Pompe di calore, radiografia di un settore

Nei sistemi di climatizzazione l’industria italiana si colloca ai primi posti al mondo. La terza edizione del Libro Bianco di Assoclima offre uno sguardo completo su un comparto particolarmente dinamico e su una tecnologia con un mercato in espansione. I sistemi monosplit e multisplit sono i modelli dominanti

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Schema di funzionamento della pompa di calore
Schema di funzionamento della pompa di calore (fonte, Simac)

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Presentato alcuni giorni fa il Libro Bianco sulle pompe di calore in Italia. La pubblicazione di quest’anno, curata dal Gruppo italiano pompe di calore di Assoclima, arriva al traguardo dei dieci anni.

Un decennio contrassegnato da numerosi progressi tecnologici di questa particolare macchina termica che, rispetto a un tempo, oggi possiede range di temperatura molto più ampi di un tempo, efficienza più elevata e applicazione in differenti tipologie di edifici.

La tecnologia

Come noto, la pompa di calore è una macchina che trasferisce calore da una sorgente a bassa temperatura (aria ambiente, acqua, terreno) a un ambiente a temperatura più elevata, grazie all’apporto di una minima frazione di energia che può essere fornita sotto forma di energia elettrica, combustibile o calore ad alta temperatura.

Schema di pompa di calore (fonte, Hitachi)
Schema di pompa di calore (fonte, Hitachi)

Le tecnologie più diffuse sono le pompe di calore a compressione e ad assorbimento.

Un po’ di storia (recente)

Rispetto al 2007-2008, periodo in cui uscì la prima edizione del Libro Bianco, per le pompe di calore molte cose sono cambiate e molti degli ostacoli che ne impedivano la diffusione sono stati superati.

Nel 2008, nella legge di Stabilità, veniva infatti introdotta la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica e la ristrutturazione edilizia.

Nel 2009 veniva emanata la direttiva Res sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, che riconosceva ufficialmente le pompe di calore tra le principali tecnologie rinnovabili per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti.

Alla fine del 2012 faceva la sua comparsa il primo Conto termico, un incentivo per la produzione di energia termica rinnovabile di cui poteva beneficiare chi decideva di installare un impianto a pompa di calore.

Un altro importante passo avanti è stato fatto nel 2014, con l’introduzione in via sperimentale della tariffa elettrica D1 rivolta ai clienti domestici che utilizzavano pompe di calore elettriche come unico sistema di riscaldamento, cui è seguito nel 2016 l’avvio della riforma delle tariffe elettriche.

Le pompe di calore insomma non erano più degli oggetti sconosciuti: si cominciava a parlarne anche al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori; gli incentivi fiscali e le nuove tariffe elettriche le rendevano interessanti anche dal punto di vista economico, oltre che energetico; gli utenti finali iniziavano a informarsi e ad apprezzarne i vantaggi energetici, economici e ambientali; il mercato delle pompe di calore iniziava a crescere anche nel settore residenziale.

La Strategia energetica nazionale del 2017 le ha definitivamente sdoganate, reputandole sistemi fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica e di sviluppo delle rinnovabili termiche. La loro importanza è stata ribadita nel Piano nazionale integrato energia e clima del 2019.

La copertina del Libro Bianco Assoclima sulle Pompe di Calore
La copertina del Libro Bianco Assoclima

Il Libro Bianco, curato da Massimiliano Ferrario, Giulia Francesca Linfozzi, Fernando Pettorossi, Mara Portoso e Maria Elena Proietti, offre una panoramica aggiornata su un settore importante della climatizzazione nazionale. Vediamone i principali contenuti.

L’industria del settore in Italia

Nell’ambito della climatizzazione d’ambiente, la tecnologia oggi più diffusa è la pompa di calore, di cui l’industria italiana costituisce un’eccellenza a livello europeo e internazionale. Ciò è confermato dal fatto che circa il 61% del valore della produzione nazionale viene esportato: nel 2018 lo stesso valore è aumentato del 5% circa.

Sul mercato italiano vengono vendute ogni anno in media – circa un milione di pompe di calore. Nel 2018, dopo la crisi di dieci anni prima, tale valore è tornato a crescere con circa 1,4 milioni di pompe di calore vendute in Italia. In termini di potenza, nel 2018, le vendite sono cresciute del 10% rispetto all’anno precedente.

Le filiere della climatizzazione

Nelle filiere della climatizzazione ci sono tre filoni fondamentali di business: gli impianti di climatizzazione come le pompe di calore, che afferiscono alla categoria dei beni durevoli che caratterizzano le abitazioni; l’approvvigionamento della commodity del combustibile per il funzionamento degli impianti; l’attività dei servizi di manutenzione e di esercizio degli impianti stessi.

Le principali categorie di attori nella filiera della climatizzazione nel suo complesso sono costituite dalle imprese di produzione degli apparecchi dalle aziende di distribuzione commerciale, dalle imprese di installazione e manutenzione, dagli studi di progettazione e dei professionisti della rete vendita delle aziende produttrici, dalle imprese che operano nel settore della produzione, distribuzione e vendita di energia e, infine, dagli utenti finali.

Il mercato: vendite e stock

Dallo studio di Assoclima, si scopre che a partire dalla ripresa del mercato, che si è registrata dal 2014 in poi, l’andamento della diffusione delle pompe di calore aria-aria e aria acqua è stato significativo. Nel 2018, infatti, sono stati venduti 1,4 milioni di apparecchi per circa 8 GWt di capacità.

I sistemi monosplit e multisplit a pompa di calore rappresentano la tecnologia dominante per quanto riguarda i pezzi venduti, anche in termini di capacità installata. Negli ultimi anni il trend di crescita delle vendite per le pompe di calore idroniche è stato particolarmente significativo.

In termini di ricadute economiche legate allo sviluppo delle rinnovabili termiche da pompe di calore, nel 2017 il Gestore dei servizi energetici ha stimato investimenti pari a circa 2,1 miliardi per l’installazione degli impianti e 2,95 miliardi di spese per la relativa gestione e manutenzione, oltre a un valore aggiunto prodotto dal settore delle rinnovabili termiche da pompe di calore pari a 3,3 miliardi di euro.

Sempre per il 2017 il Gse ha stimato le ricadute occupazionali dello sviluppo delle rinnovabili termiche da pompe di calore. Le unità lavorative annuali temporanee correlate agli investimenti negli impianti a pompe di calore sarebbero state circa 19.000, mentre quelle permanenti, correlate all’esercizio degli impianti a pompa di calore, sarebbero state circa 10.000. Il consumo di elettricità delle pompe di calore per riscaldamento è stimabile per il 2017 in circa 19 TWh, per un valore, al lordo della fiscalità e degli oneri di sistema, di circa 3,8 miliardi di euro.

Gli incentivi per le pompe di calore

Da alcuni anni le pompe di calore beneficiano di incentivi fiscali, che il legislatore riserva agli impianti ad alta efficienza per il risparmio energetico.

Ciò significa che le pompe di calore sono state riconosciute come tecnologia strategica nell’ambito della riqualificazione energetica degli edifici e per questo motivo vengono incentivate, alternativamente, attraverso gli Ecobonus, ovvero la detrazione fiscale (dall’Irpef e dall’Ires) pari al 65% delle spese sostenute per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di pompe di calore e il Conto termico 2.0, introdotto dal decreto ministeriale del 2016 per interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per l’incremento dell’efficienza energetica. L’incentivo si calcola in base all’energia termica prodotta.

Il ruolo delle pompe di calore nelle politiche Ue 2020

L’attuale stato di attuazione in Italia dei tre obiettivi del cosiddetto 20-20-20, fissati dal Pacchetto energia e clima Ue 2020, è incoraggiante.

Nel 2017 i consumi di energia si sono ridotti del 25,3%, quindi al di sotto del livello (-20%) considerato dall’Unione come obiettivo indicativo per il 2020 delle politiche di miglioramento dell’efficienza energetica. La penetrazione delle fonti rinnovabili nei consumi di energia nel 2017 è pari al 17,7%, quindi al di sopra del target obbligatorio 2020 assegnato all’Italia dall’Europa del 17%. La riduzione dei gas serra, sulla base dei dati Ispra, nel 2017 è stata del 17,6% rispetto al livello del 1990, quindi con un valore non molto lontano dal 20%.

In generale, i dati per le fonti rinnovabili hanno visto una fase di forte crescita della penetrazione causata dagli incentivi nel settore elettrico, dalle nuove statistiche sui consumi per usi termici e dalla contestuale forte riduzione dei consumi complessivi di energia.

Nel 2017 le rinnovabili hanno raggiunto e superato il 34,2% nei consumi di elettricità, sono arrivate al 20% nei consumi termici e sono sopra il 5% nei consumi di energia per trasporti.
Si stima che nel 2017 i consumi di energia termica rinnovabile (prevalentemente negli edifici residenziali e terziari) sono costituiti da 8.200 ktep di biomasse per riscaldamento delle abitazioni e da 2.650 ktep di energia rinnovabile termica (aerotermica, idrotermica e geotermica) prodotta dalle pompe di calore.

I consumi da solare termico sono 210 ktep, e quelli da usi diretti di energia geotermica 150 ktep.
In Italia, sul totale di 11.200 ktep di consumi termici da fonti rinnovabili relativi all’anno 2017, quelli prodotti dalle pompe di calore pesano per il 23,7%. Sul totale di 22.000 ktep di consumi complessivi di rinnovabili (termiche, elettriche e trasporti) nel 2017 in Italia, i 2.650 ktep prodotti dalle pompe di calore costituiscono il 12% del totale.

Luca Binaghi neo presidente

Luca Binaghi, neo-presidente di AssoclimaNell’ultima assemblea dei soci, Luca Binaghi, attuale direttore commerciale di Sabiana, è stato eletto presidente per il triennio 2020-2023. Succede a Roberto Saccone, che ha ricoperto la carica dal 2017 al 2020. Nel consiglio direttivo di Assoclima siedono ora i vicepresidenti Stefano Bellò, Maurizio Marchesini, Marco Dall’Ombra e Andrea Ferrante e i consiglieri Michele Albieri, Paolo Caimi, Andrea Cetrone, Antonio Galante e Luigi Zucchi.

Le aziende del Gruppo

Fanno parte del Gruppo italiano pompe di calore di Assoclima, Aermec, Baxi, Carrier Distribution Italy, Clivet, Daikin Air Conditioning, Ebm-Papst, Emerson Climate Technologies, Ferroli, Galletti, Haier A/C Trading, Hidros, Immergas, Johnson Control Hitachi Air Conditioning Europe, Mitsubishi Electric Europe, Olimpia Splendid, Rhoss, Sabiana, Sac Unipersonale, Sic, Swegon Operations, Termal, Vaillant Group, Viessman, Vortice.

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