Transizione energetica, la roadmap IRENA 2026 per uscire dai combustibili fossili: elettrificazione e rinnovabili

Il nuovo rapporto IRENA 2026Transitioning Away from Fossil Fuels” definisce le priorità della transizione energetica globale in vista della COP31. Elettrificazione degli usi finali, potenziamento delle reti elettriche e accelerazione delle rinnovabili sono i tre pilastri di una roadmap che punta a limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. I numeri sono precisi: 35% di quota elettrica sul consumo finale entro il 2035, oltre il 50% entro il 2050, con investimenti cumulati nelle reti fino a 29 trilioni di dollari. Una transizione che non riguarda solo il settore energetico, ma anche edifici, trasporti e industria.

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Transizione energetica, la roadmap IRENA 2026 per uscire dai combustibili fossili: elettrificazione e rinnovabili

La transizione energetica è entrata in una fase nuova: serve continuare a investire nelle rinnovabili e riprogettare l’intero sistema energetico a livello globale. E’ il dato principale che emerge dal Rapporto IRENA 2026 “Transitioning Away from Fossil Fuels: A roadmap powered by renewables, electrification and grid enhancement“, pubblicato in  collaborazione con la Presidenza brasiliana della COP30 a Belém e in vista della Conferenza ministeriale sul clima di Copenaghen.

Il documento aggiorna lo scenario 1,5°C dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili con proiezioni costruite su scala nazionale per le principali economie mondiali, e individua nell’elettrificazione degli usi finali e nel potenziamento delle reti i due assi portanti della transizione.

Transizione energetica secondo lo scenario rivisto di 1,5 °C, 2023-2050
Transizione energetica secondo lo scenario rivisto di 1,5 °C, 2023-2050- Fonte IRENA

Il contesto in cui il rapporto si inserisce è segnato da tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati energetici, tensione lungo le catene di approvvigionamento e una domanda di elettricità in crescita strutturale — trainata da data center, raffreddamento degli ambienti, mobilità elettrica e industria. Nonostante i progressi registrati nella capacità rinnovabile installata, il mondo non è ancora sulla traiettoria necessaria per raggiungere gli obiettivi climatici. L’intensità energetica globale è migliorata di appena l’1% nel biennio 2023-2024, a fronte di un obiettivo annuo del 4% fissato dall’UAE Consensus di COP28. Per recuperare il ritardo accumulato, IRENA stima che occorra un miglioramento annuo di almeno il 5% fino al 2030.

Elettrificazione di edifici, trasporti, industria

Nello scenario 1,5°C rivisto da IRENA, la quota di elettricità sul consumo energetico finale totale (Total Final Energy Consumption) deve salire dall’attuale 23% al 35% entro il 2035, superando il 50% entro il 2050. Questo significa che l’elettricità diventa il principale vettore energetico a livello globale, superando i combustibili fossili che oggi coprono ancora oltre il 60% del consumo finale.

Il ritmo e la distribuzione di questa elettrificazione variano significativamente per settore. Il comparto che registrerà la penetrazione più elevata è quello degli edifici: secondo le proiezioni IRENA, la quota di elettricità nei consumi finali del settore raggiungerà il 55% nel 2035 e oltre il 75% nel 2050. La transizione è guidata dalla sostituzione degli impianti di riscaldamento a gas e gasolio con pompe di calore elettriche, dall’elettrificazione dei sistemi di cottura e del riscaldamento dell’acqua sanitaria, e dalla crescita strutturale della domanda per il raffrescamento degli ambienti e i data center. L’efficienza energetica svolge in questo contesto un ruolo complementare, contenendo la crescita della domanda.

Nell’industria, l’elettrificazione diretta dei processi a bassa e media temperatura porterà la quota elettrica al 35% nel 2035 e oltre il 40% nel 2050. Per i comparti hard-to-abate — cemento, acciaio, chimica pesante — la decarbonizzazione indiretta passa dall’idrogeno verde e dai suoi derivati (ammoniaca, metanolo), che funzionano come vettori dell’elettricità rinnovabile in forme chimicamente stabili. Nel settore dei trasporti, il percorso è quello con la crescita relativa più rapida: dall’1% attuale al 15% nel 2035, fino a oltre il 45% nel 2050, grazie alla diffusione dei veicoli elettrici leggeri e dei bus elettrici.

Questa trasformazione richiede, in parallelo, un’espansione della capacità rinnovabile installata globale da circa 4 TW attuali a 18,4 TW nel 2035 e 38,2 TW nel 2050. Un obiettivo che rende ancora più stringente il rispetto degli impegni dell’UAE Consensus, che già fissava a oltre 11 TW il traguardo da raggiungere entro il 2030.

“L’elettrificazione rappresenta una delle soluzioni più affidabili su un ampio insieme di scenari di transizione energetica — una scelta ‘no-regret’ sul percorso verso la decarbonizzazione e il miglioramento dell’efficienza sistemica”, scrive Francesco La Camera, Direttore Generale di IRENA, nella prefazione al rapporto.

Il ruolo dell’efficienza energetica nella gestione della domanda

Efficienza energetica ed elettrificazione sono considerate variabili interdipendenti, non alternative. Le tecnologie elettriche — pompe di calore, motori elettrici, veicoli a batteria — producono lo stesso servizio energetico con un’efficienza di conversione significativamente superiore rispetto alle tecnologie a combustione, eliminando le perdite di conversione termica. Questo significa che l’elettrificazione, se pianificata correttamente, può ridurre il fabbisogno di energia primaria anche in presenza di una domanda di servizi energetici in crescita.

IRENA stima che l’elettrificazione combinata con l’efficienza energetica possa contribuire per circa un terzo alla riduzione cumulata delle emissioni di CO₂ tra il 2026 e il 2050, evitando circa 110 gigatonnellate di CO₂.

Il rapporto indica obiettivi di miglioramento annuo dell’intensità energetica pari al 3% nel periodo 2026–2035 e al 2,5% nel periodo successivo fino al 2050. Si tratta di traguardi significativamente più ambiziosi rispetto alla performance storica recente, che richiedono interventi normativi decisi: standard minimi di prestazione energetica per edifici e apparecchiature, incentivi per il retrofit del parco immobiliare esistente, obblighi di sostituzione delle tecnologie a combustione nei nuovi impianti.

Reti elettriche: il collo di bottiglia della transizione

Le reti elettriche sono l’abilitatore infrastrutturale della transizione e, oggi, rappresentano il collo di bottiglia più evidente. A livello globale, circa 2.500 GW di progetti — prevalentemente eolico, solare e storage — si trovano in attesa di connessione alla rete, secondo i dati IEA 2026. La capacità installata di rinnovabili cresce più velocemente di quanto le reti riescano ad assorbire, generando curtailment, congestioni e rischi per la stabilità del sistema.

Il problema strutturale è un disallineamento temporale: i tempi di sviluppo degli impianti rinnovabili si misurano in mesi, quelli delle infrastrutture di rete in anni, talvolta in decenni.

IRENA individua due linee di intervento. Nel breve termine, ottimizzare la capacità di rete esistente attraverso tecnologie abilitanti già disponibili: accumulo distribuito, ricarica intelligente dei veicoli elettrici, virtual power plant e sistemi di monitoraggio digitale avanzato. Nel medio-lungo termine, pianificare le infrastrutture di rete in anticipo rispetto alla crescita della domanda, allineando i tempi di sviluppo delle reti con quelli degli impianti rinnovabili e dei piani di elettrificazione settoriale.

Gli investimenti necessari per costruire una rete adeguata a un sistema decarbonizzato non hanno precedenti. L’investimento medio annuo globale nelle reti deve più che raddoppiare rispetto agli attuali 0,5 trilioni di dollari, raggiungendo 1 trilione di dollari/anno nel periodo 2026–2035 e 1,2 trilioni di dollari/anno nel periodo 2036–2050. L’investimento cumulato richiesto tra il 2026 e il 2050 ammonta a 29 trilioni di dollari.

Il ruolo di storage e flessibilità

All’espansione delle reti deve affiancarsi una crescita parallela della capacità di accumulo e della flessibilità di sistema. Lo storage installato globale dovrà passare dai 416 GW del 2025 a 2.530 GW nel 2035 e 6.859 GW nel 2050, includendo batterie, pompaggi idroelettrici e storage di lunga durata (LDES). Il costo dello storage a batterie è già sceso del 93% tra il 2010 e il 2024 — da 2.571 a 192 USD/kWh — rendendo la tecnologia economicamente competitiva in numerosi contesti.

Parallelamente, le esigenze di flessibilità del sistema elettrico cresceranno in modo significativo all’aumentare della penetrazione delle fonti rinnovabili variabili (VRE). La flessibilità giornaliera dovrà salire dall’attuale 7% al 13% nel 2030 e al 30% nel 2050; la flessibilità settimanale dal 2% al 6%.

Indicatore Anni recenti 2035 2050
Quota elettricità sul TFEC 23% 35% >50%
Capacità rinnovabile installata ~4 TW 18,4 TW 38,2 TW
Investimento annuo nelle reti 0,5 tril. USD 1 tril. USD 1,2 tril. USD
Capacità storage installata 416 GW 2.530 GW 6.859 GW
Flessibilità giornaliera 7% 13% 30%
Elettrificazione edifici ~36% 55% >75%
Elettrificazione industria ~27% 35% >40%
Elettrificazione trasporti ~1% 15% >45%
Fonte: IRENA, Transitioning Away from Fossil Fuels, 2026 — scenario 1,5°C rivisto

 

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