Caldaie a gas oltre il 2029? La nuova bozza Ecodesign cambia rotta e rimette tutto nelle mani degli Stati

La Commissione UE rivede la proposta Ecodesign: nessuno stop alle caldaie a gas dal 2029, nuove soglie di efficienza, etichette A–G e requisiti aggiornati per caldaie, pompe di calore e scaldacqua. La responsabilità del phase-out passa agli Stati membri.

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Caldaie a gas oltre il 2029? La nuova bozza Ecodesign cambia rotta e rimette tutto nelle mani degli Stati

La Commissione europea ha avviato la consultazione pubblica sulla revisione dei regolamenti Ecodesign ed Energy Labelling dedicati a generatori di calore, scaldacqua e pompe di calore idroniche. La nuova bozza modifica radicalmente la proposta circolata negli ultimi due anni, eliminando di fatto l’ipotesi di un blocco alle caldaie a gas dal 2029. Le soglie di efficienza vengono ricalibrate su valori compatibili con le prestazioni delle caldaie a condensazione oggi presenti sul mercato e la responsabilità di eventuali phase-out viene trasferita agli Stati membri.

Si tratta di un cambio significativo sia per il quadro tecnico sia per quello politico. Negli anni passati, infatti, il dibattito sul riscaldamento domestico era diventato un simbolo del Green Deal: la stessa Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, aveva sottolineato la centralità della pompa di calore nella decarbonizzazione dell’edilizia, sostenendo una progressiva uscita dalle caldaie fossili. La revisione di oggi, in controtendenza rispetto a quella impostazione, aggiorna le norme al progresso tecnico ma riduce in modo evidente la pressione regolatoria sulle tecnologie a combustione.

La discussione si inserisce in un contesto energetico complesso: negli edifici europei il riscaldamento rappresenta l’80% dei consumi energetici domestici, oltre metà dei quali deriva ancora da combustibili fossili. Gli edifici sono responsabili del 40% del consumo finale di energia dell’UE e del 36% delle emissioni di gas serra. È in questo scenario che la Commissione introduce un aggiornamento normativo, lasciando ai governi nazionali la definizione delle strategie di sostituzione tecnologica.

La Commissione spiega che “l’aggiornamento delle regole punta a migliorare efficienza, comparabilità e informazione al consumatore, senza anticipare le scelte nazionali sul percorso di uscita dai combustibili fossili”. La consultazione resterà aperta fino al 23 gennaio 2026.

Ecodesign: nuove soglie di efficienza, niente bando delle caldaie e un ruolo più forte per gli Stati membri

La prima bozza di revisione del 2023 aveva proposto un requisito minimo di efficienza stagionale del 115%, un valore irraggiungibile per le caldaie a gas disponibili all’epoca. Pur senza prevedere un divieto formale, quella soglia si sarebbe tradotta in un’uscita dal mercato a partire dal 1° settembre 2029. La proposta aveva generato un intenso confronto tra Commissione, industria e Stati membri, con un forte allarme da parte delle filiere termotecniche europee.

La nuova bozza modifica completamente questo quadro. La soglia viene riportata su valori tecnicamente raggiungibili dalle caldaie a condensazione, permettendo la loro permanenza sul mercato anche dopo il 2029. Restano esclusi solo i generatori meno efficienti, mentre per le caldaie tradizionali il mantenimento della commercializzazione è subordinato al rispetto dei nuovi requisiti.

Ecodesign: nuove soglie di efficienza, niente bando delle caldaie e un ruolo più forte per gli Stati membri

Il pacchetto Ecodesign interviene su tutte le categorie di prodotto: riscaldatori centrali e combinati, scaldabagni, serbatoi di accumulo, caldaie alimentate a combustibili, pompe di calore idroniche e pompe di calore ibride.

L’aggiornamento riguarda i parametri di efficienza, le emissioni di NOx, la potenza sonora e l’introduzione di metodi di prova più rappresentativi delle condizioni reali. Le nuove procedure puntano a ridurre lo scostamento tra prestazioni dichiarate e prestazioni in campo, rafforzando la qualità dei dati tecnici e la trasparenza sul mercato.

Vengono inoltre introdotti obblighi relativi alla disponibilità dei pezzi di ricambio, alle informazioni su costi e tempi di consegna e alla progettazione orientata alla riparabilità. Nel medio periodo tutti i riscaldatori dovranno essere in grado di misurare e visualizzare i consumi energetici, supportando l’integrazione con sistemi di monitoraggio, automazione domestica e reti intelligenti.

Una delle novità più rilevanti riguarda la conformità. La Commissione propone infatti l’introduzione progressiva della valutazione di terza parte per caldaie e generatori fino a 400 kW, con l’obiettivo di armonizzare le prestazioni dichiarate e ridurre le differenze tra produttori.

Il futuro delle caldaie a combustibili fossili sarà comunque condizionato dalla direttiva EPBD aggiornata, la cosiddetta “Case Green”. La direttiva, già in vigore, chiede agli Stati membri di pianificare la completa eliminazione delle caldaie fossili entro il 2040. Si crea così un quadro a due velocità: Ecodesign definisce requisiti di prodotto validi in tutta l’UE, mentre la EPBD affida ai governi nazionali la responsabilità di stabilire tempi, incentivi e misure per l’uscita dai combustibili. È un’impostazione che rafforza l’autonomia decisionale degli Stati, lasciando alla norma tecnica europea il compito di definire standard minimi sempre più stringenti.

Energy Labelling: nuova scala A–G, QR code

Oltre a Ecodesign, la Commissione propone una revisione sostanziale delle etichette energetiche. L’attuale scala A+++–D viene sostituita dalla nuova scala A–G, già adottata per elettrodomestici e sorgenti luminose. La ridistribuzione delle classi permette di lasciare spazio ai futuri prodotti ad altissima efficienza e di rendere più immediata la lettura per il consumatore.

Le etichette includeranno un QR code che rimanda direttamente a EPREL, la banca dati europea dove sono consultabili schede tecniche, documentazione di conformità e informazioni aggiuntive sui modelli. Questo strumento sarà particolarmente utile per progettisti, termotecnici e energy manager impegnati nella selezione dei prodotti per edifici nuovi o riqualificati.

Sono introdotte nuove icone dedicate alla compatibilità con il Codice di condotta UE sugli apparecchi intelligenti, alla presenza di refrigeranti a ridotto impatto climatico e alla scala dei livelli di rumorosità. Il confronto tra scaldacqua e riscaldatori combinati sarà semplificato attraverso una logica grafica più chiara, migliorando il lavoro dei progettisti negli edifici residenziali e non residenziali.

Il percorso procedurale prevede la raccolta dei commenti, una revisione delle bozze, il voto in comitato degli Stati membri, lo scrutinio del Parlamento europeo e del Consiglio e infine la pubblicazione dei testi nella Gazzetta ufficiale dell’UE. L’entrata in vigore sarà accompagnata da periodi transitori che permetteranno all’industria di adeguarsi gradualmente ai nuovi standard.

Il risultato finale è un quadro normativo che non elimina le caldaie, ma ne ridefinisce il ruolo all’interno della transizione energetica. La combinazione di nuove soglie di efficienza, maggiore trasparenza e requisiti di durabilità orienta il mercato verso tecnologie più performanti, mentre la EPBD trasferisce ai governi la responsabilità politica del phase-out.

FAQ su Ecodesign ed Energy Labelling per caldaie, pompe di calore e scaldacqua

La nuova bozza Ecodesign prevede uno stop alla vendita delle caldaie a gas dal 2029?

No. La soglia di efficienza che avrebbe reso di fatto non commercializzabili le caldaie a gas a partire dal 2029 (115% di efficienza stagionale) è stata eliminata. La nuova bozza fissa valori compatibili con le caldaie a condensazione. L’eventuale phase-out sarà competenza degli Stati membri, non del regolamento Ecodesign.

Quali categorie di prodotti sono coinvolte dalla revisione Ecodesign?

La revisione interessa riscaldatori centrali, riscaldatori combinati, scaldabagni, serbatoi di accumulo, caldaie a combustibile (gas, liquido, solido), pompe di calore idroniche e sistemi ibridi. Sono inclusi anche i generatori fino a 400 kW, soggetti a future procedure di conformità di terza parte.

Quali sono i principali cambiamenti nei metodi di prova?

I nuovi metodi di prova sono progettati per avvicinare le prestazioni dichiarate alle condizioni reali d’uso. La revisione introduce protocolli aggiornati per la misurazione dell’efficienza stagionale, del livello di rumorosità e delle emissioni di NOx. L’obiettivo è ridurre lo scostamento tra i valori di targa e le performance effettive in campo, migliorando l’affidabilità tecnica della comparazione.

Le caldaie tradizionali saranno ancora compatibili con i nuovi requisiti?

Sì, possono rimanere sul mercato se rispettano i nuovi limiti minimi di efficienza. Tuttavia, la loro competitività tenderà a ridursi rispetto alle soluzioni ad alta efficienza (pompe di calore, sistemi ibridi). Il contesto normativo spingerà verso tecnologie con migliori performance energetiche e minori emissioni.

La revisione riguarda anche la durata dei prodotti e la reperibilità dei ricambi?

Sì. La nuova bozza introduce obblighi sulla disponibilità dei ricambi, sulla trasparenza dei tempi di consegna e sulla progettazione orientata alla riparabilità. L’obiettivo è aumentare la durata media dei prodotti e ridurre l’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita.

Come cambia l’etichetta energetica per caldaie e scaldacqua?

La revisione dell’Energy Labelling sostituisce la scala A+++–D con la nuova scala A–G. L’etichetta include un QR code che rimanda al database EPREL, una scala per i livelli di rumore e simboli per refrigeranti a basso impatto climatico. Migliora anche la leggibilità per il confronto tra scaldacqua e riscaldatori combinati.

Che cosa significa compatibilità con il Codice di condotta sugli apparecchi intelligenti?

Indica che il prodotto può dialogare con sistemi di building automation, smart metering e reti intelligenti. La nuova etichetta include un’icona dedicata per aiutare progettisti e installatori a scegliere apparecchi predisposti per la gestione intelligente dei consumi.

Le pompe di calore ibride rientrano nei nuovi requisiti?

Sì, per la prima volta la revisione include criteri specifici per le pompe di calore ibride, definendo protocolli uniformi per la valutazione dell’efficienza complessiva del sistema e dell’integrazione con i generatori fossili.

In futuro sarà obbligatoria la misurazione dei consumi direttamente sull’apparecchio?

Sì. La bozza prevede che i riscaldatori introducano sistemi di misura e visualizzazione dei consumi. Questo requisito faciliterà l’integrazione con sistemi di monitoraggio e permetterà agli utenti finali e ai gestori degli edifici di interpretare i consumi in modo più trasparente.

Come si combina il nuovo Ecodesign con la direttiva EPBD (“Case Green”)?

Ecodesign stabilisce i requisiti minimi di prestazione per i prodotti e si applica direttamente in tutti gli Stati membri. La direttiva EPBD, invece, affida ai governi nazionali la definizione del percorso di uscita dai combustibili fossili negli edifici, da completare entro il 2040. È quindi la EPBD a orientare la sostituzione tecnologica, mentre Ecodesign garantisce che i prodotti sul mercato rispettino standard minimi aggiornati.

Quali sono le prossime tappe della consultazione?

La consultazione resterà aperta fino al 23 gennaio 2026. Seguiranno: analisi dei contributi, revisione del testo, voto in comitato degli Stati membri, scrutinio del Parlamento europeo e del Consiglio e pubblicazione finale nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Sono previsti periodi transitori per consentire l’adeguamento del mercato.

 

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