Revisione Piano energia e clima, e spinta rinnovabili. L’Agenda di Pichetto

Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Pichetto presenta il programma. Per raggiungere “elevati livelli di indipendenza energetica nazionale è necessario un percorso di crescita esponenziale delle fonti rinnovabili“. Ma avverte che “in questa fase di transizione non possiamo non ricorrere al gas“. Fondamentali i rigassificatori di Piombino e Ravenna. Poi auspica di arrivare un processo di revisione della formazione del prezzo dell’energia elettrica sganciato dal prezzo del gas. L’impatto dell’inflazione sulle opere del Pnrr per la rivoluzione verde può arrivare a superare i 5 miliardi.

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Revisione Piano energia e clima, e spinta rinnovabili. L’Agenda di Pichetto

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La revisione del Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) e una forte spinta allo sviluppo delle rinnovabili. Questi due degli elementi che emergono dall’Agenda del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto che ha delineato il programma del suo dicastero, incastonandolo all’interno del non poco complicato contesto geo-politico sul fronte energetico e dell’attuazione del Pnrr alla luce dell’inflazione.

La dipendenza energetica dall’estero

“La fotografia di oggi ci dice che l’Italia produce solo il 25% dell’energia di cui necessita – spiega Pichetto – il restante 75% viene importato da Paesi esteri, sotto forma di gas, di prodotti petroliferi e di carbone”.

Per raggiungere “elevati livelli di indipendenza energetica nazionale – osserva il ministro – è necessario un percorso di crescita esponenziale delle fonti rinnovabili“. Intervenendo ai Med Dialogues a Roma ha parlato di un obiettivo del nostro paese di installare 10/12 gigawatt di nuova potenza rinnovabile ogni anno nei prossimi anni. Ma avverte che “per sviluppare tutti gli impianti occorrerà del tempo”, ed è per questo che “in questa fase di transizione non possiamo non ricorrere al gas“.

Intervenendo in audizione in Senato il ministro ha aggiunto che “E’ in fase di finalizzazione sia il decreto attuativo sull’individuazione delle aree idonee alla realizzazione di impianti di energia rinnovabile che il decreto FER2, la cui attuazione consentirà di incentivare complessivamente 4590 megawatt di impianti”.

La dipendenza energetica dell'Italia dall'estero

Diventano allora “fondamentali” i rigassificatori di Piombino e Ravenna; a questi si deve anche affiancare un’azione di potenziamento di quelli di Panigaglia-La Spezia, Livorno, e Rovigo, oltre al raddoppio del Tap e al mantenimento, ammodernamento e ampliamento degli impianti nazionali di stoccaggio di gas. C’è poi anche una riflessione su altri due rigassificatori: uno a Gioia Tauro e uno a Porto Empedocle.

Auspicata una revisione del prezzo dell’energia 

Il ministro si aspetta di “giungere, anche grazie al contributo che arriverà da Arera e dall’Antitrust, ad un processo di revisione della formazione del prezzo dell’energia elettrica sganciato dal prezzo del gas”.

“L’insieme di tutte queste misure – rileva Pichetto – consentirà di sostituire entro il 2025 circa 25 miliardi di metri cubi di gas russo e di garantire un risparmio di circa 5 miliardi di metri cubi grazie alle fonti rinnovabili e alle misure di efficientamento energetico”. Bisogna poi tener presente “il programma di aumento della produzione di gas nazionale”; si potrà passare da poco più di 3 miliardi di metri cubi all’anno a 5 miliardi di metri cubi, con un incremento di 2 miliardi di metri cubi di gas che, “grazie al decreto Aiuti quater, sarà messo a disposizione del settore industriale a prezzi più equi rispetto a quelli di mercato”.

Auspicata una revisione del prezzo dell'energia 

Avrà senz’altro il suo peso specifico poi la revisione del Pniec. Un documento che inquadra la politica energetica del nostro Paese, e che il prossimo anno – spiega Pichetto – dovrà esser revisionato: “Il nuovo Piano che l’Italia dovrà presentare alla commissione entro il prossimo 30 giugno continuerà a svilupparsi sulle cinque dimensioni dell’Ue: decarbonizzazione (riduzione emissioni e rinnovabili); efficienza energetica; sicurezza energetica; mercato interno dell’energia; ricerca, innovazione e competitività”.

C’è poi la partita del Pnrr, che sul ministero dell’Ambiente preme in maniera preponderante. Sulle scadenze del Pnrr – conclude Pichetto – siamo pronti ma sulle misure bisogna tenere in considerazione l’impatto dell’inflazione, che può arrivare a superare i 5 miliardi soltanto per le opere che riguardano la transizione ecologica e la rivoluzione verde.

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