Casa green: H.O.M.E, uno spazio per creare consapevolezza sull’edilizia

Alla prossima edizione di KEY ci sarà una novità assoluta: H.O.M.E., un ambiente dove vedere concretamente le soluzioni utili a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e a renderli più sostenibili e salubri. Ne parliamo con Gianni Terenzi, architetto, divulgatore e coordinatore del progetto di casa green.

A cura di:

Casa green: H.O.M.E, uno spazio per creare consapevolezza sull’edilizia

Combinare efficienza energetica e sostenibilità è il fine che dovrebbe perseguire l’edilizia per puntare su una casa green e performante, e che sarà chiamata a lavorare in questa direzione anche grazie al recepimento delle direttive Case Green, EED e RED III. Per completare l’obiettivo 2030 l’Italia dovrà investire 84,8 miliardi di euro, circa 14 miliardi all’anno, come ha stimato uno studio condotto dal Centro Studi di Fondazione Geometri Italiani in collaborazione con Centro Studi Sintesi-CGIA di Mestre e Smart Land.

Va detto, però, che investire sul miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici permetterà di conseguire benefici sotto più punti di vista: economici, occupazionali, sociali, ambientali.

Per riuscire in questo fine occorre, però, far comprendere bene a tutti perché serva mettere mano al patrimonio esistente. Per farlo servono occasioni di condivisione.

A tale motivo nasce il progetto H.O.M.E. di KEY – The Energy Transition Expo, uno spazio dedicato alle soluzioni che rendono l’abitare più efficiente, sostenibile, sano e orientato al futuro.

Gianni Terenzi, architetto e coordinatore del progetto H.O.M.E a KEY 2026
Gianni Terenzi

Sarà uno spazio reale, con soluzioni concrete e visibili, «un luogo dove conoscere davvero il valore delle prestazioni energetiche, ma anche del comfort e della salubrità, in cui il cittadino sia posto al centro e reso consapevole delle scelte che andranno fatte per conciliare finalità di efficienza e sostenibilità», spiega Gianni Terenzi, architetto ed esperto in materia, chiamato a coordinare e presentare lo spazio H.O.M.E., in collaborazione con KEY.

Casa green: perché nasce il progetto H.O.M.E.

H.O.M.E. Healthy, Optimized, Measured, Efficient, progetto di cui Infobuildenergia.it è media partner, è una casa green visibile all’interno del quartiere fieristico Rimini, è sarà al centro anche dal punto di vista logistico: è situato nel settore dell’efficienza energetica (Hall A7-C7).

Casa green: perché nasce il progetto H.O.M.E. a KEY 2026

Lo stesso ente organizzatore la presenta così:

“Non un concetto astratto, ma uno spazio reale, dinamico e culturale dove visitatori e professionisti possono scoprire come vengono progettati, costruiti e misurati gli edifici sani e a risparmio energetico. Un’esperienza immersiva”.

Si tratta di un ambiente concreto dove il pubblico potrà vedere, toccare, comprendere le tecnologie e i materiali che rendono una casa davvero green.

Cosa significa in pratica?

«H.O.M.E. intende raccontare e spiegare che la casa deve essere prima di tutto un ambiente salubre, ottimizzato, misurabile, efficiente. Al centro ci sarà l’involucro, la sua capacità di isolare e di rendere confortevole l’ambiente domestico, ma altrettanto centrale sarà l’impiantistica, in grado di fornire il proprio contributo per migliorare le prestazioni energetiche. Dal connubio tra involucro realizzato con materiali e isolanti naturali (legno, paglia, canapa…) e tecnologia, è possibile conciliare in modo virtuoso efficienza e sostenibilità», spiega Terenzi.

Lo stesso architetto, oltre che divulgatore esperto e pioniere nel campo delle soluzioni naturali in edilizia, ha firmato anche diversi progetti (uno dei più recenti in provincia di Viterbo) capaci di unire queste due anime.

Soluzioni e selezione per centrare gli obiettivi

Fotovoltaico, pompe di calore, ventilazione meccanica controllata, isolanti naturali, tetti verdi: sono alcune delle soluzioni presenti nel progetto di casa green H.O.M.E.

«Mi sento un po’ come il CT della nazionale, chiamato a selezionare le migliori soluzioni, per qualificare la squadra alle competizioni cui è chiamata ad affrontare – afferma Terenzi –. Per l’edilizia, usando sempre la metafora sportiva, i “prossimi mondiali” si traducono nel rispetto dei goal dell’agenda 2030, significa centrare i traguardi fissati al 2050 di neutralità climatica».

Le soluzioni edili citate costituiscono una formazione ideale, in cui al centro c’è l’utente finale: i cittadini, noi tutti, utenti finali, proprietari o condomini residenti, «chiamati a fare scelte consapevoli, possibili solo con la giusta informazione e formazione. Scopo, invece, di noi tecnici è trasferire gli elementi di conoscenza utili a operare scelte mirate».

Nell’anno in cui verrà recepita la Direttiva Case Green (EPBD), che porrà determinati obiettivi all’Italia e agli altri Paesi membri per raggiungere i target posti al 2050, la scelta di predisporre un ambiente performante e salubre, come quello che si potrà visitare a KEY è quanto mai opportuna.

«La direttiva ci aiuta, ponendo obiettivi e raccomandazioni per elevare le prestazioni. Ma non dobbiamo essere sollecitati solo dalla normativa: dobbiamo coglierla come un mezzo, non come il fine che è – e deve essere – la consapevolezza di rendere le nostre case su misura per migliorare la qualità delle nostre vite», sottolinea l’architetto.

Salubrità, ottimizzazione, misurabilità, efficienza

In H.O.M.E., accanto all’importanza primaria della salubrità, si affiancano gli altri elementi essenziali: l’ottimizzazione delle prestazioni e la misurabilità.

«Se si effettuano interventi in grado di migliorare comfort e prestazioni, il valore della misurabilità permette di conoscere esattamente quale miglioramento si sia operato e, in futuro, andare a intervenire per ottimizzare ulteriormente le prestazioni. Poter misurare è altrettanto importante quanto progettare».

Ultima, ma non per importanza, l’efficienza. «Il giusto involucro permette di creare case efficienti, che progettato in maniera condivisa con le soluzioni tecnologiche consentono di migliorarne le condizioni e il comfort, l’efficienza energetica e la qualità della vita. Su tutto, però, ribadisco, ci devono essere scelte di valore e una crescita culturale condivisa di tutta la filiera in grado di creare le giuste condizioni per vivere bene gli spazi», conclude Terenzi.

Consiglia questa notizia ai tuoi amici

Commenta questa notizia



Tema Tecnico

Architettura sostenibile

Le ultime notizie sull’argomento