Ridurre lo smog grazie alle piante mangia polveri

Uno studio Coldiretti mostra quali sono le specie di piante mangia polveri e smog, incluse quelle da appartamento, e ribadisce l’importanza di valorizzare il verde per tutelare salute e ambiente

Ridurre lo smog grazie alle piante mangia polveri

Molte città italiane stanno vivendo una vera e propria emergenza smog. I dati relativi all’ultimo inverno, e in particolare a gennaio 2024, dicono che in Pianura Padana sono stati superati in più occasioni i valori critici di concentrazioni di particolato fine e grossolano in aria.

Dalla natura, ancora una volta, può arrivare un aiuto: lo afferma uno studio condotto dalla Coldiretti e presentato in occasione della fiera Myplant&Garden di Milano. Secondo l’analisi, una pianta adulta è in grado di assorbire dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili dall’aria. I benefici si amplificano con un ettaro di piante, in grado di aspirare ben 20mila chili di anidride carbonica (CO2) all’anno.

Quali sono le piante mangia polveri e smog

Coldiretti, in collaborazione con Assofloro, ha elencato le specie di piante più adatte a catturare smog e gas a effetto serra.

Quali sono le piante mangia polveri e smog

Essenze con il leccio, la fotinia, il pittosforo, il lauro o l’eleagno aiuta dunque a rendere le strade più vivibili. Anche l’acero riccio ha un ruolo importante: dodici piante assorbirebbero l’equivalente della CO2 emessa da un’auto di media cilindrata che percorre 10 mila km/anno.

Tra le piante anti smog ci sono anche la betulla, il cerro, il ginkgo biloba, il tiglio, il bagolaro, l’olmo campestre, il frassino comune e l’ontano nero.

Quali sono le piante anti smog da appartamento

Se messe in casa, le piante possono anche contribuire a migliorare la qualità dell’aria indoor. L’inquinamento negli ambienti chiusi non va sottovalutato, tanto che è descritto con il nome di “Sindrome dell’edificio malato” e può portare a mal di testa e problemi respiratori.

Secondo lo studio, le piante potrebbero abbassare del 20% l’anidride carbonica in case, scuole, uffici e ospedali e del 15% le polveri sottili PM 2,5. Tra le specie consigliate ci sono: la Sansevieria, la Yucca, la Camadorrea, la Schefflera, il Pothos, la Diffenbacchia, lo Spatifillo e l’Anturium.

Favorire la diffusione del verde nelle case e nelle città

Il verde pubblico e privato, nelle città e nelle case, deve essere quindi ripensato e favorito. A oggi in Italia ogni persona dispone di 32,5 metri quadrati di verde urbano, secondo le stime effettuate da Coldiretti su dati Istat. E le metrature calano nelle grandi città. A Milano si contano 18,5 metri quadrati pro capite, a Roma 16,9, a Napoli 13,5, solo 9,4 a Bari e 12 metri quadrati a Palermo.

Favorire la diffusione del verde nelle case e nelle città

Le aree verdi sono importanti anche per mitigare l’effetto isola di calore: un parco di grandi dimensioni può abbassare la temperatura da 1 a 3 gradi. Questo è possibile grazie all’ombreggiatura e anche per merito della traspirazione e della fotosintesi del fogliame. In media, un’area verde urbana di 1500 metri quadrati raffredda la temperatura circostante di 1,5 gradi e gli effetti sono percepiti a decine di metri di distanza.

Occorre però valorizzare il verde in tutte le sue forme. Un sostegno ai cittadini arriva dal Bonus Verde, una misura che permette di detrarre ai fini Irpef il 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree private e condominiali. Nella misura, in scadenza il prossimo 31 dicembre 2024, rientrano i lavori effettuati anche in pertinenze o recinzioni (giardini, terrazze), quelli per realizzare impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

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