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Obiettivi climatici: alcune regioni più virtuose, ma nessuna in linea

Dal Rapporto pubblicato da Italy for Climate emerge che nessuna regione della Penisola è in linea con i target europei intermedi stabiliti per la neutralità climatica al 2050. Ma 6, guidate dalla Campania, registrano buone performance

Obiettivi climatici: alcune regioni più virtuose, ma nessuna in linea

Il Rapporto “La corsa delle Regioni verso la neutralità climatica: il primo ranking delle Regioni italiane sul clima” realizzato da I4C – Italy for Climate[1]* in collaborazione con Ispra, valuta il rendimento delle Regioni italiane rispetto agli obiettivi intermedi fissati a livello europeo al 2030 per la neutralità climatica.

La cattiva notizia è che nessuna è in linea con i target stabiliti, ma ci sono 6 regioni che si fanno notare per le ottime performance e valori superiori alla media nazionale: parliamo di Campania, Abruzzo, Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Liguria e Marche, che presentano almeno 4 indicatori su 6 migliori della media nazionale. Al contrario c’è ancora molta strada da fare per Toscana, Umbria, Lombardia e Veneto, che registrano alti consumi energetici e in cui 5 indicatori su sei sono sotto della media nazionale.

Le tappe delle regioni italiane verso la neutralità climatica

Lo studio, partendo dagli ultimi dati disponibili e considerando il loro trend nel biennio 2017-2019, ha in particolare considerato 3 principali parametri: emissioni di gas serra, consumi di energia e fonti rinnovabili. Emerge che metà delle Regioni non hanno diminuito le emissioni di gas serra, si segnala l’ottimo dato di Lazio e Liguria (rispettivamente -11% e -7%) che su questo indicatore sono in linea con gli obiettivi di neutralità climatica. 14 su 20 hanno aumentato i propri consumi energetici (si tratta in particolare delle regioni settentrionali). Quasi tutte  sono distanti dagli obiettivi di rinnovabili fissati al 2030 (fanno eccezione Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Basilicata, Calabria e Molise che hanno il 40% circa di consumi coperti da energie pulite). Nel biennio considerato, sul fronte delle energie pulite in 6 regioni la loro quota nel mix energetico è cresciuta, ma in alcuni casi è diminuita. E’ un dato allarmante considerando che per rispettare gli obiettivi europei dovremo raddoppiare il loro contributo entro il 2030.

In 7 regioni i consumi di carbone si sono azzerati mentre altre 7 concentrano da sole il 99% del consumo nazionale di carbone.

Alcuni primati: in Liguria circolano meno auto per abitante rispetto a tutte le altre regioni (550 ogni mille abitanti contro la media nazionale di oltre 660); Marche e Puglia sono quelle con le maggiori installazioni di fotovoltaico (700 Watt installati per abitante, il doppio della media nazionale).

Obiettivi climatici: nessuna regione è in linea

Commentando i dati Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, sottolinea che è necessario che anche nel nostro paese sia introdotta una Legge per il Clima che aiuti a raggiungere gli obiettivi climatici al 2030, definendo dei target precisi e vincolanti per le regioni tramite il c.d. burden sharingdirettamente connessi all’ effettiva realizzazione degli impianti e degli interventi necessari al loro conseguimento”.

Alessandro Bratti, Direttore generale dell’ISPRA ha sottolineato il ruolo importantissimo delle amministrazioni nell’attuare misure che contribuiscano al “raggiungimento degli obiettivi climatici attraverso l’incentivazione di politiche di mitigazione sul territorio, soprattutto in quei settori, come l’agricoltura, i trasporti, il riscaldamento degli edifici dove maggiori sono le competenze e i margini di iniziativa a livello locale e regionale”.


[1]*I4C – Italy for Climate è un’iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con  Chiesi, Conou, Davines, Edison, Erg, illy, Italian Exhibition Group, H+K Strategies, che traccia una roadmap climatica verso il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dall’Accordo di Parigi.

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