Riscaldamento a biomassa: tra caro energia e transizione ambientale cresce l’interesse delle famiglie italiane

Secondo la survey Nomisma realizzata per Progetto Fuoco 2026, il 24% delle famiglie italiane utilizza sistemi a biomassa e oltre il 50% li valuterebbe in alternativa al gas. Tra caro energia e transizione ecologica, il settore si colloca come leva di resilienza energetica e di rinnovamento del parco impiantistico domestico.

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Riscaldamento a biomassa: tra caro energia e transizione ambientale cresce l’interesse delle famiglie italiane
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In un contesto segnato da volatilità dei mercati energetici, tensioni geopolitiche e crescente pressione normativa sulla decarbonizzazione del patrimonio edilizio, il riscaldamento a biomassa legnosa torna al centro del dibattito energetico nazionale.
Secondo la survey realizzata da Nomisma a gennaio 2026 per Progetto Fuoco (in programma a Verona dal 25 al 28 febbraio), su un campione rappresentativo di 800 famiglie italiane, circa il 24% utilizza già legna, pellet o cippato per il riscaldamento della prima o della seconda casa.

Ancora più significativo è il dato prospettico: oltre una famiglia su due prenderebbe in considerazione l’installazione di un impianto a biomassa in una nuova abitazione.

Non si tratta solo di una dinamica di mercato. È l’indicatore di una trasformazione culturale che coinvolge edilizia, energia e gestione delle risorse forestali.

Diffusione, percezione e profilo degli utilizzatori: un mercato maturo con margini di crescita

L’indagine evidenzia un livello di conoscenza consolidato. Oltre la metà delle famiglie dichiara di aver sentito parlare delle biomasse legnose e più di quattro su dieci affermano di conoscerle nel dettaglio, segnale di una maturità ormai acquisita nel panorama energetico domestico italiano. Non si tratta quindi di una soluzione di nicchia, ma di una tecnologia radicata e riconoscibile.

Il profilo degli utilizzatori

Il 24% delle famiglie possiede o utilizza un sistema di riscaldamento a biomassa, nella prima o nella seconda casa. L’identikit degli utilizzatori mostra una maggiore diffusione nei piccoli comuni (37% del campione), nelle aree rurali (40%) e nel Sud Italia (30%), con prevalenza di abitazioni indipendenti.

Un quadro che conferma come la biomassa si inserisca soprattutto in contesti territoriali dove l’autonomia energetica e la disponibilità di spazi tecnici rappresentano fattori determinanti.

Dal punto di vista impiantistico, tra gli utilizzatori prevalgono camini e termocamini, che rappresentano il 49% delle installazioni, seguiti da stufe e termostufe con il 45%, mentre le caldaie a biomassa costituiscono una quota più contenuta, pari al 6%.

Un patrimonio impiantistico da rinnovare 

Oltre la metà degli impianti installati ha più di dieci anni. Questo dato apre una riflessione strategica per il settore edilizio ed energetico: il parco esistente rappresenta un bacino significativo di riqualificazione tecnologica, con ampi margini di sostituzione verso apparecchi più efficienti e a minori emissioni.

L’aggiornamento verso apparecchi conformi ai requisiti emissivi più stringenti – in linea con il DM 186/2017 – consente di migliorare rendimenti, ridurre emissioni di particolato e integrare la biomassa in sistemi ibridi con pompe di calore o solare termico. In un contesto segnato dalla revisione della Direttiva EPBD e dagli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, il rinnovo del parco impiantistico ha una valenza sia ambientale sia industriale.

Incentivi, autonomia energetica e prospettive per edilizia ed energia 

Il contesto economico incide profondamente sulle scelte delle famiglie. Il caro energia rappresenta una preoccupazione centrale per circa una famiglia su quattro, contribuendo a creare un terreno favorevole alla valutazione di soluzioni alternative rispetto ai sistemi tradizionali. In questo scenario, la biomassa viene percepita come una tecnologia capace di garantire maggiore autonomia energetica, sostenibilità ambientale e contenimento dei costi di gestione.

Tra gli attuali utilizzatori, oltre il 70% rifarebbe la stessa scelta, segnale di un’esperienza d’uso complessivamente positiva e di una fidelizzazione significativa. Il 49% degli utenti si dichiara molto o totalmente soddisfatto delle prestazioni del proprio impianto, contro il 45% di chi utilizza altre soluzioni. Comfort termico e controllo dei consumi emergono come i principali driver di soddisfazione, rafforzando la percezione della biomassa come soluzione affidabile e performante nel medio-lungo periodo.

Il ruolo degli incentivi pubblici

Il 57% degli intervistati ritiene che strumenti come Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico possano influenzare la decisione di installazione; tra gli utilizzatori la quota sale al 65%. Tuttavia, la conoscenza approfondita di tali misure resta limitata a poco più di un terzo della popolazione.

Questo scarto tra percezione dell’utilità e reale livello di informazione rappresenta un nodo strategico per il settore. Per i professionisti dell’edilizia e dell’energia significa accompagnare il cliente lungo un percorso integrato che coniughi progettazione impiantistica, verifica dei requisiti edilizi – spazi tecnici, canne fumarie, adeguamenti strutturali – e corretta impostazione delle pratiche incentivanti.

In un mercato dove la leva economica resta determinante, la capacità di tradurre il quadro normativo in opportunità concreta diventa parte integrante della consulenza tecnica.

I principali dati dell’indagine Nomisma

Indicatore chiave Dato
Famiglie che utilizzano biomassa 24%
Famiglie che la valuterebbero in una nuova abitazione Oltre 50%
User che rifarebbero la scelta Oltre 70%
Camini e termocamini 49%
Stufe e termostufe 45%
Caldaie a biomassa 6%
Impianti installati da oltre 10 anni Oltre 50%
Incentivi percepiti come leva decisionale 57%

Fonte: Indagine Nomisma per Progetto Fuoco 2026.

Una filiera industriale strategica nel mix energetico nazionale

La filiera legno-energia in Italia conta oltre 14mila imprese, più di 72mila addetti e un fatturato superiore ai 4 miliardi di euro. Le aziende italiane rappresentano oltre il 70% del mercato europeo delle tecnologie di settore.

In un sistema energetico sempre più orientato alla diversificazione e alla resilienza, la biomassa legnosa può svolgere una funzione complementare rispetto ad altre rinnovabili, contribuendo alla sicurezza energetica e alla valorizzazione delle risorse forestali nazionali, purché integrate in un quadro di gestione sostenibile e controllo delle emissioni.

La sfida per il settore non è solo quantitativa, ma qualitativa: innovazione tecnologica, digitalizzazione, integrazione nei sistemi edificio-impianto e rafforzamento della sostenibilità della filiera forestale saranno i fattori determinanti per consolidarne il ruolo nel mix domestico.

«I dati presentati da Nomisma confermano che il riscaldamento a biomassa è una risposta concreta, moderna e sostenibile alle sfide energetiche attuali – commenta Federico Bricolo, presidente di Veronafiere –. In questo contesto, Progetto Fuoco, dal 1999, è la casa naturale della filiera legno-energia: un appuntamento leader al mondo, costruito insieme alle imprese e riconosciuto dal mercato. Il format internazionale continuerà a crescere anche all’estero, con un nuovo progetto dedicato al Nord-Est Europa che debutterà a gennaio 2027».

Tante novità a Progetto Fuoco 2026

L’edizione 2026 di Progetto Fuoco si arricchisce di importanti novità che rafforzano il posizionamento della manifestazione come hub internazionale della filiera legno-energia. Tra queste spicca l’Hub AI, area dedicata a startup innovative che presenteranno soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale applicata alle energie rinnovabili, con workshop focalizzati su innovazione sostenibile e strategie di crescita.

Per la prima volta in Italia arriva inoltre lo European Pellet Forum, organizzato da AIEL in collaborazione con European Pellet Council e Bioenergy Europe, in programma il 27 febbraio 2026. L’evento rappresenterà un momento di confronto strategico sulle dinamiche del mercato del pellet e sulle politiche energetiche europee.

Ampio spazio sarà dedicato a convegni e tavole rotonde sul ruolo del settore forestale nelle politiche industriali, energetiche e ambientali, con approfondimenti sul Piano Nazionale Aria, sull’aggiornamento del DM 186/2017 e sulla valorizzazione delle competenze nel comparto forestale. Non mancheranno workshop tecnici su manutenzione, sicurezza e normativa, organizzati con ANFUS e Assocosma.

Torna infine Progetto Bosco, area espositiva di 5.000 mq dedicata alla meccanizzazione forestale, all’arboricoltura e alla gestione sostenibile del patrimonio boschivo, con focus sui benefici ambientali e socio-economici della filiera legno-energia.

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