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Indice degli argomenti Toggle Le priorità da considerare nel futuro dell’ediliziaAI e robotica vengono in aiuto in fase di progettazione e in cantiereIl valore dell’intelligenza artificiale per un’edilizia sostenibileIl ruolo degli Agenti AI, dall’energia all’ediliziaLa digital transformation in cantiere è già realeIl valore dell’AI, dalla manutenzione di un edificio alla verifica di conformità normativa L’intelligenza artificiale in edilizia rappresenta una rivoluzione che trasformerà radicalmente il settore delle costruzioni. Grand View Research stima che il mercato globale dell’intelligenza artificiale nel settore edile già oggi valga quasi 3 miliardi di dollari e prevede che arriverà a sfiorare i 17 miliardi di dollari entro il 2030. Questo richiede un cambiamento di mentalità: non si tratta di uno strumento per fare meglio ciò che già facciamo, ma di un co-pilota che impone di ripensare modelli di business e competenze. Il mondo delle costruzioni è pronto per cogliere questa opportunità? Serve una consapevolezza collettiva, una visione sinergica e collaborativa, un “noi” che si anteponga ai tanti – troppi – “io”. C’è una forte frammentazione in Italia del settore, costituito per la stragrande maggioranza da micro più che piccole e medie imprese. È cruciale che le aziende definiscano una roadmap strategica per l’adozione dell’AI. I relatori del convegno Klimahouse (R)evolution. Il ruolo dell’AI per un’edilizia sostenibile ed efficiente «Dobbiamo smettere di chiedere cosa farà l’intelligenza artificiale per noi, ma cominciare a chiederci: noi come cambieremo, grazie o a causa dell’AI?» ha affermato Fabio Millevoi, direttore ANCE Friuli-Venezia Giulia, in apertura del convegno “Klimahouse (R)evolution. Il ruolo dell’AI per un’edilizia sostenibile ed efficiente”, organizzato da Fiera Bolzano e da Prospecta Formazione – Infoweb. Le priorità da considerare nel futuro dell’edilizia Fabio Millevoi ha evidenziato, nel suo intervento di scenario, che l’AI, pur essendo accessibile a tutti, richiede una preparazione adeguata a evitare di essere emarginati in una futura “società feudale” digitale. «Nel 2030 dovrò capire se, da invitato a cena, sarò seduto attorno al tavolo o se sarò nel menù», facendo comprendere bene che entro il 2030, la divisione sarà netta tra chi saprà usare la tecnologia (“a tavola”) e chi la subirà (“nel menù”). Per evitare questo rischio, è necessario passare da una visione aperta e condivisa, da una logica di probabilità a una di possibilità, agendo preventivamente per ridurre i rischi, il che costituisce già un vantaggio competitivo. Sebbene ancora non si sappia chiaramente come l’intelligenza artificiale in edilizia potrà impattare sui modelli di business, sui cantieri, sulle responsabilità, sulle competenze, sui ruoli, «oggi abbiamo il dovere di immaginare alcuni scenari futuri», ha affermato lo stesso direttore ANCE FVG, aggiungendo che l’integrazione dell’AI nel lavoro richiede tre stati di avanzamento: imparare a collaborare (“l’io diventa noi”), lavorare per obiettivi basandosi sulla fiducia, e passare dall’efficienza al senso, usando l’AI «per porre domande scomode». AI e robotica vengono in aiuto in fase di progettazione e in cantiere L’intelligenza artificiale in edilizia può essere di aiuto anche a ripensare un settore che ha necessità di essere più attrattivo. La filiera “costruzioni e infrastrutture” richiede risorse umane. Una recente indagine Unioncamere ha previsto un tasso di fabbisogno annuo compreso tra 2,6% e 3,1%, associato a una domanda tra 226mila e 271mila lavoratori. Si deve cominciare a guardare alla possibilità di un lavoro ibrido, dove uomo e macchina possano coesistere. Ecco, allora, che l’impiego di robot in cantiere, o in processi di industrializzazione e off-site, diventano opportunità da cogliere in maniera quanto più diffusa. Lo ha spiegato Julius Emig, collaboratore scientifico al Fraunhofer Italia, prefigurando un futuro caratterizzato proprio dalla robotica collaborativa. Certo, gli elementi di complessità perché questo possa avvenire sono vari: come ha ricordato lo stesso scienziato, il cantiere è un ambiente dinamico, non strutturato, con molteplici variabili. Tuttavia, ci sono varie potenzialità di impiego di una maggiore automazione del processo di riqualificazione, che però abbisogna prima di tutto di una mole sensibile di dati, che possono abilitare la digitalizzazione e l’adozione dell’AI fin dal processo progettuale prima ancora che costruttivo. Il valore dell’intelligenza artificiale per un’edilizia sostenibile Con questi presupposti è possibile prefigurare l’adozione di tecniche di intelligenza artificiale per l’edilizia, elevando i valori di sostenibilità e di efficienza. Proprio nella ricerca di risorse sostenibili, l’AI può essere un valore aggiunto. Lo ha illustrato Riccardo La Magna, professore al Karlsruhe Institut für Technologie dove dirige il dipartimento Design of Structures, il cui ambito di ricerca si focalizza sull’utilizzo di risorse naturali all’interno del mondo delle costruzioni. Il legno in edilizia è un elemento cardine. «Sta vivendo un Rinascimento, negli ultimi tempi, sempre di più vediamo un impiego in progetti di grandi dimensioni, infrastrutturali». La sua importanza si deve sposare, però, con un uso davvero sostenibile. Ha ricordato che nel 2020 a livello globale sono stati utilizzati circa 5 miliardi di metri cubi di legno, di cui solo 3 miliardi provengono da fonti rinnovabili. Proprio nell’intento di rendere quanto più circolare l’impiego del legno, lo stesso docente ha illustrato alcuni progetti di ricerca che hanno impiegato anche sistemi automatizzati e la robotica per riutilizzare elementi lignei come componenti di una struttura architetturale. Anche in questo caso, l’adozione dell’AI e della digitalizzazione è stata utile già in fase progettuale, evidenziando la possibile sinergia umano-robotica, dalla realizzazione al successivo post-vita. Il ruolo degli Agenti AI, dall’energia all’edilizia Uno dei punti chiave dell’adozione dell’intelligenza artificiale in edilizia passa dall’impiego degli agenti AI. È una delle possibilità già considerate, per esempio, nel campo energetico, come ha illustrato David Moser, managing director del Bequerel Institute Italia, che nel 2025 ha pubblicato un report dove è stato stimato l’impatto della robotica e dell’AI nel settore fotovoltaico. Automazione e robotica collaborativa sono essenziali per sostenere la crescita delle rinnovabili e per operare in cantieri complessi, riducendo tempi e sostituendo il personale in condizioni avverse. Un esempio concreto è l’automazione dei processi autorizzativi nel fotovoltaico, che grazie a team di agenti AI potrebbero ridursi da anni a mesi. Tuttavia, prima di adottare soluzioni di AI «è bene cominciare a creare una roadmap interna sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale». Moser ha evidenziato le importanti implicazioni conseguite dall’avvento della Generative AI e, in particolare, degli AI Agent, sistemi in grado di eseguire autonomamente compiti per conto di un utente. Si stanno gettando le basi, già oggi, per una modalità di lavoro ibrida. In particolare, ha mostrato alcuni elementi che fanno comprendere che impatto potrà avere in un futuro quanto mai prossimo l’adozione di modelli di AI. Lo ha fatto partendo dal time horizon, la durata dei compiti che i modelli di AI possono completare con un tasso di successo specifico. “Entro pochi anni, l’AI potrà occuparsi di tutto. Lo farà con un’efficienza notevolmente superiore se confrontata con un essere umano. Più dell’80% delle esecuzioni riuscite costa meno del 10% di quello che costerebbe a un essere umano svolgere lo stesso compito”. Questo non significa che l’innovazione tecnologica e l’AI sostituirà l’uomo. «Vuol dire che in termini normalizzati serviranno meno persone, ma in termini assoluti aumenteranno il numero di persone. che lavoreranno in questo settore», ha spiegato, illustrando le potenzialità offerte dall’utilizzo degli agenti AI. «I punti chiave sono diversi: creare soluzioni innovative per contesti specifici, la capacità di adattarsi alle condizioni mutevoli invece di seguire procedure fisse, fornire spiegazioni complete per migliorare la comprensione umana, colmare le lacune di conoscenza tra domini specializzati e, in combinazione con la robotica, trasformare interi flussi di lavoro in flussi automatici». La digital transformation in cantiere è già reale Le possibilità offerte dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale per l’edilizia si possono già vedere concretizzate in alcuni ambiti d’impiego. Lo ha messo in risalto Fabio Arancio, regional manager Italy di PlanRadar, piattaforma Software as a Service per la gestione digitale di progetti di costruzione, facility management e real estate. La transizione digitale ottimizza il cantiere, apportando chiarezza operativa e supporto decisionale grazie all’AI, che può essere integrata nei flussi di lavoro, contribuendo a una maggiore chiarezza operativa e contando su dati di progetto sempre accessibili. Un esempio applicativo, SiteView, permette di avere la documentazione visiva del cantiere, grazie a immagini a 360° mappate automaticamente grazie all’AI. L’intento di contare sulla digitalizzazione in cantiere è di «semplificare tutto quello che è il passaggio di informazioni, eliminando la carta», creando le condizioni per un unico ecosistema che uniforma il flusso di informazioni, snellendo il processo generale, a vantaggio di una migliore qualità generale del processo progettuale e realizzativo e una riduzione dei costi. Il valore dell’AI, dalla manutenzione di un edificio alla verifica di conformità normativa Tanto quanto sarà importante operare uniformando e velocizzando i passaggi nella realizzazione o ristrutturazione di un edificio, così lo sarà anche nel processo per la gestione e la manutenzione dell’immobile. Uno dei principali problemi, in tal senso, è la difficoltà nel reperire i documenti dove sono contenute le informazioni dell’edificio, oltre all’incertezza sulla qualità dei lavori eseguiti. Qui entra in gioco l’AI e la Augmented Reality, come ha spiegato Alessandro Pracucci, direttore di Levery, che ha messo a punto una soluzione in grado di accedere immediatamente alle schede tecniche e di poter accedere a esse anche da remoto. Attraverso Aryze, AI e realtà aumentata sono impiegati per aiutare gli addetti ai lavori impegnati sul posto. L’intelligenza artificiale riconosce automaticamente la componente inquadrata, estrae codici modello da etichette e carica la scheda tecnica corretta istantaneamente. L’utente umano si occupa di validare l’identificazione, decidere l’intervento ed eseguirlo con istruzioni contestuali. C’è poi la necessità di verificare la conformità normativa nei progetti edilizi. In questo caso ha illustrato una soluzione specifica (DeePY) per la realizzazione del Digital Product Passport, mediante cui, grazie all’AI, viene “potenziato” l’addetto umano, in varie fasi: inserimento dati rapido e guidato; gestione dati e fornitori; configurazione degli impatti ambientali. Al di là delle soluzioni specifiche, lo stesso Pracucci, come pure gli altri relatori, hanno sottolineato un aspetto fondamentale: occorre superare la paura e la resistenza al cambiamento culturale, comprendendo la tecnologia per poterla governare. La gestione della complessità normativa è un’area dove l’intelligenza artificiale in edilizia può offrire un supporto decisivo. La vera sfida non è tecnologica ma risiede nel “capitale semantico”: occorre usare l’AI per aumentare l’intelligenza umana e trasformare i dati in valore, mantenendo l’uomo al centro del processo. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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