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Cappotto termico: tipologie di isolamento e benefici offerti

Uno degli strumenti più efficaci per fare efficienza energetica in edilizia è il cappotto termico: migliora il comfort abitativo, assicura riqualificazione energetica e risparmi in bolletta ed è tra gli interventi trainanti del Superbonus 110%. Quali materiali scegliere per l’isolamento termico? Cappotto esterno, interno o raddoppio del cappotto? Ecco caratteristiche, costi e vantaggi

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Cappotto termico: cos’è e quali benefici offreIndice degli argomenti:

Il tema della riduzione degli sprechi energetici e della riqualificazione edilizia è prioritario in l’Italia, come nel resto dell’Unione, per poter raggiungere gli obiettivi di efficientamento previsti dalle normative europee e limitare l’aumento della temperatura globale a meno di 2°C (o addirittura 1,5°C), come richiesto dall’Accordo di Parigi.

Nel nostro paese esistono circa un milione di condomini per la maggior parte costruiti prima degli anni ’80, e quindi altamente energivori e circa il 53% dei 22,5 milioni di abitazioni non è mai stato oggetto di interventi di manutenzione o ristrutturazione.

Si tratta quindi di circa 11,5 milioni di abitazioni profondamente obsolete e inefficienti che si trovano in classi energetiche pessime e che nel complesso sono responsabili di elevati consumi e di un tasso di inquinamento molto alto.

E’ dunque indispensabile riqualificare gli edifici esistenti in modo da diminuire drasticamente i consumi energetici delle abitazioni, ad oggi responsabili di oltre il 40% delle emissioni di CO2.

Cappotto termico: la soluzione giusta per l’efficientamento

Tra gli strumenti più efficaci per migliorare le prestazioni energetiche di un edificio rientra il cappotto termico, sistema di isolamento termico dell’involucro che permette di ottimizzare le prestazioni energetiche degli edifici, migliorando il comfort abitativo, garantendo ottima coibentazione termica, isolamento dal caldo e dal freddo, riducendo i consumi energetici e di conseguenza le bollette sia per il riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo e assicurando una rivalutazione dell’immobile nel momento in cui passa da una classe energetica inferiore a una più alta.

Il cappotto termico contribuisce, inoltre, a elevare il grado d’isolamento acustico dell’abitazione e risolve il problema dei ponti termici, ovvero i punti dell’involucro edilizio in cui si verifica una dispersione del calore o si formano condensa e muffe.

Detto questo occorre definire bene cosa sia il cappotto termico, come si esegua, quali materiali si possono utilizzare e quanto costi.

I moderni sistemi di cappotto termico adeguatamente realizzati, assicurano una durabilità e un’affidabilità garantita nel tempo per almeno 25 anni e lasciano inoltre libertà assoluta ai progettisti nelle scelte di rivestimento.

Superbonus e isolamento a cappotto

Il Decreto Rilancio, approvato lo scorso luglio, tra le tante misure messe in campo in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, come sappiamo ha introdotto il Superbonus 110%, maxi detrazione per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per interventi di efficientamento energetico e antisismici, installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Ricordiamo che possono beneficiare della detrazione i condomini, le persone fisiche per abitazioni in condominio e indipendenti, professionisti e imprese, gli istituti autonomi case popolari e le cooperative di abitazione.

Gli interventi ammessi alla detrazione si dividono tra trainanti, che prevedono requisiti minimi e trainati – installazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, sostituzione dei serramenti e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici – che accedono al bonus purché realizzati insieme ai primi.

Sono considerati trainanti

  • Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro degli edifici, compresi quelli unifamiliari, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare con ingresso indipendente;
  • La sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici, o con impianti analoghi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • Gli interventi antisismici di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013 (cd. sismabonus).

Non solo: tra le altre possibilità previste per legge c’è anche quella della cessione del credito a terzi. Questo significa che è possibile cedere il credito corrispondente alla detrazione ai fornitori di beni e servizi che realizzano l’intervento.

L’installazione del cappotto termico è dunque tra gli interventi che danno accesso al Superbonus 110%. Una delle condizioni indispensabili è che i lavori garantiscano il miglioramento di due classi energetiche dell’intero edificio, o nel caso in cui non fosse possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Tale miglioramento deve poi essere certificato dall’Attestato di Prestazione energetica (APE). Inoltre i materiali utilizzati devono rispettare i Criteri Ambientali minimi (CAM).

E’ bene ricordare che è molto importante la corretta posa in opera del cappotto termico che svolge un ruolo fondamentale per garantire la funzionalità del sistema a cappotto e la sua durata nel tempo. Tutti i componenti coinvolti devono essere correttamente posati: adesivo, pannello isolante, prodotto rasante, rete di rinforzo, ancoraggio, intonaco, eventuale finitura protettiva.

Cappotto esterno

Con cappotto termico s’intende il sistema di isolamento termico, detto anche cappotto termico esterno (più che interno, poi diremo perché).Isolamento termico a cappottoA livello europeo l’associazione europea EAE ha definito e certificato un sistema di isolamento a cappotto denominato ETICS, acronimo di External Thermal Insulation Composite System, ovvero sistema composito di isolamento termico esterno.

Il cappotto termico esterno, infatti, non è un blocco unico, ma è composto da più parti quali: collante, materiale isolante termico sotto forma di pannello, tasselli per ancoraggio, intonaco di fondo, strato di rinforzo o armatura, intonaco di finitura e accessori.Le parti che compongono un sistema di isolamento a cappottoL’ETICS è definibile come un kit certificato costituito da componenti prefabbricati applicati alla facciata direttamente sul posto.

Per essere certi che cappotto termico esterno sia pienamente rispondente ai dettami CE deve riportare l’icona della marcatura e rispondere al benestare tecnico europeo, sotto forma di linea guida ETAG 004 (European Technical Approval Guideline).

La struttura è frutto di un lavoro a livello europeo coordinato, per il settore delle costruzioni, da EOTA, European Organization for Technical Approval, che ha ricevuto dalla Commissione UE il compito di stabilire linee guida per approvare a livello tecnico ed europeo i Sistemi ETICS. Per l’Italia ha contribuito il Consorzio CORTEXA – il consorzio italiano per la cultura del Sistema a Cappotto di qualità, che unisce sotto lo stesso marchio le più grandi aziende del settore – che ha pubblicato in italiano il manuale per la posa del sistema.

In Italia l’UNI ha pubblicato due norme dedicate ai sistemi di isolamento a cappotto: la UNI/TR 11715:2018 richiede l’uso di materiali certificati per la progettazione e posa in opera dei sistemi di isolamento termico a cappotto, la UNI 11716:2018 certifica invece le competenze dei posatori.

I benefici del cappotto termico esterno

Il cappotto termico esterno assicura diversi benefici: come specificato dall’Associazione europea aiuta a proteggere il clima e l’ambiente. Il primo e più importante beneficio è il risparmio energetico, quello conseguente – e altrettanto importante – è rappresentato dalle emissioni evitate di CO2 e dal taglio dei consumi.Corretta posa del sistema di isolamento a cappottoMa il risparmio è possibile non solo in termini di riscaldamento, ma anche in ridotte spese per il raffrescamento: la stessa Cortexa segnala che proprio riguardo ai consumi estivi, contare su un elevato livello d’isolamento termico permette di ridurre fino al 50% la quantità di frigorie richieste nel periodo estivo, dimezzando così il consumo elettrico dei condizionatori per il raffrescamento.

Il cappotto termico migliora il comfort climatico, ma è anche una potente leva occupazionale. Pensiamo infatti ai posti di lavoro generati per ristrutturare e riqualificare i milioni di edifici in Italia e in tutta Europa, promuovendo l’uso di manovalanza locale.

Contare su una maggiore efficienza energetica significa ridurre l’apporto di materia prima – spesso da fossili – proveniente da Paesi non UE. Ciò significa garantire indirettamente maggiore sicurezza negli approvvigionamenti, contando anche su una più significativa indipendenza, se ciò si aggiunge a una maggiore produzione da fonti rinnovabili.

Un altro beneficio decisivo dato dal cappotto termico è anche quello di prevenire o ridurre quanto più possibile la povertà energetica. Come segnala EAE, più di 124 milioni di persone in Unione Europea vivono in condizioni di indigenza a livello energetico.

Cortexa sottolinea che si tratta della misura in assoluto più efficace per l’efficienza energetica degli edifici e del loro involucro, purché il sistema sia realizzato secondo i 3 criteri di qualità Cortexa:

  • utilizzo di sistemi di isolamento a cappotto forniti come kit e dotati di certificato ETA (secondo ETAG004) e marcatura CE di sistema;
  • progettazione competente e dettagliata dell’intervento, secondo la norma UNI 11715 e il Manuale di applicazione di Cortexa;
  • posa del cappotto termico ad opera di installatori con competenze certificate secondo la norma UNI 11716 o che abbiano seguito i corsi Cortexa e che sappiano applicare quanto indicato dal Manuale Cortexa.

Se realizzato a regola d’arte, il cappotto termico esterno offre uno strumento importante per gli architetti anche in funzione estetica.

Un aspetto fondamentale a garanzia del miglior comfort termico è legato alla scelta dei pannelli isolanti per i sistemi di isolamento a cappotto, disponibili in diverse forme, materiali e prezzi.

Cappotto interno

Il cappotto interno è l’alternativa praticata, accanto a quella dell’insufflaggio nelle pareti di cellulosa o sughero, per migliorare il grado di isolamento termico.

Il cappotto termico interno viene realizzato in un caso specifico: quando non è possibile intervenire esternamente, per vincoli architettonici o condominiali. Si tratta di una scelta adatta anche nel caso in cui si vogliano isolare singole unità immobiliari indipendentemente dagli interventi realizzabili sull’intero condominio.

Il cappotto interno assicura diversi vantaggi tra cui la rapidità degli interventi e il miglioramento delle condizioni termoigrometriche degli ambienti, grazie all’innalzamento delle temperature superficiali, e l’eliminazione dei fenomeni di condensa superficiale.

Può essere costituito da pannelli isolanti in polistirene, ricoperto da cartongesso, contando anche su una eventuale struttura metallica a supporto delle parti. Per una opzione naturale si può optare per il sughero o per la canapa, per una più “avveniristica” si può scegliere l’aerogel, che ha il pregio di garantire ottime prestazioni a fronte di spessori limitati.

La soluzione interna di solito costa meno ed è più rapida da posare. Lo svantaggio è che sulla parete si dovrà fare attenzione nel caso di riparazioni o altri lavori successivi.

Il cappotto termico interno diminuisce, inoltre, il volume degli ambienti interni. E’ necessario conciliare il maggiore isolamento termico con la riduzione della superficie interna, utilizzando materiali dotati di dotati di eccellenti proprietà isolanti e considerando costi e spessori adeguati.

Per quanto riguarda il Superbonus 110%, l’Agenzia delle Entrate in una delle FAQ dedicate a casi particolari, ha chiarito che la realizzazione di un cappotto termico all’interno di una singola unità abitativa, facente parte di un condominio, non può beneficiare della detrazione del 110%, non rispettando i due requisiti essenziali di coinvolgere almeno il 25% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e garantire il miglioramento di due classi energetiche dell’intero edificio.

Isolamento a cappotto: spessore minimo e massimo

Per quanto riguarda lo spessore minimo del cappotto termico, le variabili in gioco sono molte e dipendono dalle caratteristiche stesse dei materiali utilizzati.

Per quanto concerne invece lo spessore massimo, il decreto legislativo 102/2014, che ha recepito la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, specifica che nel caso di interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che comportino maggiori spessori delle murature esterne e degli elementi di chiusura superiori e inferiori necessari a ottenere una riduzione minima del 10% dei limiti di trasmittanza previsti dal decreto legislativo 192/2005: “è permesso derogare, nell’ambito delle pertinenti procedure di rilascio dei titoli abitativi” a quanto previsto “dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime dai confini di proprietà e alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nella misura massima di 25 cm per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne”.

La deroga può essere esercitata nella misura massima da entrambi gli edifici confinanti, in ogni caso nel rispetto delle distanze minime riportate nel codice civile.

Costo cappotto termico

Quanto può costare un sistema di isolamento a cappotto? Le variabili sono molte.

Secondo calcoli effettuati da CNA Energia, tra il costo medio del materiale a metro quadro variabile (tra i 30 e i 40 euro a metro quadro) e la manodopera (25 euro/mq) si fa presto a calcolare una spesa sommaria, moltiplicandola per la superficie da coprire.

Ma, ripetiamo, è un calcolo di stima: perché nel novero delle considerazioni entrano in gioco lo stato dell’immobile, le sue dimensioni e caratteristiche, le prestazioni termiche desiderate,  le complessità di cantiere nonché le scelte estetiche e architettoniche.

Di certo ci sono gli incentivi fiscali che possono rendere interessante l’investimento nell’applicazione del cappotto termico.

Gli edifici a energia quasi zero (Near Zero Energy building)

La direttiva europea 31 del 2010 ha introdotto il concetto di edificio a energia quasi zero (NZEB).

Tutti gli stati membri devono impegnarsi perché entro il 31 dicembre 2020 tutti gli immobili di nuova costruzione siano a energia quasi zero (dal 2018 gli edifici pubblici), elaborando specifici piani nazionali affinché gli “edifici siano ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze”.

L’Italia ha recepito la direttiva 31 del 2010 con il Decreto Ministeriale “Requisiti Minimi” entrato in vigore dal 1° luglio 2015, adottando a livello nazionale la metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, che tiene conto delle caratteristiche termiche, degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda.

Vengono inoltre fissati i requisiti minimi di prestazione degli involucri, per conseguire livelli ottimali in funzione dei costi. I requisiti verranno rivisti ogni cinque anni e saranno validi sia per gli edifici di nuova realizzazione che in caso di ristrutturazione.

Come sottolinea il consorzio Cortexa “Una delle novità più importanti precisata dalla norma è proprio la metodologia di calcolo dei valori di Trasmittanza “U”, che tengono conto nell’incidenza dei ponti termici calcolati puntualmente e non in percentuale forfettaria come accadeva in passato. Per questo la scelta dell’applicazione del Cappotto come sistema di Isolamento in grado di correggere perfettamente i ponti termici, costituirà la soluzione privilegiata anche in Italia, come avviene ormai da anni in tutta Europa”.

Tipologie di pannelli isolanti per il cappotto termico

Per il cappotto termico è possibile scegliere su una varietà di materiali: da quelli di origine sintetica come il polistirene EPS e XPS (il primo è espanso, il secondo estruso) o l’aerogel, si va a quelli di origine minerale come lana di roccia, lana di vetro o calce cemento.

L’alternativa ecologica c’è: è possibile, infatti, prevedere un cappotto in sughero oppure in canapa rivestita con intonaco in calce o ancora in lana di pecora.

Infine ci sono anche quelli di origine composita, come fibra di cocco accoppiata a sughero, lana di legno mineralizzata e polistirene espanso sinterizzato.

Pannelli per cappotto termico: rassegna prodotti

Ama Composites – Aeropan

Ama Composites, pannello per isolamento a cappotto Aeropan

Aeropan di Ama Composites è un pannello formato da un isolante nanotecnologico in Aerogel accoppiato a una membrana traspirante in polipropilene armato con fibra di vetro, in grado di isolare termicamente strutture edilizie che necessitano di un alto grado di coibentazione nel minor spazio possibile.

Grazie allo spessore di 10 mm e alla conducibilità termica pari a 0,015 W/mK, i pannelli Aeropan permettono di ridurre la dispersione energetica recuperando spazio negli edifici.

I prodotti Aeropan® e Amagel A2 sono conformi all’ottenimento dell’Ecobonus 110% come previsto dalla Legge 77/2020. Sono ad oggi gli unici prodotti isolanti a base di Aerogel che, come previsto dalla Legge 77/2020, rispettano i requisiti CAM – Criteri Ambientali Minimi.

I pannelli brevettati Aeropan, a base di Aerogel sono Riciclabili, Composti da materia recuperata o riciclata e Privi di sostanze pericolose o nocive.

Ediltec – lastre X-FOAM® WAFER e pannelli POLIISO® ED

lastre X-FOAM WAFER di Ediltec per isolamento a cappotto
Lastre X-FOAM® WAFER

Il polistirene estruso ed il poliuretano espanso sono particolarmente indicati per l’applicazione del cappotto termico poiché sono leggeri, hanno ottime proprietà isolanti, scarso assorbimento di acqua ed offrono ottime compatibilità di adesione a rasanti, intonaci e collanti comunemente impiegati.

Per gli interventi di isolamento a cappotto sono indicate le lastre X-FOAM® WAFER e i pannelli POLIISO® ED di Ediltec a seconda della prestazione termica richiesta.

L’impiego dei pannelli altamente performanti permette di migliorare sensibilmente le prestazioni e l’economicità dell’intero sistema grazie ad una riduzione degli spessori necessari ad ottenere la trasmittanza termica prefissata (spessori inferiori dal 25% fino all’85% rispetto ai tradizionali materiali isolanti), ad una limitazione del peso dello strato isolante, ad una minore incidenza degli accessori per il fissaggio e la finitura del sistema (tasselli più corti, profili meno spessi, soglie e davanzali ridotti), ad una maggiore stabilità nel tempo delle prestazioni isolanti, della resistenza meccanica e della stabilità dimensionale e per finire ad un minor impiego di risorse e limitato impatto ambientale.

Tutti i prodotti della gamma POLIISO® e X-FOAM® rispettano i Criteri Ambientali Minimi (CAM) del decreto 11 ottobre 2017.

Fassa – RESPHIRA®

Resphira pannello per isolamento a cappotto del Sistema Cappotto Fassatherm®di Fassa

RESPHIRA® è la più recente delle soluzioni del Sistema Cappotto Fassatherm®di Fassa. Si tratta di un sistema innovativo caratterizzato da una lastra in EPS, un rasante/collante e un rivestimento silossanico studiati per coniugare le proprietà del cappotto termico con una grande traspirabilità.

RESPHIRA® è una scelta progettuale che al risparmio sui consumi aggiunge la possibilità di sfruttare le agevolazioni del Superbonus 110% previsto nel Decreto Rilancio, in quanto la lastra EPS RESPHIRA soddisfa i requisiti CAM.

EPS RESPHIRA® è una lastra in polistirene stampato di colore grigio, caratterizzata da una traspirabilità di µ ≤15, quindi quasi tre volte maggiore rispetto a un EPS tradizionale, e un’ottima conducibilità termica (λ=0,031 WmK). Ogni lastra è costituita da due strati stampati in un unico processo, quindi perfettamente saldati, ed è dotata di 1800 microfori (di cui 600 passanti) che consentono al vapore di uscire senza compromettere le prestazioni di isolamento termico. Lo strato superficiale è composto da EPS di colore chiaro, così non necessita di schermature solari in fase di posa, ed è caratterizzato da una particolare superficie goffrata con finiture a rombo, per migliorare l’adesione del collante. La superficie presenta inoltre dei tagli detensionanti che lavorano in sinergia con lo strato di rasatura armata e quindi contrastano le tensioni generate dai cicli termici.

EPS RESPHIRA® è insomma un pannello isolante pensato per chi cerca la salubrità degli ambienti interni e la traspirabilità tipica dei sistemi minerali (come la lana di roccia) senza rinunciare alla sicurezza e all’affidabilità del classico pannello isolante in EPS. Analizzando il ciclo di vita completo (LCA), si nota come EPS RESPHIRA® sia una lastra a ridotto impatto ambientale, sia diretto (pur derivata dal petrolio, la sua produzione è più sostenibile rispetto a quella di un materiale isolante minerale) che indiretto, infatti le risorse energetiche risparmiate dall’utilizzo di un sistema a cappotto in EPS sono espresse come la quantità di kg di CO2 risparmiati per il riscaldamento e il raffrescamento di un’abitazione.

La lastra è utilizzabile anche singolarmente ma, per potenziare l’effetto traspirante, Fassa ha creato A 96 RESPHIRA®, un collante/rasante edile a base di calce idraulica naturale NHL 3,5, sabbie classificate, fibre sintetiche e additivi specifici; vibrato e alleggerito quindi facile da posare e stendere. È conforme alla norma EN 998-1 e classificato GP-CSIV-W2.

Il lavoro si completa infine con un rivestimento potenziato ai silossani, RSR 421. È una pittura altamente protettiva eppure traspirante, anche in situazioni atmosferiche particolarmente intense, con piogge frequenti, nebbie e ripetuti cicli di gelo-disgelo.

Ferri – Sismacoat

Sismacoat sistema a cappotto antisismico di Ferri Ferrimix SismaCoat è il cappotto termico antisismico di Ferri che permette di realizzare l’adeguamento antisismico e l’efficientamento energetico degli edifici esistenti in un’unica soluzione.

Si tratta di un sistema brevettato che garantisce la messa in sicurezza degli edifici ed efficienza energetica intervenendo sull’involucro, senza che siano necessari interventi all’interno; è realizzato attraverso l’utilizzo di pannelli isolanti per sistemi a cappotto caratterizzati da lastre di grandi dimensioni e densità opportuna.

Nell’intercapedine che si crea tra facciata e pannelli, viene alloggiata una rete di acciaio strutturale da collegare alla struttura portante dell’edificio attraverso successivo getto di calcestruzzo a riempimento. In questo modo l’involucro dell’edificio è protetto da parete di rinforzo in c.a. e da un cappotto termico.

Mapei – Mapetherm Flex RP 

rasante elastico Mapetherm Flex RP di Mapei specifico per l'isolamento a cappottoSviluppato nei laboratori di Ricerca & Sviluppo Mapei, Mapetherm Flex RP è un prodotto unico ed altamente innovativo che, grazie alla tecnologia BioBlock, assicura un’alta resistenza alle muffe e alle alghe.

Si tratta di un rasante elastico in pasta, resistente agli urti, specifico per il recupero di sistemi d’isolamento degradati e la rasatura armata di pannelli isolanti e pannelli per cappotto termico.

Si caratterizza per le ottime prestazioni di adesione su pannelli isolanti, intonaci vecchi e nuovi, rasature organiche e cementizie, rivestimenti plastici e pitture anche degradati, purché aderenti al supporto e non soggetti ad umidità di risalita

Mapetherm Flex RP è pronto all’uso, esente da cemento, estremamente elastico, dotato di tecnologia Fast Track Ready che permette di ridurre i tempi di lavorazione perché limita i tempi di stagionatura tipici dei rasanti a base cementizia.

La tecnologia Ultralite rende il rasante leggero e semplice da applicare. Il sistema di colorazione automatico ColorMap rende Mapetherm Flex RP colorabile.

E’ particolarmente adatto per la protezione di zone critiche quali zoccolature, parti comuni di condomini, aree accessibili al pubblico esposte a urti e sollecitazioni.

Rockwool – Redart

Sistema di isolamento termico a cappotto Redart di Rockwool
Rockwool propone il sistema per cappotto termico REDart che assicura la massima libertà di progettazione per ogni edificio, sia nei condomini che nelle abitazioni monofamiliari, unendo l’aspetto estetico delle finiture con le ottime proprietà isolanti della lana di roccia (prestazioni termiche e acustiche, durabilità nel tempo ed protezione dal fuoco in Euroclasse A), garantendo ridotti tempi di intervento e ottima riduzione delle dispersioni termiche dell’involucro.

I lavori vengono infatti eseguiti all’esterno dei muri perimetrali, senza interferire con le attività di chi abita nell’edificio.

REDArt offre 240 colori e differenti tipologie di finiture garantendo dunque la massima libertà espressiva in qualsiasi contesto abitativo.

Indicato sia negli interventi di nuova realizzazione che nelle riqualificazioni, il sistema è disponibile in 2 varianti: REDArt Plus, adatto ad ogni tipologia di edificio, residenziale e non e REDArt Casa, specifico per edifici di altezza massima fino a 7 metri, come abitazioni mono e bi-familiari.

L’azienda, per aiutare i professionisti a comprendere le opportunità offerte dal Superbonus 110%, ha creato una pagina dedicata sul proprio sito da cui è possibile scaricare un’utile e dettagliata guida gratuita dedicata in particolare alle soluzioni in lana di roccia ROCKWOOL che rispondono ai requisiti del Superbonus per facciate, coperture e primi solai.

Settef – Sistemi isolanti Thermophon

Sistema a Cappotto termico Settef Thermophon Mineral con pannelli isolanti in lana di roccia
Thermophon Mineral: con pannelli isolanti in lana di roccia

Settef con il marchio Thermophon propone otto diversi Sistemi a Cappotto Termico, specifici per tutte le esigenze architettoniche e progettuali, realizzati con pannelli isolanti che rispettano i Criteri Minimi Ambientali (CAM), requisito indispensabile per l’accesso al Superbonus 110%.

I sistemi sono disponibili con pannelli isolanti in EPS con collante/rasente in pasta o collante/rasante minerale in polvere, pannelli isolanti in EPS o lana di roccia specifico per supporti in legno, in fibra di legno, in sughero, isolanti in PIR con collante/rasante in polvere o pasta. Infine Thermophon K2, con pannelli isolanti in EPS o lana di roccia, è specifico per interventi su cappotti esistenti.

Settef propone anche un servizio di consulenza progettuale, l’accesso alla cessione del credito e la formazione per la certificazione delle competenze per l’installatore di Sistemi a Cappotto.

Stiferite Class SK

Sistema di isolamento a cappotto Stiferite Class SK

Stiferite ha sviluppato STIFERITE Class SK, una soluzione specifica per il cappotto termico. Si tratta di un pannello sandwich formato da un componente isolante in schiuma polyiso, espansa senza l’impiego di CFC o HCFC, rivestito su entrambe le facce con velo vetro saturato.

E’ particolarmente indicato per l’isolamento dall’esterno: pareti con soluzioni a cappotto e a facciata ventilata, ponti termici e sottoporticati.

Terreal Italia – LISTELLO XS

Listello XS è il rivestimento in terracotta di Terreal Italia per sistemi di isolamento a cappotto

Listello XS è il rivestimento in terracotta di Terreal Italia che applicato ad un qualsiasi cappotto termico costituisce un Sistema di Isolamento che soddisfa i requisiti richiesti dai CAM (Criteri Ambientali Minimi) e permette l’accesso agli incentivi ed alle detrazioni fiscali previste dal Superbonus 110%.

E’ realizzato con una lavorazione particolare che prevede di tagliare il tradizionale mattone “a pasta molle” in uno strato sottile, con prestazioni ottimizzate di resistenza meccanica a compressione e a flessione. Ne deriva un prodotto leggero che si può facilmente applicare al cappotto, come qualsiasi altro rivestimento sottile e che si caratterizza per ottima resistenza al gelo e agli agenti atmosferici, durabilità e non richiede manutenzione.

Unisce prestazioni ed estetica e, con appena 2 cm di spessore, può essere applicato facilmente su qualsiasi facciata, è inoltre disponibile in varie finiture e colorazioni della gamma SanMarco e Pica e nelle misure: 2x25x5,5 cm.

Terreal Italia – Terracoat

Terracoat di Terreal Italia è un sistema a cappotto per l’isolamento termico con finitura di mattoni faccia a vista

TERRACOAT® è il cappotto termico di Terreal, dal forte impatto estetico, formato da pannelli prefabbricati tramite l’assemblaggio di lastre di EPS addizionato con graffite e di listelli in terracotta faccia a vista “a pasta molle” dello spessore di 2 cm.

Viero – cappotto su cappotto o raddoppio del cappotto

Vieroclima2: sistema per il raddoppio del cappotto termicoPer tutti i casi in cui si vogliano migliorare le prestazioni di facciate scarsamente isolate, senza smantellare l’isolamento esistente, la soluzione più indicata per ottimizzare le prestazioni è quella del cappotto su cappotto.

Viero firma Vieroclima2, sistema particolarmente adatto se il livello di isolamento non è conforme alle attuali normative o alle proprie esigenze di comfort e risparmio energetico, in caso di ponti termici o nel caso di imperfezioni estetiche come microlesioni o rappezzi.

Tra i vantaggi Vieroclima2 permette di integrare prestazioni isolanti del vecchio cappotto termico nel rispetto delle nuove normative e accedere alle detrazioni fiscali evita i costi di smaltimento con vantaggi economici e ambientali.

Xella – Multipor

Per la riqualificazione degli edifici esistenti, Xella propone MULTIPOR, un cappotto termico esterno con pannelli isolanti minerali e privi di fibre, altamente traspirante, in grado di correggere completamente i ponti termici presenti nell’edificio.

E’ un prodotto realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente, con materiali di origine naturale, come calce, sabbia e acqua, con l’aggiunta di una piccola percentuale di cemento e di additivi porizzanti, attraverso un processo che richiede consumi minimi di energia.

I pannelli isolanti Multipor garantiscono rigidità e stabilità, resistenza al fuoco, elevata traspirabilità ed eliminano le situazioni di basse temperature superficiali interne, tipiche del periodo invernale e frequentemente causa di muffe e umidità.

Si applicano facilmente su tutti i tipi di supporto, garantendo ottimo isolamento esterno, prestazioni invariate nel tempo (la struttura minerale infatti rimane inalterata) e massimo comfort.

Il sistema è certificato EPD, che offre informazioni sulla sostenibilità ambientale di un prodotto in relazione al suo intero ciclo di vita e Natureplus, che promuove l’uso sostenibile delle risorse e la tutela del clima nella fabbricazione di prodotti per l’edilizia, certificazione destinata ai prodotti sostenibili composti per almeno l’85% da materie prime rigenerabili o di origine minerale.

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