Integrazione pompa di calore e fotovoltaico: come renderla efficace, dal progetto al condominio 26/10/2026
Sistemi di accumulo fotovoltaico e inverter ibridi: come funzionano, mercato e incentivi 2026 20/10/2026
Installare le valvole termostatiche e accedere alla detrazione senza sostituire l’impianto 27/10/2026
Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Integrazione pompa di calore e fotovoltaico: come renderla efficace, dal progetto al condominio 26/10/2026
Risparmio energetico e decarbonizzazione, in Italia 84,2 miliardi di co-benefici l’anno al 2030 23/10/2026
Impianto di riscaldamento domestico: le soluzioni più efficienti per scegliere l’impianto giusto 15/10/2026
Indice degli argomenti Toggle Energie rinnovabili in Italia: la filiera c’è, lo sviluppo delle FER menoAste rinnovabili: servono tariffe miglioriFiliera delle rinnovabili Crescono le energie rinnovabili in Italia, ma ancora poco rispetto agli obiettivi fissati al 2030. La presentazione del Renewable Energy Report, a cura dell’Energy & Strategy è l’occasione per fare un bilancio di quanto accade nel settore e per comprendere quanto siamo lontani dalla transizione energetica. «Veniamo da un 2023 sicuramente positivo: 5,7 GW di installato, con uno squilibrio forte tra fotovoltaico (5,2 GW) ed eolico (0,5 GW) che porta l’installato complessivo a 69 GW», ha affermato Vittorio Chiesa, Responsabile Scientifico del think tank milanese, presentando il report. Pur considerando positivo l’andamento dell’anno scorso e l’inizio del 2024 «se vogliamo guardare a che ritmo abbiamo marciato negli ultimi anni, e confrontarlo con quello che ci serve per arrivare gli obiettivi e agli scenari posti al 2030, la differenza è ancora piuttosto importante». Per raggiungerli serve arrivare a installare 7/8 GW l’anno di fotovoltaico e tra i 2,5 e 3,5 GW circa di eolico, a seconda che si considerino i target PNIEC o quelli, più ambiziosi, di Elettricità Futura. Le possibilità di raggiungere gli obiettivi ci sono, a partire dalla filiera che, in Italia, è stata capace di generare un volume d’affari stimato in 9-10 miliardi di euro nel 2023, parlando di fotovoltaico ed eolico. Energie rinnovabili in Italia: la filiera c’è, lo sviluppo delle FER meno La filiera delle energie rinnovabili in Italia è composta da più di 25mila aziende che operano sul territorio per attività legate allo sviluppo, gestione o manutenzione degli impianti rinnovabili o relativamente alla componentistica (nonostante la produzione domestica di moduli e turbine sia quasi trascurabile), includendo quindi la produzione di inverter e altra componentistica elettrica, strutture e materie prime necessarie per le installazioni. Sono un patrimonio di enorme importanza, che va valorizzato e sviluppato. Un momento della presentazione del Renewable Energy Report A proposito dell’andamento delle rinnovabili, per l’eolico si registrano ancora numeri molto limitati, largamente distanti dal potenziale che l’Italia potrebbe esprimere. Vale la pena ricordare, a tale proposito, che in ambito eolico offshore, l’Italia è stata deferita dalla Commissione Europea alla Corte di giustizia Ue per il mancato rispetto della direttiva 2014/89 che da anni chiede un Piano per la gestione degli spazi marittimi. Nel caso del fotovoltaico, si nota la sua grande concentrazione – e sbilanciamento – sulla piccola e piccolissima taglia, storicamente dominante, ulteriormente favorita dal Superbonus. Gli impianti fotovoltaici di piccola taglia rappresentano infatti oltre il 95% delle nuove installazioni e coprono quasi la metà della potenza addizionale. La carenza riguarda la dimensione utility scale, ancora di nicchia: è un fattore limitante, se si intendono centrare i traguardi posti in tema di transizione energetica e di produzione da rinnovabili. Aste rinnovabili: servono tariffe migliori Per contribuire allo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia serve creare le condizioni perché si possa agevolare la crescita. A tale proposito, un tema rilevante è quello delle aste. «L’ultimo bando ha avuto successo perché la tariffa è salita a 77,6 €/MW, cifra che gli operatori hanno ritenuto soddisfacente. Quindi l’adeguamento della tariffa al pricing di energia è un tema dirimente rispetto al successo potenziale che potranno ottenere anche i provvedimenti successivi», ha sottolineato Chiesa. Sempre sul tema delle agevolazioni alla crescita delle rinnovabili vanno considerati i PPA (Power Purchase Agreement), altro tasto dolente per l’Italia, specie poi in confronto con l’Europa. Se si considera il 2023, in Europa è stata sottoscritta una produzione da 16 GW mediante PPA, mentre il nostro paese si è fermato a 1 GW. I Power Purchase Agreement, quindi, «vuoi per ragioni, di tariffa, di mancanza di standardizzazione, di un orientamento prevalente a fare contratti di breve termine, in Italia ha ottenuto un successo contenuto, in particolare se confrontato con gli altri Paesi», ha rammentato Chiesa. Altro aspetto da considera riguarda la gestione dell’installato, che oggi in Italia conta su un patrimonio che in parte ha una storia di 15-20 anni di età cui occorre mettere mano per la sua tutela e, nel caso, manutenzione e sostituzione. Occorre considerare, come rileva il Renewable Energy Report, che la perdita di generazione degli impianti fotovoltaici in Italia, tra il 2016 e il 2020, è stata di circa l’8%, il doppio di quella che sarebbe dovuta alla degradazione fisiologica degli impianti. «Ciononostante, le aste del Gruppo C del Decreto FER 1 erano riservate agli interventi di rifacimento di impianti eolici, idroelettrici e a gas depurati, quindi escludendo il fotovoltaico. Queste hanno comunque mostrato una scarsa partecipazione da parte degli operatori». Filiera delle rinnovabili C’è poi la filiera delle energie rinnovabili in Italia. Gli analisti Energy & Strategy l’hanno considerata nelle sue quattro voci: componentistica, sviluppo, asset management, manutenzione e sviluppo. Hanno potuto valutare che tale filiera genera un valore stimato tra 9 e 10 miliardi di euro nel corso del 2023. Quanto ne rimane in Italia e quanto in Europa o nel contesto extra UE? «Abbiamo stimato che l’extra UE pesa tra i 15 e il 20%, quella in Unione Europea raggiunge un altro 20-25%; la parte prevalente, stimabile tra il 60-65% ha una ricaduta territoriale nazionale, fatta di attività di sviluppo, di manutenzione, di servizio. Conclusioni Il 2024 delle energie rinnovabili in Italia è partito bene. Ma non basta: «il rischio che si corre, senza provvedimenti nuovi in essere, è che si torni al ritmo di una volta, ovvero 1-1,5 GW di di fotovoltaico, 4-500 MW di eolico, e da lì non ci si riesca a muovere». Il rischio, quanto mai concreto, è che la “vampata” di crescita del triennio 2021-2023 sia destinata a svanire. Come si legge nel report: «Nel biennio (2025 – 2026) ci attendiamo un forte rallentamento delle installazioni, dovuto ai ritardi normativi nell’approvazione dei decreti incentivanti e di quelle misure «abilitanti», che stanno causando problematiche per gli impianti di grande taglia. Questo porta le stime per le nuove installazioni nel 2025-2026 a circa 1 – 1,5 GW all’anno per il fotovoltaico e a 400 – 500 MW per l’eolico, ben distanti da, rispettivamente, 7 GW e 2 GW all’anno necessari per raggiungere gli obiettivi del PNIEC al 2030». Qualora le criticità attualmente presenti non venissero risolte, si ricadrebbe in uno scenario business as usual per cui, al 2030, pur con una crescita dell’installato fotovoltaico ed eolico, si mancherebbero nettamente gli obiettivi: si stima infatti di poter arrivare solo intorno a 70 GW complessivi tra fotovoltaico ed eolico, a fronte dei 110 GW previsti dal PNIEC. Per questo occorre creare le condizioni per mettere in atto uno scenario di lungo periodo trainato dalle rinnovabili. Ci sono due elementi da considerare, ha illustrato Vittorio Chiesa: «il primo è il testo definitivo del FERX con associate delle tariffe, capaci di remunerare gli operatori, ancorate al prezzo dell’energia. Il secondo è un quadro regolatorio che metta mano agli elementi limitanti: mi riferisco, in particolare, al tema “Aree idonee”. Il potenziale c’è: di sicuro, l’assetto normativo è dirimente rispetto alla potenzialità e agli obiettivi e ai numeri che il paese potrà raggiungere». Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
29/10/2026 Fotovoltaico, nel terzo trimestre 2026 connessi 1,74 GW (+37%). Accumuli vicini a 20 GWh A cura di: Stefania Manfrin Italia Solare: nel terzo trimestre 2026 connessi 1,74 GW di fotovoltaico (+37%). Accumuli a 19,98 GWh ...
23/10/2026 Agrivoltaico, Nadara e Amazon inaugurano Big Fish in Sicilia: 227 MW su 400 ettari A cura di: Erika Bonelli Nadara e Amazon inaugurano Big Fish nel Catanese: 227 MW su 400 ettari, metà dei quali ...
16/10/2026 Occupati nel fotovoltaico in Europa, 874.000 nel 2025 e quasi un milione con lo storage A cura di: Stefania Manfrin EU Solar Jobs Report 2026: 874.000 occupati nel fotovoltaico e 108.000 nello storage. Italia terza con ...
15/10/2026 Solar & Storage Live Italia: a Verona oltre 6.000 professionisti per la seconda edizione A cura di: Laura Murgia Terrapinn chiude la seconda edizione di Solar & Storage Live Italia con oltre 6.000 visitatori professionali ...
12/10/2026 Da cava dismessa a impianto fotovoltaico da 2,93 MW: il progetto di Bresesti Energie a Cherasco A cura di: Erika Bonelli A Cherasco una cava dismessa diventa un impianto fotovoltaico a terra da 2,93 MW con moduli ...
09/10/2026 Isola del Giglio, il primo pontile galleggiante che produce energia dal sole e dal moto ondoso A cura di: Erika Bonelli Al Giglio un pontile galleggiante produce energia da fotovoltaico e moto ondoso. Il sistema ibrido di ...
08/10/2026 Power Connect Day, Sungrow presenta le nuove soluzioni di accumulo C&I e utility scale per il mercato italiano A cura di: Raffaella Capritti Sungrow presenta a Monza PowerTitan 3.0, PowerStack e PowerKeeper, i nuovi sistemi di accumulo per C&I ...
07/10/2026 Agrivoltaico in Italia: un contributo utile per clima ed economia A cura di: Andrea Ballocchi L’agrivoltaico in Italia può rafforzare la resilienza delle aziende, ma norme, autorizzazioni e costi ne frenano ...
05/10/2026 Incentivi CER, le associazioni chiedono la proroga fino al 2030 A cura di: Erika Bonelli Dieci associazioni chiedono al MASE di prorogare gli incentivi CER al 2030 o fino a 5 ...
30/09/2026 Heat Pump Technologies 2027, Infobuildenergia e Prospecta Formazione partner per convegni e laboratori digitali A cura di: Raffaella Capritti Il 7-8 aprile 2027 torna a Milano Heat Pump Technologies. Convegni in Arena e HPT Energy ...