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A cura di: Andrea Ballocchi Indice degli argomenti: Rinnovabili e investimenti: mezzo miliardo sulla transizione energetica Transizione energetica e investimenti nel 2021 Investimenti miliardari in energy transition: dalle big oil ai privati Bando alle fossili: gli annunci che possono cambiare gli equilibri pro rinnovabili La transizione energetica muove interessi trasversali e una marea di denaro. Secondo Bloomberg New Energy Finance, nel mondo è stata investita l’anno scorso la cifra record di 501,3 miliardi di dollari per la decarbonizzazione, di cui la produzione da fonti energetiche rinnovabili è la voce prevalente. Malgrado l’emergenza sanitaria e la crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19, nel 2020 si è registrata una crescita del 9% in termini di soldi stanziati a fotovoltaico, eolico, ma anche alla mobilità elettrica. Ma anche il 2021 è partito benissimo, come vedremo: non c’è settore, dalle big oil al mondo istituzionale, che non abbia deciso di finanziare infrastrutture energetiche green. Rinnovabili e investimenti: mezzo miliardo sulla transizione energetica Torniamo però all’analisi BNEF. Rileva che aziende, governi, ma anche le famiglie, hanno investito 303,5 miliardi di dollari in nuove installazioni energetiche rinnovabili nel 2020, mettendo a segno un + 2% rispetto all’anno precedente. Tale tendenza è stata trainata “dalla più grande costruzione di progetti solari e da un’impennata di stanziamenti (50 miliardi di dollari) per l’eolico offshore”, segnalano gli analisti Bloomberg. Inoltre sono stati investiti 139 miliardi di dollari per i veicoli elettrici e le relative infrastrutture di ricarica, con un aumento del 28% e un nuovo record per il settore. Sempre a proposito di transizione energetica, altre aree di investimento hanno sostenuto la crescita di investimenti. Un esempio sono le pompe di calore ad alta efficienza energetica: le installazioni domestiche hanno raggiunto i 50,8 miliardi di dollari, con un + 12% rispetto al 2019, mentre l’investimento in tecnologie di energy storage ha raggiunto i 3,6 miliardi di dollari. Transizione energetica e investimenti nel 2021 Chiuso il 2020, cosa ci attende quest’anno? Next Generation EU a parte, in Unione Europea si segnala, a gennaio, l’annuncio della Banca europea per gli investimenti. Insieme alla Banque des Territoires ha annunciato un investimento 100 milioni di euro ciascuna in una piattaforma d’investimento per finanziare la transizione energetica delle flotte di autobus in Francia. Laurence Fink, co-fondatore e presidente della più grande società di investimenti al mondo, BlackRock, un colosso che gestisce un patrimonio di circa 8mila miliardi di dollari, ha scritto una lettera ai CEO di tutto il mondo sottolineando la necessità di un impegno corale nel cambiamento. «Dobbiamo essere consapevoli degli effetti economici, scientifici, sociali e politici della transizione energetica. I governi e il settore privato devono collaborare per perseguire una transizione equa e giusta», ha scritto. Ma alle parole seguono i fatti: a ottobre 2019 ha istituito un fondo dedicato esclusivamente all’economia circolare, istituito insieme alla fondazione Ellen MacArthur. Circa un anno dopo, BlackRock ha fatto sapere di avere raccolto più di 900 milioni di dollari. Ma più propriamente sulla transizione energetica, consapevole della necessità di un’accelerazione su scala globale, ha proceduto alla dismissione dai propri portafogli attivi discrezionali dei titoli quotati (obbligazioni e azioni) delle società che generano più del 25% dei loro ricavi dalla produzione di carbone termico. Non solo. BlackRock Energy and Resources Income Trust ha annunciato pochi giorni fa i risultati annuali 2020. Essi dimostrano che il fondo sta facendo progressi nella sua transizione verso titoli che offrono un’esposizione alla transizione nel settore energetico, allontanandosi dalle forniture di energia basata sul carbonio verso fonti alternative e rinnovabili. L’attuazione di questa transizione, avviata a giugno 2020, al 30 novembre 2020, ha mostrato che il 23,8% del portafoglio della società è detenuto in titoli di transizione energetica. Investimenti miliardari in energy transition: dalle big oil ai privati Partiamo dai movimenti delle società oil & gas. L’anglo-olandese Royal Dutch Shell ha fatto sapere proprio questo mese che investirà 2-3 miliardi di dollari in fonti rinnovabili. Ma ha anche annunciato che intende fare crescere la propria rete globale di veicoli elettrici da più di 60mila punti di ricarica che conta oggi a circa 500mila entro il 2025. Ancora più lungimiranti gli annunci di BP, riportate dal World Economic Forum, La compagnia petrolifera e del gas BP vuole raggiungere 50 GW di energia rinnovabile nel suo portafoglio entro il 2030. Tutto questo implicherà alla compagnia costi per 60 miliardi di dollari per raggiungere il proprio obiettivo. Tralasciando per un momento i piani delle big oil, è bene guardare ai piani di venture capitalist e altre realtà che puntano a investire nelle fonti rinnovabili. Un esempio, in questo senso è Social Capital, società californiana di venture capital, fondata da Chamath Palihapitiya – che è stato, tra l’altro, uno dei primi dirigenti senior di Facebook. Di recente ha fatto sapere sapere ai suoi follower di Twitter (più di 1 milione) di stare collaborando con altri attori del mondo finanziario per un investimento da 250 milioni di dollari per acquisire Sunlight Financial. Questa realtà collabora con aziende del settore solare e imprese edili per garantire il finanziamento di sistemi fotovoltaici, solare termico e storage applicati nel residenziale. Si fa notare anche l’investitore Macquarie Infrastructure and Real Assets che ha dichiarato di aver raccolto 1,4 miliardi di sterline per investimenti in energie rinnovabili. Bando alle fossili: gli annunci che possono cambiare gli equilibri pro rinnovabili Ci sono poi gli annunci di disinvestimenti dalle fonti fossili, che pesano parecchio sull’evoluzione verso la transizione energetica. Uno dei più eclatanti è quello del New York State’s pension fund, il fondo pensionistico dello Stato di New York, uno dei più grandi e influenti investitori del mondo (226 miliardi di dollari investiti in asset). Secondo il New York Times, lascerà cadere molti dei suoi stock di combustibili fossili nei prossimi cinque anni e venderà le sue azioni in altre aziende che contribuiscono al riscaldamento globale entro il 2040. Infine, ma non certo per importanza, l’annuncio della Fondazione Rockefeller. Essa “prevede di disinvestire dai combustibili fossili mentre impegna più capitale in investimenti verdi”. Secondo il piano, già in corso, Rockefeller dovrebbe più che dimezzare l’esposizione totale del portafoglio ai combustibili fossili a meno dell’1% nel prossimo futuro. L’annuncio segue la decisione di impegnare 1 miliardo di dollari in investimenti sostenibili per aiutare la ripresa economica dalla pandemia. Rockefeller ha detto che ha già tagliato la sua esposizione alle aziende accusate di cambiamento climatico della metà negli ultimi sei anni a circa il 2% del suo portafoglio di 5 miliardi di dollari. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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