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A cura di: Raffaella Capritti Indice degli argomenti Toggle Crescita della domanda, stress idrico e rischi sistemiciStrategie condivise e investimenti per riprogettare il ciclo dell’acquaWorld Water Week 2025: l’acqua al centro della risposta climatica globale Il World Economic Forum lancia un messaggio inequivocabile: senza acqua non c’è futuro economico, né sociale. Serve una reazione coordinata, multisettoriale e immediata. La fotografia scattata dal report Water Futures: Mobilizing Multi-Stakeholder Action for Resilience, sviluppato dal World Economic Forum con McKinsey & Company, è chiara: l’acqua sostiene il 60% del PIL globale (per un valore economico di circa 58.000 miliardi di dollari all’anno), ma il sistema idrico mondiale è sull’orlo del collasso. Eventi estremi, inquinamento crescente e carenza strutturale stanno disegnando un contesto in cui non solo le fasce vulnerabili, ma interi ecosistemi produttivi rischiano il tracollo. «Ogni industria è ormai un’industria dell’acqua», sottolineano gli autori. Si tratta di un dato inconfutabile di cui tenere conto nella progettazione delle città, nella pianificazione energetica, nell’architettura finanziaria. In un momento storico in cui i data center consumano milioni di litri per il raffreddamento e le colture agricole competono con le utility municipali, l’equilibrio idrico diventa la chiave di volta della stabilità economica e ambientale globale. Crescita della domanda, stress idrico e rischi sistemici La pressione sulla risorsa idrica sta raggiungendo soglie mai viste. Negli ultimi 30 anni, il prelievo pro capite globale è aumentato del 650%, mentre la disponibilità idrica è crollata. Paesi come la Cina hanno visto una diminuzione del 50% della disponibilità pro capite tra il 1964 e il 2020. Il report evidenzia come le trasformazioni nei consumi, la digitalizzazione e la decarbonizzazione stiano moltiplicando la competizione per l’acqua, con l’industria e l’agricoltura in prima linea. Il cambiamento climatico aggrava tutto: 4 miliardi di persone vivono già condizioni di scarsità idrica per una parte dell’anno e altri 3-4 miliardi potrebbero subirne gli effetti con un aumento della temperatura tra 2°C e 4°C. I disastri idrici – frane, alluvioni, siccità – rappresentano il 70% delle morti legate a eventi naturali, generando perdite economiche da 4.300 miliardi di dollari negli ultimi cinquant’anni. Tuttavia, il documento mostra che i rischi non sono distribuiti equamente. Mentre in Africa subsahariana il tema dominante resta l’accesso ai servizi igienico-sanitari, in Asia e Nord America l’attenzione è tutta rivolta alla sicurezza idrica per sostenere il tessuto economico e industriale. In entrambi i casi, il messaggio è chiaro: il “business as usual” è insostenibile. Strategie condivise e investimenti per riprogettare il ciclo dell’acqua Il World Economic Forum propone una nuova visione sistemica della governance idrica, fondata su due focus strategici: da un lato, integrare sistemi circolari e a impatto energetico neutro, dall’altro, ripensare l’uso dell’acqua includendo il ciclo idrologico completo, dal suolo alle acque superficiali, fino alla gestione delle acque grigie. Cinque i percorsi d’azione identificati per affrontare la crisi: Il primo punta sulla valutazione olistica dell’acqua, ridefinendo il concetto di valore non solo in termini di prezzo, ma di benefici ecologici e sociali. Serve un nuovo linguaggio comune per integrare il valore dell’acqua nelle scelte politiche e aziendali. Il secondo prevede meccanismi di finanza su misura per attirare capitali privati e pubblici, incentivando investimenti a lungo termine in infrastrutture, innovazione e gestione sostenibile. Secondo le stime, oltre il 55% del capitale necessario per la sicurezza idrica nei prossimi 10 anni dovrà provenire da fonti private. Il terzo pilastro sono le partnership a livello di bacino idrografico, in cui aziende, comunità locali e istituzioni possano co-progettare piani di resilienza, superando la frammentazione attuale e favorendo approcci collaborativi, trasparenti e inclusivi. Il quarto si basa su modelli di governance adattiva, capaci di rispondere rapidamente ai mutamenti climatici e di creare condizioni normative favorevoli all’innovazione. Si tratta di superare il “silos thinking” che ancora oggi limita le politiche idriche in molte aree del mondo. Infine, il quinto propone un nesso attivo tra politica e innovazione, per favorire soluzioni tecnologiche scalabili, come l’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi di irrigazione o il recupero intelligente delle acque piovane in contesti urbani. Questa architettura strategica può rappresentare una leva straordinaria per chi opera nel settore edilizio, energetico, delle costruzioni e dell’ambiente: integrare la variabile acqua nei piani di investimento non è solo responsabilità sociale, ma un vantaggio competitivo. World Water Week 2025: l’acqua al centro della risposta climatica globale Dal 24 al 28 agosto si è svolta a Stoccolma (e online) la World Water Week 2025, la più importante conferenza internazionale dedicata alle sfide idriche globali, con il tema “Water for Climate Action”. In un contesto in cui siccità estreme e inondazioni crescenti sono le prime manifestazioni della crisi climatica, l’evento di quest’anno si è svolto in un momento strategico: dopo i riconoscimenti ottenuti a COP28 e COP29, l’acqua è sempre più integrata nelle strategie climatiche globali, con lo sguardo già rivolto alla COP30 in Brasile. Helena Thybell, direttrice esecutiva di SIWI, ha dichiarato: “La crisi climatica è una crisi idrica. Ma nell’acqua troviamo anche le soluzioni”. Tra gli appuntamenti chiave la premiazione del Stockholm Water Prize, focus sui Popoli Indigeni e il primo UN World Lake Day Sunrise Swim. Giunta alla 35ª edizione, la World Water Week conferma il suo ruolo come piattaforma globale per l’azione condivisa e l’innovazione idrica. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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