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Indice degli argomenti Toggle La questione climatica leva della crescita dei green jobsLavoratori attualmente impegnati in occupazioni verdiAAA competenze cercasiFAQ Green JobsCosa sono i green jobs e che vantaggi offrono?Quanti sono in Italia i lavoratori attivi nei settori green?C’è richiesta di lavori verdi? Si può fare qualche esempio di green jobs? La richiesta di green jobs è in aumento. La transizione ecologica, di cui è parte integrante la transizione energetica, comporta una domanda di lavoratori utili negli ambiti legati alla mitigazione climatica e alla necessaria decarbonizzazione di molteplici ambiti produttivi. Quasi la metà dei datori di lavoro (47%) prevede che l’intensificazione degli sforzi e degli investimenti per ridurre le emissioni di carbonio sia un fattore chiave per la trasformazione organizzativa. Lo rivelano i risultati dell’indagine del Future of Jobs Report 2025, a cura del World Economic Forum. La mitigazione dei cambiamenti climatici è la terza tendenza più trasformativa in assoluto, col 47%, e la principale tendenza relativa alla transizione verde. L’adattamento ai cambiamenti climatici si colloca, invece, al sesto posto, con il 41% dei datori di lavoro che si aspettano che queste tendenze trasformino la propria attività nei prossimi cinque anni. Tuttavia, si rileva che, nonostante un aumento globale del 12% dei lavoratori che acquisiscono competenze verdi tra il 2022 e il 2023, la domanda continua a superare l’offerta. Per sfruttare appieno le opportunità create dalla transizione verde e sfruttarle in modo equo e inclusivo, è essenziale dare priorità alla formazione di competenze verdi. La questione climatica leva della crescita dei green jobs La mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, secondo il report WEF, sono tra le più importanti leve per apportare cambiamenti organizzativi in molti ambiti lavorativi. “Queste priorità hanno permesso ai lavori verdi di dimostrare resilienza negli ultimi anni, con i tassi di assunzione nei settori verdi rimasti relativamente stabili anche durante le interruzioni legate alla pandemia”. L’indagine Future of Jobs rileva che l’ambito industriale, che comprende settori come l’automotive e l’aerospaziale, e persino l’industria mineraria e metallurgica, prevede una significativa trasformazione organizzativa man mano che le aziende intensificano gli sforzi per decarbonizzare. Il 71% dei datori di lavoro nel settore automobilistico e aerospaziale e il 69% di quelli nel settore minerario e metallurgico si aspettano che la riduzione delle emissioni di carbonio trasformi le loro organizzazioni. Data la natura ad alta intensità di carbonio di questi settori, la decarbonizzazione trasformerà significativamente questi settori e la loro forza lavoro. Lo stesso report prevede che, tra lavori creati e persi, si registrerà una crescita netta del 7% dell’occupazione totale, ovvero 78 milioni di posti di lavoro. Buona parte di essi avrà a che fare con intenti green. Lavoratori attualmente impegnati in occupazioni verdi Già oggi si contano milioni di lavoratori impegnati in green jobs. A partire dalle città, nel mondo c’è un significativo numero di persone occupate. Un’indagine condotta da C40, network globale di circa 100 sindaci delle principali città del mondo, e Circle Economy, riporta che sono quasi 16 milioni i posti di lavoro che supportano già oggi la transizione verso la green economy nelle 74 città studiate. Questo include posti di lavoro verdi diretti e indiretti nelle varie città del mondo oggetto di analisi. Si tratta del 10% del totale dei posti di lavoro. In queste aree urbane i settori in particolare espansione sono quello energetico, i trasporti, le costruzioni e l’economia circolare. La rete C40 si è posta un obiettivo ambizioso: “la creazione di 50 milioni di posti di lavoro verdi e di qualità entro il 2030 nelle megalopoli del mondo”. In Italia si contano 3,1 milioni di green jobs secondo il report GreenItaly 2024 della fondazione Symbola. Per la precisione, sono 3.163.400 le figure professionali legate alla green economy rappresentanti il 13,4% degli occupati totali. AAA competenze cercasi Da una parte si registra un forte incremento di green jobs, dall’altra, però servono competenze. Lo skill gap è considerato il principale ostacolo alla trasformazione aziendale dagli intervistati del sondaggio WEF, con il 63% dei datori di lavoro che le identifica come un ostacolo significativo nel periodo 2025-2030. Anche il report GreenItaly ha posto attenzione sui fabbisogni occupazionali di professioni con competenze green nel medio termine (2024-2028). Nel complesso, per il periodo esaminato si stima che a oltre 2,4 milioni di lavoratori – quasi due terzi del fabbisogno totale del quinquennio – verranno richieste competenze green con importanza almeno intermedia (in aumento di circa il 2% rispetto alla precedente rilevazione) e con importanza elevata a più di 1,5 milioni di unità (poco più del 40% del totale e +0,8% rispetto alle previsioni 2023-2027). Questa tendenza trova conferme anche in uno studio di Manpower. Il 70% delle aziende di tutti i settori pianifica di assumere talenti nell’ambito della sostenibilità. Le intenzioni di assunzione più forti (81%) sono state riscontrate nel settore dell’energia e dei servizi pubblici, seguito dai comparti IT (77%) e servizi finanziari (75%), mentre i talenti verdi più ricercati sono quelli attinenti alle funzioni della produzione (36%), di operations e logistica (31%), IT (30%), vendite e marketing (27%), ingegneria (26%), amministrazione (25%) e risorse umane (25%). Tuttavia, le competenze verdi scarseggiano: il 94% dei datori di lavoro a livello globale riconosce di non avere in azienda i professionisti necessari per raggiungere i propri obiettivi ESG e il 75% di essi affermano di avere difficoltà a trovare i talenti con le competenze ricercate. Tra i principali ostacoli citati dalle aziende che cercano di progredire nella transizione verde, si evidenziano il reperimento di candidati qualificati (44%), la creazione di programmi di riqualificazione efficaci (39%) e l’identificazione di competenze trasferibili (36%). FAQ Green Jobs Cosa sono i green jobs e che vantaggi offrono? I green jobs sono “lavori dignitosi che contribuiscono a preservare o ripristinare l’ambiente”, sia nei settori tradizionali come la produzione manifatturiera e l’edilizia, sia nei nuovi settori come le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Così li definisce l’International Labor Organizations. I lavori verdi sono di aiuto a migliorare l’efficienza energetica e delle materie prime, a limitare le emissioni di gas serra, a ridurre al minimo gli sprechi e l’inquinamento. Inoltre, sono preziosi per proteggere e ripristinare gli ecosistemi e per sostenere l’adattamento agli effetti del cambiamento climatico. Quanti sono in Italia i lavoratori attivi nei settori green? In Italia quasi 2 milioni di nuovi posti di lavoro sono strettamente connessi con la transizione ecologica e le competenze funzionali a questo percorso sono state richieste per ben il 79% del totale dei contratti stipulati nel 2023. A dare questo quadro di dettaglio è il rapporto GreenItaly 2024 di Symbola, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, presentato lo scorso ottobre. Alla fine dello 2024, le figure professionali legate alla green economy rappresentavano il 13,4% degli occupati totali, pari a 3.163.400 unità. C’è richiesta di lavori verdi? Si può fare qualche esempio di green jobs? Secondo un’analisi di Manpower, in Italia ci sono oltre duemila posizioni “verdi” aperte negli ambiti di maggiore impatto sul green: efficientamento energetico ed energia elettrica, fotovoltaico, assemblaggio veicoli elettrici nell’automotive. Tra le figure più ricercate nell’ambito dell’efficientamento energetico troviamo tecnici manutentori, ingegneri delle infrastrutture e civili e progettisti di impianti, molto richiesti anche nell’ambito del fotovoltaico. In questo settore sono strategici anche i manutentori e gli installatori di impianti. Nel comparto automotive/assemblaggio veicoli elettrici i più ricercati sono i tecnici manutentori, oltre ai tecnici dedicati al controllo di qualità e agli ingegneri di prodotto. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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