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Indice degli argomenti Toggle Equilibrio tra ambizione climatica, industria e giustizia socialeIl nuovo quadro post-2030: competitività, energia e innovazioneMeccanismo di revisione e monitoraggio biennaleNDC aggiornato in vista della COP30 di BelémPicchetto: Italia protagonista del negoziatoWWF: “Obiettivo 90% sulla carta, meno dell’85% nella realtà”FAQ – Obiettivo clima 2040 e nuove politiche UEChe cos’è il target climatico UE 2040 e come si collega alla neutralità 2050?Cosa significa “neutralità tecnologica” nella nuova Legge Clima?Cos’è l’ETS2 e perché è stato posticipato al 2028?Cosa sono i crediti di carbonio e perché se ne parla nel target 2040?Qual è il ruolo del reskilling nella transizione energetica e come può supportare l’uso dell’IA nei nuovi lavori green? Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato la sua posizione negoziale sulla revisione della Legge europea sul clima (Reg. UE 2021/1119), introducendo un obiettivo vincolante di riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Il nuovo traguardo è stato fissato con l’obiettivo di garantire una traiettoria chiara verso la neutralità climatica al 2050 e consolidare la leadership europea nella lotta ai cambiamenti climatici. «Il target è radicato nella scienza e unisce competitività e sicurezza. È la prova che anche in tempi difficili l’Europa sa restare unita», ha dichiarato Lars Aagaard, ministro danese per clima, energia e utilities. Equilibrio tra ambizione climatica, industria e giustizia sociale La posizione del Consiglio conferma la riduzione del 90% delle emissioni, ma introduce meccanismi di flessibilità per salvaguardare competitività, coesione e stabilità sociale. Tra le principali novità: Crediti internazionali di alta qualità: gli Stati membri potranno utilizzare, dal 2036, crediti di carbonio conformi all’Art. 6 dell’Accordo di Parigi fino al 5% delle emissioni nette del 1990, con una fase pilota nel periodo 2031-2035. Rimozioni permanenti e tecnologie di carbon removal: sarà possibile contabilizzare, nell’ambito dell’EU ETS, le rimozioni domestiche di CO₂ ottenute da sistemi Bio-CCS e DACCS, per compensare le emissioni dei settori hard-to-abate. Flessibilità intersettoriale: i Paesi potranno compensare deficit in un comparto con risultati positivi in un altro, garantendo un approccio più efficiente e cost-effective. ETS2 posticipato al 2028: l’avvio del sistema ETS per edifici e trasporti stradali slitta di un anno, per contenere l’impatto su famiglie e microimprese. Il nuovo quadro post-2030: competitività, energia e innovazione Il testo approvato recepisce la linea politica del Consiglio europeo di ottobre 2025, che chiede una transizione “pragmatica e socialmente bilanciata”. Le priorità definite dal Consiglio comprendono: Competitività industriale: tutela delle PMI e dei settori energy-intensive (acciaio, cemento, chimica, vetro, carta), prevenendo rischi di carbon leakage e promuovendo strumenti come il CBAM e la futura Industrial Decarbonisation Bank; Sicurezza e indipendenza energetica: sviluppo di una vera Energy Union entro il 2030, con reti e interconnessioni potenziate, capacità di stoccaggio e focus sull’energia prodotta in Europa; Innovazione tecnologica: sostegno a tutte le tecnologie low-carbon in ottica technology-neutral — FER, nucleare, CCS, CCU, bioenergia sostenibile, geotermia e idrogeno verde — promuovendo l’accesso al finanziamento pubblico-privato; Transizione giusta: attenzione ai territori vulnerabili, alle famiglie a basso reddito e ai lavoratori dei settori in trasformazione, attraverso strumenti come il Fondo sociale per il clima e politiche mirate di reskilling (ovvero i programmi pubblici o aziendali che mirano a formare o riqualificare i lavoratori le cui competenze rischiano di diventare obsolete a causa della transizione energetica e digitale). Meccanismo di revisione e monitoraggio biennale Una delle innovazioni principali riguarda la valutazione biennale dei progressi: la Commissione europea dovrà monitorare, ogni due anni, l’andamento delle emissioni, l’evoluzione tecnologica, i prezzi energetici e la competitività industriale. Se le rimozioni naturali risultassero inferiori alle previsioni, la Commissione potrà proporre misure correttive o una revisione del target 2040, assicurando che i costi non gravino su altri comparti economici. Il Consiglio introduce inoltre una clausola di salvaguardia: se la capacità di assorbimento del carbonio di foreste e suoli dovesse diminuire in modo significativo, la Commissione potrà rivedere la legislazione o proporre un aggiustamento del target, per garantire che le carenze non penalizzino altri settori produttivi. Il monitoraggio includerà anche l’andamento dell’occupazione, dei prezzi dell’energia e l’impatto su imprese e famiglie. NDC aggiornato in vista della COP30 di Belém Contestualmente all’accordo sulla Legge Clima, il Consiglio ha approvato anche l’aggiornamento del Contributo Determinato a livello Nazionale (NDC) dell’Unione europea, che sarà presentato alla COP30 di Belém (Brasile). L’UE conferma per il 2035 una forbice di riduzione compresa tra il 66,25% e il 72,5% rispetto al 1990, riaffermando il proprio impegno a mantenere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e a guidare il dialogo globale sulla transizione giusta e competitiva. Picchetto: Italia protagonista del negoziato Secondo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin l’Italia ha svolto un ruolo centrale nella definizione del compromesso finale. Picchetto ha evidenziato come il testo approvato recepisca molte delle proposte italiane, “fondando la transizione ecologica su neutralità tecnologica, pragmatismo e sostenibilità economica e sociale”. Tra le modifiche accolte, di rilievo per il settore energetico e industriale: Target domestico ridotto all’85% e +5% di compensazioni tramite crediti internazionali, tra cui progetti in Paesi terzi legati anche agli investimenti del Piano Mattei per l’Africa. Possibilità, dopo il 2030, di utilizzare un’ulteriore quota nazionale di crediti (fino al 5%) per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Transizione ETS più graduale e slittamento dell’ETS2 al 2028, per evitare impatti sociali e industriali. Maggiore supporto agli esportatori europei, con compensazioni equivalenti alla progressiva eliminazione delle quote gratuite. Riconoscimento del settore forestale come leva strategica per la riduzione delle emissioni, ambito in cui l’Italia vanta un’elevata capacità di assorbimento. Inclusione esplicita dei biocarburanti e dei carburanti rinnovabili per la decarbonizzazione del trasporto su strada, con misure dedicate ai produttori di veicoli pesanti. Impegno della Commissione a presentare rapidamente la revisione del Regolamento CO₂ auto, tenendo conto della neutralità tecnologica. «L’Europa inizia finalmente a muoversi su basi più scientifiche e meno ideologiche, riconoscendo il valore di tutte le tecnologie utili alla decarbonizzazione e alla nostra autonomia energetica», ha dichiarato Pichetto. WWF: “Obiettivo 90% sulla carta, meno dell’85% nella realtà” L’accordo raggiunto a Bruxelles ha sollevato anche diverse critiche da parte delle organizzazioni ambientaliste. Secondo il WWF, il target del -90% di emissioni entro il 2040 rischia di essere solo “un risultato di facciata”, poiché l’ampio ricorso a compensazioni e rimozioni del carbonio ne ridurrebbe l’effettiva portata a meno dell’85%. “Gli Stati membri sostengono di aver concordato un obiettivo del 90%, ma si tratta solo di un gioco di prestigio. Una volta eliminate le compensazioni e il potenziale uso strumentale dell’assorbimento del carbonio, la cifra reale sarà inferiore all’85%. L’UE dovrebbe dare l’esempio, non sfruttare le scappatoie”, ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. L’associazione accoglie con favore la definizione di un target 2040 e dell’NDC europeo prima della COP30 di Belém, ma avverte che la dipendenza dalle compensazioni internazionali potrebbe svuotare di sostanza gli impegni europei. Il WWF cita il parere del Comitato scientifico consultivo europeo sui cambiamenti climatici (ESABCC), secondo cui solo il 16% delle compensazioni finora adottate ha prodotto riduzioni reali, e sottolinea che l’uso esteso dei crediti di carbonio potrebbe distogliere investimenti dalla trasformazione strutturale dell’industria europea. La ONG critica inoltre il rinvio dell’ETS2, il mantenimento delle quote gratuite ETS e l’apertura alle rimozioni permanenti di carbonio all’interno del mercato delle emissioni, giudicate misure che “riducono l’efficacia dell’azione climatica e compromettono il prezzo del carbonio”. Il WWF teme infine che la clausola di revisione del target legata all’andamento delle rimozioni naturali consenta agli Stati membri di rivedere al ribasso gli obiettivi in caso di calo della capacità di assorbimento di foreste e suoli. L’organizzazione ricorda che, secondo la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, l’UE è giuridicamente obbligata a proteggere e potenziare i propri pozzi naturali di carbonio. Il dossier passa ora al Parlamento europeo, che voterà la propria posizione entro fine novembre. Il WWF invita gli eurodeputati a colmare le lacune del testo del Consiglio, escludendo le compensazioni e fissando un obiettivo realmente coerente con la traiettoria dell’Accordo di Parigi. FAQ – Obiettivo clima 2040 e nuove politiche UE Che cos’è il target climatico UE 2040 e come si collega alla neutralità 2050? Il target climatico UE 2040 prevede una riduzione vincolante del 90% delle emissioni nette di gas serra rispetto ai livelli del 1990. È un obiettivo intermedio della Legge europea sul clima (Reg. 2021/1119) e serve a tracciare la traiettoria verso la neutralità climatica al 2050, assicurando coerenza tra politiche industriali, energetiche e ambientali. Cosa significa “neutralità tecnologica” nella nuova Legge Clima? La neutralità tecnologica implica che la transizione ecologica non privilegi una singola tecnologia, ma includa tutte le soluzioni low-carbon – dalle rinnovabili al nucleare, fino a CCS, idrogeno verde e bioenergia sostenibile – purché contribuiscano alla riduzione reale delle emissioni. Questo approccio, promosso anche dall’Italia, mira a combinare pragmatismo e sostenibilità economica. Cos’è l’ETS2 e perché è stato posticipato al 2028? L’ETS2 (Emissions Trading System 2) è il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione che riguarderà edifici e trasporti su strada. Il Consiglio UE ha deciso di posticiparne l’avvio di un anno, al 2028, per mitigare gli impatti sociali sui cittadini e consentire agli Stati membri di rafforzare i propri piani di decarbonizzazione nel settore residenziale e della mobilità. Cosa sono i crediti di carbonio e perché se ne parla nel target 2040? I crediti di carbonio rappresentano una tonnellata di CO₂ non emessa o rimossa dall’atmosfera attraverso progetti di riforestazione, efficienza o tecnologie di carbon removal (Bio-CCS, DACCS). Dal 2036, gli Stati UE potranno usare crediti internazionali di alta qualità fino al 5% del target 1990 per compensare le emissioni residue, ma le ONG avvertono che un eccesso di compensazioni rischia di ridurre la reale efficacia climatica dell’obiettivo. Qual è il ruolo del reskilling nella transizione energetica e come può supportare l’uso dell’IA nei nuovi lavori green? Le politiche mirate di reskilling formano e riqualificano i lavoratori dei settori più colpiti dalla decarbonizzazione, indirizzandoli verso le nuove professioni dell’economia verde: energie rinnovabili, mobilità elettrica, smart building, gestione dei dati ambientali. L’Intelligenza Artificiale sta accelerando questi percorsi, grazie a piattaforme di adaptive learning, analisi predittiva del fabbisogno di competenze e strumenti digitali per la formazione personalizzata nel campo dell’efficienza energetica e della sostenibilità. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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