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A cura di: Raffaella Capritti Indice degli argomenti: Covid-19 e la resilienza delle energie rinnovabili Rallentamento del fotovoltaico e eolico onshore nella prima metà del 2020 L’energia rinnovabile nel settore del calore e dei trasporti Le previsioni per il 2022 e oltre L’energia rinnovabile ha sfidato il Covid con una crescita record in tutto il mondo quest’anno e le previsioni per il prossimo sono molto positive, in contrasto con il forte calo, dovuto alla pandemia, dei combustibili fossili, petrolio, gas e carbone. Lo rileva il Rapporto Renewables 2020 dell’International Energy Agency. Covid-19 e la resilienza delle energie rinnovabili Spinte da Cina e Stati Uniti, le nuove aggiunte di capacità di energia rinnovabile in tutto il mondo aumenteranno fino a un livello record di quasi 200 gigawatt, rappresentando quasi il 90% della crescita totale della capacità energetica complessiva a livello globale. Fotovoltaico, eolico e energia idroelettrica guideranno questo sviluppo, in particolare ci si attende un aumento del 30%, sia negli Stati Uniti che in Cina, delle aggiunte di energia eolica e solare, anche a causa della vicina scadenza degli incentivi. Da febbraio a metà maggio 2020, circa 100 paesi – principalmente in Europa, Asia e Nord America – hanno attuato misure di blocco totale per contenere la pandemia, in altri 100 Stati sono state introdotte misure parziali, che sono state gradualmente revocate a partire dalla seconda metà di aprile. Come sappiamo le restrizioni alla mobilità hanno rallentato le catene di approvvigionamento e temporaneamente ritardato la costruzione di impianti di energia rinnovabile – in particolare l’eolico terrestre e il solare fotovoltaico – nei mercati chiave. Da metà maggio, i progetti di costruzione basati sulle energie rinnovabili, la fornitura di attrezzature, l’attuazione delle politiche (permessi, licenze, aste) e i finanziamenti sono tornati a livelli quasi normali in molti paesi. Nonostante il forte aumento di casi di Coronavirus che si è registrato a livello globale da fine estate in poi e le misure di blocco introdotte da molti paesi per contenere la seconda ondata, al momento non ci sono state grosse implicazioni sulla produzione di apparecchiature rinnovabili e sulle attività di costruzione di elettricità rinnovabile, perché gli impianti e i siti si trovano per lo più al di fuori delle aree densamente popolate, ma naturalmente sono aumentate le incertezze sull’espansione delle energie rinnovabili nell’ultimo trimestre del 2020 e la prima parte del 2021. Secondo il Rapporto l’elettricità generata dalle tecnologie rinnovabili aumenterà del 7% a livello globale nel 2020, nonostante un calo annuo del 5% della domanda globale di energia, il più grande dalla seconda guerra mondiale. Rallentamento del fotovoltaico e eolico onshore nella prima metà del 2020 Nel primo semestre del 2020 l’aumento della capacità di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è stato inferiore di oltre l’11% rispetto ai primi sei mesi del 2019: le installazioni di energia solare fotovoltaica sono diminuite di circa il 17% rispetto all’anno scorso, mentre l’espansione dell’eolico è calata di quasi l’8%. Al contrario, le aggiunte di capacità idroelettrica sono aumentate nella prima metà del 2020, soprattutto grazie all’avvio di progetti su larga scala in Cina. Una volta che sono stati allentati blocchi e restrizioni, gli sviluppatori hanno accelerato le propria attività di installazione per compensare i ritardi. Rinnovabili: installazioni nel primo e secondo trimestre del 2019 e 2020 per tecnologia. Fonte IEA In particolare nei primi 3 mesi dell’anno la Cina ha subito il maggior rallentamento (- 50% per l’eolico e -25 per il fotovoltaico), perché le restrizioni dovute al Covid-19 e le relative carenze di manodopera hanno ridotto l’attività edilizia in tutto il Paese. Negli USA si è registrata una crescita di installazioni anche nel primo trimestre, legata soprattutto alla scadenza degli incentivi fiscali. In Europa, anche se nella prima metà del 2020 le nuove capacità di produzione di energia rinnovabile sono state inferiori rispetto al 2019, il ritmo di installazione ha subito un’accelerazione nel secondo trimestre con l’allentamento dei blocchi e delle restrizioni alla circolazione. Dopo un primo trimestre negativo ci sono stati ottimi recuperi in Germania, Paesi Bassi e Italia: nel nostro paese dopo il calo del 90% registrato da febbraio ad aprile, a maggio le installazioni sono tornate ai livelli pre-pandemici. Le nazioni del sud est asiatico (regione ASEAN) hanno installato quasi il 60% in meno di capacità da gennaio a giugno di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2019. Secondo il Rapporto nel 2021 ci sarà un aumento record di capacità globale rinnovabile di quasi il 10%, il maggiore dal 2015, trainato in particolare da India e Unione Europea. Nonostante alcuni ritardi dovuti alla pandemia, i volumi delle aste rinnovabili stanno battendo ogni record. Nella prima metà del 2020, 13 paesi hanno assegnato quasi 50 GW di nuova capacità rinnovabile che diventeranno operativi nel periodo 2021-24; lo scorso giugno l’asta nazionale cinese del fotovoltaico ha assegnato 25 GW; nonostante il forte rallentamento dell’attività di costruzione, l’India ha assegnato 11,3 GW di capacità solare e quasi 1 GW di capacità eolica nelle aste centrali e statali, invertendo la tendenza al ribasso iniziata nella seconda metà del 2019; in Europa invece la capacità complessiva assegnata con le aste è stata inferiore rispetto al 2019. L’energia rinnovabile nel settore del calore e dei trasporti Il consumo globale di calore nelle abitazioni e nei processi industriali dovrebbe diminuire di oltre il 3%, soprattutto a causa della riduzione dell’attività economica. Anche il consumo di calore rinnovabile diminuisce, ma solo di meno dell’1%, dimostrando una certa resistenza alla crisi. Mentre la riduzione dell’attività commerciale, industriale e delle costruzioni si è tradotta in un minore utilizzo di bioenergia e di rifiuti in diversi settori ad alta intensità energetica come la carta e la pasta di legno e il cemento, l’uso di energie rinnovabili nel settore residenziale è stato meno influenzato dallo shock della domanda. Inoltre, si prevede che l’uso di energia elettrica rinnovabile per il riscaldamento residenziale aumenterà quest’anno. Per quanto riguarda i trasporti a causa della crisi cala per la prima volta in due decenni l’uso dei biocarburanti. La domanda globale di benzina diminuisce del 9% e il consumo di gasolio del 7%, mentre la domanda di carburante per aerei precipita di quasi il 40%. La produzione di biocombustibili dovrebbe registrare nel 2020 un calo record dell’11,5% rispetto all’anno scorso. La domanda di biocarburanti diminuisce molto più drasticamente che per la benzina o il biodiesel, perché il calo dei prezzi del petrolio greggio dall’inizio della pandemia ha reso i biocarburanti meno competitivi rispetto ai carburanti fossili. Diminuisce anche la domanda di bioenergia nell’industria. Il risultato netto di questi cali e la crescita dell’energia rinnovabile è un aumento complessivo previsto dell’1% della domanda globale di energia rinnovabile nel 2020. Le previsioni per il 2022 e oltre La domanda globale di energia elettrica dovrebbe essere inferiore di oltre il 2% nel 2020 rispetto al 2019, di contro l’elettricità generata dalle tecnologie rinnovabili aumenterà del 7% a livello globale nel 2020. E’ indispensabile che i Governi sostengano con precisi provvedimenti il forte slancio che sta dietro alle energie rinnovabili. Nella previsione principale del rapporto dell’AIE, la scadenza degli incentivi nei mercati chiave e le incertezze che ne derivano portano a un piccolo calo delle aggiunte di capacità di produzione di energia rinnovabile nel 2022. Ma se i paesi affronteranno queste incertezze politiche in tempo, il rapporto stima che le aggiunte globali di energia solare fotovoltaica ed eolica potrebbero aumentare di un ulteriore 25% nel 2022. “Le rinnovabili sono resistenti alla crisi Covid, ma non alle incertezze politiche”, ha detto il dottor Birol, direttore esecutivo dell’IEA, “I governi possono contribuire ad una ripresa sostenibile e ad accelerare le transizioni di energia pulita. Negli Stati Uniti, per esempio, se le politiche di elettricità pulita proposte dalla prossima amministrazione americana fossero attuate, potrebbero portare ad una diffusione molto più rapida del fotovoltaico e dell’eolico, contribuendo ad una più rapida decarbonizzazione del settore energetico”. Le prospettive per i prossimi cinque anni vedono una forte crescita delle tecnologie per le energie rinnovabili sostenuta in particolare dalla riduzione dei costi e dal sostegno politico. La capacità totale di energia eolica e solare fotovoltaica supererà il gas naturale nel 2023 e il carbone nel 2024. L’energia eolica offshore continuerà a crescere rappresentando un quinto del mercato eolico totale nel 2025. “Nel 2025, le energie rinnovabili sono destinate a diventare la più grande fonte di produzione di energia elettrica a livello mondiale, ponendo fine ai cinque decenni del carbone come principale fornitore di energia elettrica”, ha detto il dottor Birol. “Le rinnovabili forniranno un terzo dell’elettricità mondiale – e la loro capacità totale sarà il doppio dell’intera capacità energetica della Cina di oggi”. E’ inoltre probabile che gli obiettivi di emissioni nette zero di alcuni mercati chiave accelereranno la diffusione delle energie rinnovabili, anche se è troppo presto per valutare gli impatti con precisione: l’Unione Europea e tre importanti economie asiatiche hanno recentemente annunciato obiettivi per il raggiungimento di emissioni nette zero: Giappone e Corea del Sud entro il 2050, e Cina entro il 2060. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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