Positivo il bilancio economico, sociale e ambientale del Superbonus 110. Lo studio di Nomisma e Ance Emilia

Il superbonus 110%, a più di due anni dalla sua nascita, ha già prodotto una pluralità di effetti, diretti e indiretti, di tipo sociale, ambientale ed economico sull’intero Paese. Uno studio commissionato a Nomisma da Ance Emilia, ne offre un ritratto compiuto.

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Bilancio positivo del superbonus 110%. Lo studio di nomisma per Ance Emilia

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Una ricerca condotta da Nomisma per conto di Ance Emilia, di recente pubblicazione, restituisce un quadro economico del Superbonus piuttosto confortante: i 38,7 miliardi investiti generano un ritorno economico di 124,8 mld (pari al 7,5% del PIL).

Il primo Bilancio Sociale e Ambientale del Superbonus 110% è stato presentato a Bologna il 13 luglio, in occasione di un convegno promosso da Nomisma e ANCE EMILIA dal titolo “C’è transizione senza superbonus?”.

I dati evidenziano la sostenibilità del bonus con le sue agevolazioni, detrazioni e rimborsi per le ristrutturazioni edilizie finalizzate all’efficientamento energetico (Super Ecobonus). La misura ha infatti generato una pluralità di effetti – diretti e indiretti – di tipo ambientale, economico e sociale.

Il Superbonus in numeri

Il Superbonus, introdotto dal dlgs 34/2020 c.d. “decreto rilancio” prevede un’aliquota di detrazione fiscale al 110% per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica (ecobonus) – trainanti e trainati – di coibentazione dell’involucro edilizio (cappotto termico) e/o sostituzione dell’impianto termico, e per gli interventi antisismici (sismabonus).

Enea, dall’agosto del 2021 pubblica, con cadenza mensile tutti i dati relativi alla fruizione del Super Ecobonus 110%, rispetto al numero di asseverazioni, investimenti e importi ammessi a detrazioni.

Distinguendo tra tipologie edilizie – condomini, edifici unifamiliari, unità immobiliari indipendenti – sia su scala nazionale, che suddiviso tra le singole regioni italiane.

Dati enea Superbonus aggiornati a giugno 2022
Secondo i dati dell’ultimo report disponibile – relativo a giugno 2022 – sull’intero territorio nazionale, a
fronte di un numero di asseverazioni totali pari a quasi 200 mila, sono stati ammessi a detrazione
investimenti per 35,2 miliardi di euro, che arriveranno a quota 38,7 mld alla fine dei lavori (per i cantieri in
corso). Circa la metà delle detrazioni fiscali (17,3 mld) sono stati spesi per interventi sui condomini.

Superbonus, prospettive per i prossimi mesi

Sono 7,3 milioni le famiglie interessate dal Superbonus.

Così suddivise:

  • famiglie attendiste il 47% (3,4 mln)
  • famiglie esplorative, il 44% (3,3 mln)
  • •famiglie operative, l’8% (0,6 mln).

Le famiglie attendiste sono interessate dall’uso del bonus, ma non hanno ancora avviata nessuna iniziativa concreta.

Le famiglie esplorative sono ancora nella fase di ipotesi e progettazione degli interventi di efficientamento energetico (studio di fattibilità), subito prima dell’avvio dei lavori. Una buona parte di esse – quasi la metà – hanno soltanto approvato gli interventi; alcune sono nella fase di verifica dei requisiti per l’accesso al superbonus; altre, infine, hanno accertato i requisiti e sono in attesa di avviare le lavorazioni.

Le famiglie operative si trovano nella fase esecutiva ed ultima del Superbonus. Di queste, la gran parte (circa i 2/3) è ancora in attività, mentre il resto ha completato i lavori terminando tutto il processo operativo.

Bilancio economico del Superbonus

Il valore economico totale generato dal Superbonus 110 è pari a 124,8 miliardi di euro, suddivisi in:

  • Effetto diretto: 56,1 mld
  • Effetto indiretto: 25,3 mld
  • Effetto indotto: 43,4 mld

L’effetto diretto equivale alla maggior produzione nel settore delle costruzioni di semilavorati, prodotti intermedi e servizi, funzionali allo stesso processo di efficientamento energetico, che la spesa aggiuntiva derivante dagli interventi Superbonus riesce a generare nel mercato edilizio.

Ogni settore e attività produttiva direttamente coinvolta nel processo edilizio, riesce ad attivarne altri per il principio di azione e reazione del mercato produttivo interessato (effetto indiretto).

Le produzioni di beni e servizi, dirette e indirette, a loro volta generano redditi di remunerazione del lavoro aggiuntivi che vanno ad alimentare una maggiore spesa in consumi finali, che richiede maggior produzioni (effetto indotto).

Il valore economico generato dal Superbonus

Da un’analisi elaborata dal Centro Studi CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri), la spesa del Superbonus è sostenibile almeno fino al completamento degli interventi previsti dal PNRR. A settembre 2021 gli interventi con super ecobonus avevano raggiunto i 7,5 miliardi di euro. Si stima che questi abbiano attivato nel sistema economico una produzione aggiuntiva di 15,7 miliardi di euro e occupazione per oltre 120.000 posti di lavoro e che possano contribuire alla formazione di quasi 10 miliardi di PIL (calcolato come somma tra il valore aggiunto totale attivato dai Superbonus e le imposte sui prodotti e lavoro connessi).

Bilancio ambientale del superbonus

Il settore edilizio è tra le principali fonti di emissioni di CO2 al mondo, responsabile di circa 1/3 delle emissioni globali e assorbe il 36% del consumo di energia. In Europa è inoltre causa della produzione di 1/3 tra tutti i rifiuti (i rifiuti da costruzione e demolizione C&D).

Bilancio ambientale del superbonus

Il Superbonus agisce anche in questa direzione: rendere infatti le abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, permette di ridurre i consumi per il riscaldamento e raffrescamento con la conseguente riduzione delle emissioni.

Bilancio ambientale del Superbonus
Bilancio ambientale del Superbonus (fonti: ENEA detrazioni fiscali, SIAPE, Agenzia delle Entrate, Istat)

Il valore ambientale finora generato dal Superbonus 110, quantificato come riduzione dell’impronta ecologica dell’ambiente costruito, ha una duplice strategia:

  • concorre alla decarbonizzazione, grazie alla riduzione di 979 mila tonnellate di CO2 (corrispondente alla capacità di stoccaggio di 6 mln di alberi)
  • concorre alla strategia energetica nazionale, grazie all’installazione di pannelli solari e fotovoltaico, un passo importante verso la transizione ecologica e l’autonomia energetica

Il valore economico generato dal Superbonus

L’impatto ambientale del Superbonus può essere tradotto in termini economici. La riduzione dei consumi energetici, conseguente al “salto di classe” (certificato da APE), produce infatti un doppio effetto:

  • risparmio economico in bolletta, quantificato pari a circa 500 €/anno
  • risparmio di CO2, quantificata in 8,3 mln di euro dal 2019 al 2022, secondo il valore di mercato

È stato calcolato che abbattere una tonnellata di CO2 con il Superbonus son stati spesi 55€ (investire nel settore industriale ne costa 95€/t, nella mobilità sostenibile 52€/t). Ottimi risultati, in special modo se consideriamo che l’impatto maggiore nell’industria delle costruzioni è rappresentato dal costo della manodopera rispetto a quello delle materie prime.

Il 110%, inoltre, incentivando la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, ha effetti positivi sul contenimento del consumo di suolo. Rispetto al nuovo, l’investimento immobiliare dei beneficiari del Superbonus, genera un guadagno di 15,3 miliardi di euro.

Bilancio sociale del Superbonus

Il valore sociale generato dal Superbonus 110 risulta dalla somma di una serie di fattori, che produce in modo più o meno diretto:

  • maggior occupazione di lavoratori
  • incremento del valore immobiliare
  • incentivo per i redditi meno abbienti

Il 110% stimola in modo eccezionale il settore delle costruzioni che si trova a gestire una domanda smisurata di ristrutturazioni energetiche. Per le imprese edili questo si traduce in un maggiore occupazione: 630 mila nuovi occupati totali. Di questi, 410 mila lavoratori sono direttamente connessi al settore delle costruzioni, mentre 224 mila derivano dai settori a esso collegati.

Il valore sociale generato dal Superbonus

Sebbene sia evidente che la misura abbia favorito i ceti più abbienti, esistono 483 mila famiglie dal reddito medio basso (inferiore a 1.800 €), che non avrebbero probabilmente eseguito lavori di efficientamento energetico della propria abitazione, senza l’opportunità del Superbonus.

Gli interventi realizzati hanno migliorato gli edifici sotto il profilo energetico ma anche estetico, rendendo gli immobili meno dispendiosi sul fronte dei consumi per riscaldamento e condizionamento e più belli perché rinnovati dentro e fuori. Nell’ipotesi che le unità immobiliari rientrino nelle classi energetiche inferiori, si stima un incremento del valore immobiliare pari ad almeno 4,8 mld di euro.

Conclusioni

Può essere migliorato, modificato, ampliato, ma non si può negare che l’introduzione di una misura di forte stimolo per l’industria delle costruzioni, com’è il Superbonus abbia prodotto, in appena due anni, una pluralità di effetti positivi che hanno travolto l’intero Paese.

Da una parte, esiste l’obiettivo europeo al 2050 della decarbonizzazione: la storia normativa energetica va in questa direzione. Riqualificare il parco immobiliare italiano – perlopiù vecchio e dispendioso – permette di ridurre i consumi energetici e le conseguenti emissioni di CO2. Questo, insieme alle comunità energetiche, all’agrivoltaico, all’attenzione per il ciclo dei rifiuti secondo il principio dell’economia circolare, sono fattori fondamentali per riuscire nell’obiettivo, si ambizioso quanto necessario. I cambiamenti climatici sono infatti ormai alle porte.

È vero che il Superbonus è stato usufruito in larga parte dai ceti medio-alti, ma ne hanno beneficiato quasi 500 mila persone a basso reddito che, altrimenti, non avrebbero avuto l’opportunità di migliorare la loro condizione abitativa. Da questa prospettiva si può migliorare.

Al momento c’è una grande attesa per un imminente decreto legge che dovrebbe porre rimedio alla stagnazione regnante. Negli ultimi tempi, infatti, il Superbonus è stato preso di mira dal governo Draghi – che lo ha condannato apertamente di fronte al Parlamento Europeo di aver triplicato i costi degli investimenti per l’efficientamento energetico degli edifici – sotto il profilo delle frodi fiscali (l’Agenzia delle Entrate, nella figura del direttore Ruffini, ha dichiarato che solo il 3% tra tutte le frodi dei bonus edilizi, appartiene al Superbonus). Attualmente migliaia di imprese e professionisti sono in attesa che si sblocchi il meccanismo della cessione del credito, vitale per l’intero sistema. E, fino a quel momento, tutto il settore delle costruzioni vivrà l’ebrezza della sopravvivenza: molte imprese hanno infatti accumulato una tale mole
di crediti da rischiare il fallimento se non dovessero riscuoterli in breve tempo. E ad ora ciò non è possibile.


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