La strada della mobilità sostenibile

Presentato da Legambiente il libro Green Mobility con le nuove proposte per una mobilità sostenibile ed efficiente: verso l’elettrificazione della mobilità privata, sistemi di sharing mobility sempre più articolati e diffusi, incremento delle piste ciclabili e aumento degli spazi verdi per una nuova vivibilità urbana

La strada della mobilità sostenibile secondo Legambiente

Realizzato da Legambiente, il libro “Green Mobility – Come cambiare la città e la vita”, presenta la situazione attuale della mobilità sostenibile e nuove idee per il suo sviluppo, a livello di innovazione tecnologica, ma anche cambiamento culturale da parte dei cittadini, a cui deve corrispondere una risposta da parte di comuni e Regioni con infrastrutture adeguate.

Si parla dunque di una reale trasformazione del sistema della mobilità urbana, che sarà connessa, condivisa e intermodale e deve prevedere per esempio l’uso in condivisione delle e-car.

In occasione della presentazione del volume sono stati proposti i risultati della terza rilevazione semestrale dell’Osservatorio sulla Mobilità nuova e sostenibile condotto da Lorien Consulting e Legambiente, che evidenzia una maggior consapevolezza degli italiani sui temi dell’inquinamento, anche se sono ancora il 48% degli intervistati a reputare inutili maggiori limitazioni alla vendita e alla circolazione di mezzi inquinanti. Se da una parte cresce l’uso della sharing mobility, dall’altra si nota un’affezione all’utilizzo della propria auto, che è addirittura in crescita con il 40% del campione che la usa tutti i giorni. In calo dell’8% l’uso quotidiano dei mezzi pubblici. 

Andrea Poggio di Legambiente, commentando i dati sottolinea che perché si abbiano effetti in termini di miglioramento dell’aria che respiriamo e diminuzione dell’inquinamento, è necessario incrementare l’uso di veicoli a zero emissioni, veicoli elettrici o a idrogeno, generati da fonti rinnovabili. L’Europa, come già avviene in Cina, California e altri dieci stati USA, dovrebbe fissare ‘quote obbligatorie’ di mercato di veicoli elettrici, introducendo divieti di circolazione, a partire dalle grandi città, sempre più stringenti per i veicoli inquinanti.

L’architetto Carlo Ratti, professore al MIT di Boston, che ha partecipato alla presentazione del libro, ha evidenziato come lo sviluppo della green mobility potrebbe portare con sé un nuovo utilizzo dello spazio urbano, riducendo il numero totale di veicoli in circolazione e dando nuova vita ad alcune aree di città, per esempio gli spazi di parcheggio, che potrebbero essere destinati ad altri usi.

E’ chiaro che il modo in cui cambierà la mobilità nei prossimi anni impatterà significativamente sull’inquinamento climatico e l’emergenza inquinamento delle metropoli. Ancora di più in Italia dove, a differenza di altri paesi le emissioni di CO2 nel settore dei trasporti sono aumentate.
Si tratta di una vera emergenza considerando che il rapporto 2016 dell’EEA parla di 467.000 morti premature all’anno per inquinamento in tutta Europa e inserisce l’Italia tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 66.630 nel solo 2013 (ultimo anno a cui risalgono le valutazioni).

Secondo Legambiente entro il 2030, anno del presunto switch-off all’elettrico, gli oneri fiscali complessivi legati alle auto si dimezzeranno: grazie alla fine dei carburanti fossili e relative accise e Iva, la riduzione sul costo di utilizzo e di assicurazione e questo sarà l’argomento principale nella transizione della mobilità.

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