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Indice degli argomenti Toggle Energia e ambiente: risparmi sì, ma in caloSalute e sicurezza: cosa dice la scienzaFAQ Ora legale vs ora solareQuando torna l’ora solare nel 2025?Perché si cambia ancora l’ora se l’Europa voleva abolire l’ora solare?L’ora legale fa davvero risparmiare energia?È vero che il cambio d’ora fa male alla salute?L’Italia può decidere di tenere l’ora legale tutto l’anno? Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2025 le lancette torneranno indietro di sessanta minuti. È il ritorno all’ora solare, una consuetudine che accompagna da decenni il calendario europeo e che, ogni anno, riapre un dibattito complesso, tra sostenibilità, salute e convenienza economica. La Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e Consumerismo No Profit hanno rilanciato la raccolta firme – già oltre 350mila le adesioni – per chiedere al Governo di mantenere l’ora legale tutto l’anno, sottolineando i risparmi energetici e i vantaggi ambientali. Secondo Terna, nei sette mesi di ora legale del 2025 l’Italia avrà risparmiato circa 330 milioni di kWh, pari a 100 milioni di euro in bolletta e a un taglio di CO₂ tra 160 e 200 mila tonnellate, l’equivalente di milioni di alberi piantati. Numeri che in dieci anni – spiega SIMA – salgono a oltre 11 miliardi di kWh e 2,2 miliardi di euro risparmiati. Eppure, nonostante questi dati, la discussione resta aperta. Perché dietro lo spostamento delle lancette si muove un equilibrio delicato tra efficienza energetica e benessere psicofisico, tra luce naturale e ritmi biologici. “L’orologio del nostro corpo non si adatta ai decreti, ma alla luce del sole”, ricorda Alessandro Miani, presidente di SIMA. “Alterare il ritmo circadiano può avere conseguenze su sonno, concentrazione, pressione e umore”. Energia e ambiente: risparmi sì, ma in calo Nel bilancio energetico, l’ora legale continua a produrre risultati concreti. Dal 2004 al 2024 il sistema italiano ha risparmiato oltre 11 miliardi di kWh grazie alla maggiore illuminazione serale, con benefici economici e ambientali misurabili. Tuttavia va detto che l’impatto positivo è in graduale diminuzione. Le abitazioni e gli uffici di oggi utilizzano lampade LED ad alta efficienza, sistemi di domotica e sensori crepuscolari che riducono automaticamente i consumi di luce. Inoltre, il posticipo del tramonto può far crescere il fabbisogno di raffrescamento estivo, compensando parte del vantaggio elettrico. Alcuni studi – come quello del Joint Research Centre dell’UE – convergono su un dato: il risparmio energetico medio si sta assottigliando e varia notevolmente in base alla latitudine e ai comportamenti di consumo. Nonostante ciò, nel contesto italiano, dove la domanda di energia è ancora concentrata nelle ore serali, il bilancio resta leggermente positivo. Mantenere più luce naturale nel pomeriggio riduce l’uso di lampade e migliora la vivibilità urbana, ma il beneficio economico non è sufficiente da solo a giustificare l’adozione permanente dell’ora legale. A pesare sulla scelta futura sarà soprattutto il quadro europeo. Dopo la proposta del Parlamento UE nel 2019 per eliminare i cambi stagionali, il Consiglio non ha mai chiuso il negoziato: fino a nuova decisione, gli Stati membri continueranno a spostare le lancette due volte l’anno. Intanto la Spagna torna a farsi sentire sul tema. Il premier Pedro Sánchez, in un video pubblicato su X, ha definito il cambio d’ora «un’abitudine che non ha più senso», annunciando che il governo spagnolo ha avviato contatti con le istituzioni europee per riaprire il dossier sull’abolizione del doppio orario. Una proposta ancora in fase preliminare, ma che rilancia il dibattito politico a Bruxelles. Salute e sicurezza: cosa dice la scienza Il tema sanitario è il più controverso. Secondo le principali società scientifiche – tra cui l’American Academy of Sleep Medicine e la Società Europea di Ricerca sul Sonno – la stabilità oraria sarebbe preferibile. L’organismo umano, infatti, segue un ritmo circadiano di circa 24 ore sincronizzato alla luce del mattino. L’ora legale, con il sole che sorge più tardi, tende a spostare in avanti questo equilibrio, generando disturbi del sonno, irritabilità e cali di concentrazione. Diversi studi epidemiologici mostrano un incremento degli infarti e degli ictus nei giorni successivi al passaggio primaverile all’ora legale, legato al deficit di sonno e all’aumento del cortisolo. L’effetto si attenua nel ritorno autunnale all’ora solare, ma gli esperti sottolineano come i cambi stagionali in sé rappresentino uno stress biologico. Sul piano della sicurezza, le ricerche di Current Biology e PNAS evidenziano un aumento temporaneo degli incidenti stradali nei giorni successivi al cambio di marzo, mentre le settimane con più luce serale sembrano invece ridurre gli incidenti ai pedoni nelle ore del tramonto. Anche i dati di criminalità mostrano tendenze simili: più luce naturale nelle ore serali corrisponde a meno rapine e furti, specialmente nei contesti urbani. Gli effetti, tuttavia, non sono uniformi: l’ora legale riduce i rischi al tramonto ma aumenta il buio mattutino, penalizzando studenti e lavoratori che si muovono presto. La conclusione condivisa da molti ricercatori è che abolire i cambi stagionali porterebbe benefici sia alla salute che alla sicurezza, ma la scelta tra ora solare e legale permanente deve tener conto delle specificità geografiche di ogni Paese. FAQ Ora legale vs ora solare Quando torna l’ora solare nel 2025? Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre, alle ore 3 le lancette andranno spostate indietro di un’ora. Perché si cambia ancora l’ora se l’Europa voleva abolire l’ora solare? Il Parlamento europeo ha approvato nel 2019 la proposta per fermare i cambi stagionali, ma il Consiglio UE non ha ancora trovato un accordo: finché non viene completato l’iter, il doppio cambio resta in vigore. L’ora legale fa davvero risparmiare energia? Sì, ma sempre meno. Secondo Terna il risparmio nel 2025 sarà di circa 330 milioni di kWh, pari a 100 milioni di euro, con una riduzione di oltre 160 mila tonnellate di CO₂. È vero che il cambio d’ora fa male alla salute? Gli esperti concordano che il corpo umano impiega alcuni giorni ad adattarsi e che i disturbi del sonno possono influire su concentrazione e umore. Le società mediche raccomandano di evitare cambi stagionali e preferire un orario stabile, meglio se quello solare. L’Italia può decidere di tenere l’ora legale tutto l’anno? In teoria sì, ma solo dopo una decisione condivisa a livello europeo. La Direttiva prevede che ogni Stato possa scegliere, ma con coordinamento tra Paesi confinanti per evitare disallineamenti commerciali e logistici. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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