Giornata Internazionale della Luce: illuminare il futuro con efficienza e per il benessere 15/05/2026
Efficienza energetica in Italia: 53-62 miliardi investiti nel 2025, ma senza stabilità normativa il 2030 resta lontano 14/05/2026
Nature-based Solutions: perché sono essenziali per costruire la resilienza climatica dell’Europa 04/06/2026
Riqualificazione energetica dei condomini: a Milano le torri Ca’ Granda passano dalla classe F alla C 03/06/2026
Impianto termico o di climatizzazione (invernale/estiva): tipologie, caratteristiche e componenti 28/05/2026
Il recente studio “Energia e Transizione in Italia e in Europa“, realizzato dalla Rome Business School, che confronta le principali economie UE, per quanto riguarda il nostro Paese, segnala da un lato un calo delle emissioni di gas serra del 35% dal 2005, dall’altro però emergono dati preoccupanti: il prezzo dell’elettricità in Italia è oggi il più alto tra i grandi Paesi europei, la dipendenza dall’estero raggiunge quasi il 75% e l’espansione delle rinnovabili avanza a un ritmo insufficiente. Il report, a cura di Francesco Baldi, Massimiliano Parco e Valerio Mancini, aiuta a capire le criticità del sistema energetico nazionale e le priorità su cui è necessario intervenire. Prezzi in salita e mix energetico ancora fossile Nei primi mesi del 2025, il prezzo medio dell’elettricità in Italia ha raggiunto i 136,2 €/MWh, superando nettamente Germania, Francia e Spagna. Un valore che riflette una struttura energetica fortemente esposta al gas naturale, responsabile ancora del 35,4% del mix, e un’insufficiente diversificazione delle fonti. Nel mix italiano di energia, la crescita delle rinnovabili (che, va detto, che hanno raggiunto il 20,5% del mix energetico) tra il 2021 e il 2023 è stata appena dello 0,9%, mentre nello stesso periodo è aumentato l’uso del petrolio, che è tornato a pesare per il 36,7%. Questa dinamica contrasta con gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’UE, e mostra come l’Italia non abbia ancora avviato un vero cambio di paradigma energetico, riducendo i consumi. “Ridurre la domanda, attraverso misure di efficienza, riorganizzazione dei processi produttivi e cambiamenti nei comportamenti individuali, è la via per abbattere in modo strutturale le emissioni climalteranti,” spiega l’economista Massimiliano Parco. A conferma di ciò, i settori energia, costruzioni e trasporti restano i maggiori responsabili delle emissioni nazionali, con quote superiori al 60% del totale. Le emissioni si riducono, ma a un ritmo rallentato: il -3% previsto per il 2024 è nettamente inferiore al -6,4% registrato nel 2023. Allo stesso tempo, l’Italia si conferma tra i Paesi europei con maggiore intensità di emissioni per unità di PIL, dietro solo a Francia e Germania. In sostanza, produciamo ancora troppa CO₂ per ogni euro di ricchezza generata. Rinnovabili ferme, tecnologie in ritardo e dipendenza estera Il quadro si complica ulteriormente se si osserva la capacità italiana di produzione interna. Nel 2023, la quota di energia elettrica da rinnovabili si è attestata al 44% del totale, un dato buono ma ancora inferiore a quello di Spagna e Germania. Mentre questi Paesi aumentano in modo significativo la capacità produttiva interna, l’Italia continua a importare il 74,8% dell’energia che consuma. “Questo divario significa che tre quarti del fabbisogno energetico nazionale italiano dipende da fornitori esteri, con implicazioni dirette su sicurezza, costi e continuità dell’approvvigionamento,” osserva Francesco Baldi. Anche sul fronte delle tecnologie abilitanti, l’Italia arranca. Il Paese punta a installare solo 5 GW di elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde entro il 2030, a fronte dei 10 GW della Germania e dei quasi 27 GW annunciati dalla Spagna. Nella mobilità elettrica, le immatricolazioni di veicoli a batteria restano sotto il 10%, contro oltre il 15% in Germania e Francia. Non va meglio per le pompe di calore, strategiche per la decarbonizzazione del riscaldamento, la cui diffusione resta modesta nonostante i fondi PNRR stanziati. Il report sottolinea anche l’urgenza di affrontare la dipendenza tecnologica globale, in particolare dalla Cina, che oggi domina la produzione di componenti chiave per le energie rinnovabili. Bruxelles ha risposto con il Net-Zero Industry Act e il Critical Raw Materials Act, ma l’Italia dovrà accelerare per non restare indietro anche sul piano industriale. “La transizione energetica non è più una scelta, ma una necessità competitiva,” conclude Valerio Mancini. “Servono una strategia industriale integrata, investimenti mirati e una governance più efficace. L’alternativa è restare indietro, pagando il prezzo più alto, economico e ambientale, in Europa”. Bollette in aumento in Italia: energia +16%, gas +36% L’Osservatorio di EnergyUp – la compartecipata di VeryFastPeople e Illumia specializzata nella fornitura di energia per i condomini – segnala forti rincari per l’anno termico 2024/2025: l’energia elettrica per i condomini crescerà del 16%, mentre il gas segnerà un balzo del 36% rispetto alla stagione precedente. Alla base di questo scenario, un mix di fattori: inverno più rigido del previsto, domanda in salita, contrazione della produzione rinnovabile nel Nord Europa e stop definitivo al gas russo via gasdotti dal gennaio 2025, evento storico che ha aggravato la pressione sull’offerta. Il PSV ha raggiunto i 50,48 c€/Smc, mentre il PUN medio previsto è di 129,52 €/MWh, con un impatto diretto sulle bollette. La spesa media annua per elettricità in condominio sale così a 1.300 euro, mentre per il gas si superano i 14.600 euro. Proprio per rispondere a questa emergenza il Governo ha approvato il Decreto Bollette che prevede una serie di aiuti per imprese e famiglie (con ISEE inferiore a 25.000 euro). “In contesti di grande instabilità, la gestione dei costi condominiali resta una sfida sempre più complessa,” afferma Francesco Paini. “Per questo diventa essenziale pianificare con attenzione la prossima stagione termica, aggiornando i preventivi e ottimizzando i consumi”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
05/06/2026 Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026: #NowForClimate A cura di: Raffaella Capritti La Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026, organizzata ogni anno delle Nazioni Unite il 5 giugno, si concentra ...
03/06/2026 POLICAP, il laboratorio mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO₂ A cura di: Stefania Manfrin Inaugurato a Piacenza POLICAP, l'impianto pilota mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO2. ...
29/05/2026 Clima 2026-2030: il rapporto WMO prevede record di temperatura e anomalie artiche senza precedenti A cura di: Raffaella Capritti Il Global Annual to Decadal Climate Update WMO 2026-2035 prevede temperature record nei prossimi cinque anni, ...
28/05/2026 Nature-Based Solutions per il Parco Monte Stella: Milano reinventa uno spazio storico A cura di: Stefania Manfrin Riqualificazione basata su Nature-Based Solutions per il Monte Stella a Milano: gestione acque, biodiversità e adattamento ...
25/05/2026 Transizione energetica, la roadmap IRENA 2026 per uscire dai combustibili fossili: elettrificazione e rinnovabili A cura di: Stefania Manfrin IRENA 2026: elettrificazione, rinnovabili e reti al centro della roadmap 1,5°C. Obiettivi, dati e investimenti per ...
22/05/2026 L'ONU adotta la risoluzione sul clima: la tutela ambientale diventa obbligo giuridico internazionale A cura di: Stefania Manfrin L'Assemblea Generale ONU approva il 20 maggio 2026 la risoluzione sul clima: recepisce il parere ICJ ...
21/05/2026 Elettrificazione dei consumi domestici per proteggere le famiglie europee dagli shock energetici A cura di: Erika Bonelli Elettrificazione dei consumi: pompe di calore e veicoli elettrici potrebbero far risparmiare alle famiglie italiane circa ...
20/05/2026 20 maggio: giornata mondiale delle api, tutti noi dipendiamo dalla loro sopravvivenza A cura di: Raffaella Capritti Il 20 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Api, istituita dall'ONU per sensibilizzare l'opinione pubblica ...
19/05/2026 Quanto vale evitare una tonnellata di CO₂? E.ON e Politecnico di Milano presentano il Social Cost of Carbon A cura di: Raffaella Capritti E.ON e Politecnico di Milano presentano un nuovo modello Social cost of carbon per dare valore ...
18/05/2026 Materie Prime Critiche: la resilienza della supply chain come nuova priorità strategica A cura di: Fabiana Valentini Quale sarà il futuro delle materie prime critiche nei prossimi cinque anni? Il progetto CASCADE ne ...