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Indice: L’evoluzione dei materiali compositi: i biocompositi Perché utilizzare i materiali biocompositi Esempi di applicazioni di materiali biocompositi I materiali compositi sono materiali eterogenei composti da elementi con proprietà fisiche differenti, precisamente da una matrice e un materiale di rinforzo. Sono utilizzati in diversi campi, come l’edilizia, la meccanica e il settore medico, il cui sviluppo è partito dalla necessità di operare sulle capacità prestazionali dei materiali. Si tratta quindi di prodotti artificiali, non esistenti in natura, appositamente studiati per ottenere caratteristiche ottimali, esaltando quelle dei singoli componenti e acquisendone di nuove grazie alla loro unione. I compositi di fibra di carbonio ne sono un esempio, mentre in campo edile una delle applicazioni di questi materiali è nel rinforzo strutturale. Nell’ambito del recupero strutturale, i materiali compositi utilizzati sono, ad esempio, i fibrorinforzati in matrice polimerica, che permettono di aumentare la resistenza delle strutture ma senza utilizzare prodotti il cui peso graverebbe su queste stesse strutture. Anche il cemento armato può essere un esempio di come la combinazione di due materiali differenti – il calcestruzzo e l’armatura in ferro – permetta di ottenere un prodotto con delle prestazioni meccaniche migliori. In generale, comunque, i materiali compositi sono utilizzati in edilizia per la realizzazione di pannelli, tessuti, griglie, elementi strutturali. L’evoluzione dei materiali compositi: i biocompositi I materiali biocompositi possono essere considerati come l’evoluzione naturale dei compositi e prevedono la sostituzione dei materiali di origine sintetica con altri di origine naturale, come la fibra di lino o il bambù. L’importanza di questa innovazione è da ricercare nel rilievo che ha oggi la continua ricerca di materiali sostenibili ed ecologici. Alcuni esempi di materiali biocompositi in realtà non sono una novità e un tradizionale materiale biocomposito utilizzato per le costruzioni è il mattone adobe, nel cui impasto si uniscono terra e paglia Vengono combinati solo elementi biodegradibili, come fibre naturali con polimeri naturali e, anche se in alcuni casi la loro lavorazione richiede più attenzioni e tecniche particolari, riescono comunque a richiamare l’interesse del mercato, risultando competitivi con materiali più tradizionali. In base ai materiali utilizzati per la combinazione, è possibile ottenere compositi in agglomerato, fibrosi o porosi ed è inoltre possibile utilizzarne anche provenienti da riciclo. Perché utilizzare i materiali biocompositi Il principale motivo per cui scegliere i materiali biocompositi in edilizia risiede appunto nella loro eco-compatibilità. Proprio nel settore edile, si sta spingendo da anni verso una direzione che riesca a prestare sempre maggior attenzione agli impatti ambientali del comparto e alla sostenibilità delle opere. L’architettura sostenibile è sempre più diffusa e, oltre alle soluzioni impiantistiche e progettuali, giocano un ruolo importante anche i materiali scelti. Costruire un edificio che consuma pochissima energia, ma per il quale non si ha avuto la stessa sensibilità rispetto i materiali utilizzati è una contraddizione. Considerando l’intero ciclo di vita non solo dell’edificio, ma di ogni suo componente, risulta chiaro quanto sia importante optare per materiali naturali, non inquinanti e la cui produzione non abbia causato gravi impatti ambientali.I materiali biocompositi utilizzano prodotti naturali e di origine locale o – come anticipato – addirittura riciclati, riducendo la quantità di materia prima sintetica e artificiale derivante. Un ulteriore vantaggio è direttamente percepito dalle persone piuttosto che dall’ambiente: la scelta di materiali naturali, infatti, assicura la riduzione degli inquinanti indoor, che spesso mettono a rischio il benessere nelle nostre case. Esempi di applicazioni di materiali biocompositi I materiali biocompositi trovano sempre maggior impiego nel mondo edile, anche per la crescente sensibilità al tema ambientale. Alcuni esempi di come si possano realizzare prodotti edili con materiali biocompositi si ritrovano nei diversi pannelli strutturali, ad esempio in fibra di bambù, da utilizzare per le coperture e i solai.Per le strutture esiste un calcestruzzo biocomposito ottenuto dall’unione di calce e – ad esempio – canapa, così come c’è una versione alternativa anche ai mattoni, con elementi per la costruzione di forma tradizionali ed ottenuti mescolando legno di canapa e calce. Anche nel campo degli isolanti gli esempi sono molti, basti pensare ai pannelli in lana di pecora (anche se talvolta la si unisce a materiali plastici, anziché a “poliesterne naturale”). Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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