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Il mercato del solare fotovoltaico ha registrato nel 2014 un aumento del volume delle installazioni globali superiori del 21% rispetto al 2013, con l’Asia ed il Nord America a trainare l’intero settore. Come è possibile osservare dal grafico, la crescita della potenza installata ha raggiunto un valore di circa 45 GW in tutto il mondo e questo è stato possibile grazie al consolidamento del mercato statunitense, in linea con i valori del 2013, e la continua crescita di quello asiatico. I principali paesi installatori nel 2014 sono stati la Cina, leader di mercato con oltre 12,9 GW di potenza nel solo 2014, seguita dal Giappone con quasi 7 GW e dagli Stati Uniti con 4,5 GW. La Top Five dei paesi installatori viene completata dalla Germania con circa 3,3 GW e dall’India con 2,7 GW installati. Quello che emerge rispetto agli scorsi anni è il passaggio dell’Europa da continente leader, guidata dalla Germania e dall’Italia in primis, ad un ruolo di secondo piano dove, nel 2014, le installazioni sono pesate poco più del 20% del volume complessivo (significativamente inferiore rispetto al 40% registrato nel 2013). La causa di questa contrazione è legata al raggiungimento della maturità del mercato europeo e la riduzione delle tariffe incentivanti in molti paesi, portando alla drastica riduzione delle installazioni in paesi come, ad esempio, la Francia (passata da 1 GW nel 2013 a circa 600 MW nel 2014) e la Spagna (con poche decine di MW nell’ultimo anno). Uno dei mercati europei in grado di crescere significativamente nel 2014 è stato quello della Gran Bretagna, segnando un incremento delle installazioni del 15% rispetto all’anno precedente. Mentre nel breve periodo i paesi target saranno Stati Uniti, Cina, India e Giappone (che da soli hanno pesato per il 60% circa del mercato), secondo gli operatori a medio termine giocheranno un ruolo di prim’ordine i paesi in via di sviluppo come la Turchia, il Brasile, il Sud Africa e il Cile. Su quest’ultimo c’è una grande aspettativa perché il fotovoltaico ha già raggiunto la gridparity e ci si attende già quest’anno, il superamentodi 1 GW di potenza installata. Per quanto riguarda l’Italia, il mercato ha vissuto una battuta d’arresto delle nuove installazioni, passando da oltre 1 GW nel 2013 a circa 385 MW nel 2014[1], ben al di sotto delle stime di inizio 2014. Questa contrazione del mercato è dovuta principalmente a tre cause: in primo luogo, è stato il primo anno in cui non è stato possibile accedere al Conto Energia per l’incentivazione di nuovi impianti; in secondo luogo, la definizione dello Spalma Incentivi, con la conseguente revisione della tariffa e della durata dell’incentivo, ha generato una percezione di instabilità normativa che ha scoraggiato gli investimenti nel settore; infine la delibera sui SEU, arrivata solo ad agosto 2014 e di fatto ha congelato fino a quel momento la possibilità di implementare queste soluzioni. Analizzando la ripartizione della potenza installata in Italia, è possibile osservare come la fascia fino ai 20 kW ha coperto il 59% circa del mercato (valore inferiore solo al 66% registrato nel 2006) mentre gli impianti compresi tra i 20 ed i 200 kW hanno assorbito il 25% delle installazioni complessive. La restante quota invece può essere suddivisa tra gli impianti fino a 1 MW (pari al 12%) e gli impianti superiori al MW (per il 4%). Questa forte spinta del settore residenziale è stata dovuta alla possibilità di accesso alla detrazione fiscale al 50%, soluzione utilizzata praticamente dalla totalità degli impianti fino ai 20 kW. Per i grandi impianti invece, a causa dell’impossibilità di accedere al C.E., si è potuto assistere ad un crollo delle installazioni complessive passando in un solo anno dai circa 200 MW del 2013 ai circa 15 nel 2014. Per quanto riguarda il 2015, il mercato potrà contare principalmente su tre fattori: La solidità del settore residenziale, dal quale è lecito attendersi un mantenimento dei circa 200 MW installati nel 2014 grazie alla conferma della detrazione IRPEF al 50% per tutto il 2015; Lo sviluppo dei SEU: grazie alle delibere 426/2014/R/eel, riguardante la definizione finale degli stessi, e la 609/2014/R/eel, volta a stabilire le regole sull’applicazione dei corrispettivi a copertura degli oneri generali di sistema sull’energia consumata, è ora possibile investire in queste soluzioni con regole definite, consentendo così alle imprese di studiare correttamente i business plan per la realizzazione degli stessi; La definizione dei sistemi di storage: grazie alla delibera 574/2014/R/eel vengono chiarite le modalità di integrazione dei sistemi di accumulo dell’energia con gli impianti di generazione e viene definita la possibilità di accesso alla detrazione fiscale al 50% per tutto il 2015 per questi sistemi. Grazie a questi tre fattori, è possibile attendersi per il 2015 un volume di installazioni compreso tra i 400 ed i 500 MW, dove il segmento residenziale rappresenterà circa il 50% della potenza complessivamente installata, mentre la restante parte interesserà principalmente gli impianti con taglia inferiore ad 1 MW grazie al consolidamento dei SEU. Per lo storage, ci si attende una crescita del mercato a partire dalla seconda metà del 2015 grazie alla continua contrazione dei prezzi delle batterie che renderanno sempre più interessanti questi dispositivi. Il settore dove c’è grande attesa in Italia per il 2015 è quello del revamping. Grazie al considerevole parco installato nel nostro paese, sta diventando sempre più critico poter intervenire sugli impianti fotovoltaici esistenti per mantenere elevate le performance operative e, conseguentemente, quelle economico-finanziarie. Gli interventi che possono essere implementati sono principalmente di due tipologie: correttivi, per risolvere criticità legate ad errori di progettazione, di costruzione o malfunzionamenti dei componenti dell’impianto; migliorativi, per allineare le performance effettive con quelle teoricamente ottenibili dal sistema. Gli interventi migliorativi maggiormente implementati riguardano: l’introduzione dei sistemi di raffreddamento, così da evitare l’innalzamento delle temperature d’esercizio dei moduli; l’utilizzo di sistemi di ottimizzazione per eliminare le perdite di mismatch; lo sviluppo dei sistemi di monitoraggio e controllo per il miglioramento complessivo dell’impianto. Gli interventi correttivi sono costituiti principalmente dalla sostituzione di inverter, cavi, quadri di campo e sistemi di isolamento con l’obbiettivo di aumentare l’efficienza dei componenti ausiliari dell’impianto e limitarne il deterioramento nel tempo, con miglioramenti prestazionali dal 5 al 10%. Ad oggi, i benefici ottenibili da entrambe le tipologie di interventi sono nell’ordine del 5 – 20% e gli interventi di revamping maggiormente sviluppati sono di natura correttiva e sono la sostituzione o l’aggiornamento dell’inverter, dovuto anche ad adeguamenti normativi, e la sostituzione della componentistica elettronica, così da ridurre l’incidenza sulle prestazioni dei componenti del sistema. ________________________________________ [1] Valore della potenza allacciata alla rete stimata dal sistema Gaudì Terna Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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