LONGi a KEY 2026, focus su Hi-MO X10 tra wafer TaiRay, back contact e resa nel tempo

LONGi

Dall’intervista realizzata a KEY 2026 con René Kotulla, Senior Key Account Manger C&I per l’Italia, emerge che per LONGi la sfida non è più solo “fare un modulo più efficiente”, ma costruire un prodotto che combini wafer evoluto, architettura back contact, stabilità termica, basso tasso di degradazione e migliori prestazioni in condizioni reali, dalle alte temperature all’ombreggiamento parziale.

A cura di:

LONGi a KEY 2026, focus su Hi-MO X10 tra wafer TaiRay, back contact e resa nel tempo

KEY 2026 ho incontrato René Kotulla, Senior Key Account Manger C&I per l’Italia di LONGi che mi ha spiegato le caratteristiche e i vantaggi del modulo Hi-MO X10, a partire dalla capacità di mantenere performance elevate lungo tutto il ciclo di vita dell’impianto.

Dall’incontro sono emersi alcuni driver precisi: il contributo del wafer TaiRay, i vantaggi della tecnologia back contact applicata alla piattaforma Hi-MO X10, la riduzione del degrado annuale e il comportamento del modulo in presenza di ombre e alte temperature.

Il tema è particolarmente rilevante perché arriva in una fase in cui il mercato sta misurando con crescente attenzione le differenze tra architetture back contact e moduli TOPCon di fascia alta. In questo scenario, Hi-MO X10 è un modulo basato sulla tecnologia HPBC 2.0, caratterizzato da un coefficiente di temperatura di -0,26%/°C, una garanzia fino a 30 anni sul prodotto e di 30 anni di serie sulla potenza e un profilo di degradazione dichiarato pari all’1% nel primo anno e allo 0,35% annuo negli anni successivi, fino a una ritenzione dell’88,85% della potenza al trentesimo anno.

Wafer TaiRay e architettura BC: dove LONGi punta a fare la differenza

René Kotulla sottolinea che LONGi non si presenta soltanto come produttore di moduli, ma anche come player integrato lungo la filiera e come produttore globale di wafer, un asset che consente all’azienda di presidiare più da vicino qualità, uniformità e caratteristiche prestazionali del prodotto finito. È in questo quadro che si inserisce il wafer TaiRay, uno degli elementi distintivi della nuova generazione Hi-MO X10.

Il team LONGi a KEY 2026
Il team LONGi a KEY 2026

I wafer TaiRay sono compatibili con le principali piattaforme di cella – TOPCon, HJT e back contact – e promettono un incremento di efficienza di circa 0,1% a livello cella. E’ una soluzione che vanta anche vantaggi meccanici: la resistenza meccanica è superiore del 16% rispetto ai wafer convenzionali, con minore probabilità di rottura e una migliore resistenza allo stress meccanico e un comportamento più elastico. Inoltre, il processo produttivo punta a una distribuzione più uniforme della resistività e a una più efficace rimozione delle impurità, elementi che incidono sia sull’efficienza sia sulla robustezza del componente.

Su questa base si sviluppa la tecnologia HPBC 2.0 alla base di Hi-MO X10. La cella si caratterizza per un’efficienza in produzione di massa superiore al 26,6%, mentre per il modulo si arriva al 24,8%. A questo si aggiungono un incremento medio fino al 5% della generazione di energia per unità di potenza rispetto ai moduli TOPCon e almeno 30 W in più a parità di ingombro.  Si tratta di una soluzione particolarmente adatta nei progetti in cui la superficie disponibile è limitata e la resa per metro quadrato incide in modo diretto sull’equilibrio tecnico-economico dell’impianto.

Efficienza, estetica e zero busbar

Uno degli aspetti più interessanti, anche in chiave residenziale e architettonica, riguarda la struttura zero busbar applicata alla tecnologia back contact. Eliminando le linee metalliche sulla parte frontale si ha un duplice vantaggio: più superficie utile per l’assorbimento della radiazione e un’estetica più pulita, omogenea e “full black” nelle versioni dedicate al mercato residenziale.

Degradazione, ombre e temperatura

Nell’intervista, Kotulla sottolinea un dato che oggi pesa molto nella valutazione tecnico-economica di un modulo: la degradazione. Da perdite annuali che in passato erano attestate intorno allo 0,5%, LONGi ha raggiunto lo 0,35% annuo. È un passaggio che conferma che l’attenzione si è spostata dalla sola potenza iniziale al mantenimento della produzione nel lungo termine: un degrado più contenuto significa maggiore energia cumulata prodotta negli anni, migliore prevedibilità dei flussi di cassa e impatto favorevole su KPI come yield, payback e LCOE.

Un altro aspetto importante è il comportamento in condizioni non ideali, a partire dall’ombreggiamento parziale. Hi-MO X10 ha un sistema di gestione delle polarizzazioni indotte da ombre a livello cella, con riduzione della perdita di potenza fino al 70% rispetto a soluzioni TOPCon e una diminuzione del 28% medio della temperatura localizzata sotto ombra grazie a una soluzione definita “soft breakdown design”, pensata per limitare hotspot e criticità di sicurezza.

Il coefficiente di temperatura come indicatore operativo

Kotulla spiega che il coefficiente di temperatura incide direttamente sulla resa in esercizio, soprattutto nei climi caldi o sulle coperture dove le temperature operative possono aumentare sensibilmente. Per Hi-MO X10 LONGi dichiara un coefficiente di temperatura della potenza pari a -0,26%/°C. Si tratta di un valore che consente al modulo di mantenere prestazioni più stabili anche alle alte temperature e che garantisce un vantaggio di 0,03 punti percentuali per grado centigrado rispetto ai moduli TOPCon, con benefici che diventano particolarmente rilevanti nei mesi estivi e nei contesti di autoconsumo, dove ogni kWh aggiuntivo in fascia utile ha un valore economico maggiore.

Consiglia questo comunicato ai tuoi amici

Tema Tecnico



Altri articoli riguardanti l'azienda

I prodotti dell'azienda

Notizie dall'Azienda

LONGi produce nelle seguenti categorie