Canapa in edilizia: c’è bisogno di una rete perché cresca in Europa

Il Green Deal europeo potrebbe aiutare la crescita della canapa tra i materiali edili naturali. L’Associazione dei produttori e trasformatori europei ci crede e lavora su proposte ad hoc.

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Canapa in edilizia, sviluppi in Europa

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Si sta assistendo da diversi anni a una forte crescita della canapa in agricoltura, ma ci potrebbero essere buone notizie anche per il suo impiego in edilizia.

Nel primo settore i dati parlano chiaro: l’incremento annuo delle superfici è stato di +3,3%, in linea con un trend di crescita inarrestabile dagli anni Novanta: se si confrontano i dati attuali con quelli del 1993, per esempio, si registra un +600% ed è un trend che è accelerato a partire dal 2012.

Francesco Mirizzi, Senior Policy Advisor EIHASono alcuni dei dati contenuti in una survey della EIHA – European Industrial Hemp Association, di cui è entrato da poco a far parte Francesco Mirizzi in qualità di Senior Policy Advisor.

Si tratta di un ingresso importante per rafforzare il ruolo della canapa in edilizia. Mirizzi, infatti, promuoverà proprio l’azione di lobbying per le sottocategorie della canapa di cui fa parte l’ambito delle costruzioni in Europa.

Emergenza coronavirus a parte, il momento nell’Unione Europea è quanto mai interessante per spingere sulla bioedilizia, su una concezione di costruzioni e ristrutturazioni che facciano attenzione sì all’efficienza energetica, ma anche alla sostenibilità.

Bioedilizia e green building: le decisioni dell’UE e i positivi risvolti per la canapa

Il 10 marzo scorso, la Commissione Europea ha pubblicato il suo nuovo pacchetto di strategia industriale che mira ad “aiutare l’industria europea a guidare la doppia transizione verso la neutralità climatica e la leadership digitale”.

La Strategia includerà misure specifiche per accompagnare la transizione verde dell’industria. Sosterrà tecnologie innovative e proporrà una strategia dedicata per un ambiente edificato sostenibile (Strategy for a sustainable built environment).

A fine gennaio, nell’ambito del Green Deal europeo, la Commissione ha annunciato l’intenzione di lanciare un’iniziativa denominata Renovation wave, una “ondata di rinnovamento” nel settore dell’edilizia.

Secondo il programma di lavoro, questa iniziativa dovrebbe essere adottata nel terzo trimestre del 2020.

Attualmente, solo l’1% circa degli edifici nell’UE viene ristrutturato ogni anno. È necessario un tasso di ristrutturazione più rapido per migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas serra.

Garantire che questa ondata di rinnovamento raggiunga tutti gli Stati membri dell’UE è un fattore chiave della transizione energetica e potrebbe contribuire a dimezzare la domanda di energia dell’UE entro il 2050.

Tuttavia, un recente rapporto del Regulatory Assistance Project mostra che i progressi in materia di efficienza energetica sono rallentati, in particolare nel settore dell’edilizia. Di conseguenza, sono necessarie politiche ambiziose nel campo dell’efficienza del tessuto edilizio e del riscaldamento degli ambienti.

«Qui a Bruxelles percepiamo che ci sono le condizioni ideali per accelerare, proiettati sul futuro – spiega Mirizzi – In questo senso noi stiamo lavorando per proposte che incentivino lo sviluppo della produzione della canapa e di tutta la sua filiera a valle. Da un punto di vista agricolo crediamo possa fornire una serie di benefici: pensiamo al suo potere di fitorisanamento, in grado di ripulire i terreni dai metalli pesanti, ma anche il suo contributo nella ristrutturazione sostenibile».

Canapa in edilizia, ma non solo: si lavora a un network europeo

Mirizzi parla dopo essersi fatto un’esperienza sul campo. Nel senso letterale del termine: prima di entrare in EIHA ha svolto la sua attività in Copa-Cogeca, ovvero l’unione delle due grandi organizzazioni agricole e il gruppo di interesse più forte per gli agricoltori europei.

Il suo ruolo nell’Associazione europea della hemp industry è di rafforzare l’azione di lobbying per le sottocategorie della canapa che si occupano delle costruzioni, oltre che del tessile.

Network europeo filiera canapa in edilizia

Il suo intento principale sarà cominciare a costruire in maniera più articolata un network virtuoso della filiera canapa. «Una delle idee sulle quali stiamo lavorando al manifesto dell’EIHA è stabilire obiettivi di green public procurement ambiziosi sui materiali da costruzione, in cui la canapa entra in pieno nei criteri per i capitolati pubblici – sottolinea il Senior Policy Advisor – Ma prima di tutto occorre promuovere la canapa come materiale, partendo da un lavoro mirato a rendere consapevole il legislatore (in primis i membri della Commissione e del Parlamento UE) sulle proprietà della canapa e le sue potenzialità green per l’ambiente e per l’edilizia».

Canapa in Europa: la crescita agricola, i progetti avviati e la necessità di formazione

In Europa sono oltre 48mila gli ettari di terreno coltivati a Canapa, in crescita significativa. La Francia detiene il primato con 17.900 ettari, seguita a distanza dall’Italia (4mila ettari), Paesi Bassi (3833,4), Estonia (3538), Romania (3400) e Germania (3114).

Proprio il Paese francese mostra la sua vocazione a promuovere l’uso della canapa nelle costruzioni: a marzo sotto l’impulso di alcuni proprietari terrieri, gli eco-materiali sono stati gradualmente coinvolti in nuove costruzioni.

L’esempio è l’operazione di edilizia popolare a Boulogne-Billancourt, dove si sta testando per la prima volta in Francia e in Europa l’uso del calcestruzzo di canapa in un edificio di oltre 25 metri di altezza.

Non solo: i professionisti francesi hanno avanzato la proposta per costruire il villaggio olimpico del 2024 adottando la canapa, motivando la scelta con argomentazioni economiche ed ecologiche. «In ogni Paese ci sono peculiarità in termini di coltivazione e di trasformazione», spiega ancora Mirizzi, sottolineando che ora per promuovere ulteriormente la coltivazione e l’impiego industriale della canapa ci sia bisogno di concretezza, ma anche necessità di formazione: «come Associazione pensiamo di lavorare anche a sfruttare l’opportunità dei fondi Erasmus+ dedicati anche alla formazione professionale. Anche in termini di ricerca e sviluppo, la mia ambizione personale è puntare a creare le condizioni per un progetto di ricerca Horizon, un progetto di formazione e uno di promozione per i differenti sotto settori della canapa, di cui rientra anche quello delle costruzioni. «La canapa è da considerare nel suo potenziale molteplice in termini di applicazioni, altrimenti non è economicamente sostenibile. Per questo puntiamo a uno sviluppo del settore in tutte le sue applicazioni».

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