Giornata Internazionale della Luce: illuminare il futuro con efficienza e per il benessere 15/05/2026
Efficienza energetica in Italia: 53-62 miliardi investiti nel 2025, ma senza stabilità normativa il 2030 resta lontano 14/05/2026
Nature-based Solutions: perché sono essenziali per costruire la resilienza climatica dell’Europa 04/06/2026
Riqualificazione energetica dei condomini: a Milano le torri Ca’ Granda passano dalla classe F alla C 03/06/2026
Impianto termico o di climatizzazione (invernale/estiva): tipologie, caratteristiche e componenti 28/05/2026
Indice degli argomenti Toggle Nuove regole e vecchie sfide: l’Italia nell’orizzonte europeoEfficienza come politica industriale: misure, risultati e prospettiveLe imprese al centro della transizione: diagnosi, risparmi e nuovi standardFAQ efficienza energeticaCos’è l’efficienza energetica e perché è così importante?Quali sono le principali misure in Italia per incentivare l’efficienza?Quanto ha risparmiato l’Italia nel 2024 grazie all’efficienza?In che modo le imprese italiane contribuiscono alla riduzione dei consumi?Quali sono gli ambiti più promettenti per migliorare l’efficienza negli edifici?Che ruolo hanno le Regioni e gli enti locali nella transizione energetica?In che modo l’efficienza energetica migliora la vita dei cittadini?Come si può misurare l’efficienza energetica di un edificio o di un impianto?Quali sono le prospettive per i prossimi anni? “Dobbiamo imparare a pensare come buoni antenati” (Roman Krznaric), ricorda in apertura del Rapporto Francesca Mariotti, direttrice del Dipartimento Efficienza Energetica di ENEA. È un invito a leggere i numeri non solo come dati tecnici, ma come segni di un cambiamento culturale e politico che attraversa il Paese. L’edizione 2025 del Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica restituisce un quadro aggiornato delle politiche, delle misure e dei risultati conseguiti in Italia, ponendo l’accento sulla sinergia tra competenze, innovazione e responsabilità. Il documento giunto alla 14esima edizione, fotografa un sistema energetico in evoluzione, che si misura con le nuove direttive europee, con l’attuazione del Piano Transizione 5.0 e con l’avanzamento del PNRR, ma che al tempo stesso riscopre nel risparmio e nella gestione efficiente delle risorse un potente motore di competitività e giustizia sociale. Da sinistra Francesca Mariotti (presidente ENEA) Carlo Corazza (Parlamento Ue) e Ilaria Bertini (ENEA) “L’efficienza energetica – ha commentato il Ministro, Pichetto Fratin alla presentazione del rapporto – una condizione necessaria per la crescita economica e la competitività del nostro Paese. Le sfide che ci attendono sono complesse e per affrontarle è fondamentale rafforzare la collaborazione tra istituzioni, stakeholder e cittadini, semplificare le procedure, superare le barriere organizzative e implementare riforme strutturali, politiche monetarie e fiscali efficaci”. Nuove regole e vecchie sfide: l’Italia nell’orizzonte europeo Il 2025 è un anno importante per il recepimento delle due principali direttive europee – la Direttiva Case Green – EPBD IV sulla prestazione energetica degli edifici e la EED-III sull’efficienza energetica – che ridisegnano la governance del settore. Dal divieto di incentivare caldaie a combustibili fossili alle traiettorie di ristrutturazione degli edifici residenziali, fino all’introduzione del “passaporto di ristrutturazione”, le nuove norme aprono la strada a un’edilizia a emissioni zero, digitale e interconnessa. In parallelo, la Commissione europea ha approvato il Patto per l’industria pulita e il Piano per un’energia a prezzi accessibili, che pongono al centro le tecnologie pulite, la resilienza produttiva e la riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese. Sul piano interno, l’Italia ha risposto con una serie di strumenti mirati: la Legge di Bilancio ha modulato le aliquote per gli interventi di riqualificazione: per l’Ecobonus e il Bonus Casa sono previste aliquote pari rispettivamente al 50% o 36% per le spese sostenute nel 2025, e pari al 36% o 30% per le spese sostenute nel 2026 e nel 2027. Il Piano Transizione 5.0 ha stanziato 6,3 miliardi di euro per accompagnare la decarbonizzazione dei processi industriali; il Piano Sociale per il Clima, predisposto dal MASE, ha destinato oltre 7 miliardi di euro al sostegno delle famiglie vulnerabili e delle microimprese. Parallelamente, la Missione 2 del PNRR continua a rappresentare un pilastro fondamentale della strategia energetica nazionale, con quasi 65 mila progetti finanziati e oltre 15 miliardi di euro investiti in riqualificazione e rinnovabili. A livello europeo, l’introduzione del sistema ETS2 per i settori edilizi e trasporti e la creazione del Fondo Sociale per il Clima rendono ancora più urgente un approccio integrato, capace di bilanciare sostenibilità ambientale ed equità economica. Sul fronte della domanda energetica, il Rapporto conferma il trend discendente degli ultimi anni. Nel 2023 il consumo di energia primaria è stato di 142,2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, in calo del 4% rispetto al 2022, con una crescita costante delle fonti rinnovabili che coprono ormai oltre un quinto del fabbisogno nazionale. L’intensità energetica si riduce, segno che l’Italia riesce a generare più valore economico a parità di energia consumata, mentre il peso dei combustibili fossili continua lentamente a diminuire. Nei settori di impiego, si registra una flessione complessiva dei consumi, con riduzioni significative nel residenziale e nell’industria e un lieve incremento nei servizi e nei trasporti. Il settore civile assorbe oggi il 39% della domanda finale, confermandosi come l’area più strategica per la riqualificazione. Efficienza come politica industriale: misure, risultati e prospettive L’analisi ENEA mostra come gli strumenti di incentivazione restino la leva più potente per generare risparmi concreti e stimolare investimenti. Le detrazioni fiscali legate a Superbonus, Ecobonus e Bonus Casa hanno prodotto, tra il 2021 e il 2024, un risparmio energetico cumulato di 2,48 Mtep, coprendo l’85% dell’obiettivo intermedio previsto dal PNIEC. Solo nel 2024 gli interventi finanziati tramite SuperEcobonus hanno superato i 120 miliardi di euro, con un contributo prevalente dei condomìni, mentre l’Ecobonus ha sostenuto oltre mezzo milione di operazioni legate alla climatizzazione e all’involucro edilizio. Accanto alle misure fiscali, il Conto Termico ha registrato nel 2024 il numero più alto di richieste dall’avvio del programma, superando i 670 milioni di euro di incentivi e generando 169 ktep di energia termica da rinnovabili e 100 ktep di risparmio di energia finale. Il meccanismo dei Certificati Bianchi continua a rappresentare uno strumento centrale per il settore industriale, pur segnando un rallentamento nell’ultimo anno. Nel complesso, le misure di efficienza hanno consentito nel 2024 un risparmio di 4,5 Mtep, equivalente all’energia necessaria ad alimentare oltre 4 milioni di abitazioni e pari al 90% del target nazionale intermedio (5,04 Mtep). L’attenzione crescente all’efficienza si riflette anche negli usi finali. Al dicembre 2024, oltre 850 imprese hanno adempiuto all’obbligo di diagnosi energetica previsto dal D.Lgs. 102/2014, con un risparmio stimato di 76,9 ktep e un potenziale di oltre 90 ktep se tutte le azioni individuate fossero realizzate. Il settore manifatturiero resta il principale protagonista, con un forte interesse per interventi di efficientamento elettrico e termico. Un ruolo centrale è affidato al patrimonio edilizio. Attraverso il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE), ENEA ha censito oltre 6 milioni di APE, di cui 1,2 milioni emessi nel 2024. Le classi energetiche più performanti (A4-B) rappresentano oggi il 20% del totale, mentre le classi F e G scendono sotto il 44%, segnando un miglioramento progressivo dell’efficienza del parco immobiliare nazionale. L’Agenzia sta inoltre lavorando allo sviluppo del Catasto Energetico Unico, destinato a integrare le banche dati sugli attestati e sugli impianti termici, per fornire strumenti analitici avanzati a Regioni e Comuni. La dimensione territoriale dell’efficienza assume un peso sempre più politico e sociale. Regioni come Emilia-Romagna, Toscana e Friuli-Venezia Giulia stanno aggiornando i propri Piani energetici regionali, integrando gli obiettivi climatici europei con strategie locali e promuovendo modelli partecipativi. Gli sportelli unici per l’efficienza, sperimentati in diversi contesti, stanno trasformandosi in presidi di prossimità per cittadini e imprese, mentre progetti come REHOUSE e Casa in Salute collegano la riqualificazione urbana a temi di salute, inclusione e qualità dell’abitare. Infine, l’efficienza energetica si afferma anche come fenomeno culturale. Le campagne di comunicazione promosse da ENEA, tra cui Italia in Classe A e il progetto Humanizing Energy, hanno contribuito a cambiare la percezione collettiva: secondo le indagini Demopolis, oltre il 70% degli italiani si dichiara oggi informato sui temi energetici e associa l’efficienza non solo al risparmio economico ma al benessere, alla salute e alla qualità della vita. “In un contesto di sfide sistemiche senza precedenti, il Rapporto segnala progressi incoraggianti sul fronte dell’efficienza energetica, con miglioramenti rilevanti nel settore residenziale e nelle imprese. Un risultato che conferma come l’efficienza – se perseguita con approccio pragmatico – sia motore di un cambiamento capace di coniugare competitività, sostenibilità e innovazione”, ha sottolineato la Presidente dell’ENEA, Francesca Mariotti. Le imprese al centro della transizione: diagnosi, risparmi e nuovi standard Il Rapporto 2025 dedica ampio spazio al contributo delle imprese italiane nella riduzione dei consumi e nella diffusione delle buone pratiche di efficienza. Il 5 dicembre 2024 ha segnato la seconda scadenza del terzo ciclo di audit energetici obbligatori previsti dal D.Lgs. 102/2014 per le grandi imprese e per quelle energivore. Attraverso il Portale Audit102, ENEA ha ricevuto 853 diagnosi da 569 soggetti obbligati, di cui il 93,5% grandi imprese, il 5,6% PMI energivore e lo 0,9% grandi imprese energivore. Rispetto alle 747 diagnosi presentate nel dicembre 2020, la crescita è del 14%, un segnale che testimonia il rafforzamento dell’obbligo e la maggiore consapevolezza del settore produttivo. Gli interventi di efficientamento energetico realizzati hanno generato un risparmio di 76,9 ktep/anno di energia primaria, con un valore medio di 0,10 ktep per intervento, in aumento rispetto al 2023 grazie alla presenza più significativa di imprese a elevata intensità energetica. Le azioni di efficientamento elettrico e termico restano le più diffuse, ma cresce anche l’interesse verso l’ottimizzazione dei processi produttivi attraverso soluzioni digitali e sistemi di monitoraggio in tempo reale. Parallelamente, ENEA ha rafforzato il proprio ruolo di supporto tecnico, promuovendo strumenti di analisi e benchmarking settoriale come i Quaderni dell’Efficienza Energetica, che nel 2024 hanno riguardato i comparti uffici, tessile e plastica. Queste pubblicazioni forniscono indicatori di prestazione energetica, linee guida per la misurazione dei consumi e casi studio di interventi realizzati, diventando un riferimento operativo per ESCo, EGE e responsabili energia d’impresa. Le imprese italiane si trovano oggi di fronte a un doppio traguardo: ridurre l’intensità energetica – già in calo del 5,2% nel 2023 – e migliorare la competitività attraverso la trasformazione digitale ed ecologica sostenuta dal Piano Transizione 5.0. Il Rapporto sottolinea come la crescita dell’efficienza industriale non sia più legata solo a obblighi normativi, ma a un cambio di paradigma che unisce innovazione, sostenibilità e governance energetica. FAQ efficienza energetica Cos’è l’efficienza energetica e perché è così importante? L’efficienza energetica è la capacità di ottenere gli stessi risultati – comfort abitativo, illuminazione, riscaldamento o produzione industriale – utilizzando meno energia. Non significa rinunciare ai servizi, ma ridurre sprechi e consumi grazie a tecnologie più performanti e a comportamenti consapevoli. È uno degli strumenti più efficaci per tagliare le emissioni climalteranti, migliorare la qualità dell’aria e accrescere la competitività economica del Paese. Quali sono le principali misure in Italia per incentivare l’efficienza? Il sistema italiano si basa su un mix di strumenti: le detrazioni fiscali (Superbonus, Ecobonus, Bonus Casa), il Conto Termico, i Certificati Bianchi e gli incentivi per la mobilità sostenibile. Accanto a queste misure, il Piano Transizione 5.0 sostiene la trasformazione energetica e digitale delle imprese, mentre il Fondo Sociale per il Clima e il PNRR destinano risorse a famiglie vulnerabili, pubbliche amministrazioni e territori. Quanto ha risparmiato l’Italia nel 2024 grazie all’efficienza? Secondo il 14° Rapporto ENEA, nel 2024 l’Italia ha conseguito un risparmio complessivo di 4,5 Mtep/anno, pari al 90% del target intermedio fissato dal PNIEC. È un quantitativo di energia equivalente a quello necessario per alimentare oltre 4 milioni di abitazioni. I risultati migliori arrivano dalle misure fiscali e dal Conto Termico, ma cresce anche il contributo del settore dei trasporti e delle diagnosi energetiche nelle imprese. In che modo le imprese italiane contribuiscono alla riduzione dei consumi? Le imprese, soprattutto quelle energivore, sono tra i protagonisti della transizione. Nel 2024 sono state trasmesse 853 diagnosi energetiche da 569 aziende, con un risparmio di 76,9 ktep/anno di energia primaria. Oltre agli interventi su impianti e processi produttivi, cresce l’adozione di sistemi di monitoraggio e gestione intelligente dei consumi. L’efficienza non è più solo un obbligo normativo, ma una strategia di competitività e innovazione. Quali sono gli ambiti più promettenti per migliorare l’efficienza negli edifici? L’efficienza energetica in edilizia si concentra sull’involucro termico, sugli impianti e sulla gestione integrata. Interventi come la coibentazione, la sostituzione di infissi, l’uso di pompe di calore e di impianti fotovoltaici migliorano le prestazioni e riducono i costi di gestione. Al 2024, gli Attestati di Prestazione Energetica (APE) raccolti da ENEA indicano un lento ma costante aumento delle classi più efficienti (A4-B), segno di un patrimonio edilizio che evolve verso standard NZEB e a emissioni quasi zero. Che ruolo hanno le Regioni e gli enti locali nella transizione energetica? Le Regioni sono centrali nella pianificazione e nell’attuazione delle politiche di efficienza. Aggiornano i propri Piani Energetici Regionali, coordinano i PAESC comunali e sperimentano modelli di sportelli unici per cittadini e imprese. I Comuni, dal canto loro, contribuiscono con progetti di rigenerazione urbana, comunità energetiche e riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico, rendendo la transizione un processo condiviso e territoriale. In che modo l’efficienza energetica migliora la vita dei cittadini? Ridurre i consumi non significa solo risparmiare. Migliorare l’efficienza significa vivere in edifici più confortevoli, con aria più pulita e bollette più leggere. Gli interventi di efficientamento riducono la povertà energetica, migliorano la qualità dell’abitare e favoriscono la coesione sociale. Oggi l’efficienza è anche una questione di equità, salute e benessere collettivo. Come si può misurare l’efficienza energetica di un edificio o di un impianto? La valutazione delle prestazioni energetiche avviene attraverso strumenti certificati come l’APE per gli edifici e le diagnosi energetiche per le imprese. ENEA gestisce a livello nazionale il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE), che raccoglie oltre 6 milioni di attestati, e promuove la diffusione del Catasto Energetico Unico, che integrerà i dati degli impianti termici e delle certificazioni regionali. Quali sono le prospettive per i prossimi anni? L’Italia dovrà completare entro il 2026 il recepimento delle nuove direttive europee EPBD e EED, che fissano standard più stringenti per edifici, industrie e trasporti. Gli obiettivi al 2030 prevedono una riduzione dei consumi complessivi e un incremento della quota di energia rinnovabile. Il Rapporto ENEA 2025 evidenzia come il Paese abbia già costruito una base solida, ma il successo dipenderà dalla continuità delle politiche, dagli investimenti pubblici e privati e da un crescente coinvolgimento sociale. 18/12/2023 ENEA sull’efficienza energetica: risultati positivi e un lungo percorso Dai rapporti annuali ENEA sull’efficienza energetica emergono dati positivi. Ma c’è ancora da fare: l’UE richiede un impegno forte e un ruolo centrale per l’energy efficiency first I rapporti annuali ENEA sull’efficienza energetica sono riferimento essenziale per comprendere lo stato di avanzamento di questa… fonte energetica primaria in Italia. Partiamo dal risparmio record di 3 miliardi di euro nella fattura energetica nazionale del 2022 ottenuto grazie agli interventi di efficientamento. Lo ha stimato ENEA in relazione alle minori importazioni di petrolio e gas, che equivalgono a una riduzione delle emissioni di CO₂ di circa 6,5 milioni di tonnellate e a un risparmio di poco più di 2,5 milioni di tonnellate equivalenti petrolio (Mtep), un risultato che avvicina sostanzialmente l’Italia agli obiettivi della nuova Direttiva UE. È quanto si legge nella dodicesima edizione del Rapporto Annuale per l’Efficienza energetica (RAEE), presentato insieme al 14esimo Rapporto Annuale sulle Detrazioni Fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, curati dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. In essi sono riportati i risultati conseguiti dal nostro Paese nell’implementazione delle politiche di promozione dell’efficienza energetica «in un contesto che ancora richiede che venga realizzato un bilanciamento tra l’adozione di misure emergenziali e l’attuazione di riforme strutturali coerenti con il completamento dei piani del Green Deal», ha ricordato Alessandro Fiorini, del Dipartimento Unità Efficienza Energetica di ENEA. C’è ancora molto da fare in ambito di efficienza energetica, tanto più considerando che la Direttiva sull’Efficienza Energetica (EED 3) ha introdotto obiettivi vincolanti per la riduzione entro il 2030 del consumo energetico finale dell’UE dell’11,7% rispetto al 2020. ENEA sull’efficienza energetica Il rapporto annuale ENEA efficienza energetica analizza lo stato di attuazione delle misure dedicate a livello nazionale, valutando i risultati ottenuti nel 2022 dalle politiche e dagli strumenti attuativi. Per l’anno in corso l’attenzione è particolarmente rivolta alle sfide poste dalla nuova Direttiva EED 3 e agli impegni che l’Italia sta assumendo, alla luce del nuovo PNIEC. Nel rapporto sono riportati i risultati conseguiti dal nostro Paese nell’implementazione delle politiche di promozione dell’efficienza energetica «in un contesto che ancora richiede che venga realizzato un bilanciamento tra l’adozione di misure emergenziali e l’attuazione di riforme strutturali coerenti con il completamento dei piani del Green Deal», ha spiegato Fiorini. Lo stesso relatore, in occasione della presentazione dei report, ha evidenziato che il contesto è ancora caratterizzato dalle fragilità determinate dalle crisi che hanno attraversato il 2022. «Questo ha richiesto da parte dei decisori pubblici di mantenere un livello di intervento consistente per contrastare gli effetti del caro energia. In questa fase caratterizzata da una intensa decretazione d’urgenza il ricorso a misure di efficienza energetica in chiave anticiclica non ha avuto quella rilevanza che hanno avuto misure di intervento più diretto per tutelare i costi energetici di famiglie e imprese». Le novità apportate dalla direttiva UE: energy efficiency first La nuova direttiva UE 2023/1791 introduce un nuovo obbligo di risparmio energetico nel periodo 2021-2030 pari -11,7% rispetto allo scenario di riferimento 2020. Inoltre introduce anche diverse novità sostanziali che caratterizzano ancora maggiori ambizioni: si va dal consolidamento del principio Energy efficiency first all’introduzione di un nuovo meccanismo di definizione dei contributi nazionali con la possibilità da parte della Commissione europea di intervenire con opportuni aggiustamenti se il contributo non è in linea con quello generale. «La nuova direttiva ha un poco rivoluzionato l’approccio tradizionale in quanto mette l’efficienza energetica al primo posto in tutte le decisioni anche di programmazione di varie misure. C’è un obiettivo vincolante a livello europeo di un ulteriore 11,7% rispetto allo scenario di riferimento del 2020. Questo vuol dire che è un impegno sfidante», ha affermato il presidente ENEA, Gilberto Dialuce. La stessa direttiva UE riporta un passaggio importante e significativo del ruolo dell’efficienza energetica: “Perché abbia una reale incidenza, il principio energy efficiency first deve essere applicato in modo coerente dai decisori nazionali, regionali, locali e settoriali in tutti gli scenari rilevanti e in tutte le pertinenti decisioni strategiche e di pianificazione e in quelle relative ai grandi investimenti – vale a dire investimenti su vasta scala di valore unitario superiore a 100 milioni di euro o a 175 milioni per i progetti di infrastrutture di trasporto – che incidono sul consumo o sull’approvvigionamento di energia”. Questo significa, ha evidenziato lo stesso Dialuce, che «l’efficienza energetica diventa un elemento pervasivo che deve essere tenuto presente quando si programmano investimenti anche non strettamente energetici». È quindi una rivoluzione anche considerando le valutazioni di tipo ambientale economico sociale come ricadute generali sul sistema per qualunque tipo di investimenti infrastrutturali di un certo rilievo. Il ruolo delle detrazioni fiscali Veniamo ai dati presentati da ENEA sull’efficienza energetica. Ai positivi risultati rispetto agli obiettivi dell’Unione Europea hanno contribuito le detrazioni fiscali: Ecobonus, Bonus Casa e Superbonus, con un risparmio di 1,363 Mtep (54,3% rispetto ai nuovi risparmi 2022). Corrisponde al 98,1% del risparmio atteso secondo le traiettorie fissate dal PNIEC per il 2023. A seguire gli incentivi per la mobilità sostenibile con 0,423 Mtep (16,8%) e i Certificati Bianchi che hanno coperto il 12,6% del risparmio totale annuo. In occasione della presentazione, Fiorini ha ricordato che l’entità dei nuovi risparmi conseguiti nel 2022 in ottemperanza alla direttiva ammonta a 2,5 Mtep che corrispondono al 93% dell’obiettivo stabilito dal PNIEC. «Questo denota un miglioramento della performance delle misure sia rispetto allo scorso anno», ha rilevato. La percentuale di risparmio dovuta alle detrazioni fiscali passa dal 40% al 52%. Il dato sulle detrazioni è dovuto ampiamente al contributo del Superbonus che ha contribuito a nuovi risparmi 2022 per 778 ktep. Efficienza energetica in edilizia: bene, ma c’è ancora tanto da fare Per quanto riguarda gli interventi finanziati a valere sul Superbonus sono 438mila per 94 miliardi di euro di investimento complessivo al 31 ottobre 2023. È fondamentale anche il contributo dell’Ecobonus: il risparmio 2022 è pari a 412 ktep. Questo dato porta a 6,4 milioni il numero di interventi incentivati dall’avvio della misura (2007) per un investimento complessivo di 60 miliardi di euro. Restando sul fronte dell’Ecobonus, il meccanismo per incentivare l’efficienza energetica negli usi finali, i report ENEA sull’efficienza energetica evidenziano nel 2022 una riduzione degli interventi a poco meno di 940.700 contro gli 1,04 milioni del 2021, un valore comunque doppio rispetto a quello medio del periodo 2017-2019. Gli investimenti associati corrispondono a 6.823 milioni di euro contro i 7.537 milioni mobilitati nell’anno precedente, mentre il risparmio complessivo a 2.136 GWh/anno, in calo rispetto ai 2.652 GWh/anno del 2021. La maggior parte degli interventi riguarda l’installazione di impianti di climatizzazione più efficienti (3,08 miliardi di euro, 64,7% degli interventi) e la sostituzione dei serramenti (2,38 miliardi di euro, 20,6% degli interventi). Circa 605 milioni sono inoltre stati investiti per l’isolamento termico dell’edificio, 482 milioni per le schermature solari e circa 124 milioni per la riqualificazione globale degli immobili. Dal 2007, anno di avvio della misura, il numero di interventi incentivati dall’ecobonus si aggira intorno a 6,4 milioni, con un risparmio complessivo di quasi 25 mila GWh/anno, derivanti soprattutto da interventi parziali su singole unità immobiliari e poco meno di 60 miliardi di euro di investimenti attivati. Sempre a proposito di efficienza energetica in edilizia va segnalato che il Bonus Casa nel 2022 ha registrato 508 mila interventi con un calo del 42,36% rispetto al 2021; tuttavia, in termini di risparmio energetico il decremento risulta inferiore (-10%), passando da 925.033 MWh/anno del 2021 ai 833.294 MWh del 2022, tendenza che indica un miglioramento qualitativo degli interventi sugli impianti. Efficienza energetica nell’industria Per quanto riguarda l’efficienza energetica nelle imprese, lo stesso membro del Dipartimento Efficienza energetica dell’ENEA ha fatto sapere che al 31 dicembre 2022 risultavano caricate sul portale Audit 102.533 diagnosi da parte di 392 imprese attive per lo più nel settore della manifattura. Gli interventi di efficientamento energetico realizzati dalle imprese hanno permesso di produrre un risparmio di energia primaria pari a 15.8 ktep di energia primaria e 3.3 ktep di energia finale. «Il potenziale da sfruttare è molto elevato – ha rilevato Fiorini –. La realizzazione degli interventi individuati nelle diagnosi condurrebbe a un ulteriore taglio dei consumi energetici in termini di risparmi individuati in 37,6 ktep di energia primaria e 22,8 ktep di energia finale». Articolo aggiornato Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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