Siberia: caldo, incendi e scioglimento dei ghiacci

Temperature “eccezionali e prolungate” in Siberia hanno portato in alcune zone dell’Artico a un caldo maggiore della Florida, alimentando, per il secondo anno consecutivo incendi devastanti. Il Report dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) segnala inoltre la rapida diminuzione dei ghiacci marini lungo la costa polare russa.

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Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale dell’ONU, le temperature in Siberia sono state superiori alla media di oltre 5°C da gennaio a giugno, a giugno addirittura fino a 10°C più alte. Un dato su tutti: il 20 giugno nella città russa di Verkhoyansk si sono toccati i 38°C . In alcune parti della Siberia la settimana dal 19 al 25 luglio le temperature hanno nuovamente superato i 30°C.

“A luglio la temperatura è stata più alta in Siberia che in molte parti della Florida”, ha detto il portavoce del WMO Clare Nullis in una conferenza stampa a Ginevra. “C’è stato un calore eccezionale e prolungato per mesi che ha alimentato incendi artici devastanti; e allo stesso tempo stiamo assistendo a una rapida diminuzione della copertura del mare lungo la costa artica”, con impatti sulle emissioni totali di carbonio da gennaio che sono le più alte degli ultimi 18 anni, quando è iniziato il servizio di monitoraggio dell’atmosfera di Copernicus.

“L’Artico si sta riscaldando più del doppio della media globale, con un impatto sulle popolazioni locali e sugli ecosistemi e con ripercussioni globali”, ha detto Nullis, aggiungendo che un calore così estremo sarebbe stato quasi impossibile senza l’influenza del cambiamento climatico indotto dall’uomo.

Le preoccupanti immagini degli incendi boschivi vicino all’oceano hanno sottolineato la necessità di un’azione urgente per il clima da parte delle nazioni e di un maggiore impegno per raggiungere gli impegni presi nell’accordo di Parigi sul clima, ha insistito il portavoce dell’OMM, compresi gli sforzi per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali.

Gli incendi

In questo periodo ci sono stati incendi particolarmente intensi nella Repubblica di Sakha e nella Chukotka Autonomous Okrug, nell’estremo nord-est della Siberia, aree soggette nei mesi scorsi  a temperature molto più calde del solito. Il fronte del fuoco, nel momento in cui scriviamo è a meno di 8 chilometri dall’Oceano Artico.

Estate 2020, incendi in Siberia
img by WMO

Secondo il Servizio federale russo per il monitoraggio idrometereologico e ambientale (Roshydromet), il 22 luglio sul territorio della Siberia ci sono stati 188 punti di probabili incendi.

Il fumo degli incendi boschivi contiene sostanze inquinanti tra cui monossido di carbonio, ossido di azoto, composti organici volatili e particelle solide di aerosol, ha sottolineato l’agenzia delle Nazioni Unite che ha osservato che gli incendi artici hanno emesso l’equivalente di 56 megatonnellate di anidride carbonica nel mese di giugno, rispetto alle 53 megatonnellate dello stesso periodo dello scorso anno.

A rischio di estinzione l’orso polare

Parlando delle nuove ricerche sul clima pubblicate sulla rivista Nature Climate Change che indicano minacce irreversibili per l’ecosistema artico, il portavoce del WMO ha affermato che “l’orso polare – che come tutti sappiamo è un simbolo del cambiamento climatico – potrebbe essere quasi estinto entro la fine del secolo”, se i ghiacci marini continueranno a ridursi ai ritmi attuali.

Surriscaldamento: A rischio di estinzione l'orso polare

“In generale, l’Artico sta riscaldando più del doppio della media globale”, ha detto la signora Nullis. “Questo sta provocando un grande impatto sulle popolazioni locali e sugli ecosistemi, ma diciamo sempre che ciò che accade nell’Artico non rimane nell’Artico, ma influenza il nostro clima in diverse parti del mondo dove vivono centinaia di milioni di persone”.

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