Comunità energetiche nei borghi di montagna: Rassa punta sul mini idroelettrico

Il borgo di 63 abitanti della Valsesia sta lavorando per avviare una comunità energetica basata sul mini idroelettrico i cui proventi verranno investiti per valorizzare il territorio

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Comunità energetiche nei borghi di montagna: Rassa punta sul mini idroelettrico
Il Comune di Rassa

Si fanno strada le comunità energetiche nei borghi di montagna. Un esempio è Rassa, in provincia di Vercelli, Comune di 63 abitanti. Intende costituire una Comunità Energetica Rinnovabile, puntando sul mini idroelettrico.

Per la precisione, si propone di realizzare, sul torrente Sorba una centralina idroelettrica con potenza nominale di 226 kW (738 kW quella complessiva), il cui contributo potrà valere per provvedere in parte all’auto sostentamento economico di Rassa. La finalità, riporta lo stesso Comune nel sito dedicato “Rassa vuole la Centrale”, è “garantire un sufficiente livello di qualità dei servizi alla popolazione e sviluppare progetti e attività finalizzate allo sviluppo socio economico, tendenti a contrastare il progressivo spopolamento del paese”.

Il Paese raggiunge il migliaio di presenze d’estate, ma i residenti sono calati sensibilmente dagli anni Trenta, quando qui si contavano 400 abitanti.

Comunità energetiche nei borghi di montagna: l’esempio di Rassa

La centrale sulla carta ha una produzione stimata di 2GWh. Il costo dell’impianto è di 2 milioni di euro e il ricavo annuale prospettato è di 352mila euro. Gli introiti verranno destinati a più interventi, che comprendono lo sviluppo del circuito di piste ciclabili in quota, la manutenzione del tratto comunale della strada provinciale, la gestione della rete sentieristica comunale e della tutela delle risorse idriche.

A quest’ultimo proposito, grazie agli introiti della centrale, il Comune potrà provvedere al finanziamento diretto degli interventi riguardanti la manutenzione ordinaria delle risorse idriche e delle infrastrutture, sgravando la Comunità Montana da tale impegno.

Gli ostacoli e le prospettive

Michele Barbaglia, sindaco di RassaIl sindaco, Michele Barbaglia, racconta l’idea, nata già 20 anni fa «innanzitutto per evitare che soggetti privati deturpassero la nostra valle. Abbiamo sempre creduto che l’acqua è un bene pubblico e così potrà esserlo».

È lo stesso primo cittadino a evidenziare che l’impatto dell’opera avrà una ricaduta sul territorio, a livello storico e paesaggistico (insieme alla vicina segheria ad acqua del XVII secolo, la centralina farà parte dell’ecomuseo dell’acqua) alla manutenzione della sentieristica e della rete idrica, fino alla ristrutturazione di immobili per tutelare il valore paesaggistico del borgo di Rassa. «Già oggi abbiamo una concessione idroelettrica rilasciata dalla Provincia di Vercelli. Tuttavia ci sono soggetti privati che stanno ostacolando l’iter, facendo ricorso».

I soggetti, stando a quanto segnalato dallo stesso Barbaglia, accusano il Comune di deturpare l’ambiente. L’incartamento è ora in Cassazione, in attesa di uno sblocco che il Sindaco prevede positivo per Rassa: «siamo in possesso di tutte le autorizzazioni ambientali e acustiche, già vagliate nel corso degli anni».

La popolazione è stata informata sul progetto con una manifestazione di interesse, per la quale l’80% avrebbe aderito. Tuttavia «il discorso relativo alla comunità energetica dovrà essere allargato al territorio», sottolinea Barbaglia, segnalando che con i borghi limitrofi di Piode e Campertogno si intende proporre una comunità allargata tra più Comuni.

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