Rinnovabili e incentivi: dal 2026 cambiano i requisiti minimi per gli impianti negli edifici

Dal 2026 cambiano gli obblighi sulle rinnovabili negli edifici: nuovi requisiti FER, impianti incentivabili, pompe di calore e controlli GSE dopo la RED III.

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Rinnovabili e incentivi: dal 2026 cambiano i requisiti minimi per gli impianti negli edifici

Il 2026 sarà un anno decisivo per il settore edilizio ed energetico italiano. Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 5/2026, che recepisce la Direttiva (UE) 2023/2413 – RED III, vengono rivisti sia gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici sia i requisiti tecnici minimi degli impianti.

Il nuovo quadro normativo incide sulla progettazione, sulla scelta delle tecnologie e sull’accesso a misure come Conto Termico, Ecobonus e Bonus Casa; infatti sono stati introdotti standard più stringenti in termini di efficienza, prestazioni stagionali e controllo delle emissioni.

Rinnovabili e incentivi, il nuovo assetto normativo dopo il recepimento della RED III

Il D.Lgs. 5/2026 interviene sul D.Lgs. 199/2021, aggiornando in particolare l’articolo 26 e gli allegati dedicati agli obblighi FER negli edifici e ai requisiti tecnici degli impianti.

La ratio dell’intervento normativo è accelerare la decarbonizzazione del patrimonio edilizio, rendendo strutturale l’integrazione delle fonti rinnovabili per le nuove costruzioni e in fase di ristrutturazione del patrimonio esistente.

A partire dal 4 febbraio 2026, non è più possibile costruire o mettere a nuovo edifici privi di una componente rinnovabile significativa. La norma si applica ai nuovi titoli edilizi e alle ristrutturazioni rilevanti, con effetti diretti sulla pianificazione economica degli interventi e sull’accesso agli incentivi.

Obblighi FER negli edifici: soglie più elevate e maggiore controllo

Il nuovo sistema introduce percentuali minime di copertura dei fabbisogni energetici tramite fonti rinnovabili sensibilmente più elevate rispetto al passato.

Per le nuove costruzioni è richiesta una copertura prevalente dei consumi per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria, con valori che diventano ancora più stringenti per gli edifici pubblici. Anche le ristrutturazioni importanti e gli interventi di sostituzione dei generatori sono ora coinvolti, superando definitivamente la logica degli impianti tradizionali stand-alone.

Accanto all’inasprimento delle soglie, il legislatore ha rafforzato il sistema di controllo. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) assume un ruolo centrale nel monitoraggio del rispetto degli obblighi e nella valutazione delle eventuali deroghe, che dovranno essere motivate e documentate sotto il profilo tecnico ed economico secondo le linee guida del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Incentivi e requisiti tecnici

Una delle innovazioni più rilevanti riguarda la riscrittura quasi integrale dell’Allegato IV al D.Lgs. 199/2021, richiamato dall’articolo 29, che disciplina i requisiti tecnici minimi degli impianti a fonti rinnovabili.

Il nuovo allegato distingue tra impianti che accedono agli incentivi e impianti esclusi dai meccanismi di sostegno, ma in entrambi i casi innalza sensibilmente l’asticella delle prestazioni richieste.

Il cambio di paradigma è evidente nel passaggio dai parametri puntuali, come il COP istantaneo, alla valutazione della prestazione energetica stagionale reale, in linea con i regolamenti europei in materia di Ecodesign. Questo approccio rende determinante la qualità della progettazione e della regolazione degli impianti, oltre alla loro integrazione con l’involucro edilizio.

Pompe di calore e sistemi ibridi

Dal 2026 l’accesso agli incentivi per le pompe di calore è subordinato al rispetto dei requisiti di ecoprogettazione, calcolati sulla base della zona climatica media europea.

Le prestazioni minime richieste sono espresse in termini di efficienza energetica stagionale e di coefficienti di prestazione su base annua, superando definitivamente i criteri utilizzati fino al 2025.

Viene data grande attenzione ai sistemi ibridi, inclusi quelli assemblati in opera e le soluzioni “add-on” installate su caldaie recenti. In questi casi scatta l’ obbligatorietà dell’asseverazione tecnica per dimostrare la compatibilità funzionale tra i generatori e l’effettiva integrazione dei sistemi di regolazione; l’obiettivo è garantire un reale contributo delle fonti rinnovabili al bilancio energetico dell’edificio.

Biomasse: solo tecnologie ad alte prestazioni ambientali

Il legislatore conferma una linea particolarmente rigorosa sull’uso delle biomasse. Dal 2026 sono incentivabili esclusivamente i generatori dotati di certificazione ambientale a 5 stelle, con obblighi di manutenzione periodica e requisiti più severi in termini di rendimento e abbattimento del particolato, soprattutto per le potenze elevate.

L’adeguamento alle nuove norme tecniche europee e l’utilizzo di combustibili certificati diventano condizioni imprescindibili per il riconoscimento degli incentivi, rafforzando l’obiettivo di ridurre le emissioni locali oltre a quelle climalteranti.

Regolazione degli impianti e obbligo di valvole termostatiche

Tra le novità di maggiore impatto operativo rientra l’obbligo generalizzato di installazione di valvole termostatiche a bassa inerzia termica o di sistemi di regolazione modulante equivalenti per tutti gli interventi incentivati.
Ciò servirà a migliorare il controllo dei consumi e l’efficienza complessiva degli impianti.

Progettazione, relazione tecnica e controlli

Il rispetto dei nuovi requisiti andrà verificato dal progettista e documentato nella Relazione Tecnica ex Legge 10, che assume un ruolo ancora più centrale nel procedimento edilizio.

La documentazione, inoltre, dovrà essere trasmessa al GSE e conservata ai fini dei controlli da parte di Comuni e Regioni, in un contesto di vigilanza più strutturato e coordinato.

Verso nuovi standard per il patrimonio edilizio

L’insieme delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 5/2026 delinea un cambio di passo netto per il settore immobiliare e impiantistico. L’accesso agli incentivi non è più legato solo alla presenza di una tecnologia rinnovabile, ma alla sua capacità di garantire prestazioni misurabili e benefici ambientali concreti.

In questo scenario, la qualità della progettazione e la corretta applicazione delle norme diventano fattori decisivi non solo per ottenere gli incentivi, ma anche per preservare il valore degli edifici.

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Tema Tecnico

fonti rinnovabili, Normativa

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