Il mondo rallenta sull’efficienza energetica. IEA: obiettivi 2030 a rischio

L’IEA lancia l’allarme: i progressi sull’efficienza energetica mondiale sono in stallo. Lontano l’obiettivo del +4% annuo fissato alla COP28, ma il 2025 potrebbe segnare un’inversione di tendenza grazie a nuove politiche e standard più rigorosi.

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Il mondo rallenta sull’efficienza energetica. IEA: obiettivi 2030 a rischio

Nonostante le promesse della COP di Dubai, il mondo è in ritardo sull’obiettivo di raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030. L’ultimo aggiornamento dell’IEA evidenzia un rallentamento strutturale, ma anche segnali di ripresa e ampi margini di intervento per i governi.

L’efficienza energetica è la via più rapida per ridurre costi ed emissioni

A due anni dalla COP28 di Dubai, dove quasi 200 governi avevano riconosciuto il ruolo centrale dell’efficienza energetica impegnandosi a raddoppiare il tasso medio annuo di miglioramento al 4% entro il 2030, il nuovo aggiornamento della International Energy Agency (IEA) mostra che il mondo è ancora lontano da quel traguardo.

L’efficienza energetica è la via più rapida per ridurre costi ed emissioni

Secondo i dati, il tasso medio di miglioramento dell’intensità energetica globale dal 2019 si attesta appena all’1,3% annuo, con una leggera ripresa prevista al 1,8% nel 2025: troppo poco per raggiungere l’obiettivo stabilito a Dubai.

L’efficienza resta però “una delle leve più rapide, accessibili ed economiche per ridurre le emissioni e rafforzare la sicurezza energetica”, come ha ribadito l’IEA. Senza i progressi ottenuti dal 2010, infatti, le emissioni globali di gas serra sarebbero oggi più alte del 20%, mentre gli interventi di efficienza hanno già contribuito a ridurre i costi energetici, migliorare la competitività industriale e accrescere la resilienza dei sistemi energetici.

Quattro cause del rallentamento e un nuovo slancio politico

L’Agenzia individua quattro tendenze globali che spiegano il rallentamento dei progressi sull’efficienza:

  • Crescita industriale energivora: dal 2019 circa due terzi dell’aumento della domanda energetica globale proviene dal settore industriale, dove il miglioramento dell’intensità energetica è sceso sotto lo 0,5% annuo, contro quasi il 2% del decennio precedente.
  • Politiche obsolete: molti standard minimi di prestazione non sono stati aggiornati al ritmo dell’innovazione tecnologica. Esemplare il caso dell’illuminazione: le lampade più efficienti sono oggi il doppio più performanti rispetto a 15 anni fa, mentre i requisiti minimi sono aumentati solo del 30%.
  • Domanda crescente di raffrescamento: la diffusione dei condizionatori, soprattutto nei Paesi emergenti, ha spinto la domanda elettrica. Se dal 2019 ogni climatizzatore acquistato fosse stato del tipo più efficiente disponibile, si sarebbe evitata una crescita di consumo pari a quella dell’intero comparto dei data center.
  • Produzione elettrica poco efficiente: in molte regioni, la crescente domanda di elettricità viene soddisfatta da tecnologie più efficienti, come le energie rinnovabili; in altre regioni la crescita della domanda elettrica è stata soddisfatta con impianti obsoleti, meno efficienti, rallentando la riduzione dell’intensità energetica.

Nonostante il quadro complessivo, il report segnala alcuni progressi incoraggianti. In India, ad esempio, il miglioramento dell’intensità energetica dovrebbe superare il 4% nel 2025, in linea con il target globale.

Sul fronte politico, il 2025 segna un’accelerazione: Paesi che rappresentano l’85% della domanda globale di energia hanno introdotto o aggiornato oltre 250 politiche di efficienza, ponendo le basi per un rilancio. Tuttavia, rimane un divario normativo importante: circa la metà dei Paesi nel mondo non dispone ancora di standard di efficienza per gli edifici nuovi, anche in aree soggette a rapida urbanizzazione.

La tecnologia è pronta. Ora servono politiche più ambiziose e coerenti per sfruttare tutto il potenziale dell’efficienza energetica”, sottolinea l’IEA nel comunicato.

Verso il 2030: rinnovare le politiche e colmare i gap

L’IEA indica due priorità strategiche per colmare il divario e rilanciare l’efficienza globale:

  1. Rafforzare le politiche esistenti, aggiornando gli standard in base ai progressi tecnologici e alle migliori pratiche internazionali. In molti Paesi, un edificio conforme alle normative locali consuma ancora fino a tre volte più energia rispetto a costruzioni analoghe in regioni con standard più avanzati.
  2. Colmare le aree ancora prive di regolamentazione, concentrandosi sui settori e le tecnologie con il maggior potenziale di riduzione dei consumi.

L’impatto di un’accelerazione dell’efficienza andrebbe ben oltre il contenimento dei costi e delle emissioni: migliorerebbe la qualità della vita, la competitività industriale e la sicurezza energetica.

Questi temi saranno al centro del nuovo rapporto “Energy Efficiency 2025”, in uscita il 20 novembre, e del Policy Toolkit aggiornato con le migliori esperienze internazionali.

FAQ – Obiettivi efficienza energetica

Cosa significa raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica?

Vuol dire portare la crescita media annua dell’intensità energetica globale dal 2% al 4% entro il 2030, ossia ottenere più valore economico a parità di energia consumata.

Perché l’efficienza energetica è così importante?

È la misura più rapida, economica e strutturale per ridurre le emissioni di CO₂, rafforzare la sicurezza energetica e migliorare la competitività industriale.

Quali settori hanno più potenziale di risparmio?

Edilizia, industria e trasporti rappresentano oltre il 70% del consumo finale mondiale. In particolare, edifici e industria offrono il maggiore margine di miglioramento tecnologico e gestionale.

Quali strumenti propone l’IEA ai governi?

Il Policy Toolkit raccoglie esempi di regolamenti, standard, incentivi e strumenti di monitoraggio già sperimentati con successo in diversi Paesi.

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