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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Agrivoltaico in Europa: numeri, modelli e posizionamento dell’ItaliaQuadro normativo, PNRR e nodi ancora da sciogliereFAQ – AgrivoltaicoChe cos’è l’agrivoltaico e perché è strategico per la transizione energetica?Quali sono le principali caratteristiche che distinguono un impianto agrivoltaico avanzato?Qual è il quadro normativo di riferimento in Italia?Che ruolo ha il PNRR nello sviluppo dell’agrivoltaico in Italia? L’agrivoltaico si conferma uno dei temi più strategici nel percorso di transizione energetica del Paese, capace di mettere in relazione due ambiti centrali come la produzione agricola e la generazione di energia rinnovabile. È attorno a questa integrazione, che si è sviluppata la seconda edizione della Giornata dell’Agrivoltaico promossa da ANIE Rinnovabili, svoltasi il 22 gennaio a Roma nella cornice dell’Ara Pacis. L’evento ha rappresentato un momento di confronto ampio e articolato tra istituzioni, associazioni di categoria, imprese del settore energetico, mondo agricolo ed esperti, con l’obiettivo di analizzare lo stato di avanzamento del comparto alla luce dei più recenti aggiornamenti normativi e delle dinamiche di mercato. Al centro della discussione, la necessità di superare una visione dicotomica del territorio, riconoscendo nell’agrivoltaico una soluzione in grado di valorizzare il suolo agricolo senza comprometterne la funzione produttiva. Giulio Iucci, Vice Presidente di ANIE Federazione Dai dati emersi si conferma che si tratta di un settore in rapida evoluzione, che può giocare un ruolo determinante nel raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici al 2030. Agrivoltaico in Europa: numeri, modelli e posizionamento dell’Italia Il contesto europeo offre oggi un quadro di riferimento significativo per comprendere la traiettoria di crescita dell’agrivoltaico. Secondo le analisi presentate durante l’evento, basate sulla mappatura aggiornata di SolarPower Europe, nel continente sono già operativi oltre 200 progetti distribuiti in almeno dieci Paesi, con una capacità complessiva che supera i 15 GW. Si tratta di numeri che testimoniano il progressivo consolidamento di un mercato che sta uscendo dalla fase sperimentale per assumere una dimensione industriale strutturata. Tra i paesi più impegnati, la Francia, in particolare, ha inserito l’agrivoltaico all’interno delle proprie politiche agricole ed energetiche nazionali, creando un quadro normativo dedicato che dovrebbe sostenere, a partire dal 2026, una crescita annuale compresa tra 1 e 2 GW di nuova capacità. La Germania ha invece scelto di integrare questa tipologia di impianti nei meccanismi di incentivazione del fotovoltaico previsti dal Renewable Energy Act, con un’attenzione specifica alla salvaguardia della continuità produttiva agricola. I Paesi Bassi rappresentano un riferimento sul piano tecnologico, soprattutto per le applicazioni in contesti agricoli ad alta intensità, grazie al contributo dei centri di ricerca e a programmi pubblici orientati all’innovazione. In questo scenario, l’Italia ha tutte le condizioni per assumere un ruolo di primo piano. La combinazione tra disponibilità di superfici agricole, competenze industriali lungo la filiera del fotovoltaico e know-how tecnologico rende il Paese potenzialmente competitivo anche a livello internazionale. Come sottolineato da Andrea Cristini, Presidente di ANIE Rinnovabili, “in Europa l’agrivoltaico sta emergendo come una soluzione strategica per un futuro energetico sostenibile, capace di integrare produzione agricola e generazione di energia su larga scala, con benefici ambientali, economici e di sicurezza energetica”. Quadro normativo, PNRR e nodi ancora da sciogliere Uno dei temi centrali affrontati durante la Giornata ANIE ha riguardato l’evoluzione del quadro normativo nazionale. In particolare, l’introduzione di una definizione specifica di impianto agrivoltaico nella legislazione italiana, a partire dal DL 175/2025, è stata accolta come un passaggio rilevante per dare maggiore chiarezza e certezza agli operatori. La norma riconosce la necessità di soluzioni adeguatamente elevate dal suolo, superando l’idea di parametri dimensionali rigidi e aprendo a un approccio più flessibile, calibrato sulle diverse tipologie colturali e sulle esigenze della pastorizia. Secondo ANIE Rinnovabili, la vera discriminante tra soluzioni avanzate e configurazioni di base risiede nell’integrazione di sistemi di monitoraggio e gestione agricola, elementi fondamentali per garantire che la produzione primaria resti centrale e misurabile nel tempo. Permangono tuttavia alcune criticità che necessitano di ulteriori chiarimenti, come il vincolo dell’80% della Produzione Lorda Vendibile, la definizione dei terreni a “valore agricolo elevato” e le soglie percentuali di suolo agricolo utilizzabile, oggi variabili tra lo 0,8% e il 3%, che rischiano di generare disomogeneità applicative sul territorio. Il forte interesse del mercato è confermato anche dai numeri del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Alla chiusura della prima finestra del bando dedicato, nel settembre 2024, sono state presentate 643 richieste di finanziamento per una potenza complessiva superiore a 1,7 GW, con contributi richiesti per oltre 920 milioni di euro, a fronte di uno stanziamento pari a 1,1 miliardi. La riapertura dei termini nel 2025 da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con scadenza al 30 giugno, punta a sostenere la realizzazione di oltre 1 GW di nuovi impianti entro il 30 giugno 2026. Gli aggiornamenti diffusi nel corso dell’anno indicano la selezione di oltre 700 progetti, per una capacità installabile prossima ai 2 GW. Durante il confronto è emersa anche una riflessione sull’impatto delle nuove disposizioni in materia di aree idonee, che hanno ristretto in modo significativo le superfici potenzialmente compatibili. Un aspetto che, secondo ANIE, potrebbe creare difficoltà operative in alcune Regioni e rallentare il raggiungimento degli obiettivi nazionali di sviluppo delle rinnovabili. A chiudere i lavori è stato Giulio Iucci, Vice Presidente di ANIE Federazione, che ha ribadito come “l’agrivoltaico rappresenti una scelta strategica per il futuro del Paese, dimostrando che la transizione ecologica può essere un percorso di equilibrio e non di contrapposizione, capace di generare sviluppo, tutela ambientale e coesione sociale”. Con oltre 200 partecipanti, la seconda edizione della Giornata ANIE si è confermata un punto di riferimento per un settore in rapida evoluzione, che guarda al 2030 con l’ambizione di contribuire in modo strutturale alla trasformazione del sistema energetico e agricolo italiano. FAQ – Agrivoltaico Che cos’è l’agrivoltaico e perché è strategico per la transizione energetica? L’agrivoltaico è un modello che consente di integrare la produzione di energia solare con l’attività agricola sullo stesso suolo, mantenendo la continuità delle coltivazioni o della pastorizia. La sua rilevanza strategica risiede nella capacità di ottimizzare l’uso del territorio, riducendo il consumo di suolo e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione senza sottrarre superfici all’agricoltura. Questo approccio favorisce inoltre una maggiore resilienza dei sistemi agricoli, grazie alla possibilità di mitigare stress climatici come eccesso di calore o siccità. Quali sono le principali caratteristiche che distinguono un impianto agrivoltaico avanzato? Un impianto agrivoltaico avanzato si caratterizza per l’elevazione delle strutture dal suolo e per l’integrazione di sistemi di monitoraggio che consentono di verificare nel tempo la continuità e la qualità della produzione agricola. L’elemento tecnologico non è quindi limitato alla componente energetica, ma include soluzioni di gestione agronomica, sensoristica e controllo dei parametri ambientali, fondamentali per dimostrare l’effettiva coesistenza tra coltivazione e produzione elettrica. Qual è il quadro normativo di riferimento in Italia? Il quadro normativo italiano ha compiuto un passo significativo con l’introduzione di una definizione specifica di impianto agrivoltaico, che ha chiarito alcuni principi fondamentali come l’adeguata elevazione delle strutture e la necessità di preservare l’attività agricola. Restano tuttavia aperti alcuni nodi interpretativi, legati in particolare al vincolo sulla Produzione Lorda Vendibile, alla definizione dei terreni di valore agricolo elevato e alle percentuali di suolo agricolo utilizzabile, che richiedono ulteriori chiarimenti applicativi a livello nazionale e regionale. Che ruolo ha il PNRR nello sviluppo dell’agrivoltaico in Italia? Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta uno dei principali motori di sviluppo del comparto, grazie a un bando dedicato che ha registrato una partecipazione molto elevata da parte degli operatori. Le risorse stanziate hanno l’obiettivo di sostenere la realizzazione di nuovi impianti entro il 2026, favorendo la diffusione di soluzioni integrate e accelerando la maturazione industriale del settore. I numeri emersi dalle prime finestre di accesso confermano un interesse concreto del mercato e indicano l’agrivoltaico come uno dei pilastri della strategia energetica nazionale. 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