Rinnovabili e infrastrutture verdi: la sostenibilità entra in porto

Nei porti italiani si lavora per conciliare le attività produttive con la necessità di decarbonizzazione, con l’avvio di progetti e iniziative virtuose su rinnovabili e infrastrutture verdi

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Rinnovabili e infrastrutture verdi: la sostenibilità entra in porto

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Produzione di energia da fonti rinnovabili e infrastrutture verdi caratterizzeranno sempre più i porti italiani. Transizione energetica e sostenibilità ambientale devono trovare sviluppo nei porti, una necessità crescente considerando che il trasporto marittimo rappresenta circa il 90% del commercio globale e il 2,5% delle emissioni globali di gas serra, e sta conoscendo una crescita costante, sottolinea la Commissione Europea.

Il trasporto navale è impattante. Secondo un report dell’IMO – International Marittime Organization, se rimarrà invariata la situazione, le emissioni del trasporto marittimo potrebbero aumentare tra il 50% e il 250% entro il 2050 e compromettere gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

Tuttavia è possibile limitare il suo contributo in termini di emissioni di CO2 anche del 50% entro il 2050 riducendo le emissioni medie della flotta mondiale di circa il 90%.

La decarbonizzazione dei porti diventa così fondamentale. A questo proposito il Ministero della Transizione ecologica ha avviato il progetto Green Ports che prevede una spesa complessiva di 270 milioni di euro finalizzati a finanziare le proposte presentate dalle Autorità portuali.

Gli interventi ammissibili contemplando la produzione di energia da fonti rinnovabili (70 milioni di euro), interventi di efficienza energetica sia degli edifici portuali (39 milioni) sia dei sistemi di illuminazione (30 milioni), mezzi di trasporto elettrici (62 milioni), interventi sulle infrastrutture energetiche portuali non efficienti (23 milioni), realizzazione di infrastrutture per l’uso dell’elettricità in porto (22 milioni), metodi di riduzione delle emissioni (24 milioni).

Lo stimolo del PNRR e la possibilità incentivante stabilita dal Consiglio Europeo in tema di cold ironing stanno permettendo di avviare progetti virtuosi in diversi porti italiani.

Cold ironing: l’elettrificazione della banchina per decarbonizzare

In tema, quindi, di rinnovabili e infrastrutture verdi nei porti italiani ci sono ampi margini di manovra.

Non solo: si sta facendo strada l’elettrificazione dei porti, mediante lo sviluppo del cold ironing. Questo termine definisce l’insieme delle tecnologie mediante cui si può fornire energia alle imbarcazioni durante la sosta in porto, tramite una connessione elettrica con la terraferma.

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Img by wikipedia – Pawanexh Kohli

Elettrificare le banchine significa fornire l’energia elettrica richiesta dalle navi in sosta e contribuire alla decarbonizzazione dell’infrastruttura portuale. Le fasi di sosta in banchina sono particolarmente impattanti. In questa fase i motori di propulsione delle navi vengono spenti e vengono impiegati quelli ausiliari per assicurare la continuità di servizi di bordo. Ciò comporta un consumo consistente di combustibili, generando emissioni di CO2, ma anche di altri inquinanti, oltre a generare rumori e vibrazioni.

Come evidenzia un report di Enel X e Legambiente, le emissioni possono essere annullate del tutto nel caso si alimentino le imbarcazioni con elettricità totalmente proveniente da fonti di generazione rinnovabile.

In questo senso c’è un’importante novità: il Consiglio Europeo, con una decisione ufficiale, ha autorizzato l’Italia ad applicare un’aliquota d’imposta ridotta all’elettricità fornita direttamente alle navi che operano nel trasporto marittimo e nelle vie navigabili interne, diverse dalle imbarcazioni private da diporto, ormeggiate in porto. In poche parole: ha dato l’ok a sgravi fiscali sul cold ironing.

A questo proposito nei porti italiani ci si sta muovendo per questo. Ma non solo: Fincantieri, il più importante gruppo navale d’Europa, ha avviato collaborazioni con la stessa Enel X ma anche con Faist Group per puntare all’obiettivo carbon neutrality entro il 2030. Punterà su infrastrutture portuali di nuova generazione a basso impatto ambientale, ma applicherà anche il cold ironing, puntando inoltre su sistemi di energy storage e sulla produzione energetica anche da fonti rinnovabili.

I modelli virtuosi: Savona, dalla produzione energetica alla smart grid

Sempre a proposito di produzione energetica da fonti rinnovabili e infrastrutture verdi è da citare l’esempio del porto di Savona. Come ricorda Legambiente, nel report 2021 sulle Comunità Rinnovabili, è il primo dei porti italiani ad aver concretizzato un progetto dedicato all’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili utilizzando questo modello energetico.

“nel caso del Porto di Savona dove è stata creato un sistema semplice di consumo e produzione a servizio delle utenze portuali, oggi alimentate da 121 kW di pannelli solari fotovoltaici destinati ad aumentare fino a 4 MW, e in grado di soddisfare, una volta a regime, il 95% del fabbisogno annuale di energia del porto di Savona o il 45% di tale fabbisogno più i consumi di una grande nave passeggeri 10 volte al mese. Nel giro di poco più di un anno le navi da crociera attraccate al terminal Costa Crociere di Savona potranno alimentare i sistemi di bordo allacciandosi alla rete elettrica nazionale invece che mediante i propri motori di bordo”.

Tra l’altro, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, ha bandito la gara da circa 9 milioni di euro per “progettazione e lavori, fornitura e servizi per la realizzazione del cold ironing” nello scalo savonese. Lo stesso porto di Savona sarà al centro di un importante progetto finanziato mediante PNRR che punta alla decarbonizzazione tramite produzione da fonti rinnovabili. Nel caso specifico “si prevede la realizzazione di più impianti fotovoltaici “gestiti da una ‘port grid’ integrata con sistemi di accumulo, che permetterà sia di gestire e controllare gli impianti elettrici, sia di incrementare la sostenibilità del porto” spiega la stessa Autorità portuale in una nota.

A questo quadro di modernizzazione attenta alla transizione energetica è interessato anche il porto di Genova. Qui si prevedono impianti fotovoltaici nelle aree commerciali e industriali di levante e ponente, più l’installazione di un “elettrolizzatore” per la produzione di idrogeno verde, alimentato dagli stessi impianti fotovoltaici, per alimentare a idrogeno alcuni nuovi mezzi operativi dell’Autorità di Sistema Portuale.

Produzione da fonti innovabili e infrastrutture verdi portuali: altri esempi virtuosi

Quello di Savona e di Genova sono casi virtuosi, ma non isolati. Altri sono in procinto di puntare su scelte green. Sempre a proposito di cold ironing, ci sono diversi progetti che hanno ottenuto finanziamenti, da Nord a Sud, attraverso il Fondo complementare al PNRR. Tale Fondo prevede 2,8 miliardi per i porti, dal 2021 al 2026.

A tale proposito va segnalato in questo senso quanto si sta facendo al porto di Taranto, partecipante al progetto SMARTPORT – Smart and Sustainable Energy Port – finanziato dal Programma Interreg Italia-Albania-Montenegro 2014-2020. L’obiettivo del progetto, lanciato ufficialmente lo scorso ottobre, è migliorare il profilo energetico delle aree dei partner coinvolti, che oltre a Taranto, vede anche Termoli, in Italia. Per questo saranno installati sistemi di illuminazione a LED eco-sostenibili e verranno adottate strategie energetiche che, seguendo gli standard europei, possano combinare l’uso di fonti di energia rinnovabili, risparmio energetico, stoccaggio di energia e tecnologie smart grid.

Infine, va citato anche quanto verrà avviato nei porti di Marina di Carrara e La Spezia. Qui sono stati presentati due progetti riguardanti il molo crocieristico (e la sua elettrificazione) per lo scalo della Spezia e il lungomare per il porto carrarino.

Nel quadro degli interventi presentati si prevedono interventi di efficienza energetica riguardanti l’illuminazione delle torri faro portuali e degli edifici. Saranno anche installati pannelli fotovoltaici sugli edifici e sulla copertura dei binari ferroviari. In più, s’intende realizzare un impianto per produrre idrogeno verde.

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