I peggiori eventi meteorologici del 2020 legati al cambiamento climatico e costati miliardi

Un rapporto di Christian Aid identifica i 15 disastri climatici più distruttivi del 2020, 10 dei quali hanno causato danni pari o superiori a 1,5 miliardi di dollari e sono costati vite. Invertire la tendenza per rispettare gli  Accordi di Parigi.

I peggiori eventi meteorologici del 2020 legati al cambiamento climatico e costati miliardi

Christian Aid ha pubblicato il Rapporto “Counting the cost 2020: a year of climate breakdown” che analizza i 15 peggiori disastri meteorologici avvenuti lo scorso anno influenzati dal cambiamento climatico, dieci dei quali hanno causato danni pari o superiori a 1,5 miliardi di dollari.

Tra questi c’è la tempesta Ciara che a febbraio ha colpito il Regno Unito, l’Irlanda e altri paesi europei, costando 2,7 miliardi di dollari e uccidendo 14 persone.

Il rapporto si concentra principalmente sui costi finanziari, che di solito sono più alti nei paesi più ricchi caratterizzati da proprietà di maggior valore, ma naturalmente alcuni eventi meteorologici estremi nel 2020 sono stati devastanti nei paesi più poveri, anche se il loro costo è stato più basso. Il Sud Sudan, per esempio, ha subito una delle peggiori inondazioni mai registrate, che ha ucciso 138 persone e distrutto i raccolti dell’anno.

Alcuni eventi in pochissimo tempo hanno creato gravi devastazioni: per esempio il ciclone Amphan, che ha colpito il Golfo del Bengala a maggio, ha causato perdite per un valore di 13 miliardi di dollari in pochi giorni. Le inondazioni in Cina e in India invece sono durate mesi, e hanno causato un costo stimato rispettivamente di 32 miliardi di dollari e 10 miliardi di dollari.

Sei dei dieci eventi più costosi si sono verificati in Asia, cinque di questi sono da imputare a un monsone particolarmente piovoso. E in Africa enormi sciami di locuste, probabilmente legate alle condizioni di umidità causate da piogge insolite alimentate dal cambiamento climatico, hanno devastato le colture e la vegetazione in diversi paesi, causando danni stimati in 8,5 miliardi di dollari.

L’impatto degli eventi climatici estremi si è sentito in tutto il mondo: in Europa con i due cicloni extra-tropicali, Ciara e Alex che hanno avuto un costo complessivo di quasi 6 miliardi di dollari e negli Stati Uniti colpiti da un numero record sia di uragani che di incendi, per un totale di danni superiore ai 60 miliardi di dollari.

Gli effetti si sono fatti sentire anche in zone poco popolate del Pianeta: in Siberia, un’ondata di caldo nella prima metà dell’anno ha portato alla temperatura record di 38°C nella città di Verkhoyansk.

Caldo e siccità hanno inoltre provocato gravi incendi in Bolivia, Argentina, Paraguay e Brasile che, anche se non hanno registrato vittime umane, hanno avuto un grande impatto sulla biodiversità.

Ancora una volta questi eventi estremi evidenziano la necessità di un’azione urgente per il clima: l’accordo di Parigi, che si pone l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura “ben al di sotto” dei 2°C, e idealmente di 1,5°C, rispetto ai livelli preindustriali, ha appena compiuto cinque anni. È fondamentale che i Paesi si impegnino a raggiungere nuovi e audaci obiettivi in vista della prossima conferenza sul clima, che si terrà a Glasgow nel novembre 2021.

La dott.ssa Kat Kramer, responsabile della politica climatica di Christian Aid e autrice del rapporto ha sottolineato: “Il 2020 è stato un anno estremamente impegnativo, in cui gli effetti di gravi eventi meteorologici sono stati in molti casi esacerbati dalla pandemia COVID-19. Che si tratti di inondazioni in Asia, di cavallette in Africa o di tempeste in Europa e nelle Americhe, il cambiamento climatico ha continuato ad imperversare nel 2020. È fondamentale che il 2021 inauguri una nuova era di attività per invertire questa tendenza. C’è una grande opportunità per i Paesi grazie all’elezione del Presidente Biden alla Casa Bianca, ai movimenti sociali di tutto il mondo che chiedono un’azione urgente, agli investimenti post-Covid green per la ripresa e al prossimo summit delle Nazioni Unite sul clima ospitato dal Regno Unito”.

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