L’energia solare aiuta la rete elettrica europea a resistere alle ondate di calore. La sfida è la flessibilità serale 08/09/2026
Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
Le linee guida della Commissione Europea in prospettiva dell’Unione Energetica mettono al centro il graduale allontanamento dei Paesi Membri da un’economia basata sulle fonti fossili ponendo al centro la generazione distribuita di energia elettrica da fonti rinnovabili ed un ruolo attivo dei consumatori finali. Nel dettaglio le linee guida comunitarie prevedono che i cittadini dovrebbero: essere al centro della transizione energetica; avvantaggiarsi delle nuove tecnologie per pagare di meno; partecipare attivamente al mercato elettrico. E quindi che: sia garantita la tutela dei consumatori vulnerabili; i consumatori debbano poter gestire non solo l’offerta ma anche la domanda in un’ottica di “demand response”. Ciò implica che tutte le direttive comunitarie e normative nazionali in materia dovrebbero: Informare di più i consumatori di energia perché attraverso comportamenti più efficienti riducano i loro costi energetici; Promuovere sistemi tariffari che indirizzino la domanda di energia ai momenti in cui c’è più offerta di energia; Permettere che i consumatori possano avvantaggiarsi delle nuove tecnologie intelligenti controllando il proprio consumo e autoproducendo energia e integrandosi in reti intelligenti; Promuovere sistemi che permettano la riqualificazione energetica degli edifici esistenti; Garantire un quadro normativo stabile che permetta ai consumatori e agli investitori di fare i necessari investimenti. Nella realtà dei fatti, però, in Italia la politica energetica nazionale sta andando in direzione diametralmente opposta. Infatti, la possibilità per i consumatori e per i produttori di energia da fonte rinnovabile di rendere servizi alle reti ancora non è garantita benché sia pendente da ormai 4 anni un procedimento in tale senso e da ultimo anche il D. Lgs. 102/2014 abbia richiesto l’adozione di tale regolamentazione. Inoltre, gli incentivi per la trasformazione del patrimonio edilizio in edifici a energia quasi zero sono previsti solo per le pubbliche amministrazioni e non per gli edifici privati. Infine, le recenti riforme tariffarie e in particolare quella per gli utenti elettrici domestici – Deliberazione 582/2015 dell’AEEGSI – premiano il prelievo di energia di rete anziché riconoscere vantaggi economici ai virtuosi che adottano soluzioni di efficienza energetica e autoconsumo. La riforma delle tariffe elettriche dell’Autorità si spinge molto oltre l’applicazione delle leggi nazionali e comunitarie, definendo scelte politiche non proprie di un organismo regolatorio. Più consumi meno paghi: a parità di valore di mercato dell’energia elettrica aumenta il costo complessivo della bolletta elettrica per tutte le famiglie fino a 4 componenti e in maniera molto significativa per i nuclei monofamiliari. Oneri uguali per tutti in qualunque momento: si riduce sostanzialmente il potere del consumatore di incidere sui propri costi energetici, in quanto incrementa le componenti fisse della tariffa che rimangono uguali qualunque sia il comportamento del consumatore e non si prevede alcun meccanismo di graduazione tariffaria per gli oneri a seconda dei momenti di consumo. Paghi anche se non prelievi energia dalla rete: si riduce la convenienza dell’autoproduzione e dell’efficienza energetica in quanto limita la parte della bolletta che è pagata a consumo di energia prelevata dalla rete e aumenta la parte che è pagata comunque anche se non si preleva energia dalla rete. In sostanza la proposta dell’Autorità: danneggia le fasce meno abbienti perché applica gli aumenti a chi cerca di spendere meno riducendo i consumi; pretende di passare da una struttura progressiva a una struttura fissa per gli oneri di rete e quindi da un opposto all’altro; penalizza i cittadini che avevano investito in efficienza ed autoconsumo; pretende di dare risorse ai distributori in modo indistinto a prescindere dal fatto che siano attuati idonei interventi per garantire il corretto funzionamento della rete parametrando i costi all’impegno di potenza, sottende invece costosi e antistorici investimenti di nuova infrastrutturazione per risolvere le congestioni, che sarebbero contrari alla normativa comunitaria e inutili. In tutto questo quadro rimane una domanda ancora senza risposta: chi si prenderà la responsabilità politica degli eventuali sprechi dei concessionari che sono organismi al di fuori di meccanismi di concorrenza? Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
10/09/2026 Saturazione virtuale della rete, il decreto MASE cambia le regole delle connessioni FER A cura di: Stefania Manfrin Firmato il DM MASE sulla saturazione virtuale della rete: microzone, Open season e capacità di connessione ...
10/08/2026 Fotovoltaico in area vincolata: la Soprintendenza non può negare l’autorizzazione solo per la visibilità dei pannelli A cura di: Adele di Carlo Una nuova sentenza conferma il favor verso l'installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti, anche nei contesti ...
04/08/2026 Certificati Bianchi, il Consiglio di Stato annulla il regolamento del GSE sulle violazioni A cura di: Adele di Carlo Con la sentenza n. 5158 del 2026 il Consiglio di Stato ha dichiarato nullo il regolamento ...
03/08/2026 RED III in vigore, la posizione di Assotermica sugli obblighi FER per una transizione sostenibile Con il D.Lgs. 5/2026 (RED III) si estendono gli obblighi di integrazione delle rinnovabili negli edifici. ...
31/07/2026 Certificati Bianchi, online la nuova Guida Operativa 2026 del GSE A cura di: Erika Bonelli MASE e GSE pubblicano la nuova Guida dei Certificati Bianchi 2026: semplificazioni, economia circolare e data ...
24/07/2026 Rinnovabili, la Consulta boccia il blocco delle autorizzazioni nelle aree non idonee della Sardegna A cura di: Erika Bonelli La Consulta boccia la moratoria sarda sulle autorizzazioni FER nelle aree non idonee. Cosa cambia per ...
23/07/2026 Impianti FER in attività libera: il Modello Unico Parte III da trasmettere al SUER A cura di: Stefania Manfrin Il DM MASE 223/2026 introduce il Modello Unico Parte III per gli impianti FER in attività ...
17/07/2026 FERX Transitorio, nuovo aggiornamento delle Regole operative: cosa cambia per le garanzie A cura di: Erika Bonelli Il decreto direttoriale MASE n. 68 del 10 luglio 2026 aggiorna le Regole operative del FERX ...
16/07/2026 Direttiva EPBD, la Commissione mette sotto infrazione tutti i 27 Stati membri A cura di: Erika Bonelli La Commissione UE apre la procedura d'infrazione contro i 27 Stati per il mancato recepimento della ...
04/06/2026 PNRR, nono pagamento: la Commissione europea eroga 12,8 miliardi all'Italia La Commissione europea eroga il nono pagamento RRF: 12,8 miliardi per energia, edilizia e transizione. L'Italia ...