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Immagine generata con IA Indice degli argomenti Toggle Una CER nata grazie al supporto di un progetto europeoL’idea alla base progetto livorneseLa struttura della comunità energetica di area vastaCER: entità solidale e realtà del mercato energetico localeUn’alleata dei piccoli ComuniFAQ Comunità energetica di area vasta Cos’è una comunità energetica di area vasta?Quali altre realtà si possono elencare in Italia?Quante CER sono sorte in Italia? Il percorso di crescita delle comunità energetiche non si dovrà fermare a causa della rimodulazione dei fondi PNRR decisa di recente. Se già oggi le CER hanno un ruolo importante di fornitrici di servizi, nel prossimo futuro saranno chiamate a governare anche altri flussi finanziari come, ad esempio, i ricavi da trading della commodity oppure i ricavi legati ai servizi ancillari della mobilità e della flessibilità di rete. Anche i piccoli e piccolissimi Comuni possono cogliere questa opportunità fin d’ora, mediante l’avvio di una comunità energetica di area vasta. Un esempio lo fornisce la CER SAVE (Solidale Area Vasta Etrusca), che si presenta come prima esperienza di comunità energetica solidale in Italia a trazione pubblica. Una CER nata grazie al supporto di un progetto europeo CER SAVE è nata grazie anche al supporto del progetto europeo Promoter-Interreg Europe, coordinato dalla Provincia di Livorno e che conta dieci partner europei. Della comunità energetica sono soci fondatori i Comuni livornesi di Castagneto Carducci, Castellina Marittima, Cecina, Marciana, Piombino, Riparbella, Rosignano Marittimo e San Vincenzo. Abilitatrice e aggregatrice è la startup innovativa Energy4Com, il cui presidente Gian Luca Rosetti racconta la genesi dell’iniziativa: «nel corso di alcuni incontri dedicati, abbiamo presentato il modello di comunità energetica di area vasta ossia un concetto di comunità energetica capace di coinvolgere più enti che abbiano in comune un elemento di riconoscimento territoriale identitario, nel quale gli stessi cittadini, le imprese e le amministrazioni pubbliche ritrovano l’idea di comunità». L’idea alla base progetto livornese Energy4Com ha tratto esperienza sin dal primo progetto del 2020, di Magliano Alpi da cui è nata la prima comunità energetica in Italia. «Ci siamo resi conto che, alla luce della regolamentazione europea su quello che le CER avrebbero potuto fare, era necessario costituire un soggetto giuridico forte, più strutturato rispetto a una forma associativa e con caratteristiche organizzative di gestione delle risorse energetiche con un minimo di massa critica, un determinato valore energetico in grado di permettere alla comunità energetica di avere una struttura organizzativa e la possibilità di fornire servizi ai propri soci. La regolamentazione europea permette alle comunità energetiche di lavorare su tutta la filiera nel campo della produzione, trading, dispacciamento, vendita dell’energia». La forma della società cooperativa è stata scelta per cogliere questi benefici e permettere ai Comuni di poter aderire e di organizzare al meglio tutte le attività specifiche. Organizzazione centralizzata, progettazione peculiare: la struttura della comunità energetica di area vasta Avviare una comunità energetica di area vasta garantisce diversi vantaggi, tra questi la distribuzione dei costi di gestione in maniera più agile: «contare su una struttura centralizzata che ha una massa critica composta da varie iniziative sul territorio rappresentate dalle cabine private permette di distribuire costi in maniera meno impattante su ogni singola iniziativa e avere anche una capacità di pianificazione delle strategie di comunicazione, di coinvolgimento – spiega Rosetti –. Un elemento su cui abbiamo puntato è il mantenimento di una pianificazione energetica specifica per ogni singola cabina, in quanto ognuna ha caratteristiche peculiari. CER SAVE si configura, quindi, come una forma ibrida che mette insieme una capacità di organizzativa centrale e una capacità distribuita di pianificazione a livello territoriale». La startup ha valutato gli asset utili per avviare la comunità energetica di area vasta. Il principale è il gruppo di impianti fotovoltaici che ha realizzato, ma non ancora allacciato, il Comune di Cecina (500kWp complessivi), che ha atteso la costituzione della CER per metterli a disposizione. Oltre a questo, CER SAVE potrà contare su ulteriori 500 kWp progettati e 1 MWp pianificato. CER: entità solidale e realtà del mercato energetico locale CER SAVE, come detto all’inizio, si connota come prima esperienza di comunità energetica solidale in Italia a trazione pubblica. L’elemento solidale si caratterizza nella volontà di fornire un segnale forte nell’affrontare problemi di povertà energetica e di aree disagiate. «Tra le iniziative pensate, c’è anche la volontà di creare un fondo di rotazione all’interno della comunità in cui le risorse in parte verranno rese disponibili ai soci più bisognosi». Accanto a questo, verranno attivati anche servizi ancillari, in un futuro rapporto di collaborazione con Interporto toscano Amerigo Vespucci. L’intento è di sviluppare una comunità energetica di area vasta che sia in grado di porsi come un soggetto attivo nel futuro mercato energetico. «Gli incentivi sottesi all’avvio di una CER possono essere uno stimolo per farla partire, ma poi le stesse comunità energetiche rinnovabili devono vivere come soggetti autonomi, indipendenti, in grado di stare sul mercato, fornendo servizi agli utenti, ai soci, ai cittadini. Si tratta di servizi di flessibilità, legati al trading, al peer-to-peer, ossia alla possibilità di fare vera e propria compravendita energetica tra soci. Questa è la nostra idea di comunità energetica: un soggetto essenziale per creare un mercato locale dell’energia». Un’alleata dei piccoli Comuni La comunità energetica di area vasta può rappresentare uno strumento utile per avviare una CER specie per i piccoli e i piccolissimi Comuni. In Italia, circa il 70% dei Comuni ha meno di 5mila abitanti, ma oltre il 25% ne conta meno di mille. «Oggi, un piccolo Comune non è nelle condizioni di gestire una comunità energetica, soprattutto in funzione di quello che diverranno le CER da qui ai prossimi anni, ovvero realtà attive nel mercato energetico. Come Energy4Com spieghiamo e aiutiamo i Comuni a consorziarsi con altre piccole realtà analoghe sul territorio, in modo da attivare un progetto credibile e duraturo», conclude Rosetti. FAQ Comunità energetica di area vasta Cos’è una comunità energetica di area vasta? E’ una versione estesa di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER), che permette ai membri (cittadini, imprese, enti) di associarsi e condividere energia rinnovabile prodotta localmente, superando il vincolo di essere tutti collegati alla stessa cabina primaria, purché rientrino nella stessa zona di mercato energetico, offrendo così benefici ambientali, economici e sociali più ampi su un territorio più vasto. Quali altre realtà si possono elencare in Italia? Nel nostro Paese sono già sorte alcune comunità energetiche di area vasta, a partire da quella voluta dalle unioni montane Valle Maira e Valle Grana, che hanno dato vita alla prima CER di area vasta, interamente pubblica, d’Italia alla Comunità Energetica Rinnovabile Dolomiti, alla realtà che sul territorio antistante il lago di Garda vede raggruppati 43 Comuni. Quante CER sono sorte in Italia? Secondo i dati pubblicati sul portale Monitoraggio Pniec, al 30 novembre 2025 risultano complessivamente 2597 CACER, così suddivise. 1660 comunità energetiche rinnovabili in esercizio, 422 configurazioni di autoconsumo e 461 di autoconsumo diffuso, oltre a 54 ulteriori configurazioni, che contano 24.056 clienti associati. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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