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Un nuovo studio dell’European Climate Foundation mostra che per l’Italia le tecnologie pulite meno costose rappresentano un’opportunità capace di stimolare maggiori ambizioni in materia di clima ed energia, in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi. European Climate Foundation ha pubblicato il report “Cleaner, Smarter, Cheaper: Responding to opportunities in Europe’s changing energy system” che approfondisce l’opportunità per l’Italia nel sistema energetico europeo in continua evoluzione. In particolare lo studio analizza la possibilità per il Bel Paese di raggiungere e superare l’obiettivo presente nella SEN (Strategia energetica nazionale) di coprire il 55% del consumo interno di elettricità grazie alle rinnovabili entro il 2030 e l’eliminazione graduale del carbone entro il 2025. Secondo il report l’Italia può eliminare il carbone senza costi aggiuntivi e senza aumentare gli impianti a gas e può coprire il 59% del proprio fabbisogno energetico tramite le rinnovabili. Alla base di questa transizione lo Studio sottolinea che egli ultimi anni abbiamo assistito a significative riduzioni dei costi delle tecnologie rinnovabili e di stoccaggio, che hanno superato le aspettative anche più rosee, oltre che a progressi inattesi in materia di elettrificazione e di consumatori intelligenti, mentre un numero crescente di Stati membri dell’UE ha annunciato o sta discutendo strategie per l’eliminazione graduale del carbone. L’azione globale sui cambiamenti climatici, nel frattempo, sta accelerando ulteriormente la diffusione dell’energia pulita e l’innovazione. Raggiungere l’obiettivo del 59% di elettricità da rinnovabili per l’Italia secondo lo studio sarà possibile prima di tutto grazie alla diminuzione del costo della tecnologia fotovoltaica e allo sviluppo dell’efficienza energetica. L’analisi ha elaborato 2 possibili scenari al 2030, Baseline e Opportunity. Il primo si basa sullo scenario previsto dal pacchetto sull’Energia Pulita (CEP) proposto dalla Commissione Europea, considerando i costi aggiornati delle rinnovabili; il secondo prevede politiche più ambiziose da parte degli stati membri verso l’attuazione di un’eletrificazione intelligent che considera l’integrazione fra fotovoltaico, mobilità elettrica, processi industriali e pompe di calore. Come l’Italia puà raggiungere il 59% di elettricità da rinnovabili Le conclusioni principali cui arriva il Report per l’Italia sono che entro il 2030, il fotovoltaico potrebbe raggiungere una capacità installata complessiva di 52 GW, con una crescita del 174% rispetto al 2015 (19GW), contribuendo a soddisfare più del 22% della domanda di elettricità in Italia. Considerando la crescita dell’eolico di 18 GW (+100% rispetto ai 9 GW del 2015), delle biomasse e dell’idroelettrico, le energie rinnovabili possono arrivare a raggiungere il 59% al consumo interno di elettricità. Tale obiettivo può essere ottenuto eliminando il carbone senza costi aggiuntivi, ma richiede una revisione degli obiettivi al 55% della SEN per il 2030. Secondo lo studio non sarà necessario aggiungere nuovi impainti a gas, l’aumento della produzione di elettricità da gas potrà essere del tutto soddisfatto grazie alla crescita della capacità delle centrali a ciclo combinato esistenti, rendendo così superflui nuovi investimenti nel settore. La cooperazione regionale è fondamentale per sfruttare le più convenienti potenzialità delle fonti rinnovabili nell’Unione Europea e per assicurare le interconnessioni che aiutino l’adeguatezza della generazione elettrica in Italia e nei Paesi limitrofi. I consumi intelligenti rappresentano un elemento fondamentale per limitare i picchi di domanda e integrare più fotovoltaico nella rete. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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