Superbonus, da opportunità a caos? L’allarme dei professionisti

Il decreto antifrode rischia di bloccare i cantieri e i lavori avviati grazie al Superbonus. Questo l’allarme che lanciano i professionisti di tutta Italia, che chiedono che almeno i contratti già avviati non siano interessati dal DL 157/2021

Superbonus e decreto antifrodi, l'allarme dei professionisti

Indice degli argomenti:

E’ un allarme che si ripete da giorni: il decreto antifrode voluto dal Governo per arginare il problema degli abusi connessi al Superbonus – ricordiamo che secondo l’Agenzia delle Entrate sono 850 i milioni di crediti inesistenti – rischia di mettere in ginocchio un settore che, dopo anni di crisi, sta vivendo un periodo di crescita, grazie anche ai bonus edilizi.

Negli ultimi giorni prima l’Ordine degli Architetti di Milano e poi quello di Torino, hanno chiesto al Governo che le pratiche già avviate non siano coinvolte dal decreto, per non bloccare i lavori già in essere. I professionisti infatti denunciano che le disposizioni interessano anche  i lavori in corso di esecuzione e i costi conseguenti ai nuovi adempimenti, esclusi dagli accordi contrattuali già conclusi, dovranno essere oggetto di revisione perché le asseverazioni o le modifiche dovranno essere svolte da professionisti. Con il rischio che i conseguenti ritardi nei pagamenti relativi alla cessione del credito creino problemi di liquidità a professionisti e imprese.

Inoltre gli interventi che danno accesso al Superbonus sono spesso realizzati congiuntamente ad altre misure che danno diritto alle detrazioni del bonus casa o bonus facciate, pertanto, spiega l’Ordine degli Architetti di Milano “il blocco di incentivi ad esso correlati genererà un aggravio di costi a carico del beneficiario”. Il rincaro dei lavori rischia non solo di bloccare i cantieri ma anche che sia necessario riprogrammare le assemblee di condominio per approvare le nuove spese.

Tutto questo nell’incertezza della proroga delle detrazioni fiscali fino alla pubblicazione della Legge di Bilancio. Il presidente dell’Ordine di Milano, Federico Aldini sottolinea che i “Professionisti sono lasciati soli a fronteggiare molteplici problemi e a dover rispondere di ritardi causati dalle continue revisioni al beneficiario, compreso l’incremento dei costi non previsti”.

“L’obbligo dei nuovi adempimenti, anche per i lavori già avviati e in corso di ultimazione – sottolinea Francesco Miceli, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori comporta la revisione dei contratti e la loro rinegoziazione economica che potrebbero creare conseguenti ed inevitabili contenziosi tra imprese, contribuenti e professionisti”.

L’Ordine degli Architetti di Torino con l’Ordine degli Ingegneri e Federazione Architetti Piemonte Valle d’Aosta sottolineano che è “A rischio l’efficacia dei bonus a causa di eccesso di burocrazia, rincaro dei prezzi, carenza dei materiali da costruzione e nuove norme fiscali approvavate e applicate retroattivamente” e chiedono la proroga del superbonus al 31 dicembre 2023 anche per le unifamiliari, senza soglia ISEE e del bonus facciate al 90% per tutto il 2022. E’ inoltre molto importante escludere l’obbligo del visto di conformità e della congruità dei prezzi su fatture e pagamenti già emessi e che le pratiche avviate prima dell’entrata in vigore del DL 157/2021 possano andare avanti alle medesime condizioni. “Il rischio – sottolinea la presidente Maria Cristina Milanese – è che molti interventi legati a queste incentivazioni rimangano sulla carta, ostaggi di tempistiche inadeguate, rincaro dei prezzi, impossibilità di approvvigionamento dei materiali e norme fiscali cambiate in corsa con valore retroattivo”.

Per i professionisti è importante che venga aperto un “dialogo tra il governo e le reti delle professioni tecniche, insieme alle imprese, affinché i tempi dei meccanismi di incentivazione siano coerenti con le logiche del settore dell’edilizia, dalle forniture dei materiali ai tempi tecnici per elaborare progetti, che diano qualità al patrimonio edilizio”.

A queste voci si è aggiunta anche la delegazione del Movimento 5 Stelle ricevuta dal presidente del Consiglio Mario Draghi che, per quanto riguarda la proroga del Superbonus 110%, ha chiesto l’eliminazione del tetto Isee di 25.000 euro per le abitazioni unifamiliari “Fissare un tetto a 25.000 euro equivale di fatto a non concedere la proroga, estromettendo da questo beneficio milioni di italiani e intere aree del Paese dove questa tipologia edilizia è di gran lunga prevalente”.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate

Il 29 novembre l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare 16/E che fornisce alcuni chiarimenti e le linee guida per l’applicazione del decreto Antifrodi.

Per quanto riguarda il Superbonus, la circolare conferma che viene esteso l’obbligo del visto di conformità anche se il bonus viene utilizzato dal beneficiario sotto forma di detrazione nella dichiarazione dei redditi (non solo dunque in caso di caso di scelta per la cessione del credito o sconto in fattura), tranne nel caso in cui la dichiarazione sia presentata dal contribuente nella dichiarazione precompilata, attraverso il modello 730, o tramite sostituto d’imposta o nel caso in cui sia già presente un visto di conformità sull’intera dichiarazione.

Per quanto riguarda gli altri bonus, la circolare precisa che, in caso di sconto in fattura o cessione del credito, il decreto Antifrodi ha esteso l’obbligo del visto di conformità e dell’attestazione della congruità delle spese, che va rilasciato dagli stessi soggetti che lo rilasciano per il Superbonus. L’attestazione, che si deve riferire a lavori almeno iniziati, ne certifica la congruità della spesa sostenuta e  il rispetto dei costi massimi.

Per tutti i bonus, tale obbligatorietà decorre per fatture e pagamenti emessi dal 12 novembre 2021, giorno di entrata in vigore del decreto.

La circolare accoglie una delle richieste dei professionisti perché specifica che “le comunicazioni delle opzioni inviate entro l’11 novembre 2021, relative ai Bonus diversi dal Superbonus, per le quali l’Agenzia delle entrate abbia rilasciato regolare ricevuta di corretta ricezione della comunicazione, non sono soggette alla nuova disciplina per cui non sono richiesti l’apposizione del visto di conformità e l’attestazione della congruità delle spese“.

Un seminario accreditato per fare un po’ di chiarezza

A questo importante tema Prospecta Formazione dedica il prossimo 16 dicembre, dalle 15 alle 17, il seminario accreditato “Decreto antifrode: cosa cambia per i bonus in edilizia“, che esaminerà il nuovo decreto e l’impatto per i professionisti delle modifiche introdotte.

Si cercherà in particolare di rispondere alle principali domande: Visto di conformità e congruità dei costi quando è richiesta? quali documenti? e verrà analizzato il Nuovo modello di Comunicazione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura.

Per informazioni e iscrizioni clicca qui.

Consiglia questa notizia ai tuoi amici

Commenta questa notizia



Tema Tecnico

Incentivi e finanziamenti agevolati

Le ultime notizie sull’argomento