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Le soluzioni “mangia smog” per combattere l’inquinamento atmosferico

L’inquinamento dell’aria, che generalmente identifichiamo come “smog”, è un problema sempre più grave, che causa diversi danni alla salute umana, provocando patologie anche pericolose. La tecnologia e la ricerca si sono mobilitate da tempo e oggi sono sempre di più le soluzioni interessanti ed efficaci, anche in campo architettonico

A cura di: Arch. Gaia Mussi

Le soluzioni “mangia smog” per combattere l’inquinamento atmosferico: soluzioni

Il problema dell’inquinamento atmosferico e la risposta dell’architettura

L’inquinamento atmosferico è un problema di natura ambientale che dobbiamo affrontare con sempre più risorse. Si tratta, in sostanza, dell’alterazione delle condizioni naturali dell’aria, con conseguenze sull’ambiente e sulla salute umana.

 

Le cause dell’inquinamento dell’aria sono diverse, tra queste le emissioni di gas inquinanti da parte di autoveicoli, impianti di riscaldamento, industrie e altri impianti. Queste sostanze inquinanti, principalmente, sono composte da biossido di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio, ozono e polveri sottili.

 

Le macchine aumentano l'inquinamento dell'aria

 

Il fenomeno è più intenso nelle aree metropolitane, dove si concentrano le attività produttive, il traffico e vi è una maggior densità di popolazione. Lo smog è pericoloso e va ridotto. Ma come? Sicuramente le soluzioni sono diverse, come la crescita della mobilità sostenibile e l’utilizzo di impianti di riscaldamento più efficienti, ma non basta ridurre in parte le emissioni, è importante anche agire sulla qualità dell’aria, tentando di “ripulirla”.

 

L’architettura può fare la sua parte e svolgere un importante ruolo nella lotta all’inquinamento atmosferico. Innanzitutto il comparto può essere di per sé meno inquinante, riducendo il trasporto delle materie prime, la quantità di energia utilizzata e facendo un’accurata scelta dei prodotti da utilizzare, ma può fare di più. L’architettura ha lo scopo di costruire luoghi che garantiscano anche il benessere dell’uomo ed ecco perché la ricerca e lo sviluppo di materiali e soluzioni che riducono lo smog assume particolare importanza. 

 

La vegetazione per ridurre lo smog: la prima foresta verticale è stata a Milano 

Non è un vero e proprio prodotto, ma prima di parlare di alcuni prodotti mangia smog utilizzati in architettura, è opportuno fare un accenno alla vegetazione, un’ottima soluzione da integrarsi completamente con l’edificio che la ospita. Tetti e facciate verdima non solo, contribuiscono in modo naturale alla riduzione dell’inquinamento dell’aria.

 

Il Bosco Verticaledi Milano, fimato Stefano Boeri Architetti, è il primo esempio di foresta verticale urbana, con circa 21.000 piante che assorbono anidride carbonica e producono ossigeno.

 

Il bosco verticale di Milano

 

Cemento mangia smog: un esempio da Expo 2015

Nel 2014 è stato realizzato un particolare tipo di cemento fotocatalitico che è, appunto, mangia smog. Il materiale, inventato da Luigi Cassar e chiamato Tx Active, grazie al processo di fotocatalisi riesce a ridurre la quantità di ossido di azoto presente nell’aria.

 

Questo cemento biodinamico è inoltre composto per lo più da materiali provenienti da riciclo e la posa di 1.000 mq di prodotto corrisponde circa alla piantumazione di 80 alberi o – in alternativa – ad eliminare l’inquinamento prodotto da 30 veicoli.

Il cemento mangia smog è stato utilizzato anche per la realizzazione di Palazzo Italia di Expo Milano 2015, per il quale si sono utilizzati 9.000 mq di pannelli in cemento.

 

Cemento mangia smog utilizzato per Palazzo Italia per Expo 2015

 

Nell'ambito delle  pavimentazioni mangia-smog realizzate con materiali cementizi ad attività fotocatalitica, Ferrari BK  propone i masselli realizzati con lo speciale cemento anti-smog BlueCity®che, grazie alla presenza di luce naturale, ossidano le sostanze inquinanti trasformandole in sostanze non inquinanti.

 

I masselli di Ferrari BK mangia smog

 

La pittura che assorbe gli inquinanti: un murales mangia smog 

Le prime ipotesi e idee sulla possibilità di realizzare vernici e pitture amiche della lotta all’inquinamento atmosferico risalgono a circa dieci anni fa e oggi, finalmente, questo tipo di prodotto è maturo e utilizzato in diversi paesi, anche in modo molto originale e interessante.

 

A Roma è stato recentemente realizzato il murales più grande d’Europa con pittura mangia smog, 1000 mq che corrispondono agli effetti prodotti da 30 alberi. L’artista è italiano e con lo pseudonimo di Iena Cruz ha già svolto lavori simili in altre città, come New York.

 

Murales mangia smog realizzato a Roma

 

Questa pittura mangia smog, un’invenzione tutta italiana che si chiama Airlite, regisce alla luce del sole ed è in grado di eliminare diversi inquinanti pericolosi per l’ambiente e per l’uomo, come ossidi di azoto e di zolfo anche più del 50% della loro concentrazione. Oltre alla riduzione degli inquinanti, vengono eliminati la polvere e i batteri presenti sulla superficie trattata, grazie all’ossidazione superficiale e all’alcalinità della superficie. Si crea, in sostanza, un vero e proprio film protettivo all’edificio. 

Tegole che riducono l’inquinamento: anche i tetti puliscono l’aria

La scelta del manto di copertura del tetto dipende da fattori come il clima, l’estetica o le funzioni che esso deve assolvere. Proprio tra le funzioni recentemente si è pensato di aggiungere quella della riduzione dell’inquinamento atmosferico.

 

tegole mangia smog

 

Sono diversi gli studi e le novità in questo campo, che hanno portato alla diffusione di particolari rivestimenti da applicare alle tegole, il cui compito è quello di trasformare componenti inquinanti come gli ossidi di azoto in sali inorganici, grazie alla fotocatalisi. La tegola rimane esattamente come la conosciamo, ma sulla superficie viene applicato un catalizzatore: il biossido di titanio.

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