Obbligo di rinnovabili negli edifici: dal 3 agosto 2026 le nuove quote per ristrutturazioni e impianti termici 24/07/2026
Electrification Action Plan: la strategia UE per elettrificare i consumi di edifici, industria e trasporti 20/07/2026
Pompe di calore senza sostituire i radiatori: compatibilità e limiti con gli impianti esistenti 23/07/2026
Distribuzione, circolazione e bilanciamento: l’efficienza nascosta degli impianti idronici 22/07/2026
Indice degli argomenti Toggle Rinnovabili e reti: investimenti record, ma ancora insufficientiEfficienza energetica e housing affordability: le due sfide sociali dell’energiaFinanza climatica e politiche industriali per la competitivitàVerso il 2040: elettrificazione e autonomia energeticaFAQ – Unione dell’Energia 2025Cos’è l’Action Plan for Affordable Energy?Quali sono gli obiettivi principali dell’UE al 2030?Quanto investe l’UE nella transizione energetica?Cosa prevede il nuovo Clean Industrial Deal?Come viene affrontata la povertà energetica? Secondo lo State of the Energy Union Report 2025, pubblicato dalla Commissione Europea il 6 novembre 2025, l’Europa entra in una fase decisiva della transizione energetica: quella in cui l’integrazione dei mercati, la sicurezza di approvvigionamento e la competitività industriale diventano leve strutturali per raggiungere la neutralità climatica al 2050. Nonostante i prezzi energetici siano scesi rispetto alla crisi del 2022, restano superiori rispetto ai principali competitor globali, e sono ancora fortemente influenzati dalla dipendenza dalle importazioni fossili (pari a 375 miliardi di euro nel 2024). “Un’Unione dell’Energia basata su energia pulita e prodotta in casa è essenziale per la sicurezza, la competitività e l’indipendenza europea”, sottolinea la Commissione nel rapporto. Tra i capisaldi strategici figurano il Clean Industrial Deal (CID), che integra la neutralità climatica nella politica industriale, e l’Action Plan for Affordable Energy (AEAP), con misure per stabilizzare i prezzi e rafforzare l’infrastruttura energetica. Rinnovabili e reti: investimenti record, ma ancora insufficienti Il 2024 ha segnato un traguardo storico: il 47,3% dell’elettricità europea è stata generata da fonti rinnovabili, con 65,5 GW di nuova capacità fotovoltaica e 12,9 GW eolica installati in un solo anno. Il solare è diventato per la prima volta la principale fonte elettrica dell’UE nell’estate 2025, mentre la quota di gas russo è crollata al 12% (era 45% nel 2021). Nonostante i progressi, la Commissione evidenzia che il ritmo di crescita non è sufficiente a raggiungere il target del 42,5% di rinnovabili nel consumo energetico al 2030 (con ambizione al 45%). Per colmare il gap servirà un incremento medio di 2,6 punti percentuali l’anno e una rete elettrica in grado di gestire l’aumento di generazione distribuita. Da qui il nuovo European Grids Package, che rafforza la pianificazione europea delle infrastrutture, accelera i permessi e introduce la metodologia di tariffazione orientata alla flessibilità. L’obiettivo è ridurre inefficienze e costi di redispatch (ovvero i costi sostenuti dai gestori delle reti elettriche per riequilibrare in tempo reale la produzione e il consumo di energia elettrica quando la rete non è in grado di trasportare l’elettricità nel modo pianificato, a causa di congestioni o limiti tecnici di trasmissione), che oggi valgono 5,2 miliardi €/anno e potrebbero quintuplicare entro il 2030 se non gestiti con investimenti anticipatori. Efficienza energetica e housing affordability: le due sfide sociali dell’energia Il rapporto riconosce l’efficienza energetica come il “pilastro mancante” della transizione. Nel 2023, il consumo di energia primaria è sceso del 4,1% e quello finale del 3%, ma resta un divario del 22% rispetto al target 2030. Ogni punto di efficienza in più comporta, secondo la Commissione, una riduzione del 2,6% delle importazioni di gas. Tra le misure citate: il lancio dell’iniziativa Energy Efficiency for SMEs, con 17,5 miliardi € dedicati a 350.000 PMI; l’approvazione italiana del Conto Termico 3.0, che destina 900 milioni agli interventi di riqualificazione energetica e rinnovabili termiche; la prossima attuazione della Direttiva EPBD, che dovrà essere recepita entro maggio 2026. Accanto all’efficienza, l’UE prepara anche il primo European Affordable Housing Plan, per contrastare la povertà energetica che interessa 47 milioni di cittadini. Il piano mira a coordinare investimenti pubblici e privati attraverso la nuova Piattaforma paneuropea per l’edilizia accessibile e sostenibile, in collaborazione con la BEI. Finanza climatica e politiche industriali per la competitività Il fabbisogno di investimenti energetici stimato è enorme: 660 miliardi €/anno tra il 2026 e il 2030, che saliranno a 695 miliardi nel decennio successivo. La maggior parte di questi investimenti dovrà arrivare da capitali privati, sostenuti da strumenti finanziari in grado di ridurre i rischi e rendere più appetibili i progetti per investitori e istituzioni. Tra i principali strumenti: Innovation Fund (40 miliardi € fino al 2030) e Modernisation Fund (19 miliardi € già erogati); InvestEU e European Investment Bank, che lanciano 500 milioni € di garanzie per PPA rinnovabili e un programma da 1,5 miliardi € per componentistica di rete; Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF), che semplifica gli aiuti di Stato per la decarbonizzazione industriale e la produzione clean tech. Particolare attenzione è riservata ai Tripartite Agreements for Affordable Energy, contratti pilota che coinvolgono governi, industria e produttori per accelerare investimenti in offshore wind, storage, biometano e SMR. Verso il 2040: elettrificazione e autonomia energetica L’UE prepara ora la revisione della Governance Regulation e il nuovo obiettivo climatico 2040: –90% di emissioni rispetto al 1990. Il documento stima che la quota di elettricità dovrà passare dal 23% dei consumi finali attuali al 32% nel 2030, fino al 50% nel 2040, richiedendo oltre 1.000 miliardi € di investimenti in reti e flessibilità. “Decarbonizzazione e crescita industriale devono procedere insieme. È il momento di completare l’Unione dell’Energia e garantire benefici tangibili ai cittadini europei”, conclude la Commissione. Il nuovo quadro politico punterà su elettrificazione dei trasporti e del riscaldamento, digitalizzazione e intelligenza artificiale per la gestione dei sistemi energetici, rafforzamento della resilienza delle infrastrutture e coinvolgimento attivo dei cittadini attraverso comunità energetiche (oggi oltre 8.000 in Europa). FAQ – Unione dell’Energia 2025 Cos’è l’Action Plan for Affordable Energy? È il piano europeo per ridurre i costi energetici e rafforzare la sicurezza di approvvigionamento. Prevede misure su reti, accumuli, efficienza e decarbonizzazione industriale. Quali sono gli obiettivi principali dell’UE al 2030? Raggiungere il 42,5% di rinnovabili, ridurre le emissioni del 55% rispetto al 1990 e migliorare l’efficienza energetica dell’11,7%. Quanto investe l’UE nella transizione energetica? Servono circa 660 miliardi €/anno fino al 2030 e 695 miliardi €/anno fino al 2040 per infrastrutture, efficienza e tecnologie pulite. Cosa prevede il nuovo Clean Industrial Deal? Integra la neutralità climatica nella politica industriale, sostenendo con aiuti e incentivi le filiere europee del clean tech, dalla produzione di batterie alle pompe di calore. Come viene affrontata la povertà energetica? Attraverso il Social Climate Fund e il futuro Affordable Housing Plan, che promuovono riqualificazione edilizia e accesso equo all’energia pulita. 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