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A cura di: Raffaella Capritti Indice degli argomenti Toggle Earth Overshoot Day: di cosa si tratta e come si calcolaLe conseguenze dell’overshoot dayLa ricchezza biologica è la nostra più grande risorsaMaglia nera all’ItaliaLa voce del WWF: transizione, alimentazione ed economia circolareFAQ – Domande sull’Overshoot DayCos’è l’Earth Overshoot Day?Perché la data cambia ogni anno?Come viene calcolata?Che impatto ha il nostro stile di vita?Cosa possiamo fare per migliorare?Cosa rischiamo se ignoriamo l’Overshoot Day?La campagna #movethedate 1 settimana prima rispetto allo scorso anno è arrivato implacabile l’Earth Overshoot Day a ricordarci che sfruttiamo troppo il pianeta e che le risorse naturali non sono infinite. Oggi 24 luglio segna dunque la data in cui l’umanità nel 2025 ha utilizzato tutte le risorse rinnovabili. Da oggi, viviamo in rosso, consumando risorse naturali che la Terra non riesce a rigenerare nei tempi naturali: è iniziato il debito ecologico. Earth Overshoot Day: di cosa si tratta e come si calcola Dal 1961 l’organizzazione di ricerca internazionale Global Footprint Network calcola, basandosi su un complesso sistema di dati ufficiali (National Footprint & Biocapacity Accounts – NFA), integrati con stime aggiornate, la data di inizio dell’Earth Overshoot Day, proponendo misure per ritardare questo triste anniversario e promuovendo iniziative socio culturali. Per determinare la data dell’Earth Overshoot Day, il Global Footprint Network calcola il numero di giorni dell’anno in cui la biocapacità del Pianeta – ovvero le risorse ecologiche che la Terra è in grado di generare – è sufficiente a soddisfare l’Impronta Ecologica dell’umanità, cioè la nostra domanda, moltiplicando il risultato per 365, il numero di giorni di un anno. Il resto dell’anno corrisponde all’overshoot globale. Che l’Earth Overshoot Day cada il 24 luglio significa che l’umanità sta utilizzando la natura 1,8 volte più velocemente di quanto gli ecosistemi terrestri possano rigenerarsi. Nel 2025, i dati ci dicono che ogni persona consuma in media 2,65 ettari globali, mentre la biocapacità disponibile per ciascuno è di soli 1,49 ettari. Il 62% della nostra impronta deriva dalle emissioni di carbonio, che continuano a crescere nonostante gli impegni globali per la decarbonizzazione. Spesso tutti noi ci comportiamo come se le risorse rinnovabili fossero infinite, ma non è così e tutti i nostri comportamenti influenzano i consumi di energia. Questo sforamento si verifica infatti perché le persone emettono più CO₂ di quanta la biosfera possa assorbire, usano più acqua dolce di quanta ne venga ricreata, sfruttano più alberi di quanti ne ricrescano, pescano più velocemente di quanto le riserve si rigenerino. Questo uso eccessivo, al di là di ciò che la natura può rinnovare, esaurisce inevitabilmente il capitale naturale della Terra, compromettendo la sicurezza delle risorse a lungo termine. Certo, è giusto ricordare che tutti possiamo e dobbiamo migliorare il nostro comportamento, ma il vero cambiamento può arrivare solo dai governi, a livello nazionale e internazionale, con azioni su larga scala, politiche e strategie coerenti con la situazione di fragilità che sta vivendo il Pianeta, prima che non ci sia più tempo. Negli ultimi anni il trend era leggermente migliorato ma, comunque, a un ritmo troppo lento. Quest’anno l’overshoot Day è arrivato in anticipo. Per raggiungere l’obiettivo dell’IPCC delle Nazioni Unite di ridurre le emissioni di carbonio del 43% a livello mondiale entro il 2030 rispetto al 2010, sarebbe necessario spostare l’Earth Overshoot Day di 19 giorni all’anno per i prossimi sette anni. Le soluzioni tecnologiche, rinnovabili, pulite e sostenibili esistono ma, per ritardare la data dell’Earth Overshoot Day, vanno implementate su larga scala. La piattaforma Power of Possibility presenta un’ampia gamma di tecnologie commerciali, strategie governative, politiche pubbliche e buone pratiche provenienti da iniziative civiche e accademiche. Le opportunità esistono in cinque aree chiave: Città, Energia, Cibo, Popolazione e Pianeta. The Power of Possibility propone oltre 100 opzioni per spostare la data dell’Earth Overshoot Day. Per esempio passare alle reti intelligenti e a una maggiore efficienza dei nostri sistemi elettrici garantirebbe uno spostamento della data (si veda la campagna #movethedate) di 21 giorni. Dimezzare gli sprechi alimentari sposterebbe la data di 13 giorni. Coltivare alberi ed altre culture nello stesso terreno posticiperebbe la data di 2,1 giorni. Aumentare le fonti di energia elettrica a basse emissioni di carbonio dal 39% al 75% sposterebbe la data di 26 giorni. Ridurre le emissioni di CO2 da combustibili fossili del 50% sposterebbe la data di tre mesi. Ed esistono molte altre soluzioni. Una data, quella dell’Earth Overshoot Day, che purtroppo viene spesso anticipata da un anno all’altro, a parte la pausa del 2020 quando, a causa del blocco delle attività per la pandemia, è stata posticipata al 22 agosto: nel 2024 è stata il 1 agosto, nel 2023 il 2 agosto, nel 2021 il 29 luglio, nel 2017 il 2 agosto, nel 2016 l’8 agosto, nel 2000 a fine settembre, nel 1997 era l’8 ottobre. Le conseguenze dell’overshoot day I costi di questo eccessivo sfruttamento ecologico globale si concretizzano negli eventi metereologici estremi sempre più frequenti, deforestazione, ondate di calore, incendi, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera. Attualmente l’umanità utilizza il 74% in più di quanto gli ecosistemi del pianeta possono rigenerare, il che equivale ad utilizzare “1,8 Terre”. C’è anche il tema delle disuguaglianze economiche che va affrontato: se il 20% dei consumatori più ricchi adottasse stili di vita a basso impatto ambientale, si potrebbe abbattere la pressione sugli ecosistemi globali fino al 53%. Non è il consumo in sé il problema, ma come e quanto consumiamo. Secondo il Global Footprint Network, oggi 5,8 miliardi di persone vivono in aree dove il sovrasfruttamento delle risorse compromette direttamente la qualità e la sicurezza della vita. Lewis Akenji, membro del consiglio di amministrazione del Global Footprint Network, sottolinea che: “Siamo al limite di quanto danno ecologico possiamo permetterci. L’overshoot finirà. La domanda è come: con un progetto o con un disastro”. Il sovrasfruttamento delle risorse naturali comporta gravi conseguenze ecologiche. Tra queste troviamo: Deforestazione: la perdita di foreste accelera i cambiamenti climatici e riduce la biodiversità. Erosione del suolo: il deterioramento del suolo compromette la produttività agricola e la sicurezza alimentare. Perdita di biodiversità: la distruzione degli habitat naturali minaccia numerose specie animali e vegetali. Accumulo di CO2: l’aumento dei livelli di anidride carbonica contribuisce al riscaldamento globale e a eventi climatici estremi. La ricchezza biologica è la nostra più grande risorsa La qualità della vita e in qualche modo la stessa sopravvivenza dell’umanità dipendono dalla salute delle risorse biologiche del nostro pianeta: suolo fertile, acqua e aria pulite sono necessari per mantenere il nostro pianeta vivibile, regolando il clima e assorbendo le emissioni di carbonio. Dato il massiccio uso eccessivo delle risorse biologiche del pianeta, la disponibilità della biocapacità della Terra è sempre più limitata. La buona notizia è che esistono già soluzioni per migliorare la salute dei nostri ecosistemi e la capacità del pianeta di rigenerare le risorse biologiche: La riforestazione delle foreste tropicali e delle mangrovie ha il triplice vantaggio di aumentare la biodiversità, catturare l’anidride carbonica e fungere da barriera contro le inondazioni durante gli uragani lungo le aree urbane costiere dei tropici e subtropicali. La riforestazione di 350 milioni di ettari di foresta sposterebbe la data dell’Overshoot Day di 8 giorni. L’agricoltura rigenerativa arricchisce il suolo, aumenta la biodiversità e migliora la salute dei bacini idrografici, catturando l’anidride carbonica nel suolo. La pesca sostenibile migliora la salute generale degli oceani e contribuisce a garantire che gli oceani continuino a provvedere alle generazioni future (circa 3 miliardi di persone dipendono dai frutti di mare come fonte primaria di proteine, soprattutto nei paesi a basso reddito). Queste soluzioni sono in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, che invitano a conservare e utilizzare in modo sostenibile le risorse marine e a proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri. Serve l’impegno di ognuno di noi ma servono soprattutto politiche precise, a partire dal rispetto dell’accordo di Parigi, che impongano per esempio tagli significativi alle emissioni di CO2, che attualmente rappresentano il 60% della nostra impronta ecologica. Se riuscissimo a dimezzarle la data dell’Overshoot Day si posticiperebbe di oltre 3 mesi. Guadagnare 5 giorni ogni anno permetterebbe di tornare “in pari” con l’uso di risorse naturali entro il 2050. L’associazione Global Footprint Network ha anche lanciato un calcolatore dell’impronta ecologica che funziona anche su dispositivi mobili e permette agli utenti di misurare la propria impronta ecologica, conoscere soluzioni ed esplorare esempi di pratiche sostenibili. Maglia nera all’Italia L’analisi dell’Overshoot Day dei singoli Paesi mostra che in Italia non abbiamo lavorato bene considerando che la data di non ritorno è stata il 6 maggio, 14 giorni prima dello scorso anno. Secondo le analisi del Global Footprint Network, nel nostro caso le attività maggiormente impattanti sono i consumi alimentari e il settore dei trasporti. Il nostro Overshoot Day cade a 250 giorni dalla fine dell’anno, se fosse così a livello globale servirebbero 2,9 pianeti Terra per soddisfare i bisogni. Certo siamo in buona compagnia e ci sono paesi, come il Qatar o Lussemburgo, che già a febbraio hanno terminato le risorse rinnovabili. Medaglia d’oro all’Uruguay che le terminerà il 17 dicembre. E’ bene ricordarci che ognuno di noi può contribuire a ridurre l’impatto ambientale attraverso scelte quotidiane consapevoli: riducendo l’uso della plastica, scegliendo i trasporti pubblici piuttosto che la macchina, riciclando. La voce del WWF: transizione, alimentazione ed economia circolare Anche il WWF si unisce al richiamo globale lanciato dall’Earth Overshoot Day 2025, sottolineando come il nostro attuale modello di consumo ci porti a vivere “a credito” rispetto alla biocapacità del pianeta. L’organizzazione, attraverso la campagna Our Future, invita a cambiare rotta adottando soluzioni concrete in cinque ambiti: transizione energetica, economia circolare, alimentazione sostenibile, mobilità green e politiche ambientali più ambiziose. “Non solo stiamo vivendo ‘a credito’ ogni anno, ma abbiamo anche accumulato un enorme debito nei confronti del sistema Terra,” ha dichiarato Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF Italia. “Ripagare questo debito – in termini ecologici – è quasi impossibile se continuiamo a ignorarne le conseguenze”. Secondo il WWF, è possibile posticipare l’Overshoot Day di 5 giorni ogni anno con una combinazione realistica di tecnologia, comportamenti individuali e politiche pubbliche: un passo decisivo per rientrare nei limiti del pianeta entro il 2050. FAQ – Domande sull’Overshoot Day Cos’è l’Earth Overshoot Day? È la data in cui l’umanità esaurisce il budget ecologico annuale del pianeta. Da quel momento viviamo “a debito”, utilizzando risorse che la Terra non riesce a rigenerare entro l’anno. Perché la data cambia ogni anno? Dipende dal rapporto tra la domanda (Impronta Ecologica) e l’offerta (biocapacità della Terra). Più aumentano i consumi o più si riduce la capacità rigenerativa del pianeta, più la data si anticipa. Come viene calcolata? Il Global Footprint Network usa i dati dei National Footprint and Biocapacity Accounts aggiornati con stime su base annuale. Si confronta la biocapacità disponibile con la domanda di risorse e si individua il giorno in cui si raggiunge il limite. Che impatto ha il nostro stile di vita? Un impatto diretto. Le nostre abitudini alimentari, il tipo di energia che usiamo, come ci spostiamo e cosa consumiamo influenzano la nostra impronta ecologica. Cosa possiamo fare per migliorare? Oltre a ridurre i consumi individuali, è fondamentale spingere per politiche pubbliche ambiziose, investire nelle rinnovabili, nell’efficienza energetica e in un’economia circolare. Ogni azione conta, ma servono strategie collettive. Cosa rischiamo se ignoriamo l’Overshoot Day? Più anticipiamo questa data, maggiori saranno le conseguenze: perdita di biodiversità, instabilità climatica, insicurezza alimentare ed energetica. In gioco non c’è solo l’ambiente, ma anche la stabilità economica e la giustizia sociale. 1/08/2023 Un evento in Slovenia per celebrare l’Erath Overshoot Day 2023 Per la prima volta il Ministero dell’Ambiente, del Clima e dell’Energia della Slovenia, in collaborazione con Global Footprint Network hanno organizzato ieri un evento dedicato alle implicazioni dell’overshoot day. Il ministro sloveno dell’ambiente Bojan Kumer ha sottolineato che “La Slovenia è il primo paese dell’UE ad affiancare Nazioni quali l’Ecuador, il Giappone, le Filippine, la Svizzera e gli Emirati Arabi Uniti nell’utilizzo dei dati dell’Impronta Ecologica e nel sostenere ufficialmente questo indicatore come strumento utile per orientare la politica ambientale“, con l’obiettivo di ridurre del 20% entro il 2030 la propria impronta ecologica 26/07/2021 29 luglio: abbiamo finito le risorse rinnovabili Il 29 luglio è l’Overshoot Day 2021, ovvero il giorno che segna l’inizio del debito ecologico a causa dell’eccessivo sfruttamento del pianeta: abbiamo utilizzato tutte le risorse rinnovabili. Per soddisfare il bisogno attuale di risorse ci servirebbero 1,6 pianeti Indice degli argomenti: Risorse rinnovabili, non sono infinite La campagna #movethedate 100 giorni alla COP26 di Glasgow Lo scorso anno, “grazie” all’emergenza sanitaria e ai lockdown imposti dai governi di tutto il mondo, l’Overshoot Day è stato il 22 agosto, ma nel 2021 purtroppo siamo tornati ai dati del 2019 e il 29 luglio segna l’inizio del nostro debito ecologico perché abbiamo utilizzato tutte le risorse rinnovabili disponibili l’anno in corso, sfruttando la natura di più di quanto questa si possa rinnovare. Come ogni anno ha calcolato la data di inizio dell’Overshoot Day l’organizzazione di ricerca internazionale Global Footprint Network, confrontando l’impronta Ecologica totale con la capacità della Terra di rigenerare risorse naturali rinnovabili nell’anno di riferimento (biocapacità). Dunque da giovedì 29 luglio fino alla fine dell’anno la terra sarà sovrasfruttata dall’uomo. E la cosa grave, sottolinea l’associazione, è che, a parte la pausa del 2020, ogni anno questa data è anticipata: nel 2018 è stata il 1 agosto, nel 2017 il 2 agosto, nel 2016 l’8 agosto, sei anni fa il 13 agosto, nel 2000 a fine settembre, nel 1997 era l’8 ottobre. Risorse rinnovabili: non sono infinite I fattori principali che hanno determinato la data dell’Earth Overshoot Day 2021 sono stati l’aumento del 6,6% dell’impronta di carbonio e la diminuzione della biocapacità forestale globale dello 0,5%, soprattutto a causa della deforestazione in Amazzonia. Le stime dicono che le emissioni di CO2 legate ai trasporti alla fine dell’anno saranno inferiori rispetto a quelle dei livelli pre-covid, mentre ci si attende un aumento del 5% circa di quelle legate ai consumi energetici, con la crescita dell’uso del carbone. Nonostante gli impegni per il clima continuiamo a usare più risorse ecologiche di quanto la natura possa rigenerare nel corso dell’anno. A causa della pesca intensiva, dello sfruttamento indiscriminato delle foreste e di eccessive emissioni di anidrite carbonica in atmosfera, che le foreste non riescono ad assimilare, con il rischio di eventi meteorologici estremi, abbiamo un tasso di consumo delle risorse naturali 1,6 volte più veloce di quanto gli ecosistemi riescano a rigenerarsi e utilizziamo il 74% in più di risorse rispetto a quelle disponibili in natura. Per soddisfare il bisogno attuale di risorse ci servirebbero 1,6 pianeti ma, continuando con questo trend, entro il 2030 si arriverà a 2 terre. La campagna #movethedate La Global Footprint Network sottolinea che possiamo invertire le tendenze di consumo delle risorse naturali, migliorando la qualità della vita per tutte le persone e propone la campagna #movethedate, per cercare di posticipare l’Overshoot Day. Esistono in particolare 5 macro aree su cui si può iniziare a intervenire per migliorare la sostenibilità e garantire la transizione verso un mondo sostenibile e a zero emissioni di carbonio: cibo, città, popolazione, natura ed energia. Il modo in cui soddisfiamo una delle nostre esigenze di base, il cibo, può avere importanti impatti sulla sostenibilità. Approvvigionare il cibo a livello locale ed evitare cibi altamente trasformati può ridurre l’Impronta Ecologica. Si prevede che tra il 70% e l’80% della popolazione mondiale vivrà in città entro il 2050. Di conseguenza, la pianificazione urbana e le strategie di sviluppo urbano sono fondamentali per garantire un equilibrio tra risorse naturali e domanda della popolazione. Tra gli esempi si possono citare gli edifici ad alta efficienza energetica e lo sviluppo di sistemi efficaci e sostenibili per il trasporto pubblico. Quest’ultimo è un aspetto molto importante perché la mobilità personale rappresenta il 17% dell’impronta di carbonio dell’umanità Decarbonizzare l’economia è la nostra migliore opportunità possibile per affrontare il cambiamento climatico e migliorare l’equilibrio tra la nostra impronta ecologica e le risorse naturali rinnovabili del pianeta. Oltre 150 anni fa, l’impronta di carbonio dell’umanità era vicina allo zero. Se vogliamo essere all’altezza dell’impegno siglato con l’Accordo di Parigi sul clima del 2015, di limitare l’aumento della temperatura globale a meno di 2°C (o addirittura 1,5°C), l’Impronta di carbonio dovrebbe essere nuovamente pari a zero prima del 2050. L’impegno affinché tutti vivano in condizioni di sicurezza in un mondo di risorse limitate richiede che si tenga conto della crescita demografica. L’emancipazione delle donne è essenziale per la sostenibilità globale. La qualità della vita dell’umanità dipende dalla salute delle risorse biologiche del nostro pianeta. Terreno fertile, acqua pulita e aria pulita sono necessari alla nostra sopravvivenza. Oceani e foreste hanno un ruolo fondamentale nel regolare il clima e assorbire le emissioni di carbonio. A questo proposito Global Footprint Network ha lanciato una piattaforma in cui si possono condividere le soluzioni efficaci facilmente implementabili nel nostro quotidiano. 100 giorni alla COP26 di Glasgow Tra 100 giorni, dal 31 ottobre al 12 novembre, è in programma la Cop26 a Glasgow, conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Inizia oggi la campagna lanciata da Global Footprint Network e Agenzia per la Protezione Ambientale “100 Days of Possibility“, con una serie di buone pratiche che ogni paese, città o azienda può attuare per posticipare la data dell’Overshoot Day, coerentemente con le risorse disponibili in natura. Ogni giorno fino al 31 ottobre saranno rivelate le soluzioni efficaci e scalabili per la salvaguardia climatica. Alcuni esempi? Il calcestruzzo circolare a basso contenuto di carbonio sviluppato dall’azienda svizzera Eberhard; la rete intelligente per l’Egitto di Schneider Electric; i tessuti ecologici di Hessnatur, la promozione di sistemi alimentari sostenibili di Foodnected e la linea ferroviaria convertita in una pista ciclabile per pendolari a Wuppertal. Il WWF a questo proposito ricorda che sono già disponibili molte soluzioni che possono contribuire a limitare la nostra impronta ecologica e a posticipare la data dell’Overshoot Day: fare scelte di consumo attente, soprattutto legate all’alimentazione, ma anche ridurre l’impronta di carbonio. Articolo aggiornato Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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