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Terra Tiles Indice degli argomenti Toggle Pavimenti in terra battuta, un’idea circolareLapillo lavico per pavimenti naturali: da problema in risorsa Riscoprire materiali biologici e pratiche antiche e circolari è una possibilità da cui partire per attuare idee nuove anche per pavimenti naturali, fornendo nuovi elementi e componenti all’edilizia sostenibile. Nascono così soluzioni basate materie come l’argilla e la pietra lavica, tanto lontane tra loro, quanto connaturate dalla stessa finalità: ispirarsi alla natura, utilizzando scarti o materia prima inutilizzata con risultati e prestazioni vantaggiose. Pavimenti in terra battuta, un’idea circolare Partiamo dall’idea messa a punto dalla startup Terra Tiles, nata a Torino dall’idea di tre ingegneri e presente a Klimahouse con soluzioni per pavimenti naturali che si prefigge un duplice obiettivo: ridurre l’impatto ambientale del settore delle costruzioni e migliorare la qualità degli ambienti interni. Come? Impiegando terra di scavo, sfruttando materiale proveniente da lavori edili per scavi e fondazioni, il tutto a km zero. I 3 ingegneri che hanno creato Terra Tiles: da sx Tommaso Venturini, Davide Frasca, Adriano Desideri La soluzione presentata è un pavimento in terra battuta, soluzione realizzata interamente con terra compattata. La miscela viene livellata, lucidata e infine trattata con oli e cere naturali. La completa circolarità della miscela di terra riduce l’impatto ambientale, migliorando al contempo il comfort interno grazie alle sue eccellenti proprietà di regolazione igro-termica naturale. «La nostra startup è recente, ma la tecnica su cui ci basiamo è antica. Si tratta, infatti, di una tecnica vernacolare dei pavimenti in terra battuta. La terra è intesa come argilla, quale legante, sabbia e inerti che fanno da struttura, levigata e cerata in superficie per conferire una maggiore resistenza. Il passo successivo che intendiamo fare è produrre piastrelle, quindi elementi prefabbricati, poi assemblabili in situ con un legante di argilla, allettati, levigati e cerati, mantenendo quindi tutti i benefici dei pavimenti tradizionali, ma accelerando tempi e costi», raccontano Tommaso Venturini e Davide Frasca, due co-founder insieme ad Adriano Desideri, tutti e tre ingegneri appassionati progettisti che si sono appassionati sull’aspetto materico, creando pavimenti monolitici. Il materiale da cui attingere lo si trova spesso sul posto, quale risultato di lavori edili – per esempio, durante gli scavi per le fondazioni. I vantaggi sono reali: «il pavimento in terra aiuta a mantenere un buon comfort termoigrometico negli ambienti indoor». Nel caso del manufatto artigianale si parla di un pavimento con uno spessore di 7 cm, riducibili a 3-4 cm con piastrelle prefabbricate. In ogni caso si tratta di uno spessore tale da avere una buona massa termica, quindi utile per garantire confort e migliorare la qualità dell’aria interna. Lapillo lavico per pavimenti naturali: da problema in risorsa Utilizzare la pietra lavica in edilizia è una pratica adottata fin dall’antichità, in particolare nelle zone vesuviane e siciliane, grazie alle doti di questo materiale: resistenza, leggerezza e capacità drenante. Habitekton, giovane realtà con sede a Catania, a Klimahouse ha presentato Etnadrain, soluzione per pavimentazioni in lapillo vulcanico. Dopo essere stato raccolto e selezionato, il materiale lavico viene trattato e reintegrato nel ciclo produttivo per la realizzazione di pavimentazioni drenanti ad alte prestazioni, applicando in modo concreto i principi dell’economia circolare. Etnadrain Inoltre, la soluzione offerta da questa soluzione per pavimenti naturali esterni offre un ulteriore vantaggio. Come spiega la stessa azienda: “dal punto di vista territoriale, Etnadrain rappresenta una soluzione locale a un problema locale, trasformando un residuo problematico come la polvere lavica in una risorsa dell’edilizia”. L’accumulo di cenere e pietra vulcanica «è un problema serio per i comuni etnei, che si ritrovano materiale stipato in depositi e inutilizzabile. Per questo, stiamo lavorando con i Comuni della zona e abbiamo concluso una convenzione col Comune di Zafferana Etnea, prendendo la materia prima e utilizzandola per una pavimentazione che garantisce ottime prestazioni specie in termini di capacità drenante», spiega Giuseppe Guglielmino, specificando che il prodotto è in fase di certificazione, dal punto di vista di resistenza, coibentazione, resistenza al fuoco, di permeabilità al vapore. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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