Fotovoltaico in estate: produzione reale, autoconsumo e limiti operativi

L’estate è la stagione più produttiva per un impianto fotovoltaico, ma è anche quella in cui emergono alcuni limiti connessi alle alte temperature. Per ottenere il massimo beneficio è fondamentale una corretta progettazione.

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Fotovoltaico in estate: produzione reale, autoconsumo e limiti operativi

Il fotovoltaico è il sistema più diffuso per la produzione di energia rinnovabile, anche in ambito residenziale. La sua capacità di produrre energia, necessaria al funzionamento dell’edificio, varia in base a differenti fattori, come le stagioni, il clima, la superficie dei pannelli, il loro orientamento e così via. In particolare, l’estate viene spesso associata al periodo di massima produzione di un impianto fotovoltaico, grazie a giornate lunghe, sole intenso e molte ore di irraggiamento. Tuttavia, la realtà è più complessa. Infatti, spesso i proprietari di impianti si aspettano una produzione proporzionale alle temperature elevate, ma nei giorni più caldi il rendimento dei pannelli può anche diminuire. Durante la stagione calda, infatti, il funzionamento degli impianti e dell’edificio cambiano molto, a partire dal fatto che si registra, anno dopo anno, un continuo aumento dei consumi domestici. Ecco perché capire come funziona realmente un impianto fotovoltaico in estate permette di massimizzare l’autoconsumo, ridurre le bollette e sfruttare al meglio l’energia prodotta.

Da cosa dipende la produzione del fotovoltaico

La produzione di un impianto fotovoltaico dipende da diversi fattori, di cui uno dei più importanti è sicuramente l’irraggiamento solare. In linea di massima, maggiore è la quantità di luce che raggiunge i pannelli, maggiore dovrebbe essere la loro produzione. Di conseguenza, in base alla posizione geografica ci sono luoghi più esposti al sole che consentono di ottenere rese superiori rispetto ad altre aree meno soleggiate.

Da cosa dipende la produzione del fotovoltaico in estate

Incidono, inoltre, alcune caratteristiche proprie dell’impianto, come l’orientamento e l’inclinazione dei moduli, la qualità e la tipologia dei componenti installati. Ovviamente, eventuali ombreggiamenti causati da alberi, edifici, camini o antenne, così come l’accumulo di polvere, foglie o altri detriti sulla superficie dei moduli, possono diminuire la produzione. Un aspetto spesso sottovalutato, però, è la temperatura. Il fotovoltaico sfrutta la luce, ma non il calore, che invece può ridurre l’efficienza dei pannelli.

Il fotovoltaico d’estate produce di più?

L’estate è generalmente la stagione in cui un impianto fotovoltaico può raggiungere la massima produzione di energia elettrica. Le giornate sono più lunghe, il sole raggiunge un’altezza maggiore sull’orizzonte e la quantità di radiazione solare che colpisce i pannelli è più elevata rispetto agli altri periodi dell’anno. Grazie a queste condizioni favorevoli, tra maggio e agosto un impianto fotovoltaico installato in Italia potrebbe produrre mediamente tra il 40% e il 50% dell’energia generata nell’intero anno. È importante ricordare, però, che si tratta di valori indicativi, che variano in base all’area geografica e alla natura dell’impianto, ma anche dall’impatto che il calore eccessivo può avere sull’efficienza dei pannelli. Per questi motivi, pur essendo il periodo più produttivo dell’anno, l’estate non garantisce sempre le stesse prestazioni.

Perché il caldo riduce il rendimento dei pannelli

Come anticipato, il caldo non è un alleato dei pannelli fotovoltaici la temperatura influenza il rendimento dell’impianto. Le prestazioni dichiarate dai produttori vengono misurate in condizioni standard di prova, che prevedono una temperatura pari a 25 °C e quando questo valore viene superato, il rendimento dei pannelli può progressivamente diminuire.

Perché il caldo riduce il rendimento dei pannelli

Nelle giornate estive più calde la temperatura dell’aria può superare in molte zone di Italia i 30-35 °C e la superficie dei moduli può raggiungere anche i 60-70 °C. In queste condizioni la produzione elettrica può risultare inferiore anche del 10-20% rispetto a quella teoricamente ottenibile alla temperatura nominale. Si tratta di un fenomeno del tutto normale e previsto in fase di progettazione, che non indica un malfunzionamento dell’impianto. Si tratta, oltretutto, di un parametro riportato anche nella scheda del pannello fotovoltaico, espresso come una perdita in percentuale per grado Celsius. Un altro aspetto da considerare, infine, è il ruolo dell’inverter, fondamentale per il funzionamento dell’impianto e per sfruttare l’energia prodotta in casa. Durante l’estate, quando la temperatura sale, questo dispositivo può surriscaldarsi, soprattutto nel caso in cui sia posizionato in ambienti non ventilati o troppo caldi. È un’apparecchiatura elettronica e se si superano dei limiti imposti per la sicurezza, può bloccarsi.

Come gestire i limiti dei pannelli e favorire l’autoconsumo in estate

Sebbene le alte temperature possano influire negativamente sul rendimento dei pannelli fotovoltaici, la chiave è la corretta progettazione. Vi sono diverse soluzioni e strategie di utilizzo per sfruttare al meglio l’energia prodotta durante i mesi estivi. Un aspetto fondamentale, inoltre, è la ventilazione dei moduli, in quanto favorire il passaggio dell’aria sotto i pannelli permette di dissipare il calore accumulato e mantenere una temperatura di esercizio più contenuta.

Come gestire i limiti dei pannelli e favorire l’autoconsumo in estate

Oltre agli aspetti legati all’installazione, è importante gestire in modo intelligente l’energia prodotta, proprio come viene fatto nelle altre stagioni, assicura una crescita dell’autoconsumo. Far coincidere i consumi con i momenti di maggior produzione, ad esempio, consente di aumentare la quota di energia utilizzata direttamente all’interno dell’abitazione senza ricorrere alla rete elettrica. O ancora, l’installazione di un sistema di accumulo può rappresentare un’ulteriore soluzione per conservare l’energia prodotta di giorno e utilizzarla quando i pannelli non sono più in funzione, aumentando l’indipendenza energetica e il risparmio in bolletta.

L’autoconsumo in estate

L’autoconsumo rappresenta l’energia prodotta e utilizzata immediatamente all’interno dell’abitazione. Maggiore è l’autoconsumo, maggiore è il risparmio economico. Durante l’estate aumentano spesso i consumi diurni grazie al funzionamento di climatizzatori e condizionatori, pompe di calore usate anche per l’acqua calda, sistemi di irrigazione, pompe per le piscine.

Questo favorisce un migliore sfruttamento dell’energia prodotta, soprattutto per quanto riguarda il raffrescamento estivo, che al contrario dell’inverno concentra il fabbisogno proprio di giorno, quando i pannelli producono di più. Chi possiede un’auto elettrica può sfruttare la produzione diurna riducendo drasticamente il costo della ricarica.

FAQ fotovoltaico in estate

Un impianto fotovoltaico produce anche con cielo nuvoloso?

Il fotovoltaico, anche in caso di cielo coperto, continua a produrre energia, ma con una resa ridotta rispetto alle giornate soleggiate. Le celle sfruttano la luce e, per quanto la radiazione solare diretta in un giorno limpido sia maggiore, sono in grado di produrre energia tutto l’anno.

Quanto incide la temperatura sulla produzione del fotovoltaico?

Le alte temperature possono ridurre l’efficienza dei moduli in modo proporzionale ai gradi che salgono. Si tratta, generalmente, di dati che il produttore fornisce nella scheda tecnica e che devono essere presi in considerazione in fase di progettazione, per evitare errori di dimensionamento o ridurre i benefici connessi all’autoconsumo.

Serve pulire i pannelli in estate?

La pulizia dei pannelli fotovoltaici è importante in qualsiasi stagione, in quanto il deposito di polvere e sporcizia può compromettere la produzione. In estate, soprattutto in zone polverose o con pollini e in assenza di precipitazioni, lo sporco può essere ancor più impattante.

Un impianto fotovoltaico si spegne quando è troppo caldo?

In condizioni normali, per quanto possa fare caldo durante l’estate in alcune regioni italiane, il fotovoltaico non si ferma quando la temperatura si alza. I pannelli continuano a funzionare, ma può ridurre automaticamente la potenza per protezione termica.

L’accumulo è utile anche d’estate?

Abbinare un sistema di accumulo a un impianto fotovoltaico permette di immagazzinare l’energia in eccesso di giorno e usarla la sera o nei momenti di minore produzione. Ciò assicura un maggior autoconsumo, riducendo la quantità di energia acquistata dalla rete.

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