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Indice degli argomenti Toggle Cosa significa un materiale per l’edilizia certificatoIn aggiunta, la “Product Environmental Footprint”Perché scegliere materiali sostenibili Costruire un edificio con materiali certificati per la sostenibilità significa fare una scelta responsabile e con effetti importanti sulla salute e sul benessere delle persone, oltre che sull’ambiente. Non è più possibile temporeggiare, come richiesto anche dalla nuova direttiva europea EPBD, gli edifici devono necessariamente diventare più “green”: è necessario prestare particolare attenzione ad ogni scelta che viene compiuta, valutando attentamente conseguenze e impatti in termini ambientali. Di conseguenza, è chiaro che, optare per materiali certificati, sia uno dei primi passi da compiere per rendere l’edilizia sempre più sostenibile ed essere sicuri di ciò che si realizza. Cosa significa un materiale per l’edilizia certificato Scegliere un materiale per l’edilizia certificato per la sostenibilità significa acquistare e utilizzare un prodotto con un impatto contenuto sull’ambiente, ad esempio per la sua composizione o per il suo processo produttivo. Per fare chiarezza tra la diverse alternative, è bene specificare che si possono distinguere 2 principali tipologie di certificazioni: da un lato quelle relative all’azienda produttrice e ai suoi processi, dall’altro quelle specifiche sul prodotto o sul materiale. Entrambe offrono pregi e vantaggi e, in ogni caso, testimoniano l’impegno promosso dai produttori in questa direzione. Tra i principali standard per le aziende si trovano: Certificazione secondo ISO 14001, per l’implementazione di un sistema di gestione ambientale, identificando e riducendo i propri impatti; Certificazione EMAS, uno strumento volontario proposto dalla Comunità Europea per misurare le proprie performance e migliorarle. Mentre le vere e proprie certificazioni di prodotto si dividono in base alla norma ISO 14020 in 3 categorie: Tipologia I (ISO 14024), ossia quelle etichette che vengono certificate da un ente terzo rispetto al produttore, come ad esempio l’Ecolabel, basata su un approccio LCA; Tipologia II (ISO 14021), quindi autodichiarazioni ambientali emesse da chi produce o distribuisce un determinato prodotto, come è il caso del “riciclabile”, senza riferimenti a requisiti o standard specifici; Tipologia III (ISO 14025), dichiarazioni basate su parametri definiti e con impatti ambientali quantificati, tramite un sistema LCA, come ad esempio avviene con le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto. In aggiunta, la “Product Environmental Footprint” La Product Environmental Footprint è una metodologia per calcolare l’impronta ambientale di un prodotto, secondo quanto definito con la Raccomandazione 2013/179/CE. Nasce per rispondere alla necessità di uno strumento comune a livello europeo e facilitare il commercio dei prodotti sostenibili e la crescita della consapevolezza degli acquirenti, a fronte di un panorama complesso di norme volontarie applicabili. Con questo strumento, infatti, le imprese possono ricorrere ad un metodo comune e condiviso, che sfrutta indicatori ambientali specifici per il calcolo dell’impatto ambientale. Si considerano, ad esempio, le emissioni o il consumo di risorse e si ricorre ad una metodologia LCA semplificata, che permette di valutare tutti i requisiti definiti lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. La certificazione, infine, può essere rilasciata solo a seguito di una verifica di un terzo ente accreditato, dando così un valore oggettivo a quanto dichiarato. Perché scegliere materiali sostenibili Come si può evincere da quanto detto finora, il mercato dei prodotti sostenibili per l’edilizia è ormai articolato e non mancano certamente gli strumenti per essere certi dei requisiti e della qualità di ciò che si sta acquistando. Progettare un edificio con prodotti certificati per la sostenibilità assicura diversi vantaggi, i cui principali sono: Si favorisce la riduzione delle emissioni imputabili al mondo delle costruzioni, causate dall’estrazione e dalla produzione di materiali e prodotti; Si riduce il consumo di risorse non rinnovabili e crescono le percentuali di recupero/riciclo; Si riducono i consumi di energia e di risorse quali l’acqua per la produzione, che spesso sono incisive sull’impatto ambientale finale dell’edificio in ottica di ciclo di vita; Si garantisce comfort, benessere e sicurezza per tutte le persone che, ogni giorno, vivono l’edificio e gli spazi realizzati; Aumenta la qualità dell’edificio e il suo valore immobiliare. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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