Cappotto termico: tipologie, costi, detrazioni e vantaggi

Uno degli strumenti più efficaci per fare efficienza energetica in edilizia è il cappotto termico: migliora il comfort abitativo, assicura riqualificazione energetica e risparmi in bolletta ed è tra gli interventi trainanti del Superbonus 110%. Quali materiali scegliere per l’isolamento termico in edilizia? Cappotto termico esterno, cappotto interno o raddoppio del cappotto? Ecco caratteristiche, costi e vantaggi

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Cappotto termico: cos’è e quali benefici offreIndice degli argomenti:

Il tema della riduzione degli sprechi energetici e della riqualificazione edilizia è prioritario in Italia, come nel resto dell’Unione, per poter raggiungere gli obiettivi di efficientamento previsti dalle normative europee e limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C, come richiesto dall’Accordo di Parigi. Ricordiamo che il pacchetto Fit for 55% adottato dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica del Vecchio Continente entro il 2050, prevede di ridurre del 55% le emissioni entro il 2030. Per raggiungere tale obiettivo è prioritaria la decarbonizzazione del patrimonio edilizio – responsabile del 40% del consumo totale di energia e del 36% delle emissioni di CO2. Proprio per questo l’UE ha definito la Renovation Wave, strategia che richiede di riqualificare in 10 anni 35 milioni di edifici.

Nel nostro paese esistono circa un milione di condomini per la maggior parte costruiti prima degli anni ’80, e quindi altamente energivori e circa il 53% dei 22,5 milioni di abitazioni non è mai stato oggetto di interventi di manutenzione o ristrutturazione.

Si tratta quindi di circa 11,5 milioni di abitazioni profondamente obsolete e inefficienti che si trovano in classi energetiche pessime e che nel complesso sono responsabili di elevati consumi e di un tasso di inquinamento molto alto.

E’ dunque indispensabile riqualificare gli edifici esistenti in modo da diminuire drasticamente i consumi energetici delle abitazioni.

Cappotto termico: la soluzione giusta per l’efficientamento

Tra gli strumenti più efficaci per migliorare le prestazioni energetiche di un edificio rientra il cappotto termico, sistema di isolamento termico dell’involucro che permette di ottimizzare le prestazioni energetiche degli edifici, migliorando il comfort abitativo, garantendo ottima coibentazione termica, isolamento dal caldo e dal freddo, riducendo i consumi energetici e di conseguenza le bollette, sia per il riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo, e assicurando una rivalutazione dell’immobile nel momento in cui passa da una classe energetica inferiore a una più alta.

Il cappotto termico contribuisce, inoltre, a elevare il grado d’isolamento acustico dell’abitazione e risolve il problema dei ponti termici, ovvero i punti dell’involucro edilizio in cui si verifica una dispersione del calore o si formano condensa e muffe.

Cappotto termico: la soluzione giusta per l'efficientamento

Detto questo occorre definire bene cosa sia il cappotto termico, come si esegua, quali materiali si possono utilizzare e quanto costi.

I moderni sistemi di cappotto termico adeguatamente realizzati, assicurano una durabilità e un’affidabilità garantita nel tempo per almeno 25 anni e lasciano inoltre libertà assoluta ai progettisti nelle scelte di rivestimento.

Superbonus e sistemi a cappotto

Il Decreto Rilancio, approvato a luglio 2020, tra le tante misure messe in campo in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, come sappiamo ha introdotto il Superbonus 110%, maxi detrazione per interventi di efficientamento energetico e antisismici, installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

La Legge di Bilancio 2022 ha prorogato la scadenza del Superbonus con tempistiche e percentuali diverse a seconda della tipologia di edificio:

  • Edifici condominiali o assimilabili: fino al 31/12/23 detrazione al 110%; per le spese sostenute nel 2024 detrazione al 70%, per le spese sostenute nel 2025 al 65%
  • Organizzazioni di utilità sociale/Onlus: fino al 31/12/23 al 110%, poi a scalare al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025
  • Unità unifamiliari o indipendenti: fino al 31/12/22 purché al 30 giugno sia stato realizzato almeno il 30% dei lavori
  • IACP e cooperative indivise: fino al 31/12/23 purché al 30 giugno sia stato realizzato almeno il 60% dei lavori
  • Interventi in comuni colpiti da eventi sismici dal 2009: fino al 31/12/25

Non solo: anche cessione del credito e sconto in fattura sono posticipati fino al 31 dicembre 2025.

Ricordiamo che  possono beneficiare della detrazione i condomini, le persone fisiche per abitazioni in condominio e indipendenti, professionisti e imprese, gli istituti autonomi case popolari e le cooperative di abitazione.

Gli interventi ammessi alla detrazione si dividono tra trainanti, che prevedono requisiti minimi e trainati – installazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, sostituzione dei serramenti e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici – che accedono al bonus purché realizzati insieme ai primi.

Sono considerati trainanti

  • Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro degli edifici, compresi quelli unifamiliari, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare con ingresso indipendente;
  • La sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici, o con impianti analoghi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • Gli interventi antisismici di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013 (cd. sismabonus).

L’installazione del cappotto termico è dunque tra gli interventi che danno accesso al Superbonus 110%. Una delle condizioni indispensabili è che i lavori garantiscano il miglioramento di due classi energetiche dell’intero edificio, o nel caso in cui non fosse possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Tale miglioramento deve poi essere certificato dall’Attestato di Prestazione energetica (APE). Inoltre i materiali utilizzati devono rispettare i Criteri Ambientali minimi (CAM) ed è richiesta l’ asseverazione da parte di un tecnico che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti (allegato A del DM 6 agosto 2020).

Per quanto riguarda le spese ammissibili, si va dai 50.000 euro per gli edifici unifamiliari, ai 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per condomini con max 8 unità abitative, ai 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per immobili con più di 8 abitazioni.

E’ bene ricordare che è molto importante la corretta posa in opera del cappotto termico che svolge un ruolo fondamentale per garantire la funzionalità del sistema a cappotto e la sua durata nel tempo. Tutti i componenti coinvolti devono essere correttamente posati: adesivo, pannello isolante, prodotto rasante, rete di rinforzo, ancoraggio, intonaco, eventuale finitura protettiva.

Cappotto termico esterno

Con cappotto termico s’intende il sistema di isolamento termico, detto anche cappotto termico esterno (più che interno, poi diremo perché).

Isolamento termico a cappotto
Cappotto termico sulla facciata di un edificio

A livello europeo l’associazione europea EAE ha definito e certificato un sistema di isolamento a cappotto denominato ETICS, acronimo di External Thermal Insulation Composite System, ovvero sistema composito di isolamento termico esterno.

Il cappotto termico esterno, infatti, non è un blocco unico, ma è composto da più parti quali: collante, materiale isolante termico sotto forma di pannello, tasselli per ancoraggio, intonaco di fondo, strato di rinforzo o armatura, intonaco di finitura e accessori.

Le parti che compongono un sistema di isolamento a cappotto
Stratigrafia del cappotto termico – Fonte Cortexa

L’ETICS è definibile come un kit certificato costituito da componenti prefabbricati applicati alla facciata direttamente sul posto.

Per essere certi che il cappotto termico esterno sia pienamente rispondente ai dettami CE deve riportare l’icona della marcatura e rispondere al benestare tecnico europeo, sotto forma di linea guida ETAG 004 (European Technical Approval Guideline).

La struttura è frutto di un lavoro a livello europeo coordinato, per il settore delle costruzioni, da EOTA, European Organization for Technical Approval, che ha ricevuto dalla Commissione UE il compito di stabilire linee guida per approvare a livello tecnico ed europeo i Sistemi ETICS. Per l’Italia ha contribuito il Consorzio CORTEXA – il consorzio italiano per la cultura del Sistema a Cappotto di qualità, che unisce sotto lo stesso marchio le più grandi aziende del settore – che ha pubblicato in italiano il manuale per la posa del sistema.

In Italia l’UNI ha pubblicato due norme dedicate ai sistemi di isolamento a cappotto: la UNI/TR 11715:2018 richiede l’uso di materiali certificati per la progettazione e posa in opera dei sistemi di isolamento termico a cappotto, la UNI 11716:2018 certifica invece le competenze dei posatori. Per quanto riguarda i materiali da costruzione lo scorso novembre è stata pubblicata la UNI 10351:2021 che “fornisce il metodo per il reperimento dei valori di riferimento per conduttività termica, resistenza al passaggio del vapore e calore specifico dei materiali da costruzione in base all’epoca di installazione”. La norma integra inoltre UNI EN ISO 10456 per la parte che riguarda i materiali isolanti per l’edilizia a seconda se siano o meno dotati di marcatura CE.

Cappotto termico esterno, i benefici

Il cappotto termico esterno assicura diversi benefici: come specificato dall’Associazione europea aiuta a proteggere il clima e l’ambiente. Il primo e più importante beneficio è il risparmio energetico, quello conseguente – e altrettanto importante – è rappresentato dalle emissioni evitate di CO2 e dal taglio dei consumi.

Corretta posa del sistema di isolamento a cappotto
Posa del cappotto termico

Ma il risparmio dovuto al cappotto termico è possibile non solo in termini di riscaldamento, ma anche in ridotte spese per il raffrescamento: la stessa Cortexa segnala che proprio riguardo ai consumi estivi, contare su un elevato livello d’isolamento termico in edilizia permette di ridurre fino al 50% la quantità di frigorie richieste nel periodo estivo, dimezzando così il consumo elettrico dei condizionatori per il raffrescamento.

Il cappotto termico migliora il comfort climatico, ma è anche una potente leva occupazionale. Pensiamo infatti ai posti di lavoro generati per ristrutturare e riqualificare i milioni di edifici in Italia e in tutta Europa, promuovendo l’uso di manovalanza locale.

Contare su una maggiore efficienza energetica significa ridurre l’apporto di materia prima – spesso da fossili – proveniente da Paesi non UE. Ciò significa garantire indirettamente maggiore sicurezza negli approvvigionamenti, contando anche su una più significativa indipendenza, se ciò si aggiunge a una maggiore produzione da fonti rinnovabili.

Un altro beneficio decisivo dato dal cappotto termico è anche quello di prevenire o ridurre quanto più possibile la povertà energetica. Come segnala EAE, più di 124 milioni di persone in Unione Europea vivono in condizioni di indigenza a livello energetico.

Cortexa sottolinea che si tratta della misura in assoluto più efficace per l’efficienza energetica degli edifici e del loro involucro, purché il sistema sia realizzato secondo i 3 criteri di qualità Cortexa:

  • utilizzo di sistemi di isolamento a cappotto forniti come kit e dotati di certificato ETA (secondo ETAG004) e marcatura CE di sistema;
  • progettazione competente e dettagliata dell’intervento, secondo la norma UNI 11715 e il Manuale di applicazione di Cortexa;
  • posa del cappotto termico ad opera di installatori con competenze certificate secondo la norma UNI 11716 o che abbiano seguito i corsi Cortexa e che sappiano applicare quanto indicato dal Manuale Cortexa.

Se realizzato a regola d’arte, il cappotto termico esterno offre uno strumento importante per gli architetti anche in funzione estetica.

Un aspetto fondamentale a garanzia del miglior comfort termico è legato alla scelta dei pannelli isolanti per i sistemi di isolamento a cappotto, disponibili in diverse forme, materiali e prezzi.

Cappotto interno

Il cappotto interno è l’alternativa praticata, accanto a quella dell’insufflaggio nelle pareti di cellulosa o sughero, per migliorare il grado di isolamento termico.

Il cappotto termico interno viene realizzato in un caso specifico: quando non è possibile intervenire esternamente, per vincoli architettonici o condominiali. Si tratta di una scelta adatta anche nel caso in cui si vogliano isolare singole unità immobiliari indipendentemente dagli interventi realizzabili sull’intero condominio.

Il cappotto termico interno assicura diversi vantaggi tra cui la rapidità degli interventi e il miglioramento delle condizioni termoigrometriche degli ambienti, grazie all’innalzamento delle temperature superficiali, e l’eliminazione dei fenomeni di condensa superficiale.

Può essere costituito da pannelli isolanti in polistirene, ricoperto da cartongesso, contando anche su una eventuale struttura metallica a supporto delle parti. Per una opzione naturale si può optare per il sughero o per la canapa, per una più “avveniristica” si può scegliere l’aerogel, che ha il pregio di garantire ottime prestazioni a fronte di spessori limitati.

La soluzione interna di solito costa meno ed è più rapida da posare. Lo svantaggio è che sulla parete si dovrà fare attenzione nel caso di riparazioni o altri lavori successivi.

Il cappotto termico interno diminuisce, inoltre, il volume degli ambienti interni. E’ necessario conciliare il maggiore isolamento termico con la riduzione della superficie interna, utilizzando materiali dotati di eccellenti proprietà isolanti e considerando costi e spessori adeguati.

Per quanto riguarda il Superbonus 110%, l’Agenzia delle Entrate in una delle FAQ dedicate a casi particolari, ha chiarito che la realizzazione di un cappotto termico all’interno di una singola unità abitativa, facente parte di un condominio, non può beneficiare della detrazione del 110%, non rispettando i due requisiti essenziali di coinvolgere almeno il 25% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e garantire il miglioramento di due classi energetiche dell’intero edificio. Naturalmente l’intervento beneficia delle detrazioni del 50% e 65% sulle spese sostenute per le ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche degli immobili esistenti.

Isolamento a cappotto: spessore minimo e massimo

Per quanto riguarda lo spessore minimo del cappotto termico, le variabili in gioco sono molte e dipendono dalle caratteristiche stesse dei materiali utilizzati.

Per quanto concerne invece lo spessore massimo, il decreto legislativo 102/2014, che ha recepito la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, specifica che nel caso di interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che comportino maggiori spessori delle murature esterne e degli elementi di chiusura superiori e inferiori necessari a ottenere una riduzione minima del 10% dei limiti di trasmittanza previsti dal decreto legislativo 192/2005: “è permesso derogare, nell’ambito delle pertinenti procedure di rilascio dei titoli abitativi” a quanto previsto “dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime dai confini di proprietà e alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nella misura massima di 25 cm per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne”.

La deroga può essere esercitata nella misura massima da entrambi gli edifici confinanti, in ogni caso nel rispetto delle distanze minime riportate nel codice civile.

Costo cappotto termico

Quanto può costare un sistema di isolamento a cappotto? Le variabili sono molte.

Secondo calcoli approssimativi tra il costo medio del materiale a metro quadro variabile (tra i 30 e i 60 euro a metro quadro) e la manodopera (25 euro/mq) si fa presto a calcolare una spesa sommaria, moltiplicandola per la superficie da coprire.

Ma, ripetiamo, è un calcolo di stima: perché nel novero delle considerazioni entrano in gioco lo stato dell’immobile, le sue dimensioni e caratteristiche, le prestazioni termiche desiderate,  le complessità di cantiere, la località, nonché le scelte estetiche e architettoniche.

Di certo ci sono gli incentivi fiscali che possono rendere interessante l’investimento nell’applicazione del cappotto termico.

Gli edifici a energia quasi zero (Near Zero Energy building)

La direttiva europea 31 del 2010 ha introdotto il concetto di edificio a energia quasi zero (NZEB).

Tutti gli stati membri devono impegnarsi perché entro il 31 dicembre 2020 tutti gli immobili di nuova costruzione siano a energia quasi zero (dal 2018 gli edifici pubblici), elaborando specifici piani nazionali affinché gli “edifici siano ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze”.

L’Italia ha recepito la direttiva 31 del 2010 con il Decreto Ministeriale “Requisiti Minimi” entrato in vigore dal 1° luglio 2015, adottando a livello nazionale la metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, che tiene conto delle caratteristiche termiche, degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda.

Vengono inoltre fissati i requisiti minimi di prestazione degli involucri, per conseguire livelli ottimali in funzione dei costi. I requisiti verranno rivisti ogni cinque anni e saranno validi sia per gli edifici di nuova realizzazione che in caso di ristrutturazione.

Come sottolinea il consorzio Cortexa “Una delle novità più importanti precisata dalla norma è proprio la metodologia di calcolo dei valori di Trasmittanza “U”, che tengono conto nell’incidenza dei ponti termici calcolati puntualmente e non in percentuale forfettaria come accadeva in passato. Per questo la scelta dell’applicazione del Cappotto come sistema di Isolamento in grado di correggere perfettamente i ponti termici, costituirà la soluzione privilegiata anche in Italia, come avviene ormai da anni in tutta Europa”.

Pannelli per cappotto termico esterno o interno

Per il cappotto termico è possibile scegliere su una varietà di materiali: da quelli di origine sintetica come il polistirene EPS e XPS (il primo è espanso, il secondo estruso) o l’aerogel, si va a quelli di origine minerale come lana di roccia, lana di vetro o calce cemento.

L’alternativa ecologica c’è: è possibile, infatti, prevedere un cappotto in sughero oppure in canapa rivestita con intonaco in calce o ancora in lana di pecora.

Infine ci sono anche quelli di origine composita, come fibra di cocco accoppiata a sughero, lana di legno mineralizzata e polistirene espanso sinterizzato.

Pannelli per cappotto termico: rassegna prodotti

Ama Composites – Aeropan

AEROPAN il pannello di Ama Composites per l'isolamento termico interno a basso spessore

Ama Composites propone Aeropan il pannello che, con un minimo spessore, garantisce il miglior isolamento termico. E’ formato da un isolante nanotecnologico in Aerogel accoppiato a una membrana traspirante in polipropilene armato con fibra di vetro e in soli 10 mm – e una conducibilità termica di 0,015 W/mK – assicura la riduzione della dispersione energetica e ottima coibentazione nel minor spazio possibile, recuperando spazio negli edifici civili, commerciali e residenziali.

E’ adatto sia negli interventi di nuova costruzione che nelle riqualificazioni e, tra i molti vantaggi segnaliamo minima conduttività termica, flessibilità, resistenza alla compressione, idrofobicità, semplicità di posa e risoluzione dei ponti termici. Il pannello garantisce isolamento termico da -50°C a +450°C.

Si può installare sia su pareti perimetrali esterne che su pareti interne, intradossi, imbotti delle finestre e solai.

Bioisotherm – BIO-KP

BIO-KP è il sistema di isolamento termico a cappotto sviluppato da Bioisotherm

BIO-KP è il sistema di isolamento termico a cappotto sviluppato da Bioisotherm, adatto sia nelle nuove costruzioni che negli interventi di riqualificazione, che ottimizza le prestazioni termiche dell’edificio, riduce i consumi e dunque le bollette, elimina i ponti termici evitando la formazione di muffe e ottimizza il comfort abitativo sia in estate che in inverno, limitando fino al 30% le perdite di energia attraverso le pareti verso l’esterno.

Si tratta di un sistema completo e facile da posare, formato da lastre isolanti in polistirene espanso, diversi accessori per il fissaggio delle lastre, rete in fibra di vetro, rasanti e rivestimenti finali colorati acrilici, silicati o silossanici e può essere utilizzato su diversi tipi di supporto (muratura, calcestruzzo, laterizi) e su qualsiasi struttura della facciata.

Ediltec – lastre X-FOAM® WAFER e pannelli POLIISO® ED

lastre X-FOAM WAFER di Ediltec per isolamento a cappotto
Lastre X-FOAM® WAFER

Il polistirene estruso ed il poliuretano espanso sono particolarmente indicati per l’applicazione del cappotto termico poiché sono leggeri, hanno ottime proprietà isolanti, scarso assorbimento di acqua ed offrono ottime compatibilità di adesione a rasanti, intonaci e collanti comunemente impiegati.

Per gli interventi di isolamento a cappotto sono indicate le lastre X-FOAM® WAFER e i pannelli POLIISO® ED di Ediltec a seconda della prestazione termica richiesta.

L’impiego dei pannelli altamente performanti permette di migliorare sensibilmente le prestazioni e l’economicità dell’intero sistema grazie ad una riduzione degli spessori necessari ad ottenere la trasmittanza termica prefissata (spessori inferiori dal 25% fino all’85% rispetto ai tradizionali materiali isolanti), ad una limitazione del peso dello strato isolante, ad una minore incidenza degli accessori per il fissaggio e la finitura del sistema (tasselli più corti, profili meno spessi, soglie e davanzali ridotti), ad una maggiore stabilità nel tempo delle prestazioni isolanti, della resistenza meccanica e della stabilità dimensionale e per finire ad un minor impiego di risorse e limitato impatto ambientale.

Tutti i prodotti della gamma POLIISO® e X-FOAM® rispettano i Criteri Ambientali Minimi (CAM) del decreto 11 ottobre 2017.

Fassa -Fassatherm

Isolamento a cappotto Fassatherm
Fassatherm® è il sistema cappotto “completo” di Fassa che prevede diverse modalità di isolamento con lastre di varie tipologie, da scegliere a seconda dell’edificio su cui si andrà a installare il sistema, tutte completate da un’ampia scelta di collanti, rasanti, accessori e rivestimenti in varie tonalità cromatiche del Sistema Colore Fassa Bortolo.

Fassatherm è adatto sia nelle nuove costruzioni che negli interventi di riqualificazione e ha ottenuto i Benestare Tecnici Europei ETA, una valutazione di prestazione di prodotto/sistema che permette al produttore di redigere la dop e porre la marcatura CE sul prodotto/sistema.

RESPHIRA® è tra le più recenti soluzioni del Sistema Cappotto Fassatherm®di Fassa. Si tratta di un sistema innovativo caratterizzato da una lastra in EPS, un rasante/collante e un rivestimento silossanico studiati per coniugare le proprietà del cappotto termico con una grande traspirabilità.

Resphira pannello per isolamento a cappotto del Sistema Cappotto Fassatherm®di Fassa
Il cappotto termico che respira

EPS RESPHIRA® è una lastra in polistirene stampato di colore grigio, caratterizzata da una traspirabilità di µ ≤15, quindi quasi tre volte maggiore rispetto a un EPS tradizionale, e un’ottima conducibilità termica (λ=0,031 WmK). Ogni lastra è costituita da due strati stampati in un unico processo, quindi perfettamente saldati, ed è dotata di 1800 microfori (di cui 600 passanti) che consentono al vapore di uscire senza compromettere le prestazioni di isolamento termico. Lo strato superficiale è composto da EPS di colore chiaro, così non necessita di schermature solari in fase di posa, ed è caratterizzato da una particolare superficie goffrata con finiture a rombo, per migliorare l’adesione del collante. La superficie presenta inoltre dei tagli detensionanti che lavorano in sinergia con lo strato di rasatura armata e quindi contrastano le tensioni generate dai cicli termici.

EPS RESPHIRA® è insomma un pannello isolante pensato per chi cerca la salubrità degli ambienti interni e la traspirabilità tipica dei sistemi minerali (come la lana di roccia) senza rinunciare alla sicurezza e all’affidabilità del classico pannello isolante in EPS. Analizzando il ciclo di vita completo (LCA), si nota come EPS RESPHIRA® sia una lastra a ridotto impatto ambientale, sia diretto (pur derivata dal petrolio, la sua produzione è più sostenibile rispetto a quella di un materiale isolante minerale) che indiretto, infatti le risorse energetiche risparmiate dall’utilizzo di un sistema a cappotto in EPS sono espresse come la quantità di kg di CO2 risparmiati per il riscaldamento e il raffrescamento di un’abitazione.

La lastra è utilizzabile anche singolarmente ma, per potenziare l’effetto traspirante, Fassa ha creato A 96 RESPHIRA®, un collante/rasante edile a base di calce idraulica naturale NHL 3,5, sabbie classificate, fibre sintetiche e additivi specifici; vibrato e alleggerito quindi facile da posare e stendere. È conforme alla norma EN 998-1 e classificato GP-CSIV-W2.

Il lavoro si completa infine con un rivestimento potenziato ai silossani, RSR 421. È una pittura altamente protettiva eppure traspirante, anche in situazioni atmosferiche particolarmente intense, con piogge frequenti, nebbie e ripetuti cicli di gelo-disgelo.

Ferri – Sismacoat

Sismacoat sistema a cappotto antisismico di Ferri Ferrimix SismaCoat è il cappotto termico antisismico di Ferri che permette di realizzare l’adeguamento antisismico e l’efficientamento energetico degli edifici esistenti in un’unica soluzione, beneficiando delle detrazioni sismabonus ed ecobonus.

Si tratta di un sistema brevettato che garantisce la messa in sicurezza degli edifici ed efficienza energetica intervenendo sull’involucro, senza che siano necessari interventi all’interno e dunque gli inquilini non devono lasciare la propria abitazione durante i lavori né ci sono interferenze con impianti e arredi. E’ realizzato attraverso l’utilizzo di pannelli isolanti per sistemi a cappotto caratterizzati da lastre di grandi dimensioni e densità opportuna.

Nell’intercapedine che si crea tra le pareti dell’edificio e i pannelli, viene alloggiata una rete di acciaio strutturale da collegare alla struttura portante dell’edificio attraverso successivo getto di calcestruzzo a riempimento. In questo modo l’involucro dell’edificio è protetto da parete di rinforzo in c.a. e da un cappotto termico.

Mapei – Cappotto su Cappotto

Mapei - Cappotto su Cappotto

Il  ‘cappotto su cappotto’ è la nuova soluzione presentata da Mapei specifica per il raddoppio del cappotto in caso di sistemi inadeguati e obsoleti. In particolare, dopo aver verificato lo stato degli elementi presenti, MAPETHERM X2 utilizza il vecchio cappotto come base su cui installare la  nuova copertura più performante.

Tra i molti vantaggi non si deve smantellare il sistema già installato, producendo così meno rifiuti inquinanti e risparmiando in spese di smaltimento; i pannelli sono realizzati completamente in materiale riciclato e il sistema accede agli incentivi di bonus casa e superbonus 110% e permette di abbattere le emissioni di CO2.

Rockwool – Redart

Sistema di isolamento termico a cappotto Redart di Rockwool
Rockwool propone il sistema per cappotto termico REDart che assicura la massima libertà di progettazione per ogni edificio, sia nei condomini che nelle abitazioni monofamiliari, unendo l’aspetto estetico delle finiture con le ottime proprietà isolanti della lana di roccia (prestazioni termiche e acustiche, durabilità nel tempo ed protezione dal fuoco in Euroclasse A), garantendo ridotti tempi di intervento e ottima riduzione delle dispersioni termiche dell’involucro.

I lavori vengono infatti eseguiti all’esterno dei muri perimetrali, senza interferire con le attività di chi abita nell’edificio.

REDArt è applicabile sia su supporto tradizionale che su supporto in legno – CLT e Timber frame e offre 240 colori e differenti tipologie di finiture garantendo dunque la massima libertà espressiva in qualsiasi contesto abitativo. Per tutti e tre i sistemi Rockwool ha ottenuto una Valutazione Tecnica Europea (ETA).

L’azienda, per aiutare i professionisti a comprendere le opportunità offerte dal Superbonus 110%, ha creato una pagina dedicata sul proprio sito da cui è possibile scaricare un’utile e dettagliata guida gratuita dedicata in particolare alle soluzioni in lana di roccia ROCKWOOL che rispondono ai requisiti del Superbonus per facciate, coperture e primi solai.

Saint Gobain – Webertherm Robusto Universal

Sistema a cappotto completo Webertherm robusto universal

Webertherm Robusto Universal è il sistema a cappotto completo proposto del marchio Weber che unisce le prestazioni del cappotto termico alla robustezza e solidità di una muratura tradizionale. Grazie alla versatilità del sistema, declinabile in 8 varianti, è adatto a ogni tipo di muratura o supporto ed è possibile applicare qualsiasi rivestimento, dalla semplice tinteggiatura alla pietra o ceramica.

Webertherm Robusto Universal si può installare su cappotti esistenti, senza doverli rimuovere.
Il sistema è composto da pannello isolante – da scegliere in un’ampia gamma di prodotti (di natura sintetica, minerale con lana di vetro, ad alte prestazioni termiche con resina fenolica, di origine naturale con sughero) a seconda delle proprie necessità; rete in acciaio zincato webertherm RE1000; sistemi di fissaggio, intonaci con prestazioni sviluppate ad hoc, resistenti ai cicli di gelo-disgelo, alta adesione al supporto e flessibilità migliorata; elementi di finitura (pitture, rivestimenti colorati a spessore, rivestimenti ceramici o rivestimenti in pietra naturale e ricostruita, e doghe in legno o metallo).

Stiferite Class SK

Sistema di isolamento a cappotto Stiferite Class SK

Stiferite ha sviluppato STIFERITE Class SK, una soluzione specifica per il cappotto termico. Si tratta di un pannello sandwich formato da un componente isolante in schiuma polyiso, espansa senza l’impiego di CFC o HCFC, rivestito su entrambe le facce con velo vetro saturato.

Grazie alle sue ottime caratteristiche di stabilità dimensionale e di compatibilità e garanzia di adesione a rasanti, intonaci e collanti, è particolarmente indicato per l’isolamento dall’esterno: pareti con soluzioni a cappotto e a facciata ventilata, ponti termici e sottoporticati.
Stiferite Class SK è prodotto in dimensioni standard di 600 x 1200 mm con spessori da 20 a 200 mm.

L’utilizzo di STIFERITE Class SK, grazie alle sue caratteristiche, ottimizza le prestazioni e l’economicità dell’intero sistema a cappotto.

Isolamento a cappotto con STIFERITE Class SK

I vantaggi in particolare sono:

  • riduzione degli spessori necessari ad assicurare la trasmittanza termica prefissata,
  • limitazione del peso dello strato isolante,
  • minore incidenza degli accessori per il fissaggio e la finitura del sistema,
  • stabilità nel tempo delle prestazioni isolanti, della resistenza meccanica e della stabilità dimensionale
  • classe di reazione al fuoco dell’intero sistema B s1 d0, idonea a soddisfare le prescrizioni in termini di sicurezza agli incendi
  • maggiore resistenza alle alte temperature di esercizio determinate dall’irraggiamento solare
  • minore impiego di risorse e limitato impatto ambientale.

Terreal – TERRACOAT®

Cappotto termico in mattoni faccia a vista Terracoat di Terreal Italia

Terreal Italia presenta TERRACOAT®, il cappotto termico in listelli faccia a vista in terracotta a pasta molle che, oltre ad assicurare ottime performance di isolamento, impatta sull’estetica dell’edificio. Si tratta di un’innovativa soluzione, adatta sia per gli interventi trainanti che per quelli trainati previsti dal Decreto Rilancio e sia negli interventi di nuova costruzione che nelle riqualificazioni. Il sistema a cappotto è formato da pannelli prefabbricati tramite l’assemblaggio di lastre di EPS con grafite e di listelli in terracotta faccia a vista “a pasta molle” di Terreal Italia dello spessore di 2 cm, disponibili in un’ampia gamma di colori e finiture SanMarco e Pica.

Grazie al sistema di assemblaggio i due elementi sono perfettamente incollati tra loro e formano un corpo unico, indivisibile e con un’altissima resistenza agli agenti atmosferici.

Tra i molti vantaggi, il sistema ha dimensioni ridotte e peso leggero, il che lo rende molto flessibile in tutte le fasi di logistica e stoccaggio in cantiere, è inoltre veloce e facile da posare e non richiede manutenzione. I pannelli si possono fissare meccanicamente su tutte le strutture di supporto: dalla parete in legno alla più tradizionale parete in latero-cemento, al pannello in CA delle strutture prefabbricate.

Cappotto termico in mattoni faccia a vista Terracoat di Terreal Italia

Il sistema è formato da pannello isolante in EPS grigio, lastra stampata in polistirene espanso sinterizzato addizionata con grafite – che garantisce ottime performance di isolamento, permettendo la realizzazione di coibentazioni termiche di edifici con spessori ridotti – certificato secondo la norma europea UNI EN 13163:2017, conforme alle norme ETICS.

Un altro importante vantaggio, in termini soprattutto di rispetto ambientale, è la produzione “su misura” dei pannelli, che limita i rifiuti in cantiere.

URSA XPS PLUS

Pannello URSA XPS PLUS per l'isolamento a cappotto

URSA XPS PLUS fa parte della famiglia di pannelli XPS in polistirene estruso specifici per l’isolamento termico e realizzati con una struttura cellulare chiusa all’interno della quale si trova dell’aria.

Si tratta di un pannello di polistirene estruso con superfici ruvide, senza pelle e waferate, conforme alla norma UNI EN 13164 e particolarmente adatto per l’isolamento termico esterno delle pareti perimetrali e delle pareti controterra.

Wienerberger – Porotherm BIO PLAN

Wienerberger - Porotherm BIO PLAN: soluzione in laterizio alternativa alla posa del cappotto termico

Wienerberger propone la soluzione in laterizio Porotherm BIO PLAN alternativa alla posa del cappotto termico che, grazie alla combinazione della tecnologia della rettifica a quella dei setti sottili, garantisce ottime prestazioni termiche con la sola posa in opera del laterizio.

La tecnologia della rettifica con la realizzazione di giunti di malta di un solo mm elimina del tutto il ponte termico della malta tra un corso e l’altro ottimizzando le performance energetiche. I setti sottili aumentano le file dei fori e la percentuale di foratura, ottimizzando l’isolamento termico.

In particolare con il blocco Porotherm BIO PLAN 45 T – 0,09, semplicemente intonacato, si possono realizzare involucri con una trasmittanza U = 0,19 W/m2K, ovvero più del 20% al di sotto di quanto chiesto dalla normativa per la Zona Climatica E. Grazie all’elevata massa superficiale si raggiungono inoltre livelli di comfort estivi particolarmente elevati, con sfasamento dell’onda termica che supera le 24 ore.

Tra i molti vantaggi Porotherm BIO PLAN si caratterizza per un’alta resistenza meccanica, al fuoco e un ottimo potere fonoisolante; inoltre, garantisce la salubrità dell’ambiente in cui viene utilizzato. La posa è semplice e rapida e non richiede l’utilizzo di isolanti aggiuntivi alla muratura

Xella – Multipor

Pannelli isolanti Multipor di Xella
Cappotto termico esterno con pannelli isolanti minerali

Per la riqualificazione degli edifici esistenti, Xella propone MULTIPOR, un cappotto termico esterno con pannelli isolanti minerali e privi di fibre, altamente traspirante, in grado di correggere completamente i ponti termici presenti nell’edificio.

E’ un prodotto realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente, con materiali di origine naturale, come calce, sabbia e acqua, con l’aggiunta di una piccola percentuale di cemento e di additivi porizzanti, attraverso un processo che richiede consumi minimi di energia.

I pannelli isolanti Multipor per cappotto termico garantiscono rigidità e stabilità, resistenza al fuoco, elevata traspirabilità ed eliminano le situazioni di basse temperature superficiali interne, tipiche del periodo invernale e frequentemente causa di muffe e umidità.

Si applicano facilmente su tutti i tipi di supporto, garantendo ottimo isolamento esterno, prestazioni invariate nel tempo (la struttura minerale infatti rimane inalterata) e massimo comfort.

Il sistema è certificato EPD, che offre informazioni sulla sostenibilità ambientale di un prodotto in relazione al suo intero ciclo di vita e Natureplus, che promuove l’uso sostenibile delle risorse e la tutela del clima nella fabbricazione di prodotti per l’edilizia, certificazione destinata ai prodotti sostenibili composti per almeno l’85% da materie prime rigenerabili o di origine minerale.


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