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Indice degli argomenti Toggle La materioteca di Porta Nuova per ricercatori e professionistiIntervista a Fabio Pecora, founder di Materia 2.0Materially, “The Scale of Commitment” e la battaglia al greenwashingMetroQuality: design e materiali a BreraLa pietra sinterizzata: innovazione e sostenibilità nell’architettura contemporaneaMateriali e interazione con i sensiLa versatilità del laminatoFAQ materiali innovativi in architetturaQual è la differenza tra materiali tradizionali e innovativi in architettura?Perché si usano ancora materiali antichi nell’architettura moderna?Quali sono alcuni materiali innovativi oggi usati in architettura? Alla Milano Design Week 2025, l’attenzione verso i nuovi materiali in architettura è stata massima, con eventi come Materially e MetroQuality che hanno esplorato innovazioni, sostenibilità e tecnologie produttive avanzate. Perché dai materiali, dal loro concept, origine e fine vita, passa il concreto movimento della transizione ecologica, non più mera convenzione, ma cambiamento tangibile. La materioteca di Porta Nuova per ricercatori e professionisti Tra gli eventi più significativi, l’apertura della materioteca di Materia 2.0, in via Marco Polo 9, quartiere Porta Nuova. L’azienda di Como, specializzata nella fornitura di materiali d’alta gamma per l’architettura e nota in tutta Europa anche per le sue moodboard, che raccontano storie attraverso composizioni di materiali selezionati fotografati per esaltarne le qualità, ha realizzato un prezioso archivio per ricercatori e professionisti del settore, con oltre 1.200 campioni, 5.000 pezzi esposti e oltre 15.000 prodotti a catalogo. Materia 2.0: enciclopedia materiali Intervista a Fabio Pecora, founder di Materia 2.0 In che cosa consiste il progetto Materia 2.0 e a che cosa si ispira? “Materia 2.0 nasce dal desiderio di trasformare il mondo dei materiali in un’esperienza immersiva, interdisciplinare e narrativa. Siamo una materioteca dedicata all’architettura e al design, ma anche un laboratorio di ricerca, un osservatorio sulle tendenze e un punto d’incontro tra industria, artigianato e creatività progettuale. Il progetto si ispira a un approccio sistemico e sartoriale, in cui ogni materiale diventa parte di un racconto più ampio: fatto di identità, memoria e innovazione. L’apertura del nostro nuovo hub a Milano rappresenta l’evoluzione naturale di questa visione: un luogo che celebra la materia come chiave di lettura del mondo che cambia”. Quali sono i materiali per edilizia più utilizzati oggi e perché? “Oggi l’edilizia vive una fase di trasformazione profonda, guidata da due forze convergenti: da un lato, la ricerca di prestazioni tecniche elevate; dall’altro, la volontà di esprimere un’identità progettuale autentica, che parli attraverso la materia. A tornare protagonisti sono i materiali naturali e artigianali, capaci di dialogare con lo spazio in modo sensoriale, emotivo e sostenibile. In questo scenario, si affermano superfici come il parquet naturale, per il suo equilibrio tra comfort e qualità visiva; il cotto fatto a mano, per la sua autenticità e la memoria che custodisce; le cementine e le graniglie decorative, reinterpretate in chiave contemporanea; le ceramiche smaltate artigianali, vive, irregolari, uniche; il vetro decorativo, usato per giochi di luce e trasparenza; il gres porcellanato, che si rinnova sia in grande formato per superfici continue, sia in piccolo formato per pattern grafici o rivestimenti verticali, apprezzato per resistenza, praticità e versatilità progettuale. Il design contemporaneo richiede materiali che uniscano estetica, durabilità e sostenibilità reale. In questo contesto, Materia 2.0 si pone come interlocutore attivo: selezioniamo, organizziamo e raccontiamo materiali pensati per essere usati, non solo ammirati. E mentre restiamo fedeli alla concretezza dei materiali che già oggi definiscono i progetti, ampliamo la nostra ricerca verso nuove materie sperimentali e rigenerate, che avranno spazio solo se capaci di portare valore nel costruito”. Tra i materiali della tradizione quali non cesseranno mai di essere utilizzati? “Alcuni materiali hanno una forza archetipica che li rende eterni: il legno, la pietra, la terracotta. Non solo per la loro bellezza e versatilità, ma per il significato simbolico che portano con sé. Sono materiali che parlano di storia, di territorio, di saperi antichi. Quello che cambia è il modo in cui li usiamo: oggi vengono reinterpretati con tecnologie innovative, lavorazioni avanzate e accostamenti inediti. La tradizione non è mai statica, ma diventa un fertile terreno su cui innestare nuove narrazioni”. Sul fronte della sostenibilità e dell’Agenda 2030 quali materiali più di altri aiuteranno al raggiungimento degli obiettivi? “Raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 significa ripensare il modo in cui costruiamo, abitiamo e scegliamo la materia. Per Materia 2.0, la sostenibilità non è una categoria a parte, ma un criterio trasversale che guida ogni selezione. Non ci interessa la “novità verde” fine a sé stessa, ma la qualità che dura, che si integra nei progetti, che rispetta le persone e l’ambiente. Per questo lavoriamo con materiali che offrono un equilibrio tra responsabilità ambientale, valore estetico e applicabilità reale, come il legno da filiere certificate, trattato con finiture naturali e durevoli; il cotto prodotto localmente, a filiera corta e basso impatto energetico; le ceramiche durevoli, realizzate in impianti che ottimizzano risorse, riciclano acqua e sfruttano energia da fonti rinnovabili; le cementine e graniglie minerali, non cotte, composte da impasti semplici e pigmenti naturali, anche restaurabili nel tempo; il vetro, materiale riciclabile, igienico e a lunga durata. Stiamo inoltre aprendo nuove linee di ricerca su materiali rigenerati, riciclati e bio-based, ma con una premessa: entreranno nel nostro percorso solo quelli che avranno valore progettuale e usabilità concreta. Per noi, la sostenibilità si misura anche nella bellezza che resiste al tempo, nella manutenzione intelligente e nella capacità di accompagnare il progetto nella sua evoluzione. Materially, “The Scale of Commitment” e la battaglia al greenwashing Antesignana della ricerca sui materiali, la piattaforma Materially lanciò il suo primo Material Village alla Milano Design Week nel 2014. Quest’anno, nel contenitore “The Scale of Commitment” ha coinvolto una molteplicità di aziende che si distinguono per la ricerca concreta sui materiali in ottica di impatto ambientale e che non si sono sottratte alla valutazione dei loro prodotti, nella misurazione della sostenibilità e nelle performance, perché il greenwashing si può davvero contrastare. Tra queste realtà: L-IFE e VTT Technical Research Centre sfruttano il micelio per creare alternative biodegradabili a plastica e pelle. Gees Recycling, Nazena e Re Mat trasformano scarti industriali e tessili in nuovi prodotti per l’arredamento e il fashion. ST Powder Coatings, NIPPON STEEL e Anemotech innovano nei settori delle vernici, dell’acciaio e della purificazione dell’aria. Progetti come quelli di FILIE® Materials, Cartiere di Guarcino e Standex Engraving mostrano come l’economia circolare possa essere applicata con successo anche nei materiali compositi, nella carta e nel design industriale. Il consorzio Luce in Veneto promuove l’illuminazione intelligente sostenibile, mentre BIOTEXFUTURE guida la transizione bio-based del tessile. Anche nel poliuretano e nei tessuti tecnici, aziende come Casati Flock&Fibers sviluppano soluzioni circolari. Garzanti Specialties amplia l’offerta con biomateriali innovativi come OurCarbon® e Xi®. Il brand ReUp® di Versalis crea oggetti di design da plastiche riciclate o rinnovabili, unendo estetica ed eco-innovazione. Nata ufficialmente nel gennaio 2020, Materially eredita competenze e conoscenze da Material ConneXion Italia, attiva a Milano dal 2002 come affiliata di Material ConneXion Inc. (MCX), tra i primi al mondo a realizzare una biblioteca fisica e un archivio digitale dedicati ai materiali. Oggi Materially opera come realtà consulenziale autonoma, ponendosi come ponte tra il mondo produttivo e i principi della sostenibilità, dell’innovazione e del gusto estetico che caratterizzano il design italiano. MetroQuality: design e materiali a Brera Un’altra fondamentale vetrina per l’indagine e la riflessione sui materiali, si trova nel cuore del Brera Design District, in Via Solferino 24, dove MetroQuality ha la sua materioteca permanente di 450 mq, con più di 3500 campioni fisici che spaziano dal mondo dei rivestimenti all’ambiente bagno e una suggestiva collezione di moodboard, con un focus su materiali sostenibili e processi produttivi avanzati. La pietra sinterizzata: innovazione e sostenibilità nell’architettura contemporanea La pietra sinterizzata è un materiale di ultima generazione che sta rivoluzionando il mondo dell’architettura e del design. Frutto di un processo tecnologico avanzato, essa nasce dalla compattazione e successiva sinterizzazione di materie prime naturali, come sabbie, quarzi e argille, sottoposte a pressioni elevate e temperature superiori ai 1200°C. Questo processo, che simula in laboratorio quello di formazione delle rocce metamorfiche, dà vita a lastre ultra-resistenti, esteticamente versatili e completamente prive di resine o additivi chimici. Dal punto di vista della sostenibilità, la pietra sinterizzata rappresenta un’alternativa ecologica ai materiali tradizionali. È riciclabile al 100%, non emette sostanze nocive né durante la produzione né in fase d’uso, e ha un ciclo di vita particolarmente lungo grazie alla sua resistenza a graffi, macchie, agenti atmosferici e alte temperature. Inoltre, la possibilità di produrla in grandi formati riduce lo spreco di materiale e agevola la posa, diminuendo l’impatto ambientale dei cantieri. Neolith Whitesands Alla MDW 2025 il marchio Neolith ha presentato Rapolano, omaggio alla pietra naturale toscana, Whitesands, una superficie brillante che riflette la luce solare, Ignea che ricorda nella colorazione intensa i paesaggi vulcanici e Artisan, ispirata alla pietra calcarea, con nuance terrose e grigi caldi. Materiali e interazione con i sensi Lo studio IAMMI e materia-studio hanno presentato SENSES, un’installazione immersiva e multisensoriale ospitata nell’auditorium di MelzoDodici, nel cuore del Porta Venezia Design District che ha coinvolto i visitatori in un’esperienza sensoriale coinvolgendo vista, udito, tatto e olfatto e trasformandoli in protagonisti di un racconto esperienziale. Img ®IAMMI Il filo conduttore dell’installazione è il tema dell’upcycling: la maggior parte degli arredi è infatti realizzata con materiali di recupero. Anche l’allestimento riflette questa attenzione alla sostenibilità, con sedute in Ecofoam nero (Re Mat) che rivestono i gradoni in cemento, creando contrasti sensoriali tra durezza e morbidezza. L’intero progetto invita a riflettere sul valore trasformativo del riuso e sulla bellezza che può nascere dallo scarto. Img ®Antonio Giancaspro Re Mat, partner del progetto alla MDW 2025, è stata fondata con l’obiettivo di trovare una risposta concreta al problema dello smaltimento dei materassi a fine vita e dei rifiuti ingombranti. Da questa esigenza è nato Ecofoam, un innovativo materiale in poliuretano espanso flessibile, ottenuto attraverso l’agglomerazione di scarti imbottiti e residui provenienti dalla lavorazione della schiuma poliuretanica. Questo materiale versatile trova applicazione nei settori dell’arredamento, dell’edilizia e dell’industria automobilistica. La versatilità del laminato Il marchio di Bra (Cuneo) Abet Laminati è stato presente in diversi spazi e momento alla MDW 2025. In primis nel 44SPAZIO, Corso di Porta Nuova 44 dove ha presentato le nuove linee decorative di Hachure, ad opera di Pierre Charpin, con ispirazione linee che si intersecano e si sovrappongono differenziandosi in bold, medium e light (termini tipografici). Abet Laminati Hachure Collection E anche nella collettiva MoscaPartners a Palazzo Litta in corso Magenta 24 con il tema Migrations, che ha raccontato il design come viaggio fisico, intellettuale e culturale, parlando di scambio, contaminazione e arricchimento tra culture e visioni diverse. Abet Laminati alla collettiva MoscaPartners Qui Abet ha dato il suo contributo con il laminato HPL dec. 860 fin.SEI, nll’installazione Nobody Owns the Land: Earth, Forest, Mahk dell’architetto coreano Byoung Soo Cho, nel Cortile d’Onore del Palazzo. FAQ materiali innovativi in architettura Qual è la differenza tra materiali tradizionali e innovativi in architettura? I materiali tradizionali come pietra, legno e mattoni sono usati da secoli per la loro durabilità e disponibilità; quelli innovativi, come il vetro intelligente o i biocompositi, offrono migliori prestazioni termiche, strutturali e ambientali. Perché si usano ancora materiali antichi nell’architettura moderna? Per il loro valore estetico, culturale e la capacità di integrarsi bene nel contesto storico o naturale, oltre che per la loro sostenibilità quando provenienti da fonti locali e rinnovabili. Quali sono alcuni materiali innovativi oggi usati in architettura? Alcuni esempi includono il calcestruzzo autoriparante, i pannelli fotovoltaici integrati, i materiali traslucidi isolanti e i compositi in fibra di carbonio. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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