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Indice degli argomenti Toggle Vegetazione per ridurre lo smog: la prima foresta verticale è milaneseCemento mangia smog per diminuire l’inquinamento: un esempio da Expo 2015La pittura che assorbe gli inquinanti: un murales mangia smogTegole contro l’inquinamento atmosferico: anche i tetti puliscono l’aria L’inquinamento atmosferico è un problema di natura ambientale che dobbiamo affrontare con sempre più risorse. Si tratta, in sostanza, dell’alterazione delle condizioni naturali dell’aria, con conseguenze sull’ambiente e sulla salute umana. Le cause dell’inquinamento dell’aria sono diverse, tra queste le emissioni di gas inquinanti da parte di autoveicoli, impianti di riscaldamento, industrie e altri impianti. Queste sostanze inquinanti, principalmente, sono composte da biossido di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio, ozono e polveri sottili. Il fenomeno è più intenso nelle aree metropolitane, dove si concentrano le attività produttive, il traffico e vi è una maggior densità di popolazione. Lo smog è pericoloso e va ridotto. Ma come? Sicuramente le soluzioni per diminuire l’inquinamento sono diverse, come la crescita della mobilità sostenibile e l’utilizzo di impianti di riscaldamento più efficienti, ma non basta ridurre in parte le emissioni, è importante anche agire sulla qualità dell’aria, tentando di “ripulirla”. L’architettura può fare la sua parte e svolgere un importante ruolo nella lotta all’inquinamento atmosferico. Innanzitutto il comparto può essere di per sé meno inquinante, riducendo il trasporto delle materie prime, la quantità di energia utilizzata e facendo un’accurata scelta dei prodotti da utilizzare, ma può fare di più. L’architettura ha lo scopo di costruire luoghi che garantiscano anche il benessere dell’uomo ed ecco perché la ricerca e lo sviluppo di materiali e soluzioni che riducono lo smog assume particolare importanza. Vegetazione per ridurre lo smog: la prima foresta verticale è milanese Non è un vero e proprio prodotto, ma prima di parlare di alcuni prodotti mangia smog utilizzati in architettura, è opportuno fare un accenno alla vegetazione, un’ottima soluzione da integrarsi completamente con l’edificio che la ospita. Tetti e facciate verdi, ma non solo, contribuiscono in modo naturale alla riduzione dell’inquinamento dell’aria. Il Bosco Verticale di Milano Il “Bosco Verticale”di Milano, firmato Stefano Boeri Architetti, è il primo esempio di foresta verticale urbana, con circa 21.000 piante che assorbono anidride carbonica e producono ossigeno. I progetti di forestazione urbana aiutano a limitare l’inquinamento con impatti positivi sulla qualità della vita dei cittadini. A Torino un angolo di natura irrompe nel caos cittadino: parliamo di 25 Verde, il complesso residenziale inaugurato nel 2012 su progetto dell’Arch. Luciano Pia, che si compone di 63 appartamenti collocati in un “bosco abitabile” nel bel mezzo del capoluogo sabaudo. I 200 alberi presenti abbattono le polveri sottili e tutelano gli abitanti dall’inquinamento ambientale e acustico. Img by 25verde.com Rimanendo in tema di vegetazione è obbligatorio parlare delle pareti verdi, una soluzione in grado di migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio e consentire un maggiore isolamento termico e una qualità dell’aria migliore. Le green wall sono un antidoto allo smog cittadino, una soluzione smart e innovativa in grado di assorbire le sostanze nocive presenti nell’aria. La facciata verde dell’Oasis d’Aboukir a Parigi ne è un chiaro esempio: oltre a trasformare in modo gradevole l’edificio, il giardino verticale creato dal maestro Patrick Blanc esemplifica l’importanza di inserire spazi verdi nelle capitali urbane. L’Oasis d’Aboukir a Parigi – Img b y Patrick Blanc Il progetto si estende su una superficie di 25 metri quadrati e contempla 7600 piante per 237 differenti specie. Il progetto, creato durante la Paris Design Week 2023, è un’opera d’arte a cielo aperto. Ma la sua funzione non è puramente decorativa: la giungla urbana di Blanc svolge un ruolo importante per la salubrità del clima urbano locale combattendo l’inquinamento parigino. Cemento mangia smog per diminuire l’inquinamento: un esempio da Expo 2015 Nel 2014 è stato realizzato un particolare tipo di cemento fotocatalitico che è, appunto, mangia smog. Il materiale, inventato da Luigi Cassar e chiamato Tx Active, grazie al processo di fotocatalisi riesce a ridurre la quantità di ossido di azoto presente nell’aria. Il cemento fotocatalitico e mangia smog utilizzato per la realizzazione di Palazzo Italia di Expo Milano 2015 Questo cemento biodinamico è inoltre composto per lo più da materiali provenienti da riciclo e la posa di 1.000 mq di prodotto corrisponde circa alla piantumazione di 80 alberi o – in alternativa – ad eliminare l’inquinamento prodotto da 30 veicoli. I masselli mangia smog di Ferrari BK Il cemento mangia smog è stato utilizzato anche per la realizzazione di Palazzo Italia di Expo Milano 2015, per il quale si sono utilizzati 9.000 mq di pannelli in cemento. Nell’ambito delle pavimentazioni mangia-smog realizzate con materiali cementizi ad attività fotocatalitica, Ferrari BK propone i masselli realizzati con lo speciale cemento anti-smog BlueCity®che, grazie alla presenza di luce naturale, ossidano le sostanze inquinanti trasformandole in sostanze non inquinanti. In zona Città Studi a Milano lo studio Beretta Associati ha realizzato il progetto Nòvampère, il complesso residenziale che si distingue per un’innovativa facciata cattura smog realizzata con un particolare tipo di cemento. Complesso residenziale Nòvampère Ma la domanda sorge spontanea: il cemento può realmente contribuire a ridurre l’inquinamento urbano? La risposta è sì: TX Active, il principio fotocatalitico brevettato da Italcementi consente di unire la sostenibilità all’estetica. Il cemento fotocatalitico applicato sui 2700 metri quadrati della facciata di Nòvampère è in grado di contrastare le emissioni di circa 54 auto a benzina o 40 auto diesel. Ma come funziona la tecnologia TX Active? Mediante il processo della fotocatalisi, il fotocatalizzatore attiva un processo ossidativo che conduce alla trasformazione delle sostanze organiche e inorganiche in composti non nocivi. Una facciata in elementi ceramici fotocatalitici scherma la Torre de Especialidades nel complesso ospedaliero di Città del Messico. Le piastrelle utilizzate per il progetto sono realizzate in biossido di titanio la cui azione permette di neutralizzare le polveri sottili purificando l’aria. Torre de Especialidades – Img by Commons.wikimedia.org Per contrastare l’inquinamento delle città e migliorare la qualità dell’aria nei centri urbani Record Bagattini ha realizzato la pavimentazione Renova, una soluzione certificata per ridurre lo smog. La miscela Renova contiene Biossido di Titanio ad azione fotocatalica la cui azione disgrega le polveri sottili, ossidi di azoto, carbonio e zolfo generati dagli scarichi delle automobili e dagli impianti di riscaldamento. Pavimento fotocatalitico Record Le pavimentazioni Renova sono state sottoposte ad accurate analisi dal CNR: i risultati del test hanno messo in evidenza un abbattimento degli ossidi di azoto superiore all’80%. La pittura che assorbe gli inquinanti: un murales mangia smog Le prime ipotesi e idee sulla possibilità di realizzare vernici e pitture amiche della lotta all’inquinamento atmosferico risalgono a oltre dieci anni fa e oggi, finalmente, questo tipo di prodotto è maturo e utilizzato in diversi paesi, anche in modo molto originale e interessante. A Roma è stato realizzato il murales più grande d’Europa con pittura mangia smog, 1000 mq che corrispondono agli effetti prodotti da 30 alberi. L’artista è italiano e con lo pseudonimo di Iena Cruz ha già svolto lavori simili in altre città, come New York.Questa pittura mangia smog, un’invenzione tutta italiana che si chiama Airlite, regisce alla luce del sole ed è in grado di eliminare diversi inquinanti pericolosi per l’ambiente e per l’uomo, come ossidi di azoto e di zolfo anche più del 50% della loro concentrazione. Oltre alla riduzione degli inquinanti, vengono eliminati la polvere e i batteri presenti sulla superficie trattata, grazie all’ossidazione superficiale e all’alcalinità della superficie. Si crea, in sostanza, un vero e proprio film protettivo all’edificio. Iena Cruz è la mente creativa che ha dato vita anche ad un altro murale anti smog. Ci troviamo a Milano, dove l’opera Anthropoceano denuncia lo sfruttamento dell’ecosistema marino da parte dell’uomo. Il murale ha portato colore e vivacità in città e al tempo stesso ha contribuito a rendere l’aria milanese più pulita grazie all’utilizzo della vernice cattura smog Airlite. Murale anti smog Anthropoceano a Milano Anche a Napoli l’arte urbana incontra la sostenibilità grazie al progetto #UnlockTheChange: il murale di 370 metri quadrati porta la firma dell’artista Zed1 ed è stato realizzato con la pittura Airlite in grado di combattere l’inquinamento atmosferico. Il più grande eco murale del Sud del Paese è stato promosso dalle B Corp italiane in collaborazione con Yourban2030: il progetto racchiude un messaggio di bellezza e sostenibilità e vuole stimolare i cittadini e le istituzioni ad agire per costruire un futuro più green. Tegole contro l’inquinamento atmosferico: anche i tetti puliscono l’aria La scelta del manto di copertura del tetto dipende da fattori come il clima, l’estetica o le funzioni che esso deve assolvere. Proprio tra le funzioni recentemente si è pensato di aggiungere quella della riduzione dell’inquinamento atmosferico. Sono diversi gli studi e le novità in questo campo, che hanno portato alla diffusione di particolari rivestimenti da applicare alle tegole, il cui compito è quello di trasformare componenti inquinanti come gli ossidi di azoto in sali inorganici, grazie alla fotocatalisi. La tegola rimane esattamente come la conosciamo, ma sulla superficie viene applicato un catalizzatore: il biossido di titanio. Articolo aggiornato Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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