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A cura di: Andrea Ballocchi Indice degli argomenti Toggle Mercato libero dell’energia: cosa emerge dal rapportoAutonomia e indipendenza nelle scelte energeticheIl passaggio da consumatori a prosumerConsumare meno e meglio e l’attenzione alle CERIl punto di vista dei condominiImprese ed energia: un rapporto che non decollaFAQ Mercato libero dell’energiaCos’è il mercato libero dell’energia?Chi coinvolge?Cos’è cambiato con la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica?Con la fine del mercato tutelato nel gas cos’è cambiato? A un anno circa dalla fine del mercato tutelato e del passaggio al mercato libero dell’energia, come viene percepito il cambiamento da parte degli italiani? Da quanto emerge dal quinto Rapporto Edison-Censis “La buona sovranità nei mercati dell’energia: la centralità di famiglie e imprese”, presentato in questi giorni, gli italiani apprezzano il mercato libero, stimando particolarmente la possibilità di scegliere tra diversi fornitori. Un ulteriore elemento che si evidenzia è la volontà di guardare alla transizione energetica, come dimostra l’indice di gradimento potenziale sulle tecnologie per l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Se le famiglie sono propense al cambiamento, le imprese invece – specie piccole e micro – faticano a cogliere le opportunità. Mercato libero dell’energia: cosa emerge dal rapporto Durante la presentazione del rapporto, sono stati messi in luce gli elementi considerevoli dietro le quinte del mercato libero dell’energia. Un momento del convegno di presentazione del Rapporto Edison-Censis Tra gli aspetti che gli italiani a campione più apprezzano (79,7%) del nuovo contesto c’è, come detto, la possibilità di scegliere tra diversi fornitori. Ulteriore elemento gradito è la facilità di passaggio da un fornitore all’altro (74,2%). Anche la disponibilità di offerte contrattuali convince (71,7%), seguito dalle informazioni e la trasparenza (70,1%). «Nella matrice dei criteri di scelta del fornitore nel mercato libero dell’energia, tra i consumatori italiani prevale l’equilibrio tra il prezzo e i servizi aggiuntivi, cioè tutti quei servizi che contribuiscono a migliorare la qualità della vita, poiché rispondono in modo puntuale a tutti i contrattempi che rischiano di inceppare la pianificazione, contribuendo così a migliorare la qualità della vita quotidiana», ha spiegato Sara Lena, ricercatrice Censis, illustrando quanto è emerso dal rapporto. Autonomia e indipendenza nelle scelte energetiche Maggiore libertà di scelta significa anche maggiore autonomia. Riuscire, però, a gestire in modo appropriato il nuovo ruolo attivo nel mercato libero dell’energia richiede tempo, è un processo di lungo adattamento. «Di questo gli italiani ne sono consapevoli, poiché l’84,2% pensa che dovrà imparare ad agire nel mercato libero dell’energia come sugli altri mercati di beni e servizi», aggiunge la ricercatrice. I cittadini, quindi, avranno bisogno di informarsi, capire per scegliere il fornitore e il tipo di contratto più in linea con le proprie esigenze e preferenze. Non sorprende, così, che il 41,2% dichiara che apprezzerebbe l’aiuto di professionisti nella scelta di fornitori e contratti. Non solo: il 75,1% considera importante la presenza di negozi fisici dei fornitori di energia con persone competenti cui rivolgersi. Tuttavia, in generale, «a un anno dal “big bang” dei mercati domestici dell’energia, gli italiani si stanno adattando concretamente per cogliere le opportunità del mercato libero che tanto apprezzano», ha commentato la ricercatrice, mettendo in luce gli elementi evidenziati dalla ricerca. Alla ricerca di riferimenti credibili I consumatori sono alla ricerca di un riferimento di cui avere fiducia. D’altronde, muoversi in un contesto che conta circa 800 operatori (così Arera nel 2023) è complesso. Così si spiega il fatto che il 65,3% del campione ha dichiarato che nella selezione del fornitore di un’energia considera molto importante la fiducia che gli trasmette il brand ed è poi il 64,8% a dichiararsi pronto a cambiare il fornitore se a parità di prezzo gli sono offerti migliori servizi aggiuntivi. Le esperienze negative sono quelle che tutti noi viviamo come consumatori, a cominciare dalla ricezione di telefonate, SMS o email da parte di marketing aggressivo (segnalato come elemento negativo dal 73,4% del campione) se non, addirittura dall’aver ricevuto offerte rivelatesi false. Il 48,1% dichiara di aver vissuto quest’ultima esperienza. Il passaggio da consumatori a prosumer C’è poi un aspetto collegato all’avvio del mercato libero dell’energia, rappresentato dalla volontà di scegliere non solo a chi affidarsi per la fornitura energetica, ma anche ambire a diventare prosumer. Ecco, allora che si spiega l’indice di gradimento sulle tecnologie di produzione ed efficienza energetica che ha dichiarato il campione. Da quello che risulta in termini di tecnologie che vorrebbero adottare gli italiani, al primo posto c’è l’impianto fotovoltaico (55,2%), seguito dai sistemi di accumulo (53,4%). Poco dietro c’è il solare termico (42,7%). L’isolamento termico (39%) è un’opzione considerata, come pure i sistemi di climatizzazione efficiente (32,6%). In fondo c’è la sostituzione di sistemi di illuminazione con LED (18,9%). Colpisce, in particolare un dato: il 56,4% adotterebbe almeno tre tecnologie di efficientamento energetico. L’efficienza, quindi, ha per i consumatori «un valore potenzialmente straordinario, poiché consente di rispondere alle necessità di contemperare la sostenibilità economica e ambientale». Naturalmente, è fondamentale trasformare le intenzioni dichiarate in scelte di acquisto e di investimento. Un elemento che potrebbe aiutare, in questo senso è poter contare su un fornitore che si occupa di tutto il processo di transizione energetica, dall’installazione fino all’avvio “chiavi in mano”. Consumare meno e meglio e l’attenzione alle CER L’efficienza energetica è comunque entrata pienamente nella considerazione delle priorità degli italiani. L’abitudine di consumare meno e meglio è stata stimolata nell’81% dei casi dalle crisi energetiche e dal conseguente rialzo dei prezzi sull’approvvigionamento. Il controllo regolare dei propri consumi energetici è dichiarato dal 59,1% degli utenti dell’indagine, usando app o altri strumenti digitali. In questo processo di cambiamento che vede coinvolti gli italiani entrano in gioco anche le comunità energetiche rinnovabili. Più della metà (51,5%) dei sondati dichiara di conoscere le CER, per lo più (41%) per grandi linee. Non solo: al 59,8% di chi le conosce piacerebbe aderire. Il punto di vista dei condomini Un tema di interesse, sempre a proposito di mercato libero dell’energia, è la visione di coloro che abita in condominio. In Italia più di 45 milioni di persone vive in un edificio plurifamiliare. Tra coloro che partecipano alle riunioni di condominio, quasi la metà (47,2%) ha vissuto un’assemblea centrata sulle elevate spese condominiali per l’energia. Al 28.5% è capitato, invece, di partecipare a una riunione in cui si è parlato di autoproduzione di energia e di un’eventuale partecipazione a una CER. Significativo il dato relativo alla possibile installazione di un impianto fotovoltaico: al 64,6% piacerebbe contare sulla presenza nel proprio condominio. «Tuttavia parlare di autoproduzione, autoconsumo, comunità energetiche rinnovabili può essere complesso, richiede competenze tecniche», illustra la ricercatrice Censis. Per questo, il 62,8% apprezzerebbe la partecipazione di un esperto di autoproduzione di energia durante le riunioni di condominio, in grado di guidare la discussione e orientare il dibattito. Ulteriori fattori che stimolerebbero i condomini a scegliere l’autoproduzione energetica sono le offerte zero costi per la manutenzione dell’impianto (81,7%), nonché per la progettazione, l’acquisto e la sua realizzazione (77,3%). Il supporto di un esperto che si occupi di tutta la questione è un desiderio di buona parte del campione (77,2%). Ai condomini sondati, piace anche l’idea di poter vendere l’energia prodotta: così si è espresso il 69,8% degli utenti. Imprese ed energia: un rapporto che non decolla Se gli italiani mostrano di cogliere le opportunità offerte dal mercato libero dell’energia e apprezzano l’idea di puntare su scelte consapevoli per la produzione e l’efficienza energetica, non così le imprese nazionali, specie le Pmi e le micro imprese. Tra le condizioni che stimolerebbero le attività imprenditoriali a investire in produzione ed efficientamento energetico c’è la possibilità di contare su un fornitore che si occupi di tutto il processo (46,5%). Inoltre, è apprezzata (40,3%) la possibilità di contare su monitoraggio e manutenzione inclusa nell’acquisto della tecnologia specifica. Tuttavia, il problema delle Pmi e micro imprese in tema di energia è sentito. Il 69.8% teme di subire – o sta già subendo – il caro energia indotto da eventi globali, ma non ha abbastanza tempo e risorse per affrontarlo in modo appropriato. Il 56,4% dichiara di non avere tempo da dedicare alle questioni energetiche. Guardando ai dati del rapporto Edison-Censis sul mercato libero dell’energia, si nota che solo nel 35% delle piccole imprese è stata realizzata una diagnosi energetica. Solo il 23,4% delle piccole imprese ha già fatto investimenti di efficientamento energetico, mentre il 33,8% forse li farà nei prossimi anni. Questa situazione può essere affrontata sì con l’ausilio di un fornitore esperto che accompagni l’azienda nella transizione, ma “sono comunque essenziali gli incentivi, da quelli fiscali al credito agevolato al supporto tecnico di esperti per risolvere le tante procedure sentite come ostili e da cui stare alla larga”, si legge nel rapporto. FAQ Mercato libero dell’energia Cos’è il mercato libero dell’energia? In Italia, come nel resto dei Paesi UE, il mercato libero dell’energia comporta che chiunque può liberamente decidere da quale venditore e a quali condizioni acquistare energia elettrica e gas naturale per le proprie necessità, cambiando venditore o tipo di contratto e scegliendo l’offerta che ritiene più interessante e conveniente. Chi coinvolge? Il mercato libero dell’energia elettrica coinvolge più di quattro consumatori su cinque e quello del gas rappresenta quasi il 90% dei volumi acquistati dai consumatori italiani (come da stime ARERA ARERA (2025, 17 giugno). Relazione annuale 2025). Cos’è cambiato con la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica? Per i consumatori domestici sono stati costituiti tre mercati: mercato libero, mercato tutelato (o regolato), mercato a tutele graduali. Nel mercato libero, gli utenti hanno la possibilità di scegliere il proprio operatore tra le offerte disponibili, potendo confrontare non solo il prezzo della materia prima ma anche l’accesso e il costo di servizi accessori. Sono nel mercato tutelato i clienti vulnerabili, che devono rispettare almeno una condizione tra l’aver compiuto 75 anni, aver diritto a ricevere il bonus sociale elettrico o il bonus per gravi condizioni di salute, essere soggetti con disabilità, vivere in una struttura abitativa di emergenza a seguito di eventi calamitosa o in un’isola minore non interconnessa. Il Servizio a tutele graduali (STG) accompagna invece i consumatori non ancora passati al mercato libero nella transizione che si concluderà a marzo 2027. Con la fine del mercato tutelato nel gas cos’è cambiato? Ha portato con sé la coesistenza di due mercati: mercato libero e tutelato per i clienti vulnerabili. In questo caso, i clienti domestici non vulnerabili sono passati al mercato libero, avendo scelto se restare con lo stesso venditore (ma con offerta diversa) o essendosi rivolti ad altri venditori. Ogni cliente, vulnerabile o non vulnerabile, può scegliere in ogni momento di entrare nel mercato libero. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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