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Indice degli argomenti: Fotovoltaico e accumulo per il condominio: così si possono coprire i consumi elettrici Fotovoltaico e superbonus: i passi necessari Rispetto dei tempi e della sicurezza sul lavoro: due elementi fondamentali in edilizia Energy storage: le dimensioni di un sistema di accumulo da affiancare al fotovoltaico Il Superbonus 110% potrebbe rilanciare alla grande il fotovoltaico residenziale. Il sistema di agevolazioni previste per fare riqualificazione ed efficienza energetica in edilizia prevede, come intervento “trainato”, la possibilità di installare un impianto solare sul tetto di casa. Ma ne vale la pena? Sì, risponde Andrea Brumgnach, vicepresidente di Italia Solare. «In generale, si sta assistendo a una transizione da carichi termici a elettrici anche nel riscaldamento e nella climatizzazione. Avere la possibilità di generare energia elettrica con una fonte rinnovabile come il fotovoltaico è un aspetto di indubbio interesse. Se poi l’intervento fosse affiancato dall’installazione di una pompa di calore elettrica al posto di una caldaia a combustibile fossile e anche dall’eventuale posa di un’infrastruttura di ricarica per la mobilità elettrica, contare sul fotovoltaico, meglio se combinato con un sistema di accumulo, diventa essenziale per ridurre i propri consumi e anche per bilanciare i carichi. Questo perché con il fotovoltaico si può contare su una quota a parte dell’energia necessaria, ma con l’energy storage tale energia può essere accumulata e utilizzata quando necessaria». Fotovoltaico e accumulo per il condominio: così si possono coprire i consumi elettrici L’opportunità del Superbonus si rivela allettante per portare fotovoltaico e accumulo non solo nelle villette, ma anche nei condomini. «La recente risoluzione dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito il punto sulla massima spesa ammissibile combinando impianto fotovoltaico e sistema di accumulo, portando il limite da 48mila a 96mila euro. Per un condominio significa realizzare sul tetto un impianto solare di quasi 20 kW contando su sistemi di accumulo integrati, capace di soddisfare una quota cospicua di consumi elettrici». Giusto per capire: per un edificio da 8 unità abitative, dotato di giardino, box sotterranei e ascensore (ovvero le tre principali voci di consumo di energia elettrica in un condominio), un impianto di questa taglia potrebbe soddisfare interamente i fabbisogni elettrici delle parti comuni del condominio. «Premesso che è una stima approssimativa del fabbisogno di un condominio di questa taglia – ogni edificio fa storia a sé – l’impianto assolverebbe al 100% dei consumi e, nel caso di installazione di pompe di calore in sostituzione a caldaie a fonti fossili, permetterebbe di coprire buona parte dell’elettricità necessaria per il funzionamento della nuova centrale termica». Non solo: lo stesso Brumgnach sottolinea l’importanza di contare su un impianto combinato anche in ottica di un prossimo sviluppo delle comunità energetiche. «Un domani non molto lontano, qualora si abbia un surplus di produzione, si potrebbero porre le basi per la creazione di una comunità». In ogni caso lo stesso vicepresidente di Italia Solare ricorda che, Superbonus a parte, per installare un impianto fotovoltaico ed eventualmente anche un sistema di accumulo si può fare affidamento sulle detrazioni fiscali rispettivamente pari al 65% e al 50% anch’esse passibili di cessione del credito o sconto in fattura. Fotovoltaico e superbonus: i passi necessari La trafila necessaria per realizzare un impianto fotovoltaico con storage, abbinato a uno degli interventi trainanti per il Superbonus, è complessa. «La procedura, articolata, si compone di alcuni passi fondamentali. Il primo è la verifica della conformità urbanistica, per chiarire se l’immobile in oggetto sia in regola. Parallelamente, va eseguita l’analisi energetica preliminare per comprendere se sia possibile il salto di due classi energetiche, condizione fondamentale per l’ottenimento del Superbonus. Più precisamente, occorre effettuare l’APE (Attestato di Prestazione Energetica) pre e simulare il post intervento». A questo punto si può partire con l’espletamento di tutte le pratiche necessarie, «tenendo però conto che chi deve effettuare l’analisi di congruità dei costi verifichi sulla carta il rispetto dei preventivi del massimale delle tabelle regionali, la correttezza degli importi unitari delle varie tecnologie e dei tetti di spesa massimali». Per esempio, nel caso del fotovoltaico, si dovrà rispettare il tetto dei 2400 euro per kilowatt, il massimale dei 48mila euro e verificare che nella tabella regionale ci siano degli importi in linea con i preventivi di spesa ipotizzata. «Successivamente si dà avvio al cronoprogramma dei lavori, comprensivo di lavori per interventi trainanti e trainati, al termine dei quali si dovrà procedere con le dichiarazioni di conformità e i collaudi laddove necessari, l’APE post intervento, la relazione relativa alla congruità dei costi e la predisposizione dei documenti necessari per il visto di conformità». Tutto questo deve poi considerare le posizioni dei condomini in materia di sconto in fattura o di cessione del credito. «L’importante in ogni caso è evitare una ridondanza di documenti che comporterebbe problemi e ritardi di tempistiche: giusto per capire, oggi gli istituti di credito stanno sviluppando bozze di elenco documenti che vanno da 25 a 40». Rispetto dei tempi e della sicurezza sul lavoro: due elementi fondamentali in edilizia Un altro elemento non trascurabile sono i tempi di realizzazione: «mi auguro davvero che le tempistiche stringenti per concludere i lavori prima della fine del 2021, oggi termine per beneficiare del Superbonus, non portino a trascurare la sicurezza sul lavoro. Installare un impianto fotovoltaico sul tetto comporta determinate attenzioni, lavorando in quota, soprattutto se si parla di condomini a più piani. Resta un presupposto fondamentale la predisposizione del cantiere in totale sicurezza». L’auspicio di Italia Solare, testimoniato anche dalle parole del proprio vicepresidente, è che si possano protrarre di 2/3 anni i tempi del meccanismo incentivante, «evitando potenziali strumentalizzazioni e puntando alla chiarezza anche a livello burocratico». I tempi più lunghi permetterebbero di lavorare non solo in sicurezza, ma anche garantendo parametri qualitativi significativi. «Non stiamo parlando tanto dell’installazione di un impianto fotovoltaico e di accumulo, che richiedono tempi tutto sommato rapidi, quanto della posa a regola d’arte del cappotto termico, intervento capace di cambiare sensibilmente in meglio la capacità di efficienza energetica di un edificio». Energy storage: le dimensioni di un sistema di accumulo da affiancare al fotovoltaico Resta da considerare l’installazione di un sistema di accumulo. Il fotovoltaico è noto e visibile, lo storage è una soluzione tecnologica spesso poco conosciuta. Quanto ingombro prevede? «La dimensione di un impianto di storage energetico, nel caso di abitazioni unifamiliari, è poco superiore a quelle di un inverter. Quindi, è alloggiabile senza grossi problemi di spazio, di solito nei pressi dell’inverter stesso. Nel caso di installazione condominiale si può procedere in due modi: o installare un’unica soluzione oppure una composita. Nel caso di una batteria da 30 kWh da installare accanto a un impianto fotovoltaico da circa 20 kW, se composta da 6 moduli da 5 kWh cadauno, ogni modulo misura approssimativamente 40 cm x 40 cm x 9 cm. Nel caso invece si optasse per un sistema più compatto, comprensivo di 2 o 3 moduli da 10 o 15 kWh l’uno, le dimensioni approssimative sono di 100 cm x 80 cm x 15 cm di altezza», conclude Brumgnach. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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