzioni quanto il patrimonio esistente e che richiede ai progettisti una maggiore attenzione alle discontinuità termiche, non soltanto per contenere i consumi, ma anche per garantire il benessere termoigrometrico degli ambienti e prevenire fenomeni come condense e muffe.

Nuovo Decreto Requisiti Minimi: cosa cambia per progettisti ed edifici

ingegnere Valeria Erba, Presidente di ANIT
Valeria Erba

Ne parla in questa intervista l’ingegnere Valeria Erba, Presidente di ANIT – Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico, che analizza le principali novità introdotte dal nuovo quadro normativo e le loro possibili ricadute sul patrimonio immobiliare italiano. Dalla progettazione dei ponti termici all’impiego di software e strumenti BIM, fino alle criticità legate all’attuazione delle direttive europee EPBD e ai nuovi obblighi sulle fonti rinnovabili, Erba delinea le sfide che attendono progettisti e operatori nei prossimi anni. Un passaggio importante, secondo la Presidente ANIT, sarà il recepimento della EPBD4, la cosiddetta direttiva “Case green”, destinata a introdurre trasformazioni ancora più significative nel percorso di efficientamento energetico degli edifici.

Il Decreto Requisiti Minimi entrato in vigore il 3 giugno scorso indica nuovi criteri per la progettazione degli edifici, sia di quelli esistenti che di quelli di nuova costruzione. Quali sono secondo lei le novità che incideranno maggiormente sul parco immobili italiano?

“Le novità sostanziali dei nuovi requisiti minimi di efficienza energetica riguardano la valutazione e il controllo dei ponti termici. I nuovi requisiti sia per il nuovo che per interventi sostanziali sull’esistente tengono conto della reale situazione dell’edificio. Per il nuovo vengono introdotti dei parametri di prestazione minima sui ponti termici progettati che influiscono sulla valutazione dei limiti di fabbisogno energetico e sulla definizione della classe energetica che mediamente diventa più alta. Sull’esistente, i requisiti sono direttamente collegati alle prestazioni delle singole strutture (es. trasmittanze minime), il limite precedente era fisso mentre l’attuale limite dipende dai ponti termici reali presenti, mediamente si riscontra una variazione dei limiti che diventano meno restrittivi più sono presenti ponti termici difficili da correggere. Questa situazione può sembrare un passo indietro rendendo gli edifici meno efficienti, tuttavia soprattutto negli interventi sull’esistente questo approccio nasce dalla volontà di rendere realizzabili riqualificazioni che negli anni scorsi o non venivano eseguite o venivano eseguite senza il rispetto globale dei requisiti”.

I progettisti dovranno rivedere le proprie metodologie di progettazione?

“I progettisti dovranno sicuramente stare molto più attenti alle zone di discontinuità termica maggiormente dispersive, progettando una correzione del ponte termico che possa garantire di non avere problematiche non solo energetiche ma anche di benessere termoigrometrico, evitando la formazione di muffe e condense”.

Ci sarà bisogno di nuove professionalità? Può accennarmi qualcosa in merito?

“Non credo sia necessario per i nuovi requisiti minimi di professionalità diverse ma solo di professionalità tecnicamente adeguate che sappiano riconoscere i punti critici e progettare la soluzione più idonea”.

La tecnologia con il BIM, architettura parametrica e design computazionale, potrà essere di aiuto?

“I decreti sui requisiti minimi necessitano di software di calcolo che si basano anche sulla geometria e computazione delle superfici dell’edificio. In questi termici un software che facilita questa computazione è una semplificazione e velocizzazione che può essere di aiuto. Infine i software di calcolo per le valutazioni energetiche e termoigrometriche soprattutto dinamiche potranno aiutare i professionisti a comprendere l’entità di eventuali problemi e proporre le soluzioni più idonee come materiali e strutture”.

Quali saranno gli aspetti normativi più difficili da attuare?

“Il DM 28 ottobre 2025 fa riferimento alla direttiva europea EPBD 3, quindi credo che la maggiore criticità avverrà all’atto dell’attuazione della direttiva europea EPBD4 “Case green”. Tale documento dovrà essere recepito dall’Italia e in esso sono contenute indicazioni sicuramente più complesse e vincolanti che porteranno nei prossimi anni a modifiche molto più sostanziali rispetto a quelle introdotte dal 3 giugno 2026.

Per fare una piccola digressione, aggiungo che la criticità più grande in questo periodo è derivata dall’entrata in vigore di un nuovo decreto che impatta sui requisiti delle riqualificazioni energetiche ossia il DLg 5/2026 che modifica l’allegato 3 del DLgs 199/2021 con riferimento agli obblighi delle rinnovabili.  Infatti dal 5 agosto questi nuovi obblighi sostanzialmente bloccano gli interventi puri sull’involucro edilizio e questo potrebbe portare ad uno stallo di qualsiasi percorso di efficientamento energetico”.

In termini di benefici a lungo termiche che cosa possiamo dire?

“Per quanto riguarda i benefici a lungo termine dovremmo aspettare il recepimento dell’ultima direttiva EPBD4. Quello che speriamo oggi è che vi sia una maggiore attenzione alla progettazione nel rispetto di tutti i limiti previsti che, come ho detto oggi vanno nella direzione di agevolare il processo di riqualificazione”.

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Tema Tecnico

Coibentazione termica, Efficienza energetica

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